Rabbia contadina nel Bajo Aguán

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Homenaje a las victímas del Bajo Aguán — Foto Annalisa Melandri

Articolo per il manifesto  - 21 febbraio 2012
TERRA TERRA
Rabbia contadina nel Bajo Aguán 
ANNALISA MELANDRI
Tocoa, nella regione del Bajo Aguán, una delle più fertili dell’Honduras.
Oltre 1.300 persone hanno partecipato qui, a un Incontro Internazionale di solidarietà che si è concluso domenica. L’incontro, così come la costituzione nel novembre scorso di un Osservatorio permanente dei diritti umani, sono un tentativo di reagire al clima di violenza e di sistematiche violazioni dei diritti umani contro i contadini organizzati in questa regione.
Non si tratta ormai di casi isolati: omicidi, minacce, militarizzazione del territorio e delle comunità, detenzioni arbitrarie sono diventate una vera e propria politica, una strategia economica di stato. (continua…)

Repressione in Bajo Aguán: Brigata Internazionalista fermata dai militari

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Foto Giorgio Trucchi

 

Oggi pomeriggio, 19 febbraio, dopo la chiusura dell’Incontro Internazionale dei Diritti Umani in solidarietà con l’Honduras, la Brigata Internazionalista alla quale  partecipavo e che  si stava recando  in visita alle comunità di contadini nelle terre occupate dagli stessi,  è stata fermata da un comando militare composto da oltre 13 soldati armati di M16 d’assalto che dopo aver fatto scendere tutti i partecipanti (oltre trenta persone tra giornalisti, difensori  dei diritti umani e osservatori internazionali) hanno concentrato le loro “attenzioni” su un gruppo di contadini della comunità di Marañones, dell’associazione Movimiento Campesino Unitario Aguán (MUCA).   (continua…)


Honduras: riflettori accesi sul Bajo Aguán

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Río Aguán — foto Annalisa Melandri

di Annalisa Melandri — www.annalisa melandri.it

TOCOA, BAJO AGUÁN — Ci troviamo a Tocoa, dipartimento di Colón, nella regione del Bajo Aguán,  una delle zone più fertili dell’ Honduras e forse di tutta l’America centrale.

Questa  terra fa gola a molti, per questa terra i tre latifondisti più potenti del paese, Miguel Facussé, René Morales e Reynaldo Canales, con la complicità e l’avallo dello Stato stanno portando avanti una vera e propria guerra contro le  comunità contadine e rurali, guerra  che in due anni, dal 2010 ad oggi, ha registrato  un bilancio di oltre  50 contadini uccisi dai membri degli “eserciti” privati di questi  signori che agiscono  in totale complicità e sinergia  con le forze di repressione dello Stato honduregno, polizia ed esercito, anche nello scambio delle  divise. I contadini raccontano perfino  di stranieri,  forse colombiani,  al soldo dei latifondisti locali.

Fervono proprio in questi giorni i preparativi per l’ Incontro Internazionale dei Diritti Umani in solidarietà con il Bajo Aguán, che inizia formalmente oggi e che andrà avanti per i prossimi tre  giorni. L’incontro è nato dalla necessità di un gran numero di diverse associazioni  e dall’appello diffuso dal recentissimo  Osservatorio Permanente dei Diritti Umani dell’Aguán, (continua…)


Honduras desde adentro: COPINH

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Como parte de la serie de documentales “Honduras desde adentro”, les presentamos ahora el capítulo dedicado al Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras, COPINH. Ellas y ellos están como todas las organizaciones del país, inmersos en la cotidiana lucha por la defensa de la vida y sus reivindicaciones sociales.

Por estos días, su lucha se centra en el rechazo a la Ley de Minería que lleva adelante el ilegítimo gobierno de Porfirio Lobo.


Il prode Capello, the italian…

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di Raffaele Mangano

le riflessioni dell’amico Raffaele Mangano, meritano sempre la lettura…

 

La vicenda è nota. Il calciatore bianco Terry insulta il suo collega nero Ferdinand ( fottuta fica negra) e la federazione gli leva la fascia di capitano della nazionale. E, siccome in Inghilterra col razzismo non scherzano, Terry finirà sotto processo penale. Che cosa fa il prode Capello, degno rappresentante dell’ Italia dell’oggi? Difende il giocatore. Così la federazione  lo caccia mentre l’opinione pubblica lo massacra.  Se lo è meritato. Ma ciò che mi disgusta è che molti giornalisti ( si fa per dire) sportivi italiani difendono il prode Capello.

Anni fa in un talk show televisivo stava in mezzo ad altri “opinionisti” a dissertare sull ‘opportunità di bombardare l’ Iraq. Anziché dire “ scusate, io so di fuori gioco e non oso intervenire su un argomento del genere” il prode Capello si infervorì come sostenitore della guerra, perché bisognava eliminare le armi di distruzione di massa ed esportare la democrazia!   (continua…)


Bajo Aguán

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Las FARC al gobierno colombiano: “con amenazas y calumnias no vamos a ninguna parte”.

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A través de un comunicado del pasado día 6 de febrero, las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, han rechazado  las acusaciones que les ha hecho el presidente colombiano  Juan Manuel Santos de estar realizando atentados terroristas contra la población civil.

En particular, la semana pasada, el gobierno colombiano había acusado la  guerrilla de haber cumplido dos atentados que dejaron un balance de 16 muertos,  casi todos civiles. (continua…)


Farc-Ep al governo colombiano: “con minacce e calunnie non si va da nessuna parte”

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Con un comunicato del 6 febbraio scorso, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC– EP) hanno smentito  le accuse mosse contro l’organizzazione guerrigliera da parte del presidente colombiano Juan Manuel Santos,  di aver realizzato attentati terroristici contro la popolazione civile.

In particolare, la settimana scorsa,  il governo colombiano aveva attribuito alla guerriglia due attentati  che avevano provocato la morte di 16 persone, quasi tutti  civili.

Nel comunicato le FARC insistono, come stanno facendo ormai da tempo,  nel chiedere una negoziazione politica del conflitto colombiano. A questi messaggi tuttavia, il governo colombiano non presta molta attenzione. (continua…)


Cuba — Colombia: incontro tra cancellerie

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María Ángela Holguín, ministro degli esteri colombiano ha avuto un incontro con l’omologo cubano Bruno Rodríguez Parrilla, nel corso del quale hanno formalizzato l’impegno reciproco ad approfittare dei vincoli bilaterali in diversi settori.

Parrilla ha inoltre ringraziato la Colombia per appoggiare sempre  Cuba contro il bloqueo imposto dagli Stati Uniti. (continua…)


il Manifesto deve vivere!

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Sento il dovere e l’urgenza  di appoggiare il comunicato degli amici e collaboratori dell’associazione A Sud scritto dal suo portavoce Giuseppe De Marzo riguardo alla messa in liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice il manifesto.

In calce all’articolo il video del comunicato di Norma Rangeri, direttrice del quotidiano. 

A tutte le associazioni, comitati, movimenti, soggetti impegnati per la difesa dei beni comuni, per la riconversione ecologica, per la democratizzazione dello sviluppo, per la riforma degli organismi internazionali, per la difesa dei diritti umani, per la pace e contro la guerra, per il reddito di cittadinanza.
In questo momento di profondo degrado e degenerazione della democrazia, dove la crisi diventa il grimaldello per affossare diritti acquisiti, il nostro paese rischia di perdere una delle voci più autorevoli, appassionate, plurali e generose dell’informazione italiana ed internazionale. Il Manifesto, quotidiano in edicola da 40 anni, è stato messo in liquidazione coatta a causa delle decisioni del governo Monti. Dove non sono riusciti Berlusconi ed i suoi accoliti, sembra riuscire il governo di banchieri, gli stessi che la crisi hanno provocato o che nella migliore delle ipotesi non hanno previsto. Attraverso i tagli ai fondi all’editoria e con la scusa di eliminare gli sprechi il governo dei professori, non eletti da nessuno, sta eliminando e censurando le voci libere del panorama dell’informazione italiana, così preziose per tutti noi. Senza un’informazione libera ed indipendente diventa impossibile garantire la democrazia, fondata sul pluralismo di opinioni, sul diritto di critica e su inchieste che spesso restituiscono verità, memoria e giustizia ai cittadini.
Chiediamo a tutte le associazioni come la nostra di mettere in campo forme di solidarietà attiva e di sostegno diretto al Manifesto. Non possiamo permetterci nel nostro paese che al lungo elenco di ciò che scompare dalla lista dei diritti e delle possibilità si aggiunga anche una voce come il Manifesto. Se uniamo le forze possiamo fare tanto, così come spesso abbiamo fatto in passato. Questa battaglia ci riguarda tutti e tutte, e non possiamo ne dobbiamo perderla.
Noi sosteniamo l’unico giornale senza un editore! sosteniamo l’unico giornale da sempre vicino ai movimenti! sosteniamo l’unico giornale che ci ha dato direttamente voce senza mai censurarci o dirci cosa scrivere! sosteniamo l’unico giornale che da 40 anni caparbiamente continua a credere in una società diversa da quella capitalista!
sosteniamo noi stessi e la democrazia attraverso il Manifesto!
Giuseppe De Marzo
per A Sud

 

 


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