Muri di Stato
7 commentiScritto il 5 nov 2009 | 7 commenti | | In: dblog, In Italia
Muoiono in solitudine rinchiusi dentro le mura dello Stato: Francesco Mastrogiovanni 3 mesi fa muore nell’ ospedale pubblico di Vallo della Lucania, sottoposto a TSO, la tortura di Stato. Il dirigente del reparto di psichiatria è stato sospeso un mese fa. Stefano Cucchi arrestato nella notte tra il 15 e il 16 ottobre passa per ben quattro strutture statali (caserma dei Carabinieri, carcere di Regina Coeli, Tribunale e ospedale Sandro Pertini; muore il 22 ottobre e sul suo corpo sono evidenti i segni di un pestaggio, alcuni già presenti il giorno del processo per direttissima. Diana Blefari, in carcere in regime di isolamento accusata di concorso nell’omicidio Biagi, il 1 novembre si impicca nella sua cella; da tempo soffriva di gravi disagi e di una profonda depressione. I suoi avvocati parlano di suicidio annunciato. Lo stesso giorno le era stata consegnata la sentenza di Cassazione in cui le veniva confermata la condanna all’ergastolo. Le ripetute segnalazioni sulla gravità del suo stato di salute non sono mai state ascoltate. Queste e tante altre storie passate, di morte e solitudine, consumata dietro le sbarre di una cella, nelle corsie di un’ospedale o nelle stanzette lager degli ospedali psichiatrici ci riportano violentemente, ogni volta al Medioevo della dignità umana. Si nasconde forse il disegno perverso delle società di eliminare alcuni suoi figli? Vi si prestano consapevolmente, coperti dall’impunità i membri delle forse dell’ordine, i giudici, i medici, gli assistenti sociali…Ci prestiamo noi tutti finchè continueremo a permetterlo.
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“Tornate in soffitta, medici parassiti, e anche tu, signor pecorone Legislatore; non è per amore degli uomini che deliri, è per tradizione d’imbecillità. La tua ignoranza di che cos’è un uomo è pari all’imbecillità di volerlo limitare”.
(Antonin Artaud)
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Reflexionando… La CELAC
Si bien Aram Aharonian, reconocido periodista fundador de TeleSur afirma que “hablar de una Comunidad de Estados Latinoamericanos y del Caribe significa comenzar a asumir la soberanía regional, dejando de lado el “proteccionismo” de Estados Unidos y Canadá, conscientes que las viejas recetas que nos impusieron desde hace 500 años solamente significaron dolor y penas para las grandes mayorías: exclusión social, pobreza, mientras los países centrales se quedaban con nuestros recursos naturales”...
Cuantos de nostros pueden estar seguros que la CELAC será un organismo continental capaz de acabar con estas mismas recetas, qué seguramente han cambiado de nombre (hace 500 años eran coloniales ahora son neoliberales, pasando por neocoloniales y liberales) pero que siguen empobreciendo America latina y el Caribe? Como será posible si algunos de los paises de la CELAC están completamente vinculados a estas politicas que sabemos lo que llevan es exclusión, privatizaciones, latifundios y agroindustria?(A.M)
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
Algunos temen que el reintegro a Petrocaribe sea la puerta par regresar al ALBA. Por todo eso, esos mismos hondureños sacaron su presidente Manuel Zelaya del país.
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HONDURAS
Tegucigalpa, Honduras (C-Libre).L'avvocato José Ricardo Rosales, è stato ucciso tre giorni dopo aver denunciato che la polizia della città di Tela (dipartimento di Atlántida, violava i diritti umani dei giovani:li picchiava e li torturava. Questo aveva dichiarato al quotidiano Diario Tiempo.
Secondo il capo della polizia di Tela, Héctor Turcios, martedì 17 gennaio alle 11.30 di mattina mentre Rosales stava salendo su un veicolo blu, targa PCT3029, e stato avvicinato da tre individui che gli hanno sparato e che poi sono fuggiti.________________________
Fuente: Comité por la Libre Expresión (C-Libre).
VENEZUELA/PROPOSTA PCV
FONTE: Tribuna Popular 1/2/2012
Il Partito Comunista del Venezuela nell’ambito dell’elaborazione della Legge Organica del Lavoro propone la riduzione della giornata lavorativa da 8 a 6 ore, come d’altra parte proposto a suo tempo dallo stesso presidente Hugo Chávez.
Pedro Eusse, del comitato direttivo del PCV afferma che si tratta di una proposta volta alla creazione di nuovi posti di lavoro ma formulata anche per permettere una qualità di vita superiore per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
La Commissione Presidenziale invece sta valutando la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero a 7 ore, proposta con la quale il PCV non si trova d’accordo così come ha discordanze sulle proposte economiche che il PCV considera peggiorative della condizione degli stessi lavoratori.
E’ previsto un incontro nazionale per il prossimo 25 febbraio con un gran numero di organizzazioni sindacali e di lavoratori e il 22 marzo una gran mobilitazione nazionale durante la quale le proposte per la Legge Organica del Lavoro verranno consegnate alla Presidenza della Repubblica.
CILENI ALL’ESTERO
Organizzazioni di cileni residenti in Spagna hanno lanciato un’appello per manifestare il prossimo 17 marzo in tutti i paesi in cui si trovino comunità organizzate di cileni, chiedendo ed esigendo il diritto al voto per tutti cileni residenti all’estero.
Contrariamente a molti latinoamericani che vivono e lavorano in altri paesi, ai quali tale diritto fondamentale, quello del voto appunto, e’ garantito da anni, i cileni, ancora dopo 22 anni dal ritorno della democrazia nel loro paese si vedono negato ancora oggi tale esercizio di partecipazione ed espressione politica da una costituzione antidemocratica che risale al 1980.
ECUADOR
La segreteria di pianificazione e l'Istituto di Statistica dell' Ecuador hanno reso noto che l'incidenza della povertà e' diminuita nel paese. Dal 33,% del 2010 è scesa al 28,6 a fine 2011. Almeno 651mila persone sono uscite dalla povertà nel 2011.
ARGENTINA
Il ministro degli esteri argentino, Héctor Timerman, risponde sdegnato alle dichiarazioni del primo ministro britannico David Cameron che nei giorni scorsi aveva accusato l’Argentina di essere un “paese colonialista” per le sue pretese sulle isole Malvine. Deve trattarsi del solito humor all’inglese visto che il Regno Unito é il paese colonialista per eccellenza...
“L’Argentina non solo non e’ colonialista ma e’ un paese anticolonialista” mentre il governo britannico “rappresenta la decadenza imperiale” ha detto Timerman
L’Argentina reclama la sovranita' sulle Malvine dal 1833 quando vennero occupate da truppe inglesi. La guerra del 1982 che causo' la morte di 255 soldati britannici e oltre 650 argentini vide la vittoria degli europei.
Le dichiarazioni di Cameron hanno causato anche proteste tra la popolazione argentina.
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Atene 6 dicembre 2008. Un poliziotto fredda con un colpo di pistola un ragazzo quindicenne, Alex. Grigoropoulos, che stava in piazza a guardare e non partecipava ad alcuna azione. Appena si diffonde la notizia decine di migliaia di giovani, di disoccupati di operai di medi — liceali — universitari, si riversano sulle piazze della capitale (Atene) a manifestare la propria collera contro l’assassinio e la ferocia poliziesca. Un’enorme ondata di proteste e manifestazioni investe le maggiori città della Grecia (Chania, Iraklio, Ioannina, Kozani, Komotini, Larissa, Patrasso, Salonicco, Velos). Vengono occupate scuole e il politecnico della capitale. Vengono erette barricate. I giovanissimi, dodicenni-quattordicenni, entrano in azione dappertutto. La sollevazione contro la mano dura della polizia è spontanea e generale. Ovunque cresce l’odio e la volontà di scontro contro le forze dell’ordine rimaste l’unico baluardo della cricca di governo capeggiata dal liberal-conservatore Costas Karamanlis. E le dimostrazioni di piazza sfociano in durissimi scontri con la polizia.
En español
- Joaquín Pérez Becerra: llamado urgente a la solidaridad internacional
- Carta abierta al alcalde de Turín (Italia), Piero Fassino: ¡Ninguna colaboración con el Estado terrorista de Colombia!
- Julián Conrado: hoy se discute su suerte en Caracas — NO A LA ENTREGA!
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- Canastas malditas
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DIRITTI UMANI NEWS
Buenos Aires (AP) Ottobre 2011 Un tribunale argentino ha condannato all’ergastolo 12 ex militari per crimini contro l’umanità commessi nella Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei principali e cruenti centri di detenzione dell’ultima dittatura (1976–1983).
Tra i condannati per gli 86 casi di sequestri, privazioni della libertà, torture, omicidi perpetrati contro dissidenti politici, si trova l’ex capitano di fregata Alfredo Astiz uno dei maggiori simboli della repressione militare e i militari della Marina in ritiro Jorge Acosta, Ricardo Cavallo, Jorge Radice e Antonio Pernias. Il processo, iniziato nel dicembre del 2009 è stato considerato come uno dei più importanti sulle violazioni dei diritti umani commesse contro la dittatura da parte dell’ultimo regime militare. Dall’ ESMA passarono circa 5mila detenuti, dei quali solo la metà sopravvissero.
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Buongiorno a tutti,
mutuo una parte del post e, precisamente, quando dici “ci riportano violentemente, ogni volta al Medioevo della dignità umana” ; consideriamo che, per quanto oggi possa sembrare aberrante, la Santa Inquisizione apportò una riforma in senso garantista del dibattimento in sede di procedimento penale contemplando la possibilità, all’imputato, di chiamare a deporre, in sua difesa, i testimoni. E se un testimone confutava l’atto d’accusa dell’ante litteram pubblico ministero, la pubblica accusa doveva produrre dieci testimonianze contrarie per ribaltare l’esito del procedimento. Forse è troppo generoso parlare di medioevo della dignità umana. Un’altra riflessione che facevo l’altra sera è che, forse, neanche nelle prigioni fasciste si perpetuavano così tanti oscuri episodi : episodi sui quali si alza, implacabile, una cortina di ferro di omertà e protezione. Non posso non andare, con la memoria, al lungometraggio di Petri, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, dove il potere fa quadrato attorno a Volontè assolvendolo ed autoassolvendosi. Un potere referenziale che pone il servitore dello Stato al di sopra della legge perchè è egli stesso la legge. Con buona pace dello stato di diritto.
grazie Christian. Ciao
sai Christian, almeno durante il fascismo era evidente che si trattava di un regime, la cosa tragica di adesso e che la maggior parte degli italiani questa la chiama democrazia…
Io sono dell’idea che una cartina tornasole di uno stato di diritto sia la situazione carceraria. Purtroppo non si può fare una casistica seria in merito perchè uno studio statistico si basa su dati oggettivi e, quindi, nel nostro caso si dovrebbe basare sul numero di denuncie o sul numero di decessi accertati a seguito di maltrattamenti. E chi vuoi che vada a denunciare o anche solo a monitorare questo stato di cose ? Io sono, vieppiù, molto preoccupato per un altro aspetto inerente la quasi assoluta mancanza di sensibilità da parte della società civile in merito a questo problema. C’è una assoluta indifferenza rispetto alla situazione dei detenuti quasi che ciò che accade nei penitenziari non sia di pertinenza della nostra coscienza (io aggiungerei “falsa coscienza”). Un atteggiamento del genere è molto pernicioso e mi ricorda molto da vicino quanto accadeva durante il nazionalsocialismo nelle case di detenzione piuttosto che negli ospedali psichiatrici all fine degli anni ‘3’ — e quindi prima della guerra — e che furono i veri antesignani dei campi di concentramento.
ci sono studi importanti su questo e anche saggi, purtroppo materia di analisi e oggetto di attenzione di una ristrettissima cerchia di persone. mi fa piacere che se ne parli qui, perchè questo in una prospettiva odierna dovrebbe accendere i riflettori su quanto acacde in carcere oggi ma anche nelle case di cure o nelle asl dove il TSO obbligatorio, è una pratica ancora applicata in grande misura, che nello scorso agosto è costata la morte a Francesco Mastrogiovanni per esempio.
[parte 1]
Non conosco gli studi a cui fai riferimento per cui non sono punto in grado di esprimere una opinione. Però mastico un pò di statistica e conosco abbastanza bene le metodologie di lavoro con le quali operano gli addetti ai lavori. Uno studio non può non basarsi su documenti ufficiali ed i documenti in questione sono i referti medici ed i certificati di decesso. Ma, al di là della buona fede o meno con la quale questi e quelli vengono redatti, in un referto raramente troverai che un detenuto è spirato a causa di maltrattamenti subiti dalle guardie carcerarie. Il numero dei decessi in una struttura carceraria, inoltre, può voler dire molto o nulla perchè bisognerebbe vedere, ad esempio, l’età media della popolazione carceraria ed essere in possesso di una cospicua anamnesi dei detenuti ; il numero dei suicidi, parimenti, può essere una cartina tornasole di un disagio : ma per conferirne una valenza inoppugnabile occorrerebbe stabilire chiaramente se costoro erano dei soggetti psicolabili prima del fermo e della detenzione o lo siano divenuti poi a seguito di sevizie fisiche o psicologiche (…)
[parte 2]
Ho citato tre soli esempi, banalissimi, con i quali gli analisti dovrebbero cimentarsi e sforzarsi di dare interpretazione. Ed è questo il punto focale, a mio giudizio : ossia che la natura eccezionale dello studio rischi di prestare il fianco ad interpretazioni preconcette di matrice politica che di scientifico e storiografico dovrebbero avere punto o nulla. E questo rischia di inficiarne la valenza interpretativa in un senso o nell’altro. Oggi, magari, è assai più facile condurre uno studio sulla popolazione carcercaria del ventennio ; ma, mi chiedo, è realmente possibile, oggi, fare una analisi altrettanto valida sulla situazione carceraria attuale ? Io ho più di una perplesità al riguardo perchè ci sono troppe, e troppo estese, zone d’ombra.