La risposta della Colombia democratica ai crimini di Stato e della parapolitica.

28 commenti
Intervista esclusiva a Iván Cepeda, promotore della marcia del 6 marzo in solidarietà alle vittime della parapolitica e dei crimini di Stato in Colombia.
di Annalisa Melandri

 

Iván Cepeda è il figlio di Manuel Cepeda, che fu senatore dell’ Unidad Patriótica  quando venne ucciso da membri delle Forze Militari di Stato in accordo con le Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) il 9 agosto 1994. Egli stava indagando sul  “Plan Golpe de Gracia”, il piano organizzato dai vertici militari colombiani  per assassinare i leader del Partito Comunista Colombiano e della Unidad Patriotica e annientare così le forze di sinistra del paese. Lo stesso Carlos Castaño ha ammesso nel suo libro Mi confesión,  la sua partecipazione all’omicidio di Manuel Cepeda. Iván Cepeda,  è ora  presidente della Fondazione Manuel Cepeda e portavoce del Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato (MOVICE).
 
A.M - Signor Iván Cepeda, lei è uno degli organizzatori della marcia del 6 di marzo in Colombia, un omaggio alle vittime del paramilitarismo, della parapolitica e dei crimini di Stato. Quali sono le motivazioni di questa iniziativa?
 
I.C.- In Colombia ci sono milioni di sfollati, 15.000 o più desaparecidos e ancora di più morti, vittime dell’esercito e dei paramilitari. Tutti i loro familiari non hanno nessun aiuto da parte dello Stato, sono circondati dal silenzio sociale e da quello delle autorità. Per questo bisogna lottare affinché si conosca la verità, contro l’impunità e per trovare una via di uscita dal conflitto sociale del paese.
 
A.M. —  Quali e quante adesioni ha raccolto fino a questo momento la marcia?
 
I.C. – Siamo riusciti ad organizzare iniziative in 80 città del mondo e a raccogliere le adesioni di moltissime personalità e organizzazioni internazionali, tra le quali quella della Commissione Etica per la Verità nei Crimini di Lesa Umanità, quella della Confederazione Sindacale Internazionale, che riunisce i sindacati di circa 150 paesi, quella della  Federazione Internazionale dei Diritti Umani e quella dell’intellettuale statunitense Noam Chomsky   tra le altre. In Colombia abbiamo realizzato eventi in 20 città e parteciperanno alla marcia la Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT) , il Partito Liberale, alcuni settori del Partito Conservatore e il Polo Democratico Alternativo. Parteciperanno inoltre gli ultimi ostaggi liberati dalle FARC in questi giorni e le associazioni dei familiari dei sequestrati.
 
A.M. —  La marcia del 4  febbraio contro le FARC ebbe l’appoggio del governo colombiano e così riuscì ad ottenere una partecipazione a livello mondiale all’evento. Voi avete avuto lo stesso appoggio delle istituzioni a questa marcia in omaggio alle vittime del paramilitarismo?
 
I.C. – Il 4 febbraio ci fu un appoggio totale nel senso di chiamare a raccolta tutti i cittadini per partecipare a quella iniziativa in tutto il mondo tramite le ambasciate colombiane. Invece il 6 marzo, per mezzo del portavoce del governo, José Obdulio Gaviria siamo stati attaccati preventivamente, accusati di essere amici delle FARC, in seguito siamo stati minacciati e un’organizzatrice è stata anche vittima di un attentato.
 
A.M. – Iván la morte di suo padre  fu una prova che lo Stato era coinvolto nel Plan Golpe de Gracia sul quale stava investigando. Noi in Italia abbiamo una lunga storia di terrorismo di Stato. Cosa si può dire del terrorismo di Stato nel suo paese?
 
I.C. – Noi consideriamo che “terrorismo” sia  un termine inappropriato. Non descrive bene quello che è successo. In Colombia  lo Stato  ha una lunga tradizione di pratiche criminali con lo scopo di neutralizzare i settori dell’opposizione per mezzo dei paramilitari mentre settori dello Stato hanno sviluppato una vera e propria pratica politica criminale.
 
A.M. – Come è continuata la sua vita dopo la morte di suo padre? E come riesce a rapportarsi con le autorità del suo paese?
 
I.C. — Sono il presidente della Fondazione Manuel Cepeda e portavoce del Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato (MOVICE), le relazioni con il governo sono difficili nonostante con alcuni funzionari ci siano relazioni di dialogo a livello per lo più personale, ma in generale con il governo vige un clima di polemica permanente.
 
A.M. – Suo padre prima di essere stato ucciso era stato accusato di essere un leader della guerriglia dai mezzi di comunicazione. Ora il consigliere di Uribe José Obdulio Gaviria annuncia che il governo non parteciperà alla marcia perchè è organizzata dalla FARC . Sembra che nulla sia cambiato in Colombia…
 
I.C. — Il governo ha commesso un grave errore. Una delle organizzatrici della marcia, la leader Adriana Gonzáles è uscita illesa da un attentato contro di lei a Pereira. Lei è anche la Segretaria Generale del Comitato Permanente dei Diritti Umani nel dipartimento di Risaralda. Alcuni sicari hanno sparato dei colpi di arma da fuoco  contro la porta della sua abitazione. Ha ricevuto inoltre minacce di morte anche Guillermo Castaño, presidente dello stesso Comitato. Noi pensiamo che il consigliere José Obdulio Gaviria con le sue dichiarazioni abbia  messo a rischio le nostre vite.
 
A.M. – Come procede in Colombia il processo di smobilitazione dei paramilitari  iniziato nel 2003?
 
I.C. – Il processo è stato parziale e non trasparente e i militari sono ancora operanti nel territorio colombiano. Sono riusciti a controllare  circa il 30 il Congresso e ed avere alleati e uomini in tutte le istituzioni.
 
A.M. – I giorni scorsi le FARC hanno liberato altri 4 parlamentari grazie alla mediazione del presidente del Venezuela Hugo Chávez e alla senatrice Piedad Córdoba. Adesso con  la morte  di Raúl Reyes si teme che possa arrestarsi il processo di scambio umanitario. Che ne pensa?
 
I.C. – La mediazione è uno sforzo necessario e utile da qualsiasi parte venga. Con l’assassinio di Raúl Reyes si è creata una situazione di crisi molto difficile. L’opinione pubblica è divisa, ci sono coloro che appoggiano la soluzione militare di Uribe e coloro che chiedono accordi di pace, in questo senso non c’è omogeneità nel popolo colombiano. Bisogna fare in modo che la guerra non si internazionalizzi nella regione. Bisogna aspettare per vedere come si svilupperà la situazione e compiere  tutti gli sforzi possibili per ottenere l’unica via d’uscita accettabile al conflitto sociale che non è quella dell’opzione militare. Noi siamo per lo scambio umanitario e per gli accordi di pace.
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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    DANIEL ROSERO ha detto:

    Saludos a todos

    No veo la necesidad de justificarme por mi silencio respecto a la situación política de mi país: Colombia.
    Sin embargo los ultimos acontecimientos han despertado, creo en todos nosotros que por un motivo o por el otro nos encontramos en el exterior, a informarnos mas sobre lo que sucede, ello me ha llevado a descubrir que como exista tanta ignorancia por parte de muchos italianos de lo que verdaderamente representa el conflicto armado colombiano. He encontrado el blog de una “ragazza” ANNA LISA MELANDRI que aqui les mando, http://www.annalisamelandri.it/dblog/ por favor consúltenlo lean con cuanta soberbia y presuntuosidad defiende a los asesinos de las FARC y como califica como marcha de la vergüenza por favor ahhhhh????? de la vergüenza, a aquella manifestación en la cual participaron millones y millones de colombianos en contra de las FARC el pasado 4 de febrero, vergüenza debería sentir ella en dar opiniones tan resueltas con argumentos tan blandos cuya base se nota a leguas no es otra cosa que el resultado de un proceso mediático.

    Tristemente así como ella muchos europeos difunden información falsa del grupo terrorista de las FARC haciéndolos aparecer como un grupo de liberación nacional como si no supiéramos todos el blanco negocio que a ellos interesa y por el cual desean controlar territorio especifico y fértil privando a nuestro campesinado de las tierras que les pertenecen y condenandolos a la miseria y al hambre engrosando los cordones de pobreza de las grandes ciudades que todos conocemos, o de donde creen que vienen. Esa “distinta signorina” que jamas se ha subido a una buseta en la décima en Bogota’ y a la cual jamas un pordiosero colombiano le ha pedido “una monedita” en la Jimenez que “minchiiiiaaaa” puede saber de lo que es el conflicto armado de nuestro país.

    Personas como esta son las que financian documentales que se ruedan en nuestra patria y que después

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    S.J ha detto:

    si? serà que estamos todos locos? ohhhhhhhhh don Daniel del Rosero.…. menos mal que ha llegado! Alubrenos el camino de la verdad entonces. Usted con su: ‘ahhhhhh????’ Ya me lo veo en su marchita pro uribuschista. Ustedes los uribuschistas estan pichos en mentiras como el paranarcopresidente que apoyan.

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    Annalisa ha detto:

    Bueno amigo, ya que te encuentras en el exterior puedes decirnos tu donde?
    P.S. Ce ne sono altri in giro stasera?

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    JULIAN UBAQUE ha detto:

    urín, marzo 6 de 2008

    Colombianos:

    No se pueden cerrar los ojos ante los hechos evidentes que estàn ocurriendo en Sudamèrica… Lo que hasta hace poco era para
    nosotros el tirano con aire de reyezuelo que domina el país vecino y que era origen de clásicas bromas dedicadas a nuestros
    amigos venezolanos, finalmente se convierte en una problema que nos involucra cada vez más…

    Ya Hugo Chàvez no es el tipejo que veíamos en sus discursos populistas y sus acciones excéntricas (el cambio del nombre del
    país, Palomo que ahora mira a la izquierda, etc) que nos hacían reír y en el fondo nos recocijaban por el hecho que nos hacía
    pensar que estábamos en Colombia y no en Venezuela… donde no se puede ni siquiera realizar ese tipo de bromas, donde
    cierran canales de TV que realizan parodias cómicas del presidente y en donde se despide a la gente de la oposición de sus
    trabajos (por ejemplo en PDVSA… leer el caso “PDVSA debe ser roja, rojita”).
    Pero en menos de dos meses han sucedido cosas que nos deben preocupar, hace 60 días no estábamos en riesgo de una guerra
    externa… estábamos en vilo por las negociaciones que desinteresadamente realizó Chávez para la liberación de los tres
    secuestrados…Negociaciones que se facilitaron por sus obvios y ya conocidos nexos con las FARC… Ahora vemos que cambia su
    actitud respecto a nuestro país, se presenta como un mesías y ahora nos asedia como un bárbaro invasor.
    Puede realmente ser Chávez el precursor de un sistema de igualdad? Una persona que persigue sus ambiciones de poder en las
    maneras más maquiavélicas posibles? Sueña con ser Bolívar… una obsesiòn malsana y egocéntrica… Que patrocina un règimen
    tiránico como el de Cuba? Transformando cada vez más su propio país en una Cuba más grande. Gastando cantidades astronómicas
    en una absurda carrera armamentística sin razón.

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    JULIAN UBAQUE ha detto:

    en una absurda carrera armamentística sin razón… mientras los venezolanos pasan la frontera en Cucúta para poder hacer
    mercado, ya que en Venezuela hay dinero para aviones de combate y no para abarrotes…
    No debemos tener los ojos cerrados y seguir pensando que no está ocurriendo nada, mientras Aníbal está por entrar en nuestra
    casa… “Hannibal ante portas” decía Cicerón… no se pude seguir negando que nuestro país es el objetivo de un complot que
    parece tener ya años de preparación y que el señor Hugo Chávez está conduciendo en una manera descarada y siniestra. Ya en el
    2002 vimos la primera obra maestra de Chávez, una mascarada orquestada en una manera inteligente y sagaz, que le permitò de
    hundir aún más sus tentáculos en el poder. Temo que se repita ahora lo mismo en la frontera… ya son 10 batallones de
    infantería que se han movilizado, más muchos destacamentos de tanques… que están delante a nuestra casa… esperando sólo
    que encendamos las luces y nos asomemos a la ventana para darle un pretexto de entrar y saquearnos… No hace falta mucho
    para tener un casus belli (creo que Chávez necesita saber un poquito más de latìn) como la Alemania Nazi hizo con Polonia, ya
    en el lejano 1939…
    Porqué debía Chávez involucrarse en el incidente con Ecuador? Era un problema que se debía resolver con el gobierno
    ecuatoriano… y fue resuelto a través de una vía diplomática con la OEA… No es ya un acto de guerra movilizar al cantidad
    de tropas y de llamar a la reservas como hizo Chávez? Venezuela nunca estuvo en peligro por un enemigo extrajero… no tenía
    motivos para dar un tácito apoyo militar a Ecuador que nunca pidió… Ahora cabe la duda, porqué se disgustó Hugo Chávez? Tal
    vez fue por la muerte de Reyes, un “camarada de lucha”? o por la pérdida de un títere? Lo divertido es que no sé puede
    reconocer quién usa a quién

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    Anonimo ha detto:

    Lo divertido es que no sé puede
    reconocer quién usa a quién? Si Chávez a las FARC en su empeño de reconstituir la Gran Colombia, o si las FARC a Chávez para
    poder tener en su poder el negocio del narcotráfico…

    Qué se puede pensar de una persona que se expresa con frases cómo: “Ustedes tuvieron una victoria de mierda…” O el
    incidente ocurrido en la Cumbre Iberoamericana de Chile.…Es hermosa esa libertad de pensamiento y de tolerancia que nos
    enseña la doctrina chavista.

    Sé que mucha gente simpatiza con las ideas del señor Hugo Chávez, personas que ni siquiera se han acercado a escuchar que
    dicen los venezolanos que se encuentran en estas partes… Que han realmento visto el cambio que se dió en Venezuela desde
    que Hugo Chávez subió al poder… Estas simpatizantes corren el riesgo de volverse en ciegas marionetas de Chávez y al mismo
    tiempo enemigos del propio país… en el caso de una invasión en qué se convertirían?

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    JULIAN UBAQUE ha detto:

    Repito es la hora de estar atentos, Colombia está entrando en uno de sus períodos más oscuros, cuando más debemos reconocer
    nuestros amigos de nuestros enemigos… lastimosamente tenemos un potencial enemigo entre nosotros, en nuestra casa, que
    ronda sin hacerse notar… esperando el momento oportuno para revelarse en su verdadera forma… Debemos estar en guardia no
    sólo por nuestro bien personal sino por el bien de todos los colombianos que creemos en el sentimiento de la Patria,
    sobreponiendo partidos políticos, religiones y conflictos personales, es nuestra Patria y su integridad que debemos defender
    a toda costa
    Haud ignota loquor…
    Saludos a todos

    Ing. M.Sc. Julian Alejandro UBAQUE BUITRAGO
    Design Engineer

    TRI.O.M S.p.A
    Viale dei Prati 20
    10020 Cambiano (TO)
    Italy
    Mobile: +39.320.18.33.440
    Tel: +39.011.945.71.70
    Mail: julianubaque37athotmaildotcom
    Web site: http://www.triomspa.com

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    FREDDY DIAZ ha detto:

    UNA COSA ES OPOSICION Y OTRA TERRORISMO…NO APOYAR A LAS FARC Y A CHAVEZ NO QUIERE DECIR NECESARIAMENTE APOYAR A URIBE…

    LOS INVITO A LEER, ADEMAS DE LOS LINKS http://www.polodemocratico.net/ Y EN ESPECIAL ESTE COMUNICADO http://www.polodemocratico.net/Declaracion-del-PDA-sobre-la HASTA LA OPOSICION EN COLOMBIA ESTA EN DESACUERDO CON LAS FARC Y CON CHAVEZ!!!

    FREDDY DIAZ DIAZ
    http://www.diazarchitect.com

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    DANIEL ROSERO ha detto:

    Buongiorno cara Melandri, devo anzitutto sottolineare che non trovo una sola parola nel mio messaggio che possa indicare un legame neanche lontamente prouribista, e il fatto che lei invece lo faccia denuncia una posizione piuttosto ideologizzata e pregiudiziale. Segnalare le FARC come un movimento terrorista non vuol dire necessariamente essere paramilitare o appoggiare Uribe: ci sono degli eventi che fanno superare, o almeno dovrebbero, la propria posizione ideologica, e dovrebbero conddurre ad esprimersi nel senso di una solidarietà che non è nemmeno legata ad una nazionalità ma al solo fatto di essere un uomo.
    Ad esempio: sapevate che le FARC arruolano i figli dei nostri contadini? Bambini dai 12 anni in su obbligati ad entrare in combattimento sotto minaccia di morte per loro e le relative famiglie. Minaccia piuttosto credibile essendo le esecuzioni sommarie all’ordine del giorno.
    E ora vorrei sottoporvi delle questioni sulle quali riflettere:
    E’ vero o falso che le FARC si finanziano con il narcotraffico? E’ vero o falso che uno dei loro obbiettivi è il controllo di parte del territorio per la sola coltivazione della foglia di coca? {piena identità fra il mezzo di finanziamento e il fine dell “lotta”}
    E’ vero o falso che in passsato Andres Pastrana Arango, (e qui Lei, sig. Melandri, forse si chiederà “Chi sarà mai questo!?”), aveva avviato un processo di pace consegnado una ampia Zona della Colombia (San Vicente Del Caguàn, già la vedo, cara Melandri, cercare su Google Maps)? Un processo di pace che non ha condotto a nulla per lo scarsissimo interesse delle FARC.
    E’ vero o falso che le FARC uccidono, lista alla mano, i contadini colombiani che non li appoggiano o che non abbandonano la propria terra?
    E’ vero o falso che le FARC esistono e uccidono da anni, e sicuramente da prima dell’arrivo di Alvaro Uribe?

    Sig. Melandri, concludendo, credo le sia orm

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    DANIEL ROSERO ha detto:

    Sig. Melandri, concludendo, credo le sia ormai chiaro che non appoggiare le FARC non vuol dire appoggiare Uribe.. Come d’altro canto non appoggiare le Brigate Rosse non voleva dire appoggiare la Democrazia Cristiana.

    Ove lei avesse a cuore i diritti umani troverebbe interessante il fenomeno dei contadini “desplazados”. Agricoltori forzati all’inurbamento dalle stesse FARC, contadini chiamati a scegliere fra il morire per non aver ceduto la terra o sopravvivere privati dei loro averi nelle periferie delle città libere.

    La sua ironia è spesso fuori luogo, ma sa, riesco a comprenderne il motivo: la sua distanza dalla tragedia è tale che la riesce a trovare addirittura fonte di distrazione e svago. Si informi sulla marcia contro le FARC che si è svolta in tutte le città più importanti della Colombia, si informi su quante persone vi hanno spontanemente partecipato…

    DANIEL ROSERO, un cittadino Colombiano.

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    Annalisa ha detto:

    Vede Signor Rosero, il suo discorso si può volgere al contrario e dire che essere contro Uribe o los paracos colombianos non necessariamente vuol dire essere arruolata nelle FARC. Ma questa è la propaganda che fa quel delinquente del suo presidente per mettere in difficoltà l’opposizione. Molto democratico davvero. Certo è che, per citare altri, se in Colombia esistessero solo le FARC o il suo ariano Uribe (non era così che lo intendeva? con il suo commento i****a che le ho cancellato?) non avrei dubbi da che parte stare. Non le rispondo punto per punto alle sue domande che sono solo provocatorie, con questo spero di essere stata chiara e che quindi i suoi razzisti commenti li vada a fare da qualche altra parte. Per quanto riguarda la marcia del 4 febbraio, visto che mi posta i link del Polo Democratico, le ricordo che il Polo non la ha appoggiata mentre lo ha fatto con questa del 6 e adesso capisco anche chi erano i nazisti che giravano x le vie di Bogotà il 4 febbraio. Saluti.

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    Annalisa ha detto:

    Ah un’altra cosa, invece lei è molto vicino alla tragedia vero? Da dove scrive Signor Rosero o è lei per caso un contadino colombiano desplazado dalle FARC in Italia?

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    DANIEL ROSERO ha detto:

    Come al solito sgrammaticata e sconclusionata.

    Bon Courage..

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    m vallejo ha detto:

    @Annalisa Commento 11

    Non ho capito da che parte saresti.

    Perche se mi dici che dalla parte di Uribe, sarebbe moolto difficile da credere.
    In questo blog, da parte dei soliti 10 che scrivono, (quelli che vomitano uribe), non c’è mai un commento alla incongruenza, l’assurdità di chavez, correa e noguera.
    Poi, vedete le farc come delle colombe di pace scatenati nella ricerca di un accordo, ecc, ecc.

    Possibile che le Farc non facciano una mossa sbagliata?

    Io ho provato a vedere altri punti di vista, leggendo in altri giornali di altri paesi e vengo subito rimproverato: “Vallejo, quel giornale è di file destra cosa altro vuoi trovare?”, “vallejo, i giornali fanno visualizzare commenti a seconda la linea del giornale”.

    complimenti per la foto dell’unita latinoamericana. bellissima.

  15. avatar
    S.J ha detto:

    la verdad es que te sientes herido en tu machismo por eso acabaste la discusion de esa manera tan es*****a.
    Es que te diò por la jeta hermano.
    Bon Courage

  16. avatar
    DANIEL ROSERO detto DANI ha detto:

    Caro S.J Rileggi le linee argomentative, non c’è’ coesione di continuita’ discorsiva tra domanda e risposta. (premesso che un gentiluomo che usa la parola “jeta” sia in grado di riconoscerne una.

    Bon courage!!! anche per te.

  17. avatar
    s.j ha detto:

    EL SIGNIFICADO DE LA JETTA ES ALGO QUE UN COLOMBIANO TIENE QUE SABER, SIEMPRE SI SE TRATA DE UN COLOMBIANO.
    MUY CIERTO QUE YO DE PRONTO NO SOY RICONOCER LAS PALABRAS, PUES.… MAS ME VALE.
    SIN EMBARGO… PORQUE’ COMO LE HABIA ACONSEJADO AYER, NO NOS ALUMBRA EL CAMINO TAMBIEN HACIA EL CONOCIMIENTOOOOO? QUIZIERA APRENDER SU CONOCIMINETO PERO’ PROFESOR, NO ME ENSENE EL AROGANCIA Y LA PRESUNCION QUE USTED TIENES, VALE?

  18. avatar
    S.J ha detto:

    Sai, sono musicista conosco di più le parole della musica. Ho un orecchio sensibile e ho sentito la voce delle tue parole.. sei disarmonico. Ecco, disarmonico è l’aggettivo più adatto alle persone come te che ostentano una preparazione intellettuale. Impara a vivere mas bien.

  19. avatar
    DANIEL ROSERO detto DANI ha detto:

    Ecco la risposta, non ho altro da aggiungere..

  20. avatar
    S.J ha detto:

    dar por la jetta es decir que hai preso uno schiaffo in bocca… nel senso che ti ha fatto stare zitto.
    .…Ma un uribista è abituato a cambiar el sentido a las cosas.

  21. avatar
    S.J ha detto:

    Tu avrai trovato la risposta.. io invece ho ti ho qualificato

  22. avatar
    DANIEL ROSERO gia' DANI anche detto il disarmonico ha detto:

    Il dizionario della ZIA SUCCA è molto preciso, io condivido la sua definizione di jeta, che poi è senza la doppia, e di linaggio spurio visto che è un vocabolo arabo rimasto nella lingua spagnola.
    Quanto alla tua qualifica su di me l’aurea brocardica dice “mora purgam moram”,

  23. avatar
    DANIEL ROSERO gia' DANI anche detto il disarmonico ha detto:

    Jeta1.

    (Del ár. jaṭm, hocico, pico, nariz).

    1. f. Boca saliente por su configuración o por tener los labios muy abultados.

    2. f. Hocico del cerdo.

    3. f. Grifo de una cañería, caldera, etc.

    4. f. coloq. Cara humana.

    5. f. coloq. desfachatez. Tienes mucha jeta.

    6. f. Ar. Espita de la cuba u otra vasija.

    7. f. despect. Am. Cen., Col., Méx. y Ur. Boca, hocico.

    8. com. coloq. caradura. Eres un jeta.

    estar alguien con tanta ~.

    1. loc. verb. coloq. Mostrar en el semblante enojo, disgusto o mal humor.

    DICCIONARIO DE LA REAL ACADEMIA DE LA LENGUA ESPANOLA (Consultato non da tutti anche se è su internet)

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    S.J ha detto:

    4. f. coloq. Cara humana.
    veda prof, come le dicevo… dar por la jeta vuol dire pegarle en la cara.
    Chi cerca trova, bravo, bravo, bravo

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    DANIEL ROSERO gia' DANI anche detto il disarmonico ha detto:

    Definitivamente è vero che il processo di riconoscimento dell’ironia attiva ben cinque zone del cervello, se non altro è tutto linguaggio di certo non musicale ma retorico… (tutta sta terminologia sprecata vabbe’ che sara’ mai)

  26. avatar
    Anonimo ha detto:

    Candela! Altro che Palumbo qui!

  27. avatar
    Anonimo ha detto:

    donde es verità di tutto?
    yo estas in colombia veo mucho contradicione
    veo manifestacione il 18–06-08 in plaza,
    veo e sabes mucho di farc,e di eribe,
    mucho hora sabes di tutto„„e si„
    digo solo eribe eres un grande presidente.solo cuesto!!!!

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