Elezioni Repubblica Dominicana: al via il conto dei voti
Si sono aperti questa mattina alle 6, e si sono chiusi da circa un’ora, i seggi elettorali in tutta la Repubblica Dominicana per l’ elezione del nuovo presidente della Repubblica. Sono 6 i candidati. Il favorito secondo gli ultimi sondaggi della Gallup è Danilo...
Deportazioni collettive di haitiani
SAN PEDRO DE MACORÍS (3/5/2012) Solo oggi hanno deportato in massa circa 80 haitiani “irregolari”. Quelli di cui siamo a conoscenza. Raccolti per strada, nei campi, in Repubblica Dominicana e rispediti immediatamente nel loro paese di origine, praticamente...
Il Primo Maggio per un nuovo Internazionalismo!
Intervista a Salvatore Ricciardi* di Annalisa Melandri, contributo speciale per La Pluma A.M. – Salvatore, ci racconti cosa ha rappresentato il Primo Maggio per i lavoratori italiani negli anni passati? S.R. — Ricordare il 1° maggio e ciò che ha...
Continuismo uribista nel processo contro Joaquín Pérez Becer...
Continuismo uribista nel proceso contro Joaquín Pérez Becerra “Vorrei sottolineare che é stato veramente unico il contributo che la nostra cultura ha ricevuto, risultato del fatto che siete stati obbligati a fuggire dalle vostre patrie e venire qui […] così...
Jeff Rann (Rann Safaris): criminale assassino di elefanti!
Meno male che il vecchio bacucco Re di Spagna Juan Carlos e’ caduto e si e’ fratturato un’anca durante un safari in Botswana. Troppo poco, direi, meritava ben altro… E meno male che e’ saltata fuori una sua foto del 2006 vicino a un povero bestione appena...
Lettera all’Ambasciata svedese a Roma sul caso Joaquín Pérez...
Il 16 aprile prossimo inizierà formalmente a Bogotá il processo farsa contro il giornalista Joaquín Pérez Becerra, direttore di Anncol. Ho creduto doveroso scrivere una lettera, che le arriverà’ anche via posta ordinaria, all’Ambasciatrice svedese in...
In evidenza
Precedenti SuccessiveElezioni Repubblica Dominicana: al via il conto dei voti
Si sono aperti questa mattina alle 6, e si sono chiusi da circa un’ora, i seggi elettorali in tutta la Repubblica Dominicana per l’ elezione del nuovo presidente della Repubblica. Sono 6 i candidati. Il favorito secondo gli ultimi sondaggi della Gallup è Danilo Medina (50,6%) del Partido de la Liberación Dominicana (PLD) liberale, gruppo politico attualmente al governo (l’attuale presidente del paese Leonel Fernàndez è anche il presidente del partito). Segue a ruota Hipólito Mejía del Partido Revolucionario Dominicano, (PRD), socialdemocratico, all’opposizione, con il 44,6%. (continua…)
Continuismo uribista en el juicio contra Joaquín Pérez Becerra
“Quisiera recalcar que ha sido realmente único el aporte que nuestra cultura ha recibido, producto del hecho de que ustedes se vieran obligados a huir de sus patrias y venir aquí [….] así que no se debe a nuestros propios méritos, sino que somos nosotros los que sacamos provecho de la situación, al enriquecer nuestra cultura. Esto es realmente notable para un país pequeño como Suecia”.[1](Olof Palme)
por Annalisa Melandri – www.annalisamelandri.it
16 de mayo de 2012
El periodista y co-fundador de la Agencia de Noticias Nueva Colombia (Anncol), Joaquín Pérez Becerra, de 55 años de edad, ciudadano sueco de origen colombiano[2], fue detenido en el aeropuerto Maiquetía de Caracas, procedente de un vuelo desde Alemania, el 23 de abril de 2011. Después de pocos días fue deportado en Colombia, a Bogotá, donde en la actualidad se encuentra detenido en la cárcel de La Picota, en una sección de máxima seguridad, con narcotraficantes y paramilitares (y por lo tanto en una situación de extrema peligrosidad por su incolumidad). Su juicio ha empezado formalmente el pasado 16 de abril, después de casi un año de detención.
Joaquín vivía desde 20 años en Suecia donde gozaba del estatus de refugiado político, después de haber tenido que huir de Colombia para no ser uno de los más de 4000 muertos del “genocidio político” del partido Unión Patriótica, conocido con el macabro nombre de Baile Rojo. El partido fu “exterminado hasta su total extinción, un muerto cada 19 horas por 7 años” por los paramilitares y el ejército, como recuerda el periodista y escritor italiano Guido Piccoli en su libro El sistema del pájaro: Colombia, paramilitarismo y conflicto social.[3] Entre aquellos muertos, también la esposa de Joaquín. (continua…)
Parla Salvatore Mancuso e trema Álvaro Uribe in Colombia
Il capo paramilitare e narcotrafficante calabro-colombiano Salvatore Mancuso parla da un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti e inguaia l’ex-presidente colombiano Álvaro Uribe: noi narcos aiutavamo lui per far fuori Hugo Chávez.
Misterioso silenzio della grande stampa che aveva sempre sostenuto il contrario.
Ricordate quando per la stampa mainstream il presidente colombiano Álvaro Uribe era il nostro eroe senza macchia e senza paura mentre Hugo Chávez era il capo dei narcos un po’ come Ugo Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse? Chi scrive, e più di me Guido Piccoli, Annalisa Melandri, Simone Bruno, Stella Spinelli e pochi altri blogger, cercavamo di fornire dati, fatti concreti, documenti, per interpretazioni più equanimi della realtà grancolombiana, sulle vere proporzioni del ruolo delle FARC, (continua…)
Alerta Marcha Patriótica!
http://www.marchapatriotica.org/
100.000 PERSONE IN CORTEO A BOGOTÁ PARTORISCONO LA ‘MARCIA PATRIOTTICA’!
Fonte: Nuova Colombia
Dopo tre giorni di assemblee, dibattiti e delibere, che hanno visto protagonisti più di 4000 delegati in rappresentanza di oltre 1700 organizzazioni sociali, politiche e popolari di tutto il paese, e che si sono concluse con la formalizzazione del Consiglio Patriottico Nazionale quale organo di direzione del nuovo movimento Marcia Patriottica, una gigantesca manifestazione nazionale, che si è snodata da tre diversi punti di Bogotá, ha partorito questa nuova speranza per il popolo colombiano.
Oltre 100.000 persone, molte delle quali hanno attraversato per giorni le cordigliere, le selve e gli imponenti fiumi del paese andino-amazzonico per giungere nella capitale, hanno marciato sino ad una stracolma Plaza de Bolívar in cui contadini, lavoratori, studenti medi e universitari, donne, indigeni, senza tetto, venditori ambulanti, sfollati e difensori dei diritti umani hanno detto senza paura basta al regime oligarchico colombiano, al terrorismo di Stato e ad un ingiusto modello economico.
Significativa e variegata anche la presenza di delegazioni internazionali, che hanno portato la loro solidarietà a questo nuovo movimento politico e sociale che irrompe sulla scena nazionale: dal PSUV venezuelano al FMLN salvadoregno, dal MAS boliviano al Frente Amplio uruguayano, dal FSLN nicaraguense al PC cileno, dal MST brasiliano alla sinistra patriottica basca.
Uno dei tanti esponenti internazionali è Asier Altuna, rappresentante della Izquierda Abertzale, arrivata a Bogotá per partecipare alla “Marcha Patriótica por la segunda y definitiva independencia”. Con l’adesione a questa importante iniziativa la sinistra indipendentista basca ribadisce il suo impegno per la costruzione della pace, la democrazia e la giustizia in Colombia. Impegno già dimostrato con la partecipazione a diverse iniziative, come l’Incontro Internazionale per la pace e la soluzione politica del conflitto colombiano tenutosi a Losanna, in Svizzera, il Foro Colombia celebrato in marzo a Bogotá sulla situazione dei prigionieri politici o il ruolo giocato da Maite Aristegi nella liberazione unilaterale da parte delle FARC-EP degli ultimi militari prigionieri di guerra.
Alla Marcia Patriottica si sono uniti anche settori politici liberali colombiani, guidati da Piedad Córdoba e riuniti nella Izquierda Liberal en Marcha, così come il Partito Comunista Colombiano e i Colombiani/e per la Pace , tra gli altri.
La Marcia Patriottica, che ha una vocazione di potere ed un carattere antimperialista, anticapitalista ed unitario, sarà un fattore determinante nella lotta per la soluzione politica del conflitto sociale ed armato colombiano, propedeutica alla costruzione della pace con giustizia sociale.
Sexo contra sexo — Evelyn Reed
Sexo contra sexo — Evelyn Reed da scaricare analisis marxista de la lucha de las mujeres
Evelyn Reed
(1905 — 1979)
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Socialista y feminista estadounidense quien fue pionera en investigar a las ciencias naturales y sociales y revelar en sexismo escondido en sus senos. Fue miembra del Socialist Workers Party.
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Los comunicados de las FARC respecto a Roméo Langlois: hay mal aroma…
Si el primer comunicado atribuido “presuntamente” a la guerrilla de las FARC en que una guerrillera vía telefónica comunicaba que el periodista era prisionero de guerra en manos del Frente 15, había despertado dudas acerca de su autenticidad (la guerrilla nunca hace comunicados vía telefónica y menos en estos momentos en que las operaciones de inteligencia alrededor de ella son tan fuertes) el ultimo “presunto” comunicado (un video) no puede que confirmar estas dudad y esparcir un velo de inquietud respecto a la situación y a la misma seguridad de Roméo. (continua…)
Dante Castro Arrasco, Pedro Mir, Juan Bosch y …yo
Ayer era el 194 natalicio de Carl Marx. Ayer también la luna se encontraba en su perigeo, el punto más cercano a la Tierra. Era ayer una “Súper Luna”.
Quizás, esta combinación de eventos históricos y astronómicos haya permitido ese (y otro) intercambio político y poético en las paginas en Facebook de quien escribe y mi amigo, el camarada y apreciado poeta y escritor peruano Dante Castro Arrasco.
Una poesía del poeta nacional dominicano Pedro Mir ha desencadenado una serie de reflexiones políticas y sociológicas sobre el arte y la militancia de las que dejan huellas…
Dante ha revelado unos detalles de su vida, militancia y labor política que no conocía y que ni siquiera imaginaba. Ha sido un intercambio precioso, uno de los momentos en que aprecio las redes sociales por estas oportunidades. Estas las palabras, casi un poema que me ha dejado esta mañana:
“La luna se ha puesto de gala con su esplendor abierto en dos brazos que quieren estrecharme. La luna me recuerda un juramento, una promesa hecha bajo su sonrisa voraz de besos furtivos y sábanas blancas de lunares desiertos iluminados. La luna besa mis heridas, sacude mis fracturas y cicatrices, pero lo hace por amor a quien vela sus armas en la última noche del verano.
Y una amiga de conciencia preñada por la luna me trae recuerdos de otras tierras y de otros climas, de una cálida isla donde el satélite mayor humedecía sus enaguas en mareas tropicales. Y le digo a la luna y a mi amiga lunar que hubo allí un periodo de tormentas que se hicieron sangre, pólvora y poesía. Y un pueblo que se enfrentó al coloso invasor escribió con su sangre los poemas que las plumas más ilustres callaron.
La luna entiende mis tristezas, cuando nombro compañeros muertos que deben habitar en los rescoldos del viento. Y digo Juan Bosch. Y digo Pedro Mir. Los llamo mirando bajo la luna impúdica e irreverente que tienta a los amantes, la foto de un dominicano negro, dispuesto a morir antes de soportar al invasor. Y ese dominicano negro se parece a una luna blanca que se niega a desaparecer bajo una tormenta de aerolitos.
La luna de mayo en su máximo clímax me ha hecho sucumbir a una trampa de la nostalgia y no hay vino que pueda consolar las heridas de la memoria de un pueblo agredido, de dos autores muertos y de un negro valiente que crispa los puños ante la negra boca de una carabina ligera que lo ha de matar inevitablemente.
Luna esplendorosa, devuélveme mi inocencia que se ha eclipsado.”
Beso tus heridas tierno amigo y camarada, como si estuviera besando todas las heridas del pueblo dominicano y de todos los pueblos oprimidos del mundo. La poesía humaniza las revoluciones, las revoluciones humanizan la poesía. Es un intercambio creativo. Cada revolución es una “creación heroica” pero también una creación artística, como un poema.
Siguiendo y leyendo Dante Castro Arrasco en:
http://www.angelfire.com/ar2/dantecastro/index.html
http://cercadoajeno.blogspot.com/
Deportazioni collettive di haitiani
SAN PEDRO DE MACORÍS (3/5/2012) Solo oggi hanno deportato in massa circa 80 haitiani “irregolari”. Quelli di cui siamo a conoscenza. Raccolti per strada, nei campi, in Repubblica Dominicana e rispediti immediatamente nel loro paese di origine, praticamente all’inferno.
Inutile parlare con la polizia, “impossibile, sono gia in viaggio, diretti ad Haiti, se c’e qualcuno che conoscete, aspettate che arrivano, gli mandate i soldi e ritornano”, hanno detto per telefono a suor Idalina, del Centro de Atención Jesús Peregrino.
I soldi servono per il visto. Il loro essere “irregolare” consiste nel fatto che hanno il passaporto ma non il visto. Il visto costa 130 dollari ogni due mesi. Ogni due mesi! Queste persone guadagnano 4/5 euro circa al giorno. Quelli del settore edile, qualche euro in piu’… Come diamine possono pagare 130 dollari al giorno? Perché non vengono rimpatriati in massa tutti i cinesi, i peruviani, gli italiani, i venezuelani, i colombiani etc etc che vivono in questo paese? E poi dicono che non c’e’ discriminazione razziale. E poi il cardinale Nicolás López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo, incarnazione della parte più conservatrice e reazionaria della Chiesa Cattolica, ha il coraggio di dire che le denunce sui maltrattamenti degli haitiani “non sono serie”. In pratica, che il loro paradiso lo hanno trovato qui…
In bici per i Cinque
Milano — 20/04/12 - Il Prossimo 5 maggio, si terrà un Ciclocorteo per le strade di Milano, organizzato dal Circolo di Milano dell’Associazione amicizia Italia — Cuba, per chiedere la liberazione dei Cinque Cubani
Milán — 20/04/2012 - Un Ciclo Desfile por las calles de Milán se desarrollará el 5 de mayo próximo, organizado por el Círculo de Milán de la Asociación de Amistad Italia Cuba, para pedir la liberación de los Cinco Héroes
Il Primo Maggio per un nuovo Internazionalismo!
Intervista a Salvatore Ricciardi*
di Annalisa Melandri, contributo speciale per La Pluma
A.M. – Salvatore, ci racconti cosa ha rappresentato il Primo Maggio per i lavoratori italiani negli anni passati?
S.R. — Ricordare il 1° maggio e ciò che ha significato per i lavoratori, è oggi un ricordo amaro. Questi sono anni in cui l’offensiva capitalista-neoliberista cerca di distruggere le conquiste dei lavoratori dei decenni passati. È ancor più amaro ricordarlo perché le organizzazioni sindacali maggioritarie, invece di organizzare un fronte di lotta per difendere quelle conquiste e contrattaccare sugli obiettivi operai, al contrario retrocedono in omaggio alle esigenze del profitto capitalistico, distruggendo perfino i simboli di oltre cento anni di avanzata operaia. Per i lavoratori italiani e non solo, il 1° maggio ha rappresentato il simbolo del riscatto operaio. Il non dover più subire; drizzare la schiena; non togliersi il cappello quando passava il “padrone”; non tremare di fronte al “capoccia”; non dover aspettare che il “domani migliore” ce lo regalasse la provvidenza, ma conquistarlo con la lotta giorno dopo giorno. (continua…)








