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	<title>Annalisa Melandri</title>
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	<description>America Latina, e non solo</description>
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		<title>Elezioni Repubblica Dominicana: al via il conto dei voti</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 23:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono aperti questa mattina alle 6, e si sono chiusi da circa un’ora,  i seggi elettorali in tutta la Repubblica Dominicana per l’ elezione del nuovo presidente della Repubblica. Sono 6 i candidati. Il favorito secondo gli ultimi sondaggi della Gallup è Danilo Medina (50,6%) del Partido de la Liberación Dominicana (PLD) liberale, gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7486" class="wp-caption aligncenter" style="width: 229px"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/elezioni.jpg"><img class="size-medium wp-image-7486 " src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/elezioni-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Danilo Medina (sin.) e Hipólito Mejía</p></div>
<p>Si sono aperti questa mattina alle 6, e si sono chiusi da circa un’ora,  i seggi elettorali in tutta la Repubblica Dominicana per l’ elezione del nuovo presidente della Repubblica. Sono 6 i candidati. Il favorito secondo gli ultimi sondaggi della Gallup è Danilo Medina (50,6%) del Partido de la Liberación Dominicana (PLD) liberale, gruppo politico attualmente al governo (l’attuale presidente del paese  Leonel Fernàndez è anche il  presidente del partito). Segue a ruota Hipólito Mejía del Partido Revolucionario Dominicano, (PRD),  socialdemocratico, all’opposizione,  con il 44,6%.<span id="more-7485"></span></p>
<p>Gli altri candidati sono: Guillermo Moreno (Alianza País con il 2%), Eduardo Estrella (Partido Dominicanos por el Cambio con l’1,4%), Max Puig (Alianza por la Democracia, circa 1%) e Julián Serulle (Frente Amplio, circa  1%).</p>
<p>Il popolo dominicano si è recato alle urne in questa giornata mosso da enorme  “<em>deseo de cambio</em>” (volontà di cambiare) che è la frase che più ha caratterizzato queste  intense e concitate settimane  di campagna elettorale. Non si riesce tuttavia a capire dove possa risiedere  questo cambiamento.</p>
<p>Danilo Medina e la sua candidata alla vicepresidenza,  Margarita Cedeño (moglie dell’attuale presidente Leonel Fernández),  rappresentano il pieno e assoluto continuismo della politica neoliberale del governo attuale. Tanto è  vero che lo slogan della campagna è  stato:  “<em>Continuar lo que está bien, Corregir lo que está mal y, Hacer lo que nunca se hizo”</em>, cioè “Continuare quello che va bene, Correggere  quello che va male e Fare quello che non si è mai fatto”.</p>
<p>D’altra parte il PLD,   proprio con Leonel Fernàndez, che non poteva ricandidarsi per una terza volta consecutiva, e che probabilmente lo rifarà nel  2016,  ha governato quasi ininterrottamente dal 1996 ad oggi. Il primer mandato di Fernández si é svolto tra  il 1996 e il 2000. Dal 2000 al 2004 Hipòlito Mejía (PRD), che aveva vinto le elezioni (il suo avversario fu allora Danilo Medina, come oggi) e che pensava di candidarsi ancora una volta, modificò la costituzione per permettere un secondo mandato consecutivo. Nel 2004 invece  perse proprio contro Leonel Fernández, che così governò ininterrottamente fino  ad oggi.  Dove sta il cambiamento? Sono ben 16 anni che in Repubblica Dominicana governano le stesse persone e gli stessi gruppi di potere.</p>
<p>Alcuni partiti minori si sono alleati o con l’uno o con l’altro (in qualche caso con l’uno e con l’altro) i due grandi partiti che formano il panorama politico dominicano e che tengono letteralmente divisa la popolazione.</p>
<p>Con il PRD vanno tra gli altri,  il Partido Humanista Dominicano (PHD) e l’ Alianza Social Dominicana (ASD) mentre  con il PLD,  la Fuerza Nacional Progresista, di estrema destra, il Partido Reformista Social Cristiano (dell’ex presidente Balaguer) e il  Partido de los Trabajadores Dominicanos (PTD) oltre a vari altri.</p>
<p>Alleanze quindi, molto variegate, spesso multiple, nel senso che nello stesso partito correnti diverse appoggiano diversi candidati, per nulla indicative della linea politica principale, ammesso che ne esista una, ma piuttosto una corsa a posti e ruoli garantiti in caso di vittoria.</p>
<p>La politica dominicana e ancor di più nel perido elettorale,  si conferma purtoppo in maniera anche abbastanza sfrontata e volgare come un gran mercato e una occasione per far carriera ed ottenere benefici di varia natura a discapito dei veri interessi del popolo.</p>
<p>Anche se la televisione, tutti i media in generale e la stessa Giunta Centrale Elettorale, perfino la OEA,  continuano a ripetere che tutto si è svolto nel modo migliore possibile, in un clima di grande civiltà,   continuano a giungere notizie preoccupanti ed  inquietanti, come la denuncia della compravendita dei documenti (per impedire di andare a votare) da parte dei militanti dei due partiti, denunce di frodi di vario tipo, arresti di numerose persone in possesso di armi nei pressi dei centri elettorali.</p>
<p>A  Capotillo, quartiere di Santo Domingo, militanti dei due partiti hanno dato inizio a una sparatoria, mentre il movimento La Multitud denuncia la presenza di “gruppi paramilitari” che “hanno atteggiamento di intimidazione, persecuzione e repressione e che si registrano già numerosi feriti in varie zone del paese”.</p>
<p>La Giunta Centrale Elettorale con l’emissione del “bollettino n. 0” ha dato avvio formale alle operazioni di voto dichiarando che già in nottata si conosceranno i risultati.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>1 Aggiornamento ore 20 (locali)</strong></p>
<p>La Giunta Centrale Elettorale ha dato disposizione di chiudere il canale 11 perché stava trasmettendo sondaggi raccolti “a boca de urna” cioè fuori dalle urne elettorali. Gli unici risultati ammessi per legge sono quelli che trasmetterà la stessa Giunta Centrale Elettorale nelle prossime ore.</p>
<p><strong>2 Aggiornamento ore 20.40 circa (locali)</strong></p>
<p>Primo bollettino  della  JCE: PRD 46.77%, PLD 51.02%, APD 0.12%, Frente Amplio 0.14%, DXC 0.22%, Alianza País 1.74%</p>
<p><strong>3 Aggiornamento ore 21.50 (locali)</strong></p>
<p>Esquea Guerrero denuncia che la Giunta Centrale Elettorale non sta computando i voti favorevoli al PRD ma solo quelli che favoriscono Danilo Medina e che i risultati del 1 bollettino sono completamente falsi</p>
<p><strong>4 Aggiornamento ore 22 circa (locali)</strong></p>
<p>secondo bollettino Giunta Centrale Elettorale PRD 46.86%, PLD 51.29%  PRD continua denuncia di gravi incongruenze ricordando anche che il presidente della Giunta Centrale Elettorale e’ un funzionario del PLD</p>
<p><strong>5 Aggiornamento ore 23 circa (locali)</strong></p>
<p>3 bollettino della Giunta Centrale Elettorale PLD 51,46%, PRD 46, 68% quasi il 40% dei seggi elettorali</p>
<p><strong>il PLD si dichiara vincitore</strong></p>
<p>…</p>
<p><strong>anche il PRD si dichiara vincitore  e parla di frode senza tuttavia essere in grado di fornire dati e prove</strong></p>
<p> </p>
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		<title>Continuismo uribista en el juicio contra  Joaquín Pérez Becerra</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 03:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[En español]]></category>
		<category><![CDATA[Álvaro Uribe]]></category>
		<category><![CDATA[DAS]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquín Pérez Becerra]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quisiera recalcar que ha sido realmente único el aporte que nuestra cultura ha recibido, producto del hecho de que ustedes se vieran obligados a huir de sus patrias y venir aquí [….] así que no se debe a nuestros propios méritos, sino que somos nosotros los que sacamos provecho de la situación, al enriquecer nuestra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7475" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/17nacio08a003_big_ce1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7475" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/17nacio08a003_big_ce1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Joaquín Pérez Becerra</p></div>
<p align="right"><em>“Quisiera recalcar que ha sido realmente único el aporte que nuestra cultura ha recibido, producto del hecho de que ustedes se vieran obligados a huir de sus patrias y venir aquí [….] así que no se debe a nuestros propios méritos, sino que somos nosotros los que sacamos provecho de la situación, al enriquecer nuestra cultura. Esto es realmente notable para un país pequeño como Suecia”.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn1"><strong>[1]</strong></a>(Olof Palme)</em><strong><em></em></strong></p>
<p> </p>
<p>por Annalisa Melandri – <a href="http://www.annalisamelandri.it/">www.annalisamelandri.it</a></p>
<p>16 de mayo de 2012</p>
<p> </p>
<p>El periodista y co-fundador de la Agencia de Noticias Nueva Colombia (Anncol), Joaquín Pérez Becerra, de 55 años de edad, ciudadano sueco de origen colombiano<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn2">[2]</a>, fue detenido en el aeropuerto  Maiquetía de Caracas, procedente de un vuelo desde Alemania, el 23 de abril de 2011. Después de pocos días  fue deportado en Colombia, a Bogotá, donde en la actualidad se encuentra detenido en la cárcel de La Picota, en una sección de máxima seguridad, con  narcotraficantes y paramilitares (y por lo tanto en una situación de extrema peligrosidad por su incolumidad). Su juicio  ha empezado formalmente el pasado 16 de abril, después de casi un año de detención.</p>
<p>Joaquín vivía desde 20 años en Suecia donde gozaba del estatus de refugiado político, después de haber tenido que huir de  Colombia para no ser uno de los  más de 4000 muertos del “genocidio político” del partido Unión Patriótica, conocido con el macabro nombre de <em>Baile Rojo</em>. El partido fu “exterminado hasta su total extinción, un muerto cada 19 horas por 7 años” por los paramilitares y el ejército, como recuerda el periodista  y escritor italiano Guido Piccoli en su libro <em>El sistema del pájaro: Colombia, paramilitarismo y conflicto social.</em><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn3"><em><strong>[3]</strong></em></a> Entre aquellos muertos, también la esposa de Joaquín.<span id="more-7474"></span></p>
<p>La detención de Becerra por las autoridades venezolanas en el  aeropuerto de Caracas se da por una  “presunta” orden de captura de la Interpol requerida  por Colombia. Sin embargo,  aparece inmediatamente claro que la “ficha roja” de la Interpol había sido emitida mientras Joaquín se encontraba sobrevolando el océano Atlántico  desde  Europa hacia Venezuela. Pudo abordar el avión en Alemania, procedente de  Estocolmo,  sin ningún problema. Colombia lo acusa de concierto para delinquir,  financiación y administración de bienes del terrorismo. Prácticamente,  es acusado de ser  el representante y el tesorero internacional de la guerrilla de las FARC, Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, en Europa.</p>
<p>El movimiento internacionalista solidario con la revolución bolivariana, en aquel  momento se dividió propio respecto a la detención de Joaquín, ocurrida en abierta violación de los derechos humanos y del Derecho Internacional sobre el refugio humanitario y el asilo político.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn4">[4]</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Las “pruebas” contra  Joaquín y la detención. </strong></p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Pasaporte_Sueco_1_41.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7476" style="margin: 10px;" title="pasaporte sueco de Joaquín" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Pasaporte_Sueco_1_41-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a>En julio de 2011, la Fiscalía en Colombia produjo contra  Joaquín  pruebas como  algunos “presuntos” correos electrónicos que él habría enviado a  Raúl Reyes, (el jefe guerrillero asesinado en Sucumbíos, Ecuador,  durante un ataque colombiano al campamento en donde este se encontraba, el 1 de marzo de 2008). La  computadora de Raúl Reyes, fue hallada en esa circunstancia “milagrosamente” intacta y perfectamente en función y, según la versión oficial,  llena de  documentos y correo electrónicos  que luego fueron utilizados  para “levantar”  juicios contra políticos, militantes internacionalistas y defensores de derechos humanos. Sin embargo, mas tarde, La Corte Suprema de Justicia de Colombia,  expresó su negativa ante el utilizo de esas pruebas, archivando el caso Borja<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn5">[5]</a> (un congresista acusado de  “farcpolitica”) y declarando su ilegitimidad por haber sido asumidas en forma ilegal. El ejército que las había recogido y custodiado por los tres días sucesivos al bombardeo de Sucumbíos,  no tenía autorización a desarrollar tareas de policía científica.</p>
<p>Además,  propio un investigador de la DNJIN colombiana (la policía antiterrorismo), Ronald Hayden Coy Ortiz, declaró a la Fiscalía que la cadena de custodia de la computadora desde su hallazgo hasta la entrega a  la Interpol, había sido  interrumpida por un razonable periodo de tiempo, lo que podría dejar presumir que los archivos hayan sido en alguna manera manipulados. Coy Ortiz declaro también  que en la computadora no fueron hallados documentos de correos electrónicos sino solamente archivos Word<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn6">[6]</a> (que cualquier persona pudo haber escrito e insertado en la misma).</p>
<p>Sobre estos documentos se fundan todas las acusaciones de vínculos con la guerrilla colombiana que se han fabricado  por ejemplo contra la ex senadora Piedad Córdoba, contra el director de la revista del Partido Comunista Colombiano Carlos Lozano Guillén, pero también contra los presidentes Chávez y Correa. Estos  han sido acusados de haber recibido dinero por la guerrilla sobre la base de los documentos “presuntamente” hallados en la “computadora mágica” de Raúl Reyes. En este caso, por evidentes razones de <em>real politik</em>, las acusaciones no han producido mayor daño,  también por el nuevo curso de la política exterior llevada por el actual presidente colombiano Juan Manuel Santos,  quien,  a diferencia de su predecesor, está buscando de  lograr a nivel regional  con sus vecinos,  relaciones menos turbulentas de cuanto no haya  hecho  su  predecesor Álvaro Uribe.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>En el caso de  Joaquín Pérez Becerra sin embargo el continuismo uribista se confirma en todo su dramatismo. </strong></p>
<p>Hugo Chávez,  después de haber sido “consentido” en los meses precedentes por su homologo colombiano, improvisamente se enfrenta con la “papa caliente”<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn7">[7]</a> Becerra (como afirmado por el mismo gobierno de Venezuela). Seguramente en ese momento Joaquín sí  lo era, una papa caliente. Santos advirtió   Chávez de la llegada de Becerra (quien no era la primera vez que visitaba Venezuela)  mientras el periodista ya se encontraba en vuelo hacia Caracas y lo avisó  de la ficha roja de la Interpol. Las  autoridades venezolanas lo detuvieron a  su llegada al aeropuerto de Maiquetía y algunos días después (durante los cuales Joaquín no pude comunicarse con nadie) lo entregaron a las autoridades colombianas.</p>
<p>Sin embargo no es verdad  que “no había otra opción que entregarlo”,  que fue la justificación oficial del gobierno venezolano. No es verdad que no había otra salida. La protección para Joaquín existía  y era favorecida propio por aquel  <strong>derecho burgués</strong> que muchos  revolucionarios desprecian pero que paradójicamente lo hubiera protegido mucho mas de cuanto al fin y al cabo  no haya hecho propio un gobierno revolucionario. <strong>Muy poco se discutió entonces, y no lo vamos a hacer ahora,  de la paradoja  por la cual  la revolución bolivariana necesitaba de algún asidero legal proveniente  del derecho burgués para confirmar su carácter revolucionario…</strong></p>
<p>Es cierto que el derecho internacional y el Código Penal venezolano que representaban el amparo legal que  hubieran protegido  Joaquín no fueron ni siquiera tomados en cuenta por el gobierno de Venezuela y es también cierto que su aplicación,  que el gobierno sueco hubiera debido pretender,  no fue ni siquiera pensada.</p>
<p>Dos veces traicionado,  Joaquín por el derecho burgués y por la <strong>solidaridad internacionalista</strong>, principio fundamental de cada revolucionario, persona o gobierno que sea. Esta ha sido pisoteada y ofendida por la razón de Estado. La razón de Estado, en este caso  ha pasado por encima de todas las convenciones internacionales y la misma constitución de Venezuela.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn8">[8]</a> Y eso  para salvaguardar el rumbo tomado por las  relaciones entre Colombia y Venezuela que no iban tan bien desde la presidencia de Álvaro Uribe.</p>
<p>Algunos malignos aseguran que lo que estaba en juego sin embargo era un acuerdo para la extradición del narcotraficante venezolano Makled (quien había preanunciado revelaciones de sus vínculos con altos miembros del ejército venezolano y funcionarios del gobierno) con la entrega de Joaquín<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn9">[9]</a>. Makled efectivamente más tarde,  fue extraditado  en Venezuela en el respecto de todas las normas del procedimiento del derecho internacional.</p>
<p>En el caso de Joaquín en cambio  no se tuvo en cuenta el hecho que Venezuela es firmataria de la convención ONU de Ginebra del 1951 (y su protocolo de 1967) sobre el estatuto de los Refugiados en donde además de definir la figura del “refugiado” (“<em>Una persona que, debido a un miedo fundado de ser perseguido por razones de raza, religión, nacionalidad, membrecía de un grupo social o de opinión política en particular, se encuentra fuera de su país de nacimiento y es incapaz, o, debido a tal miedo, no está dispuesto a servirse de la protección de aquel país</em>”. Art. 1) declara que  “<em>ningún Estado contratante podrá, por expulsión o devolución, poner en modo alguno a un refugiado en las fronteras de territorios donde su vida o su libertad peligre por causa de su raza, religión, nacionalidad, pertenencia a determinado grupo social o de sus opiniones políticas”.</em> (art. 33). Tampoco se ha tenido en cuenta del Código Penal Venezolano que en su artículo 6 establece que “<em>la extradición de un extranjero no podrá (…) concederse por delitos políticos</em>” y que “<em>en todo caso, hecha la solicitud de extradición, toca al Ejecutivo Nacional, según el mérito de los comprobantes que se acompañen, resolver sobre la detención preventiva del extranjero, antes de pasar el asunto al Tribunal Supremo de Justicia</em>.”  En cada caso un procedimiento burocrático  bastante lento: en el caso de Joaquín han sido suficientes 55 horas para entregarlo en las manos de la policía antiterrorista colombiana.</p>
<p>Además no se ha tenido en cuenta que una ficha roja de la Interpol, que fue la justificación usada por el gobierno venezolano para justificar la deportación inmediata, no prevé esta posibilidad sino un más   complejo procedimiento de extradición.</p>
<p>En el caso de   Joaquín Pérez Becerra, todo el aparato acusatorio en su contra, basado en un primer momento en los presuntos correos encontrados en la “mágica” computadora de Reyes<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn10">[10]</a>, empezaba a vacilar después de la negativa de  la Corte Suprema a utilizarlos por su ilegitimidad y por  las declaraciones del investigador de la DIJIN.  Se recurre entonces a un montaje jurídico utilizando falsos testigos y presuntas “pruebas” recogidas en Suecia por algunos informantes colombianos vinculados con la embajada colombiana en Estocolmo y con el  DAS (servicios secretos colombianos que dependen directamente de la Presidencia de la Republica)<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn11">[11]</a>.</p>
<p>Este sistema se origina de uno más complejo organizado directamente por  Álvaro Uribe durante su mandato presidencial  y que lleva el nombre de <strong>G-3</strong>. Prácticamente una <strong>estructura paralela del DAS<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn12"><strong>[12]</strong></a> </strong>que tenía la tarea de controlar y perseguir todos los actores políticos y sociales que no estaban  alineados con el gobierno colombiano y que desarrollaban actividad de información  respecto a sus crímenes y a aquellos de los  paramilitares vinculados a él. Esta estructura se descubrió con el escándalo desatado en 2009 y llamado de las  <strong><em>chuzadas</em>,</strong> o sea las interceptaciones ilegales ordenadas directamente por la Presidencia de la Republica (léase  Álvaro Uribe)<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn13">[13]</a> contra opositores políticos, magistrados, periodistas y que terminó con la cancelación  de la institución del DAS y con la detención de algunos entre sus más altos funcionarios,  entre quienes están   Jorge  Alberto Lagos y   Fernando Tabares, condenados cada uno a 8 años de cárcel, mientras la ex directora de la institución María del Pilar Hurtado, ha logrado obtener asilo político a Panamá evitando la justicia colombiana.</p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Operacion_Europa_41.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7477" style="margin: 10px;" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Operacion_Europa_41-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>En las oficinas del DAS fue hallado durante el registro un folder llamado  “<strong><em>Operación Europa</em></strong>” <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn14">[14]</a> conteniente documentos, análisis y toda una serie de informaciones recogidas en el viejo continente por medio de operaciones ilegales de espionaje contra colombianos refugiados y exiliados, periodistas, ONG, defensores de los derechos humanos, ciudadanos particulares pero también miembros de instituciones como el Parlamento Europeo y la oficina de  las Naciones Unidas en Suiza. La operación Europa tenía como  objetivo  “neutralizar la influencia del sistema jurídico europeo, de la Comisión de Derechos Humanos del Parlamento Europeo, de la Oficina de la Comisionada de Derechos Humanos de la ONU, y gobiernos nacionales.” (Calvo Ospina). Sin embargo tenía  también el objetivo de  crear  fascículos  sobre cada persona, tratando de vincularla en alguna forma a la guerrilla y donde posible, someterla a la justicia también con la ayuda de la  Interpol. Propio come ocurrido a Joaquín Becerra.</p>
<p>Además de Joaquín han sido objeto de  “atenciones” en Europa, el periodista sueco   Dick Emanuelsson, muchas ongs de España, Bélgica e Italia<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn15">[15]</a>, algunos miembros del Parlamento Europeo y de la Federación Internacional de los Derechos Humanos (FIDH). Todas estas  personas y entidades tenían en común una postura crítica hacia el gobierno colombiano y el hecho de desarrollar una importante y minuciosa actividad informativa respecto a los crímenes y a las violaciones de los derechos humanos que  cometía.</p>
<p><strong>Germán Villalba </strong>era el funcionario del DAS (y de la estructura paralela G-3) encargado de coordinar en Europa (sobre todo en Suecia, Bélgica, España e Italia) esta inmensa operación de inteligencia clandestina con la que había formado un verdadero y propio grupo de  trabajo que efectuaba seguimientos, escuchas telefónicas y ambientales y de correos electrónicos, videos, fotografías. Villalba trabajaba en Italia donde operaba como vínculo con las autoridades italianas por las operaciones conjuntas de lucha al narcotráfico, por lo tanto  con conexiones en las instituciones de ese país a los más altos  niveles.</p>
<p>La presidencia de la  Republica de  Colombia  recibía todos los datos recogidos en Europa, pero  como declaró Cesar Julio Valencia,  presidente del Tribunal Civil de la Corte Suprema de Justicia,  quien  escuchó las confesiones de muchos funcionarios del DAS,  desde Palacio Nariño se dirigían y manipulaban esas operaciones.</p>
<p>Villalba<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn16">[16]</a>, actualmente detenido en Colombia ha asumido sus responsabilidades y ha aceptado los cargos  de la Fiscalía. Es acusado de delitos de concierto para delinquir, interceptación ilegal de comunicaciones y abuso de autoridad.  Ha admitido  además de haber estado  a las directas dependencias del ex director del DAS,  Jorgue Noguera Cotes,   quien fue también cónsul en Milán<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn17">[17]</a>  y que se encuentra ahora detenido en  Colombia y condenado a 25 años de prisión <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn18">[18]</a> por vínculos con el paramilitarismo. Prácticamente Noguera es acusado de haber abierto a los paramilitares las puertas del DAS y  de haber facilitado a ellos nombres e  informaciones de personas que luego han sido asesinadas como el profesor  Alfredo Correa de Andreis, por lo cual ha sido acusado de complicidad en homicidio.  <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Suecia y el exilio colombiano. </strong></p>
<p>El país donde más han actuado los 007 colombianos ha sido proprio Suecia. En Suecia existe  una grande y organizada comunidad de exiliados y refugiados políticos colombianos muy activa y esa comunidad  desarrolla sobretodo en campo informativo y político, un trabajo imprescindible respecto a la situación de la vas violaciones de los derechos humanos en su país de origen.</p>
<p>Como explica la investigadora y especialista en Estudios Migratorios y Refugio, María Luján Leiva, en su   ensayo <em>Refugiados en Suecia y visión del otro paisaje</em> : “la presencia latinoamericana en Suecia tiene un origen de exilio político, lo que ha jugado en el pasado e incluso en el presente un papel importante en las estrategias de inserción y participación en la sociedad sueca, por el peso de la idea del retorno y la voluntad de relacionarse con sus patrias de origen como obligación política y decisión de mantener y recrear lazos culturales y de pertenencia.”.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn19">[19]</a></p>
<p>El exilio latinoamericano en Suecia y sobretodo el exilio colombiano explica la investigadora, “ha sido protagonizado por individuos jóvenes, mayoritariamente provenientes de sectores sociales medios, militantes políticos, sindicales, estudiantiles, de distintas tendencias aunque acomunados en una experiencia de reivindicación de la cultura y la democracia”.  <strong></strong></p>
<p>Además de la Agencia de Noticias por una Nueva Colombia (ANNCOL),<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn20">[20]</a>  fundada en  1996 y que representa el portal alternativo de información política sobre  Colombia que registra el mayor número de visitas en absoluto, en Suecia existe también la asociación  Jaime Prado Leal, que desde décadas coordina las actividades de la emisora  Radio Café Stereo<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn21">[21]</a>. Ambos medios informativos, la agencia de noticias y la emisora, difunden  información sobre los movimientos sociales, estudiantiles, juveniles y populares opositores del gobierno colombiano, denunciando además con constancia y abundancia de  datos y fuentes averiguables los vínculos de este con el paramilitarismo y el narcotráfico. Prácticamente <strong>una espina clavada </strong>en los varios gobiernos que se han sucedido en Colombia, que por eso, desde siempre,   tratan de asociar y vincular, tanto  Anncol que  Radio Café Stereo con las FARC. Según el  gobierno forman el aparato de propaganda a nivel internacional de la guerrilla.</p>
<p>Es cierto que  Anncol difunde muchos comunicados de la organización insurgente. Hasta prueba contraria no es un crimen. En Colombia lo que se combate es un conflicto político y social (negado por el gobierno) y parece evidente entonces como sea  lógico y correcto  que se dé voz a ambos  actores del conflicto. El ejército, la policía, el DAS,  tienen amplio espacio en los medios de información colombianos cercanos al poder político y en los grandes medios de información extranjeros<strong>. El otro actor del conflicto, la guerrilla, y  no solamente la guerrilla, sino las asociaciones de campesinos, los movimientos estudiantiles, los comités y los coordinamientos populares no tienen  voz en un panorama mediático que los invisibiliza</strong>.</p>
<p>Es parte de la línea política del gobierno negar el conflicto en curso y negar, como ha hecho por ejemplo el vicepresidente colombiano Angelino Garzón, que en Colombia existan prisioneros políticos porque eso quisiera decir  “legalizar las organizaciones armadas ilegales incluido la guerrilla”.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn22">[22]</a></p>
<p>Esa declaración es solamente un hábil intento de engañar la opinión pública. Reconocer que en las cárceles colombianas hay presos políticos (y  los hay en condiciones terribles en una cantidad enorme, casi  8mil) quisiera decir solamente <strong>reconocer un conflicto que es social antes que político y que trae origen propio en las enormes desigualdades sobre las cuales está fundada la sociedad colombiana.</strong></p>
<p>¿Cómo se puede lograr la paz sin dar voces a todos? ¿Cómo se puede construir un dialogo sin escuchar nuestro interlocutor? En esta óptica Anncol publica los comunicados de la guerrilla como hacen centenares de medios de información alternativos en el mundo.  El gobierno colombiano en cambio  persigue la solución militar y no la política. La solución que propone por lo tanto del conflicto pasa por la voz de las armas y no por aquella  del pueblo. Ejercita en otras palabras,  lo que el periodista  Eliecer Jimenéz Julio<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn23">[23]</a> ha recientemente definido  “Terrorismo de Estado contra Periodismo del Pueblo”.</p>
<p>No obstante estas acusaciones de vínculos  con la guerrilla, sea  Anncol que la Asociación Jaime Pardo Leal y Radio Café Stereo, operan  desde siempre en Suecia  en absoluto respeto de la legislación sueca vigente y respetando todas las obligaciones que derivan de ella. Sus miembros son por la mayoría colombianos que gozan del estatus de refugiados  políticos,  ex miembros del partido Unión Patriótica y por lo tanto huidos al genocidio político que llevó a su desaparición en 1994. Sin embargo no hay solamente colombianos, entre ellos también muchos ciudadanos suecos.  Dick Emanuelsson, periodista sueco es entre los cofundadores de Anncol junto a  Joaquín Pérez Becerra.</p>
<p>De parte del gobierno colombiano,  los colombianos residentes en Suecia no han recibido solamente acusaciones y difamaciones, sino  también <strong>amenazas por el mismo Presidente de la Republica</strong>, Álvaro Uribe, mientras ocupaba  tal cargo.</p>
<p>En enero de 2010 los directores de la Asociación Jaime Pardo Leal, Radio  Café Stereo  y de la agencia Anncol denunciaron a la opinión publica sueca e internacional  “las  amenazas  reiteradas del gobierno colombiano y de sus oscuros asesores, en contra de la integridad psicológica y física de sus miembros”. Álvaro Uribe,  durante una entrevista había declarado que a <strong>“</strong><strong>esos criminales y a ese psiquiatra y a otros bandidos, que son colombianos profesionales que viven por allá en Suecia y en otros países, a todos, a todos tenemos que acabarlos.</strong>” <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn24">[24]</a></p>
<p>Propio para “acabar” con los colombianos residentes en Suecia, en ese país se creó una “red de sapos” del DAS, <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn25">[25]</a> con sede en la embajada colombiana en Estocolmo que dependía de  la estructura ilegal del G3 de la que hablábamos antes.  <strong>Ernesto Yamhure</strong>,  tenía el cargo de primer secretario de esa sede diplomática, pero era también periodista al servicio del gobierno colombiano como  columnista de primera plana de la derecha en los diarios importantes en Colombia, incansable defensor de la política militarista del gobierno y hombre de confianza de Uribe, cercano al ejercito, era el encargado de “vigilar” y monitorear todas las actividades de la comunidad colombiana en Suecia.</p>
<p><strong><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/110831-de-castaño-a-oscuro_41.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7478" style="margin: 10px;" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/110831-de-castaño-a-oscuro_41-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a>Por último,  pero no menos importante, Yamhure era también el periodista al servicio  del jefe paramilitar de las autodefensas Unidas de Colombia (AUC) Carlos Castaño Gil,  intimo amigo suyo que era quien le revisaba sus  artículos antes de la publicación. </strong>Juan  R. García, un paramilitar desmovilizado, ex consejero político de Carlos Castaño,  contó <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn26">[26]</a> al periodista   Dick Emanulesson que   Yamhure estaba estrechamente vinculado por lazos de profunda amistad con Carlos Castaño y que en más de una  ocasión había participado a importantes reuniones de las AUC, entre las cuales una en 2002 con los vértices de la organización paramilitar en calidad de consejero personal del jefe.</p>
<p>Propio en aquellos años las AUC estaban planificando, detrás de indicación de Castaño el proyecto de construcción de los hornos, al puro estilo nazi,  donde quemar sus víctimas, ya que  los métodos usados anteriormente (descuartizamientos, homicidios, lanzamiento de cadáveres en los ríos, fosas comunes,) etc. estaban dejando demasiadas huellas y estaban indignando excesivamente  la comunidad internacional.</p>
<p>La actividad de Yahmure en Suecia como 007 al servicio del gobierno fue desenmascarada por el mismo Dick Emanuelsson en julio de 2005<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn27">[27]</a>, cuando fue fotografiado en el puerto de Estocolmo mientras  desde el buque colombiano Gloria tomaba fotos y  videos de  todos los miembros de las comunidad de exiliados colombianos en el país que estaban en aquella ocasión  protestando pacíficamente en el muelle contra el terrorismo de Estado en Colombia. La protesta  había sido organizada aprovechando de la visita del barco y en el respecto de la legislación sueca con todas las autorizaciones necesarias.</p>
<p>Esa operación de espionaje ilegal contra exilados políticos llevó a que Yahmure fuera, detrás de petición de  las autoridades suecas,  alejado de la sede diplomática colombiana en Estocolmo en  2007.</p>
<p>Ernesto Yamhure desde el 29 de agosto del 2011 a la fecha está  prácticamente desaparecido. No escribe en su twitter desde entonces, la misma desde cuando ha presentado  su renuncia a los varios medio de información  informativos por los cuales  trabajaba  (Radio Caracol, Espectador…)  Se dice que esté en los Estados Unidos porqué en Colombia sería investigado  por vínculos con el paramilitarismo y por crímenes contra la humanidad. Sin embargo ha hecho a tiempo a encontrar en la “red de de sapos” que organizó en Suecia a un colombiano que habría decidido de testimoniar contra Joaquín Pérez Becerra en el proceso.</p>
<p>Una vez caídas  las pruebas en los documentos World  de la computadora de Reyes,  era necesario encontrar un testigo en carne y hueso. Sin embargo,  en la audiencia del 16 de abril la Fiscalía,  ha propuesto de insertar otras pruebas halladas esta vez en la computadora del comandante guerrillero Alfonso Cano, aunque según la defensa, fuera de tiempo. El juego de las computadoras empezado con la de Raúl Reyes parece verdaderamente no tener fin…</p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/YAMHURE_REGISTRANDO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7479" style="margin: 10px;" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/YAMHURE_REGISTRANDO1-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Un cierto  Miguel Ángel Andolín Estrada, perteneciente a la comunidad colombiana en Estocolmo, con la que tiene un conflicto por una cuestión vinculada a una mujer sería el testigo contra Joaquín,  encontrado muy de prisa por el gobierno colombiano para la construcción del juicio contra el periodista.</p>
<p>Estrada se prestó para eso para vengarse de una ofensa recibida por un miembro de la asociación Jaime Pardo Leal. El abogado de Becerra ha declarado que: “hay 4 informantes que ha preparado la Fiscalía General de la Nación, como una manera yo diría que criminal, dentro de la administración de justicia, para acusar a una persona por el hecho de tener una opinión diferente al régimen (…) Aquí los informantes se utilizan para prepararlos en los cuarteles militares, en las oficinas de inteligencia militar del DAS (ahora ANI), de la DIJIN, de la SIJIN y el mismo CTI de la Fiscalía para preparar a los ‘testigos’ para que acusen a Joaquín Pérez Becerra.”</p>
<p>El proceso contra Joaquín Pérez Becerra es obviamente muy complicado, sea por la gran cantidad de  documentos y material que el abogado  Rodolfo Ríos, defensor de los Derechos Humanos tiene que evaluar,  sea por el lado económico que pesa completamente sobre  la familia de Joaquín. En ese sentido ya se han hecho varios llamados a la solidaridad. Quien puede y quiere colaborar económicamente puede escribir al Comité por la Liberación de Joaquín Pérez Becerra a esta dirección <span id="emoba-7696"><span class="emoba-pop"><span class="emoba-em">libertadparajoaquin<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />gmail<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com</span><span >  (<span class="emoba-em">libertadparajoaquin<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />gmail<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com</span>)  </span></span></span><script type="text/javascript">emobascript('%6C%69%62%65%72%74%61%64%70%61%72%61%6A%6F%61%71%75%69%6E%40%67%6D%61%69%6C%2E%63%6F%6D','&lt;span class="emoba-em">libertadparajoaquin&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />gmail&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com&lt;/span>','emoba-7696','','','0'); </script>.</p>
<p>Entrevistado por el periodista Unadi Aranzadi por el periódico La Jornada, Joaquín denuncia que su detención es una “persecución clara a la libre expresión […] y cuando  ciertos gobiernos te acusan de terrorismo, hasta los defensores de los derechos humanos salen corriendo.”<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn28">[28]</a></p>
<p>Recuerdo la historia pasada y el respeto que el mundo entero tenia por un grande político sueco que probablemente ha sido asesinado porque creía que cada persona tiene el derecho de vivir en al menos un lugar de la tierra sin tener miedo y que los únicos a beneficiarse del hecho que algunas personas hayan sido obligadas a huir de su país para encontrar refugio en Suecia han sido propio los suecos que así han visto enriquecida humanamente su cultura. <a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn29">[29]</a></p>
<p>La Suecia de hoy lamentablemente no  es la de Olof Palme,  pero el respeto por los Derechos Humanos desde entonces,  se ha vuelto un principio que universalmente distingue los estados democráticos de los que no  lo son.<a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftn30">[30]</a> Joaquín Pérez Becerra probablemente no tenía miedo de vivir en Suecia por eso. Evidentemente se equivocaba.</p>
<p> </p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref1">[1]</a>  Declaración de Olof Palme en el “Encuentro del teatro Latinoamericano en el Exilio” Estocolmo. Octubre 1983 <a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=110864">http://www.rebelion.org/noticia.php?id=110864</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref2">[2]</a>  Joaquín Pérez Becerra llegó en Suecia en  1993 y obtuvo la ciudadanía de ese país en el  2000. En ese mismo momento renunció  a la ciudadanía colombiana.</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref3">[3]</a>  El sistema del pájaro: Colombia, paramilitarismo y conflicto social Guido Piccoli Editorial Isla Septiembre 2005</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref4">[4]</a> Caso Becerra: Respuesta al partido Carc <a href="http://www.annalisamelandri.it/2011/05/caso-becerra-respuesta-al-partido-carc-italia/">http://www.annalisamelandri.it/2011/05/caso-becerra-respuesta-al-partido-carc-italia/</a> Caso Becerra: porqué renuncio a la redacción de la revista ALBA informazione <a href="http://www.annalisamelandri.it/2011/05/caso-becerra-porque-renuncio-a-la-redaccion-de-la-revista-albainformazione/">http://www.annalisamelandri.it/2011/05/caso-becerra-porque-renuncio-a-la-redaccion-de-la-revista-albainformazione/</a>  Este es el debate más relevante ocurrido en Italia pero emblemático de cuanto ocurrido en el resto del panorama político internacional y sobre todo en Venezuela.</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref5">[5]</a> <a href="http://www.semana.com/nacion/archivo-del-caso-borja-cayo-farcpolitica/156980-3.aspx">http://www.semana.com/nacion/archivo-del-caso-borja-cayo-farcpolitica/156980–3.aspx</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref6">[6]</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JoCFP8qMDVk">http://www.youtube.com/watch?v=JoCFP8qMDVk</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref7">[7]</a> <a href="http://www.elmundo.com/portal/resultados/detalles/?idx=176753">http://www.elmundo.com/portal/resultados/detalles/?idx=176753</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref8">[8]</a> <a href="http://old.kaosenlared.net/noticia/razon-estado-pragmatismo-absolutamente-equivocado">http://old.kaosenlared.net/noticia/razon-estado-pragmatismo-absolutamente-equivocado</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref9">[9]</a> <a href="http://www.eluniversal.com/2011/05/09/walid-makled-extraditado-a-venezuela.shtml">http://www.eluniversal.com/2011/05/09/walid-makled-extraditado-a-venezuela.shtml</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref10">[10]</a> <span style="text-decoration: underline;">http://www.annalisamelandri.it/2008/09/cada-vez-mas-magica-la-computadora-de-raul-reyes/</span></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref11">[11]</a> Institución cancelada  con decreto presidencial (Manuel Santos) el 30 de octubre de 2011 por los escándalos en que se vieron involucrados  muchos funcionarios de alto nivel. La nueva institución se llama Agencia Nacional de Inteligencia (ANIC). Sin embargo hasta la fecha el cierre completo de la entidad todavía no se ha dado.</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref12">[12]</a> <a href="http://www.caracoltv.com/articulo167493-fiscalia-empezo-a-desenmaranar-al-g3-el-grupo-de-chuzadas-del-das">http://www.caracoltv.com/articulo167493-fiscalia-empezo-a-desenmaranar-al-g3-el-grupo-de-chuzadas-del-das</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref13">[13]</a> <a href="http://www.dhcolombia.info/spip.php?article776">http://www.dhcolombia.info/spip.php?article776</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref14">[14]</a> <a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=104746">http://www.rebelion.org/noticia.php?id=104746</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref15">[15]</a>Algunas asociaciones de España y Bélgica ya han presentado demanda a las autoridades de su país en contra de estas actividades ilegales  de la inteligencia colombiana.  Recientemente también en Italia la misma cosa ha hecho el Comité “Verità e Pace in Colombia” (Verdad y  Paz en Colombia) <a href="http://www.veritaepace.org/">http://www.veritaepace.org</a> demandando a Álvaro Uribe.</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref16">[16]</a> <a href="http://www.elespectador.com/impreso/articuloimpreso198007-el-das-espio-europa">http://www.elespectador.com/impreso/articuloimpreso198007-el-das-espio-europa</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref17">[17]</a> <a href="http://www.annalisamelandri.it/2006/11/diplomatici-colombiani-in-italia/">http://www.annalisamelandri.it/2006/11/diplomatici-colombiani-in-italia/</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref18">[18]</a> <a href="http://www.verdadabierta.com/component/content/article/75-das-gate/3546-jorge-noguera-condenado-a-25-anos-de-prision">http://www.verdadabierta.com/component/content/article/75-das-gate/3546-jorge-noguera-condenado-a-25-anos-de-prision</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref19">[19]</a> <a href="http://alhim.revues.org/index479.html">http://alhim.revues.org/index479.html</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref20">[20]</a> <a href="http://anncol.info/">http://anncol.info/</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref23">[23]</a> <a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=147703">http://www.rebelion.org/noticia.php?id=147703</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref29">[29]</a> <a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=110864">http://www.rebelion.org/noticia.php?id=110864</a></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/User/Desktop/Continuismo%20uribista%20nel%20proceso%20contro%20Joaqu%C3%ADn%20P%C3%A9rez%20Becerr1.doc#_ftnref30">[30]</a> <a href="http://www.annalisamelandri.it/2012/04/carta-a-la-embajada-de-suecia-en-italia-respecto-al-caso-de-joaquin-perez-becerra/">http://www.annalisamelandri.it/2012/04/carta-a-la-embajada-de-suecia-en-italia-respecto-al-caso-de-joaquin-perez-becerra/</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
</div>
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		<title>Parla Salvatore Mancuso e trema Álvaro Uribe in Colombia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 13:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gennaro Carotenuto Il capo paramilitare e narcotrafficante calabro-colombiano Salvatore Mancuso parla da un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti e inguaia l’ex-presidente colombiano Álvaro Uribe: noi narcos aiutavamo lui per far fuori Hugo Chávez. Misterioso silenzio della grande stampa che aveva sempre sostenuto il contrario. Ricordate quando per la stampa mainstream il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">Gennaro Carotenuto</a></p>
<p>Il capo paramilitare e narcotrafficante calabro-colombiano Salvatore Mancuso parla da un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti e inguaia l’ex-presidente colombiano Álvaro Uribe: noi narcos aiutavamo lui per far fuori Hugo Chávez.</p>
<p>Misterioso silenzio della grande stampa che aveva sempre sostenuto il contrario.</p>
<p>Ricordate quando per la stampa mainstream il presidente colombiano Álvaro Uribe era il nostro eroe senza macchia e senza paura mentre Hugo Chávez era il capo dei narcos un po’ come Ugo Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse? Chi scrive, e più di me Guido Piccoli, Annalisa Melandri, Simone Bruno, Stella Spinelli e pochi altri blogger, cercavamo di fornire dati, fatti concreti, documenti, per interpretazioni più equanimi della realtà grancolombiana, sulle vere proporzioni del ruolo delle FARC, <span id="more-7470"></span>sulle enormi ingiustizie, sulle violazioni dei diritti umani, civili, sindacali, sulla guerra come scusa per le destre, per la militarizzazione bushiana del continente, per il narco, per i paracos, per l’agroindustria che spazzava via i piccoli coltivatori, per far fuori la rivoluzione bolivariana di Hugo Chávez che, addirittura, “foraggiava” le FARC e voleva addirittura muovere guerra alla Colombia. E se osavi dire che le citate erano semplicemente balle e che era Uribe ad essere legato a filo doppio con il paramilitarismo… ti davano del terrorista.</p>
<p>Ebbene, adesso parla Salvatore Mancuso, che ha ammesso almeno 300 omicidi e sotto il comando del quale sarebbero state assassinate almeno 3.000 persone, oramai fuori gioco e da quattro anni estradato negli Stati Uniti. Conferma tutto quello che l’informazione democratica diceva e l’informazione mainstream negava per difendere l’amico di George Bush, Álvaro Uribe. Ebbene le AUC (Autodifesa Unita Colombia), l’organizzazione paramilitare di Mancuso, non solo finanziò la campagna elettorale di Uribe (che ha querelato Mancuso per diffamazione e con il quale il narcotrafficante afferma di essersi riunito personalmente), ma organizzò la logistica per portare gli elettori ai seggi (e sennò vi ammazziamo). Lo stesso i paramilitari facevano per le elezioni amministrative. Inoltre racconta dettagli sulla parapolitica, raccontando come in parlamento esisteva una sorta di partito delle AUC. Infine dettaglia le riunioni con alti generali dell’esercito colombiano per pianificare massacri di civili. Non solo: Mancuso racconta come le AUC fossero coinvolte in un piano per installare e addestrare gruppi paramilitari in Venezuela, in accordo con militari e politici della destra venezuelana, con l’obbiettivo di arrivare ad un colpo di stato per rovesciare il governo democraticamente eletto di Hugo Chávez.</p>
<p>Chi aveva occhi per vedere e onestà intellettuale per scriverlo lo ha sempre detto. Chi non voleva vedere e anzi scriveva esattamente l’opposto, ricopiando le veline di Miami e di El País di Madrid, neanche oggi ha l’onestà intellettuale per ammetterlo.</p>
<p>Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it</p>
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		<title>Alerta Marcha Patriótica!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 00:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Marcha Patriotica]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.marchapatriotica.org/ 100.000 PERSONE IN CORTEO A BOGOTÁ PARTORISCONO LA ‘MARCIA PATRIOTTICA’!  Fonte: Nuova Colombia  Dopo tre giorni di assemblee, dibattiti e delibere, che hanno visto protagonisti più di 4000 delegati in rappresentanza di oltre 1700 organizzazioni sociali, politiche e popolari di tutto il paese, e che si sono concluse con la formalizzazione del Consiglio Patriottico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9ebsgjtUctw"><img src="http://img.youtube.com/vi/9ebsgjtUctw/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9ebsgjtUctw">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<div id="page">
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.marchapatriotica.org/">http://www.marchapatriotica.org/</a></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2><a href="http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/2692-100000-persone-in-corteo-a-bogota-partoriscono-la-marcia-patriottica.html">100.000 PERSONE IN CORTEO A BOGOTÁ PARTORISCONO LA ‘MARCIA PATRIOTTICA’!</a></h2>
<p><img src="http://www.nuovacolombia.net/Joomla/templates/beez/images/trans.gif" alt="Attenzione: apre in una nuova finestra." /> Fonte: <a href="http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/2692-100000-persone-in-corteo-a-bogota-partoriscono-la-marcia-patriottica.html" target="_blank">Nuova Colombia </a></p>
<div>
<p>Dopo tre giorni di assemblee, dibattiti e delibere, che hanno visto protagonisti più di 4000 delegati in rappresentanza di oltre 1700 organizzazioni sociali, politiche e popolari di tutto il paese, e che si sono concluse con la formalizzazione del Consiglio Patriottico Nazionale quale organo di direzione del nuovo movimento Marcia Patriottica, una gigantesca manifestazione nazionale, che si è snodata da tre diversi punti di Bogotá, ha partorito questa nuova speranza per il popolo colombiano.</p>
<p>Oltre 100.000 persone, molte delle quali hanno attraversato per giorni le cordigliere, le selve e gli imponenti fiumi del paese andino-amazzonico per giungere nella capitale, hanno marciato sino ad una stracolma Plaza de Bolívar in cui contadini, lavoratori, studenti medi e universitari, donne, indigeni, senza tetto, venditori ambulanti, sfollati e difensori dei diritti umani hanno detto senza paura basta al regime oligarchico colombiano, al terrorismo di Stato e ad un ingiusto modello economico.<br />
Significativa e variegata anche la presenza di delegazioni internazionali, che hanno portato la loro solidarietà a questo nuovo movimento politico e sociale che irrompe sulla scena nazionale: dal PSUV venezuelano al FMLN salvadoregno, dal MAS boliviano al Frente Amplio uruguayano, dal FSLN nicaraguense al PC cileno, dal MST brasiliano alla sinistra patriottica basca.<br />
Uno dei tanti esponenti internazionali è Asier Altuna, rappresentante della Izquierda Abertzale, arrivata a Bogotá per partecipare alla “Marcha Patriótica por la segunda y definitiva independencia”. Con l’adesione a questa importante iniziativa la sinistra indipendentista basca ribadisce il suo impegno per la costruzione della pace, la democrazia e la giustizia in Colombia. Impegno già dimostrato con la partecipazione a diverse iniziative, come l’Incontro Internazionale per la pace e la soluzione politica del conflitto colombiano tenutosi a Losanna, in Svizzera, il Foro Colombia celebrato in marzo a Bogotá sulla situazione dei prigionieri politici o il ruolo giocato da Maite Aristegi nella liberazione unilaterale da parte delle FARC-EP degli ultimi militari prigionieri di guerra.<br />
Alla Marcia Patriottica si sono uniti anche settori politici liberali colombiani, guidati da Piedad Córdoba e riuniti nella  Izquierda Liberal en Marcha, così come il Partito Comunista Colombiano e i Colombiani/e per la Pace , tra gli altri.<br />
La Marcia Patriottica, che ha una vocazione di potere ed un carattere antimperialista, anticapitalista ed unitario, sarà un fattore determinante nella lotta per la soluzione politica del conflitto sociale ed armato colombiano, propedeutica alla costruzione della pace con giustizia sociale.</p>
</div>
</div>
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		<title>Sexo contra sexo — Evelyn Reed</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Invito alla lettura/Invitación a la lectura]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenze globali]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Sociedad]]></category>

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		<description><![CDATA[Sexo contra sexo — Evelyn Reed da scaricare analisis marxista de la lucha de las mujeres Evelyn Reed (1905 — 1979)   Socialista y feminista estadounidense quien fue pionera en investigar a las ciencias naturales y sociales y revelar en sexismo escondido en sus senos.  Fue miembra del Socialist Workers Party.   1970: La mujer: ¿Casta, clase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Sexo-contra-sexo-Evelyn-Reed1.pdf">Sexo contra sexo — Evelyn Reed</a> da scaricare analisis marxista de la lucha de las mujeres</p>
<h1>Evelyn Reed</h1>
<h2>(1905 — 1979)</h2>
<hr />
<p> </p>
<table width="87%" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="center" width="65%" height="238">
<p align="justify"><img src="http://www.marxists.org/glossary/people/r/pics/reedevel.jpg" alt="" width="115" height="158" align="left" border="0" hspace="15" vspace="10" /></p>
<p align="justify">Socialista y feminista estadounidense quien fue pionera en investigar a las ciencias naturales y sociales y revelar en sexismo escondido en sus senos.  Fue miembra del Socialist Workers Party.</p>
<p> </p>
<p>1970: <a href="http://www.marxists.org/espanol/reed-evelyn/1970/a.htm">La mujer: ¿Casta, clase o sexo oprimido?</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Los comunicados de las FARC respecto a Roméo Langlois: hay mal aroma…</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 23:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[En español]]></category>
		<category><![CDATA[Miei articoli/Mis artículos]]></category>
		<category><![CDATA[FARC]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo Langlois]]></category>

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		<description><![CDATA[  Si el primer comunicado atribuido “presuntamente” a la guerrilla de las FARC en que una guerrillera vía telefónica comunicaba que el periodista era prisionero de guerra en manos del Frente 15,   había despertado dudas  acerca de su autenticidad (la guerrilla nunca hace comunicados vía telefónica y menos en estos momentos en que las operaciones [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><em><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/monazo_210_1201.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7424" style="margin: 10px;" title="monazo_210_120" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/monazo_210_1201.jpg" alt="" width="210" height="120" /></a></em>Si el primer comunicado atribuido “presuntamente” a la guerrilla de las FARC en que una guerrillera vía telefónica comunicaba que el periodista era prisionero de guerra en manos del Frente 15,   había despertado dudas  acerca de su autenticidad (la guerrilla nunca hace comunicados vía telefónica y menos en estos momentos en que las operaciones de inteligencia alrededor de ella son tan fuertes) el ultimo “presunto” comunicado (un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=l0N2sKimAqY">video</a>) no puede que confirmar estas dudad y esparcir  un velo de inquietud respecto a la situación y a la misma seguridad  de Roméo. <span id="more-7422"></span></p>
<p>Obviamente  preferiría saber que Roméo esté  en manos de la guerrilla,  aunque como “prisionero de guerra”, que en manos del ejército utilizado como arma mediática contrainsurgente. Espero vivamente de equivocarme, como espero que se estén equivocando todos aquellos que de una u otra forma conocen el actuar de la guerrilla por el desarrollo mismo de su trabajo periodístico y que en estos momentos están al igual que yo expresando sus dudas, y me refiero al periodista Dick Emanuelsson, a Miguel Suàrez de Radio Café Stereo, a la compañera periodista  Ingrid Storgen.</p>
<p>Obviamente espero que si Roméo está en manos de las FARC, estas lo liberen cuanto antes ya que se trata de un periodista que ha sido siempre  comprometido con la verdad acerca de la realidad del conflicto colombiano.</p>
<p>Mis dudas, expresadas muy sencillamente y en forma muy coloquial como si estuviéramos hablando entre amigos son estas:</p>
<p>La primera cose que pensé al verlo, muy sinceramente y pido de antemano disculpas a quien sea, sea al  guerrillero si lo es, sea al  actor de la contrainsurgencia en caso contrario,  fue: “Hay, carajo! que cara de pendejo que tiene ese tipo con esa sonrisita y parece salido de un salón de belleza…” Bueno… no significa nada tener una cara mas que otra  y no fue pensado para ofender…</p>
<p>Luego pensé: “Pero bueno… no hay ni un efigie, ni  un escudo, ni una bandera, ni una insignia o distintivo de las FARC, es raro en los video ellos  siempre se identifican, parecen guardas campestres… pero bueno…”</p>
<p>Además: “Los uniformes parecen nuevecitos, muy limpios, las armas diferentes… pero bueno…”</p>
<p>Más raro aun:”Y porque  poner detrás del guerrillero  tanta gente para que sea identificada, me parece un riesgo inútil, pero bueno…”</p>
<p>Y me he preguntado observando lo que lee el guerrillero: “¿Y qué es lo que lee ese guerrillero, parece una publicidad de un supermercado, la guerrilla tiene imprenta de colores y hace comunicados tan sofisticados en la selva? ¿Y todo lo que lee está en ese papelito que parece tan pequeño? Pero bueno…”</p>
<p>“¿Y no debería ser el Secretariado Central que tendría que enviar el comunicado como siempre ha sido en estos casos desde las montañas de Colombia?”</p>
<p>Pero bueno…</p>
<p>Ultima reflexión: el periodista Karl Penhaul que ha realizado el video y entrevistado el “presunto” guerrillero, es un periodista CNN, cosa  que quiere decir todo y nada… pero bueno…</p>
<p>Espero equivocarme y que cuanto antes Roméo regrese a su casa y familia y amigos.</p>
<p>Y si los que aparecen en el video son guerrilleros de verdad que me perdonen la ironía. <em></em></p>
<p> </p>
<p><a href="http://anncolprov.blogspot.com.au/2012/05/dudas-comprensibles-sobre-comunicado-de.html" target="_blank">Aquí</a> las dudas de Dick Emanuellson e Ingrid Storgen y <a href="http://www.radiocafestereo.nu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=179:nuevo-comunicado-de-farc-monzaso-o-mico&amp;catid=35:fashion&amp;Itemid=88" target="_blank">aquí</a> las de Miguel Suárez .</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dante Castro Arrasco, Pedro Mir, Juan Bosch y …yo</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2012/05/dante-castro-arrasco-pedro-mir-juan-bosch-y-yo/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 19:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[En español]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>
		<category><![CDATA[Dante Castro Arrasco]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Bosch]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Mir]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.annalisamelandri.it/?p=7419</guid>
		<description><![CDATA[Ayer era el 194 natalicio de Carl Marx. Ayer también  la luna se encontraba en su perigeo, el punto más cercano a la Tierra. Era ayer una “Súper Luna”. Quizás,  esta combinación de eventos históricos y astronómicos haya permitido ese (y otro)  intercambio político y poético en las paginas en Facebook de  quien escribe y mi amigo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7433" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/con-Pedro-Mir.jpg"><img class="size-full wp-image-7433" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/con-Pedro-Mir.jpg" alt="" width="320" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Dante Castro Arrasco con Pedro Mir</p></div>
<p><span style="font-size: small;">Ayer era el 194 natalicio de Carl Marx. Ayer también  la luna se encontraba en su perigeo, el punto más cercano a la Tierra. Era ayer una “Súper Luna”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Quizás,  esta combinación de eventos históricos y astronómicos haya permitido <a href="https://www.facebook.com/AnnalisaMelandri/posts/3987165958411?notif_t=feed_comment" target="_blank">ese</a> (y otro)  intercambio político y poético en las paginas en Facebook de  quien escribe y mi amigo, el camarada y apreciado poeta y escritor peruano Dante Castro Arrasco.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Una poesía del poeta nacional dominicano Pedro Mir ha desencadenado una serie de reflexiones políticas y  sociológicas  sobre el arte y la militancia de las que dejan huellas…</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dante ha revelado unos detalles de su vida, militancia y labor política que no conocía y que ni siquiera imaginaba. Ha sido un intercambio precioso, uno de los momentos en que aprecio las redes sociales por estas oportunidades. Estas las palabras, casi un poema que me ha dejado esta mañana:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>“La luna se ha puesto de gala con su esplendor abierto en dos brazos que quieren estrecharme. La luna me recuerda un juramento, una promesa hecha bajo su sonrisa voraz de besos furtivos y sábanas blancas de lunares desiertos iluminados. La luna besa mis heridas, sacude mis fracturas y cicatrices, pero lo hace por amor a quien vela sus armas en la última noche del verano.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/30058_1318404956960_1135842571_30740500_7164761_n1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7436" style="margin: 10px;" title="Dante Castro con Juan Bosch" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/30058_1318404956960_1135842571_30740500_7164761_n1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Y una amiga de conciencia preñada por la luna me trae recuerdos de otras tierras y de otros climas, de una cálida isla donde el satélite mayor humedecía sus enaguas en mareas tropicales. Y le digo a la luna y a mi amiga lunar que hubo allí un periodo de tormentas que se hicieron sangre, pólvora y poesía. Y un pueblo que se enfrentó al coloso invasor escribió con su sangre los poemas que las plumas más ilustres callaron. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>La luna entiende mis tristezas, cuando nombro compañeros muertos que deben habitar en los rescoldos del viento. Y digo Juan Bosch. Y digo Pedro Mir. Los llamo mirando bajo la luna impúdica e irreverente que tienta a los amantes, la foto de un dominicano negro, dispuesto a morir antes de soportar al invasor. Y ese dominicano negro se parece a una luna blanca que se niega a desaparecer bajo una tormenta de aerolitos. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>La luna de mayo en su máximo clímax me ha hecho sucumbir a una trampa de la nostalgia y no hay vino que pueda consolar las heridas de la memoria de un pueblo agredido, de dos autores muertos y de un negro valiente que crispa los puños ante la negra boca de una carabina ligera que lo ha de matar inevitablemente. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Luna esplendorosa, devuélveme mi inocencia que se ha eclipsado.”</em></span></p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/524402_3239802670702_1135842571_32301507_316988347_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7434" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/524402_3239802670702_1135842571_32301507_316988347_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Beso tus heridas tierno amigo y camarada,  como si estuviera besando todas las heridas del pueblo dominicano y de todos los pueblos oprimidos del mundo. La poesía humaniza las revoluciones, las revoluciones humanizan la poesía. Es un intercambio creativo. Cada revolución es una “creación heroica” pero también una creación artística, como un poema.</p>
<p>Siguiendo y leyendo Dante Castro Arrasco en:</p>
<p><a href="http://www.angelfire.com/ar2/dantecastro/index.html">http://www.angelfire.com/ar2/dantecastro/index.html</a></p>
<p><a href="http://cercadoajeno.blogspot.com/">http://cercadoajeno.blogspot.com/</a></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Deportazioni collettive di haitiani</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 03:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Comisión Nacional Derechos Humanos]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN PEDRO DE MACORÍS (3/5/2012) Solo oggi hanno deportato in massa  circa 80 haitiani “irregolari”. Quelli di cui siamo a conoscenza. Raccolti per strada, nei campi,  in Repubblica Dominicana e rispediti immediatamente nel loro paese di origine, praticamente all’inferno. Inutile parlare con la polizia, “impossibile, sono gia in viaggio, diretti ad Haiti, se  c’e qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/elseibo5.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6328" title="Mata de Palma - El Seibo" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/elseibo5-1024x768.jpg" alt="" width="430" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: left;">SAN PEDRO DE MACORÍS (3/5/2012) Solo oggi hanno deportato in massa  circa 80 haitiani “irregolari”. Quelli di cui siamo a conoscenza. Raccolti per strada, nei campi,  in Repubblica Dominicana e rispediti immediatamente nel loro paese di origine, praticamente all’inferno.</p>
<p style="text-align: left;">Inutile parlare con la polizia, “impossibile, sono gia in viaggio, diretti ad Haiti, se  c’e qualcuno che conoscete, aspettate che arrivano, gli mandate i soldi e ritornano”, hanno detto per telefono a suor Idalina, del Centro de Atención Jesús Peregrino.</p>
<p style="text-align: left;">I soldi servono per il visto. Il loro essere “irregolare” consiste nel fatto che hanno il passaporto ma non il visto. <strong>Il  visto costa 130 dollari ogni due mesi</strong>. Ogni due mesi! Queste persone guadagnano 4/5 euro circa al giorno. Quelli del settore edile, qualche euro  in piu’… Come diamine possono pagare 130 dollari al giorno? Perché  non vengono rimpatriati in massa tutti i cinesi, i peruviani, gli italiani, i venezuelani, i colombiani etc etc che vivono in questo paese? E poi dicono che non c’e’ discriminazione razziale. E poi il cardinale  Nicolás López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo, incarnazione della parte più conservatrice e reazionaria  della Chiesa Cattolica,    ha il coraggio di dire che le denunce sui maltrattamenti degli  haitiani “non sono serie”.  In pratica,  che il loro paradiso lo hanno trovato qui…</p>
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		<title>In bici per i Cinque</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 14:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[I Cinque]]></category>

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		<description><![CDATA[ Milano — 20/04/12 - Il Prossimo 5 maggio, si terrà un Ciclocorteo per le strade di Milano, organizzato dal Circolo di Milano dell’Associazione amicizia Italia — Cuba, per chiedere la liberazione dei Cinque Cubani  Milán — 20/04/2012 - Un Ciclo Desfile  por las calles de Milán se desarrollará el 5 de mayo próximo, organizado por el Círculo de  Milán de la Asociación [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/InbiciperiCinque.jpg"><img class="size-full wp-image-7410 aligncenter" title="InbiciperiCinque" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/InbiciperiCinque.jpg" alt="" width="452" height="639" /></a></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> <a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/ita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7411" style="margin: 5px;" title="ita" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/ita.jpg" alt="" width="55" height="36" /></a></span></span><strong>Milano — 20/04/12</strong> - Il Prossimo 5 maggio, si terrà un <strong>Ciclocorteo </strong>per le strade di Milano, organizzato dal <strong>Circolo di Milano dell’Associazione amicizia Italia — Cuba</strong>, per chiedere la liberazione dei Cinque Cubani</p>
<p><strong> <a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/2po34p3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7412" style="margin: 5px;" title="2po34p3" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/2po34p3.jpg" alt="" width="97" height="65" /></a>Milán — 20/04/2012</strong> - Un <strong>Ciclo Desfile</strong>  por las calles de Milán se desarrollará el 5 de mayo próximo, organizado por el<strong> Círculo de  Milán de la Asociación de Amistad Italia Cuba</strong>, para pedir la liberación de los Cinco Héroes</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Primo Maggio per un nuovo Internazionalismo!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 19:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[In Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenze globali]]></category>

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		<description><![CDATA[  Intervista a Salvatore Ricciardi* di Annalisa Melandri, contributo speciale per La Pluma    A.M. – Salvatore, ci racconti cosa ha rappresentato il Primo Maggio per i lavoratori italiani negli anni passati? S.R. — Ricordare il 1° maggio e ciò che ha significato per i lavoratori, è oggi un ricordo amaro. Questi sono anni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_7397" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chicago4.jpg"><img class="size-full wp-image-7397" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chicago4.jpg" alt="" width="550" height="501" /></a><p class="wp-caption-text">Chicago 1886</p></div>
<p><strong>Intervista a Salvatore Ricciardi*</strong></p>
<p>di <a href="http://www.annalisamelandri.it" target="_blank">Annalisa Melandri</a>, contributo speciale per <a href="http://www.es.lapluma.net/">La Pluma</a><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A.M. – Salvatore, ci racconti cosa ha rappresentato il Primo Maggio per i lavoratori italiani negli anni passati?</strong></p>
<p>S.R. — Ricordare il 1° maggio e ciò che ha significato per i lavoratori, è oggi un ricordo amaro. Questi sono anni in cui l’offensiva capitalista-neoliberista cerca di distruggere le conquiste dei lavoratori dei decenni passati. È ancor più amaro ricordarlo perché le organizzazioni sindacali maggioritarie, invece di organizzare un fronte di lotta per difendere quelle conquiste e contrattaccare sugli obiettivi operai, al contrario retrocedono in omaggio alle esigenze del profitto capitalistico, distruggendo perfino i simboli di oltre cento anni di avanzata operaia. Per i lavoratori italiani e non solo, il 1° maggio ha rappresentato il simbolo del riscatto operaio. Il non dover più subire; drizzare la schiena; non togliersi il cappello quando passava il “padrone”; non tremare di fronte al “capoccia”; non dover aspettare che il “domani migliore” ce lo regalasse la provvidenza, ma conquistarlo con la lotta giorno dopo giorno. <span id="more-7394"></span>E soprattutto ha significato la presa di coscienza del fatto che un  lavoratore da solo può far poco, ma uniti e organizzati invece possono essere una forza inarrestabile di trasformazione sociale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A.M. — Il primo maggio anni fa rappresentava un momento di riflessione ma anche di orgoglio per le conquiste ottenute, oggi può ancora dirsi così?</strong></p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Di-Vittorio-anni-50.jpg"><img class=" wp-image-7398  alignleft" style="margin: 10px;" title="Di Vittorio, anni 50" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Di-Vittorio-anni-50.jpg" alt="" width="305" height="305" /></a></p>
<p>S.R. — Ricordo da ragazzo il duro dopoguerra italiano. Città devastate, paesaggi di macerie seminate da quella guerra sciagurata e vigliacca che aveva lasciato odio, malessere e disagio negli uomini e nelle donne. Le condizioni di lavoro erano durissime. L’orario di lavoro superava di molto le <strong>otto</strong> ore, proprio quello “otto ore” che erano state la rivendicazione principale delle lotte del 1° maggio. Una sola cosa poteva affascinare noi giovani: la possibilità di cambiare tutto questo, di costruire una società in cui la barbarie che aveva distrutto vite e città e che ancora ci massacrava non trovasse più spazio. Quella barbarie aveva per noi un nome: capitalismo; una sola possibilità davanti a noi: l’organizzazione dei lavoratori e la lotta di classe. Per questo speranza c’era un simbolo: il <strong>primo maggio</strong>. Non era retorica, ci convinceva il significato stesso del 1° maggio, le lotte e il costo altissimo per ottenere quelle vittorie. E anche la testardaggine di chi non ha voluto arrendersi ai soprusi e allo sfruttamento dei padroni e neanche allo strapotere degli apparati militari al loro servizio. Il nostro pensiero guardava al passato per trovare la forza di andare avanti. Nel nostro immaginario le manifestazioni organizzate negli Usa dai <em>Cavalieri del lavoro</em> ( Knights of Labor) una delle prime associazioni di lavoratori salariati. Il massacro perpetrato dalle polizie di tutti i potenti del mondo contro i manifestanti,  a Chicago, ad Haymarket square,  il 3 e 4 maggio 1886, quando furono uccisi numerosi operai. Ma non si chinò la testa; in molti paesi l’anno successivo, il 1887, vennero organizzati raduni operai per opporsi alla repressione; fu scelta la data del 1° maggio per scioperi e manifestazioni con l’obiettivo della riduzione dell’orario di lavoro a otto ore. Arresti e scontri ovunque; negli Usa vennero condannati a morte sette sindacalisti “colpevoli” di aver organizzato il raduno operaio di Chicago.  Per la legge statunitense lo sciopero generale era “illegale” (ancora oggi per la legge Usa lo <em>sciopero generale</em> è illegale. In opposizione a questa legge liberticida il 1° maggio prossimo, 2012, i movimenti di lotta negli Usa (occupy) praticheranno uno sciopero generale-illegale). <strong>Sette compagni</strong>, dirigenti operai, furono condannati a morte (August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg). August Spies, a nome di tutti prima di morire pronunciò queste parole: “<em>Salute a tutti, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte</em>!”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A.M. — Cosa e’ cambiato da allora ad oggi nella sostanza ma anche nella forma delle celebrazioni del Primo Maggio?</strong><strong> </strong></p>
<p>S.R. — Il potere capitalista aveva mostrato la sua ferocia,  ma il movimento non era arretrato, insorgeva di fronte a questa brutalità. Nel città di Livorno, e in molte altre città europee, i portuali, marinai e la popolazione assaltavano le navi statunitensi, distruggendole.</p>
<p>In un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890: “<em>Lavoratori ricordatevi il 1° maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l’Internazionale</em>!”.</p>
<p>La straordinaria partecipazione dei lavoratori alle manifestazioni di quell’anno vinse la timidezza dei vertici e costrinse i dirigenti dell’Internazionale a dichiarare il 1° maggio <strong>“festa dei lavoratori di tutti i paesi”.</strong></p>
<p>In Italia l’orario di lavoro quotidiano fu fissato in <strong>otto ore</strong> nel 1923 (regio decreto legge n. 692/1923).</p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/concerto-primo-maggio-31.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7399" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/concerto-primo-maggio-31-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Durante il fascismo la festa del primo maggio fu abolita. Ma non si fermarono le manifestazioni convocate clandestinamente, con repressione e arresti. Dopo la seconda guerra mondiale, spazzato via il regime fascista,  fu ripristinata la festa, in un paese squassato da tensioni sociali e politiche. Il 1° maggio 1947 inSicilia si tenne una manifestazione a <em>Portella della Ginestra</em> (provincia di Palermo) per la rivendicazione della  <em>terra ai contadini</em>, terra dei latifondisti legati al regime fascista e al clero. I manifestanti furono presi a fucilate, con numerosi morti, da bande criminali assoldati dagli stessi latifondisti e dai servizi segreti Usa per terrorizzare i lavoratori agricoli e impedire la diffusione delle organizzazioni comuniste e socialiste.</p>
<p>Per tutti gli anni 60 e 70 il 1° maggio è stato il momento in cui il <em>nuovo movimento operaio</em>  si presentava nelle piazze proponendo una prospettiva rivoluzionaria, spesso scontrandosi con le organizzazioni ufficiali sempre più schierate a difesa del sistema esistente. Sono state queste, Cgil, Cisl e Uil, ossia le confederazioni ufficiali maggioritarie e collaborazioniste a  distruggere anche il <strong>valore simbolico del 1° maggio</strong>, degradandolo da giornata di lotta a squallido spettacolo musicale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A.M. — Si può parlare di classe operaia ancora oggi, con le nuove forme di lavoro, con il precariato e soprattutto esiste oggi ancora la coscienza di classe?</strong></p>
<p>S.R. — La classe operaia non si può racchiudere in una categoria sociologica. Non si può affermare che oggi la classe operaia è scomparsa  perché i contratti di lavoro hanno assunto,  nominalmente, le più variegate tipologie. Operai sono coloro che producono tutto quello che esiste, che siano merci “materiali” oppure “immateriali”, non fa differenza. Operai sono coloro cui viene estratta la capacità lavorativa, la loro vitalità e questa viene utilizzata dai proprietari dei mezzi di produzione (capitalisti) per fare profitti. La classe operaia può diventare un soggetto della trasformazione sociale se prende  coscienza del proprio ruolo determinante e progetta una società in cui i lavoratori possano associarsi liberamente tra di loro, facendo a meno di padroni e capi,  producendo  con tempi e modalità consone alla dimensione umana ciò di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>A che punto è questa coscienza di classe oggi? In questo e altri paesi capitalisti, l’offensiva neoliberista degli ultimi decenni ha fatto arretrare la coscienza e l’organizzazione della classe operaia. Ma la crisi capitalistica attuale, dimostra che se i lavoratori abbassano la testa e smettono di lottare, per loro andrà sempre peggio. Chi è costretto ad andare a lavorare per un salario non ha alcuna possibilità di miglioramento all’interno delle compatibilità capitaliste, ci riuscirà soltanto  organizzandosi e lottando per imporre gli interessi operai contro il capitalismo e l’imperialismo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A.M. — Quali sono le nuove sfide e i compiti della classe operaia oggi e della sinistra in Italia? E in Europa?</strong></p>
<p>S.R. — Ritrovare quell’unità intorno agli interessi di classe, unità scompaginata dalle false ideologie propinate  dal padrone e dai suoi media. Non dobbiamo dividerci in base alla tipologia contrattuale, (lavoro a progetto, lavoro a chiamata, part-time, a partita Iva, ecc.) altrimenti diventiamo corporativi e saremo più deboli e perdenti. È questo il nemico che ostacola la ricomposizione di classe: il corporativismo. Ricordiamoci che il corporativismo è stato prodotto dal fascismo per dividere i lavoratori, scompaginare le organizzazioni operaie e portare il paese a una guerra devastante.  L’altro falso ideologico che bisogna rapidamente sbugiardare è quello di credere che se l’economia di un paese migliora, con i sacrifici dei lavoratori poi, in un secondo tempo, di quel miglioramento ne godranno anche i lavoratori. È questa la più grossa menzogna! Una ripresa dell’economia capitalista, ossia dei profitti dei padroni, renderà questi sempre più forti e dunque in grado di sottomettere ancor di più i lavoratori e le popolazione. Gli interessi dei lavoratori debbono al contrario indebolire la forza dei padroni, del capitalismo, dell’imperialismo, ridurre i profitti, per renderli più deboli e preparare il terreno per spazzarli via.</p>
<p>Il debito degli Stati? Un altro imbroglio! Non dobbiamo farci carico noi lavoratori di  sanare il debito degli Stati. Dobbiamo ritrovare i nostri interessi e non rincorrere lo sviluppo capitalistico; bisogna fermarlo prima che questo distrugga oltre la nostra vita anche l’intero pianeta. E si può fermarlo solo unendo e organizzando le forze del lavoro di tutto il mondo in un nuovo internazionalismo!</p>
<p> </p>
<p>====</p>
<p><em>Salvatore Ricciardi, nasce nel 1940 inun quartiere proletario di Roma, frequenta l’Istituto tecnico industriale, dopo occupazioni saltuarie, lavora in un cantiere edile e lì incontra l’attività sindacale. Sono gli anni dei duri e violenti scioperi e scontri con la polizia del 1962–63: anni della “ripresa operaia” dopo le bastonature del dopoguerra. Poi entra nelle Ferrovie dello Stato (FS) come tecnico e si getta nell’attività sindacale. Militante del Sindacato ferrovieri aderente alla Cgil (Sfi-Cgil), aderisce alla sinistra sindacale impegnata a fermare la deriva collaborativa del maggior sindacato, la Cgil. Nel 1969, lo scontro tra destra e sinistra della Cgil diventa sempre più caldo, fino alla rottura.        È tra gli organizzatori del Comitato Unitario di Base (CUB) dei ferrovieri di Roma, un organismo autorganizzato che si batte per i veri interessi dei ferrovieri e non per collaborare con l’azienda FS, (per avere in cambio posti nel Consiglio di Amministrazione). Nell’estate del 1971 il CUB dei ferrovieri di Roma organizza uno sciopero per la riduzione dell’orario di lavoro che blocca completamente il traffico ferroviario con una partecipazione straordinaria. Gli Organismi di base si diffondono in tutti i posti di lavoro e nei quartieri proletari del paese. Questa rete di comitati mette all’ordine del giorno la trasformazione rivoluzionaria dell’esistente. Era dunque necessario organizzare strumenti adeguati allo scontro di potere. Sorsero diverse organizzazioni, S.R. aderisce all’organizzazione comunista combattente Brigate Rosse. Nel maggio 1980 viene arrestato e condannato all’ergastolo. Nelle carceri speciali organizza rivolte e tentativi di evasione. Ma nel corso degli anni 80 quel movimento rivoluzionario viene sconfitto, in quella fase. Dopo 30 anni di carcere (20 anni di carcere speciale, gli altri 10 insemilibertà e libertà condizionale), nel 2010  ha riconquistato la libertà. Nel 2011 pubblica “<a href="http://www.annalisamelandri.it/2011/10/salvatore-ricciardi-maelstrom/" target="_blank">Maelstrom</a>.  Scene di rivolta e autorganizzazione di classe in Italia dal 1960 al 1980” con la casa editrice Derive e Approdi.</em></p>
<p> </p>
<p> </p>
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