Per Julián Conrado tutta la “potenza morale” bolivariana

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Si se calla el cantor muere la rosa
de que sirve la rosa sin el canto
debe el canto ser luz sobre los campos
iluminando siempre a los de abajo.

(Mercedes Sosa)

 

E’ iniziata oggi 15 luglio e proseguirà fino al giorno 19 dello stesso mese, la campagna internazionale (#TodosPorJulianAsiloYa da inviare a @NicolasMaduro) per chiedere al governo venezuelano la liberazione e la concessione dell’asilo politico a  Guillermo Enrique Torres Cuéter, meglio conosciuto come Julián  Conrado, il «cantor» delle FARC, arrestato in territorio venezuelano il 31 maggio del 2011 in un’operazione congiunta di  polizia venezuelana e colombiana.

Sono molteplici le voci che chiedono oggi coerenza  rivoluzionaria a Nicolás Maduro,  presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il quale  nei giorni scorsi si è espresso favorevolmente ad una eventuale concessione di asilo politico al tecnico della Cia Edward Snowden: «In Venezuela siamo una potenza morale e quindi se  il giovane Snowden ha bisogno della protezione umanitaria e se lui pensa che dovrebbe venire nel nostro paese, il  Venezuela é disposto a proteggere questo giovane coraggioso in maniera umanitaria». (altro…)


Intervista a Sandra Ramírez, vedova di Manuel Marulanda Vélez

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“E’ questo rispetto per la donna e la possibilità di progredire come persone, combattenti e professioniste”

di Hernando Calvo Ospina -20 novembre 2012

 

Intervista realizzata da Hernando Calvo Ospina, e pubblicata inizialmente dal quotidiano messicano La Jornada, 10/11/12

Sembra nervosa. E’ la prima volta che concede un’intervista. La incontro a l’Avana. E’ una delle 13 donne che formano il gruppo di 30 persone che, per le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC, stanno negoziando con il governo colombiano un possibile — e anelato– processo di pace. Con grande semplicità, ma anche con una naturale eleganza, fa parte di quel 40 per cento di donne combattenti. Accompagna le sue parole con i movimenti delle mani e il luccichio dei suoi occhi neri. Si chiama Sandra Ramírez ed è la vedova del leader storico dell’organizzazione guerrigliera, Manuel Marulanda Vélez. Alle mie prime due domande, risponde come se si trattasse di un discorso. Spengo il registratore per ricordarle che non le sto facendo un’intervista: voglio conversare con lei. Allora sorride e rivolge lo sguardo verso qualche luogo lontano, e inizia, con i suoi ricordi lontani e recenti.

“Verso il 1981 nella regione contadina dove vivevo con la mia famiglia iniziarono a transitare dei guerriglieri. Mio padre gli faceva da guida affinché conoscessero la regione. Mi stupì che c’era una donna al comando di quel gruppo. A causa delle condizioni economiche non fu possibile continuare gli studi secondari, e siccome quella donna era diventata un riferimento per me, poco dopo decisi di entrare nelle FARC. (altro…)


Colombia: parte il processo di pace

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Ivan Márquez capo della delegazione delle FARC a OSLO

 

Dopo i fallimentari tentativi di porre fine alle ostilità che si sono susseguiti negli anni passati, sono cominciate in Norvegia le prima trattative tra il Governo e i guerriglieri delle Farc
 di Annalisa Melandri per L’Indro* — 19 ottobre 2012
.

Sono iniziate mercoledì in Norvegia, in una località nei pressi di Oslo, a porte chiuse, le conversazioni preliminari ai veri e propri dialoghi di pace che si svolgeranno nei mesi seguenti a Cuba tra il governo colombiano e la guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo (FARC-EP).

Le due delegazioni sono arrivate in mattinata con due voli separati; i rappresentanti della guerriglia provenienti da L’Avana, mentre la delegazione del governo con un aereo delle Forze Armate Colombiane proveniente da Bogotá.

Giovedì mattina, nell’hotel Hurdal, a circa un’ora a nord da Oslo, hanno dato una conferenza stampa congiunta, incontrando giornalisti di tutto il mondo sottoposti a rigidissimi controlli di sicurezza. E’ stato questo l’unico momento pubblico, con il quale viene dato avvio formale ai dialoghi di pace che proseguiranno a L’Avana il 15 novembre prossimo, secondo l’agenda fissata alcuni mesi fa. A differenza dei tentativi di dialogo intrapresi in varie occasioni nel passato, falliti miseramente, questi saranno caratterizzati dal più assoluto riserbo e discrezione. Alcuni analisti concordano sul fatto che l’aver letto un comunicato congiunto rappresenta un segnale positivo di distensione, dal momento che inizialmente si era parlato di due conferenze stampa distinte.

Siamo arrivati fino a questo 60° parallelo, fino alla città di Oslo dal lontano tropico, dalMacondo dell’ingiustizia, dal terzo paese più disuguale del mondo con un sogno collettivo di pace, con un ramo di ulivo nelle nostre mani” ha dichiarato Ivan Márquez, il capo della delegazione delle FARC ed ha parlato di “pace con giustizia sociale” e di dialogo, dove il popolo avrà il ruolo di “protagonista principale”. (altro…)


Venti di pace in Colombia?

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di Annalisa Melandri per L’Indro* - 30 agosto 2012

Sottoscritto un accordo per iniziare dialoghi di pace tra Governo e FARC

VENTI DI PACE IN COLOMBIA?

Per ottenere dei risultati sono necessarie riforme strutturali nel Paese, come quella agraria integrale con garanzia per i colombiani di libero accesso alla terra

 

È stato Jorge Enrique Botero, giornalista colombiano direttore dei servizi televisivi del canale latinoamericano Telesur a sciogliere per primo il riserbo che circondava l’avvio di negoziati di pace tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC-EP) e il governo colombiano.

Il governo del presidente Juan Manuel Santos e le Forze Armate Rivoluzionarie dellaColombia (FARC) hanno appena sottoscritto un accordo per iniziare dialoghi formali di pace.Questo accordo è stato firmato a L’Avana e il suo contenuto sarà reso pubblico dal presidente Juan Manuel Santos che darà anche informazioni sull’agenda tematica dello stesso”, ha anticipato Botero lo scorso lunedì 27 agosto, confermando che il processo era già iniziato nel mese di maggio e che vede coinvolti come mediatori i governi del Venezuela, di Cuba, della Norvegia e del Cile aggiuntosi all’ultimo momento. Proprio a Oslo, ad ottobre, inizieranno le sessioni di dialogo. (altro…)


Testo dell’accordo generale tra governo colombiano e guerriglia delle FARC

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Fonte: Associazione Nuova Colombia 

I delegati del Governo della Repubblica della Colombia (Governo Nazionale) e delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP):

come risultato dell’Incontro Esplorativo che ha avuto luogo all’Avana, Cuba, tra il 23 febbraio e il 26 agosto 2012, e che ha contato sulla partecipazione del Governo della Repubblica di Cuba e del Governo della Norvegia come garanti, e con l’appoggio del Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela come facilitatore logistico ed accompagnante;

con la decisione mutua di porre fine al conflitto come condizione essenziale alla costruzione di una pace stabile e duratura, ascoltando il clamore della popolazione per la pace e riconoscendo che:  (altro…)


Los comunicados de las FARC respecto a Roméo Langlois: hay mal aroma…

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Si el primer comunicado atribuido “presuntamente” a la guerrilla de las FARC en que una guerrillera vía telefónica comunicaba que el periodista era prisionero de guerra en manos del Frente 15,   había despertado dudas  acerca de su autenticidad (la guerrilla nunca hace comunicados vía telefónica y menos en estos momentos en que las operaciones de inteligencia alrededor de ella son tan fuertes) el ultimo “presunto” comunicado (un video) no puede que confirmar estas dudad y esparcir  un velo de inquietud respecto a la situación y a la misma seguridad  de Roméo.  (altro…)


Prigionieri politici colombiani decretano sciopero della fame in vari penitenziari del paese

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Imagen Areito

Aggiornamento 22/03/2012 196 detenuti hanno abbandonato lo sciopero della fame dopo aver trascorso 36 ore senza ingerire alimenti di nessun genere. Restano in sciopero della fame 416 detenuti.
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Aggiornamento 21/03/2012 554 prigionieri politici in sciopero della fame da 24 ore, nessun seguito e’ stato dato alle loro richieste

I guerriglieri colombiani detenuti in alcuni istituti  carcerari del paese hanno dichiarato il 20 marzo giornata nazionale di sciopero della fame in segno di protesta contro la decisione del ministro della Giustizia Juan Carlos Esguerra di concedere l’autorizzazione a una visita di verifica nelle prigioni da parte di una Commissione Internazionale di Osservazione della Situazione dei Diritti Umani negli Istituti Carcerari e della Situazione delle Prigioniere e Prigionieri Politici in Colombia. La Commissione era integrata, tra gli altri membri, dall’ex senatrice Piedad Cordoba, portavoce di Colombiane e Colombiani per la Pace. Il ministro colombiano ha inoltre negato l’esistenza di prigionieri politici nel paese. Il riconoscimento di un conflitto sociale e politico da parte del governo, sarebbe un segnale importante di volontà di risoluzione dello stesso. Le FARC, Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia,  avevano  chiesto la visita negli istituti penitenziari come condizione per la liberazione di 11 membri delle forze di sicurezza dello Stato  che si trovano  ancora nelle loro mani.  Nelle prigioni colombiane ci sono oltre 8.000 prigionieri politici . (A.M.)

  

COMUNICATO PUBBLICO

PRIGIONIERE E PRIGIONIERI POLITICI  DICHIARANO GIORNATA NAZIONALE DI SCIOPERO DELLA FAME

La Fondazione  Lazos de Dignidad COMUNICA alla Comunità Nazionale e Internazionale che Collettivi di Prigioniere e Prigionieri Politici di  11  penitenziari  colombiani ci hanno informato che a partire dal 20 marzo del 2012 hanno dato inizio a una GIORNATA NAZIONALE DI SCIOPERO DELLA FAME chiedendo che il  governo colombiano autorizzi la visita della Commissione Internazionale di Osservazione della Situazione dei Diritti Umani negli Istituti Carcerari e della Situazione delle Prigioniere e Prigionieri Politici in Colombia.

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Entrevista con Geneva Call — Derecho Internacional Humanitario: ¿Opción posible en Colombia?

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Elisabeth Decrey Warner y el equipo de Geneva Call en un encuentro con la guerilla del PKK (Partido de los Trabajadores del Kurdistan)

Entrevista con Geneva Call/Llamamiento de Ginebra

Derecho Internacional Humanitario: ¿Opción posible en Colombia?

 

Se discute y se diserta  mucho   acerca de la paz en Colombia. Sin embargo muy poco se habla de la humanización del conflicto, que pudiera ser uno de los caminos posibles para lograrla. No es un camino fácil porque  necesita de un compromiso fuerte de todos los actores armados (estatales y no) del conflicto.  El Derecho Internacional Humanitario (DIH) es propio el conjunto de normas a las cuales tienen que atenerse los actores del conflicto con el objetivo de proteger la población civil.

Conversamos con Elisabeth Decrey Warner, presidenta de la ONG suiza el Llamamiento de Ginebra  (Geneva Call/Appel de Genève) organización  con larga experiencia en el Derecho Internacional Humanitario en  varias áreas conflictivas del mundo entre las cuales propio Colombia.

Elisabeth Decrey Warner  intervendrá en la instalación  sobre el tema en el “Encuentro Internacional  por la paz y la solución política al conflicto colombiano” que se llevará a cabo a Lausana entre el 23 y el 25 de marzo de este año. El equipo Colombia del Llamamiento de Ginebra también participará activamente al evento.   El Encuentro  representa un espacio importante donde el tema del Derecho Internacional Humanitario será debatido ampliamente y desde diferentes perspectivas. 

 

Por Annalisa Melandri – www.annalisamelandri.it 

 

A.M. — ¿Qué es el Derecho Internacional Humanitario y cuándo nace como rama del Derecho Internacional? 

E.D.W. - La guerra  siempre ha estado sujeta a ciertas leyes y costumbres en cualquier parte del mundo. De hecho, las civilizaciones y religiones de la antigüedad, poseían normas tendientes a regular la conducta en la guerra. El origen del derecho internacional humanitario (o DIH) deriva de estas normas. Sin embargo, es recién a mediados y a finales del siglo XIX que los Estados comenzaron, fundados en la voluntad de poner límites a la guerra moderna, a desarrollar un conjunto de normas escritas. Tanto el Convenio de Ginebra de 1864 como la Convención de la Haya de 1899 fueron los resultados de aquellos esfuerzos. En el siglo XX estas normas  comenzaron a ser agrupadas de manera más sistemática, dando como resultado los Convenios de Ginebra de 1949, que recogieron y reescribieron los Convenios existentes y añadieron uno nuevo.

Los cuatro Convenios de Ginebra adoptados en 1949 junto a los Protocolos Adicionales de 1977 tienen como objetivo principal la protección de las personas que no participan en las hostilidades: civiles, personal sanitario, miembros de organizaciones humanitarias, etc. y de aquellos que ya no pueden seguir participando en los combates, como los heridos, enfermos, náufragos y prisioneros de guerra. Sin embargo, las mencionadas normativas mantienen un cuidadoso equilibrio entre las preocupaciones de carácter humanitario y las exigencias militares de las partes. (altro…)


Farc: comunicato pubblico sulla liberazione dei prigionieri di guerra

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Le FARC annunciano la fine della pratica delle detenzioni di persone a scopo finanziario. Credo che lentamente la Colombia si stia avviando verso un nuovo momento del conflitto sociale, politico e militare. Non verso la conclusione, ma verso un momento diverso. Le FARC, come già hanno fatto tante volte in passato,    stanno dando notevoli segnali di voler intraprendere una strada diversa. Ora passano la palla al governo. Che spero lasci da parte arroganza ed esercito ed accetti il dialogo offerto.   Qui di seguito il comunicato:

 

Ogni volta che le FARC-EP parlano di pace, di soluzioni politiche al conflitto, della necessità del dialogo per trovare una soluzione civilizzata ai gravi problemi sociali e politici che causano il conflitto armato in Colombia, si alza infervorato il coro degli amanti della guerra al fine di screditare i nostri propositi di riconciliazione. Ci vengono immediatamente attribuite le più perverse intenzioni, al solo scopo d’insistere sul fatto che l’unica cosa da fare con noi è annientarci. In generale, i suddetti incendiari non vanno mai in guerra, e nemmeno mandano a combattere i propri figli.

Da 48 anni piove sul bagnato. Ogni tentativo in tal senso si conclude con un nostro rafforzamento, di fronte al quale s’incrementa nuovamente l’aggressione e il circolo si ripete. L’attuale rafforzamento militare delle FARC si dà sotto il naso di quelli che avevano proclamato la fine definitiva del conflitto, e li spinge  a dichiarare la necessità d’incrementare il terrore e la violenza. Da parte nostra, consideriamo che la possibilità d’intavolare delle conversazioni non è più procrastinabile. (altro…)

Las FARC al gobierno colombiano: “con amenazas y calumnias no vamos a ninguna parte”.

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A través de un comunicado del pasado día 6 de febrero, las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, han rechazado  las acusaciones que les ha hecho el presidente colombiano  Juan Manuel Santos de estar realizando atentados terroristas contra la población civil.

En particular, la semana pasada, el gobierno colombiano había acusado la  guerrilla de haber cumplido dos atentados que dejaron un balance de 16 muertos,  casi todos civiles. (altro…)


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