¡Alerta, alerta que camina la espada de Bolívar por América Latina!... di Annalisa
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Capitán, combatiente,donde una boca grita libertad, donde un oído escucha, donde un soldado rojo rompe una frente parda, donde un laurel de libres brota, donde una nueva bandera se adorna con la sangre de nuestra insigne aurora, Bolívar, capitán, se divisa tu rostro. Otra vez entre pólvora y humo tu espada está naciendo. Otra vez tu bandera con sangre se ha bordado. Los malvados atacan tu semilla de nuevo, clavado en otra cruz está el hijo del hombre...
Un canto para Bolívar – Pablo Neruda
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C'è chi usa la penna come un fucile al servizio di giustizia e verità e chi invece, come strumento di potere. E menzogna e falsità sono strumenti di potere.
Di Annalisa (del 07/02/2010 @ 00:02:04, in Colombia, linkato 52 volte)
Qui si può firmare la lettera, che in versione cartacea verrà spedita ai destinatari nella giornata di lunedì dall'Associacione Colombia Vive!
Presidente de la Republica de Colombia
ALVARO URIBE VELEZ
Fiscal General de la Nación
GUILLERMO MENDOZA DIAGO
Presidente Consejo Superior de la Judicatura
JORGE ANTONIO CASTILLO RUGELES
Signori:
Intutto il mondo, cittadini e cittadine sia della Colombia che di altri Paesi, solidali con le Comunità contadine colombiane che quotidianamente devono sopportare affronti e aggressioni da parte di membri della forza pubblica in opposizione ai loro diritti inalienabili, esprimono indignazione per il modo in cui lo Stato colombiano ha costantemente ostacolato il processo giudiziario tramite il quale si spera di giungere ad una giusta sentenza per gli accusati di crimini di lesa umanità per il massacro compiuto il 21 febbraio 2005 nel quale otto membri della Comunità di Pace di San José de Apartadó sono stati assassinati in modo cruento.
Fin da quando fu commesso il crimine, la comunità internazionale non ha mai cessato di scrivere petizioni e d'inviare comunicati alle autorità colombiane affinchè quell'atroce massacro non rimanesse impunito come è successo invece per altri 197 crimini perpetrati ai danni di questa Comunità di civili i quali, nel portare avanti il loro percorso di resistenza civile e non violenta, le uniche cose che chiedono allo Stato colombiano sono il rispetto della Costituzione e, concretamente, il rispetto per la Vita dei membri della Comunità e il loro Diritto a vivere in Pace. ...
Il circolo di Roma dell'Ass.ne Naz.le di Amicizia Italia-Cuba organizza: Incontro pubblico con Esly Banegas Avila del Fronte della Resistenza contro il Golpe in Honduras, con il giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi, che presenterà il suo ultimo video sull'Honduras e sull'America Latina " Il ritorno del Condor".
Presiede Marco Papacci dell'Ass.ne Italia-Cuba circolo di Roma.
LIBRERIA RINASCITA
2 febbraio 2010 LARGO AGOSTA, 36 (zona Tor de' Schiavi) ore 18.30.
(manifestazione pro-Chávez a Caracas di questi giorni)
La decisione di questi giorni del governo venezuelano di sospendere momentaneamente le trasmissioni via cavo all’emittente Rctv International che trasmette da Miami in Florida, in attesa che si metta in regola con la legge nazionale Ley Resorte, non poteva non scatenare la solita bagarre mediatica disinformativa su ciò che realmente accade nel paese e sulle politiche adottate dal presidente Hugo Chávez.
Già nel 2007 la decisione del governo, dettata da esigenze di redistribuzione equa dello spazio radioelettrico disponibile, di non rinnovare il contratto all’emittente (che infatti da allora trasmetteva via cavo), aveva scatenato violente proteste da parte dell’opposizione, appoggiate da tutto l’apparato mediatico internazionale, soprattutto statunitense ed europeo, ...
Federico si è addormentato da un po’ sdraiato nel pratino davanti alla porta dell’ ufficio della logistica del WFP, che è anche il posto dove internet funziona sempre. Ha trovato una coperta abandonata, un cartone, una palma e chiama il tutto casa. È tardi, quasi l’una ormai, volevo leggere cosa scrivono i giornali e selezionare un po’ di foto, oltre che scrivere un pezzo sulla gran farsa degli aiuti. Ormai i cancelli della base ONU sono chiusi e comunque non troverei un passaggio per tornare da Fiammetta, la coordinatrice di AVSI ad Haiti che ci ha permesso di accamparci a casa sua. Mi devo arrangiare e trovare un posto dove sdraiarmi qualche ora nella base della Minustah.
Per fortuna molte macchine dell’ Onu dentro la base vengono lasciate aperte proprio per dormirci, visto che molti hanno perso la casa e tanti giornalisti o volontari non sanno dove riposare....
Di Annalisa (del 22/01/2010 @ 22:36:38, in Honduras, linkato 283 volte)
Il golpe avvenuto in Honduras il 28 giugno scorso che ha deposto e cacciato dal paese il presidente democraticamente eletto nel 2006 Manuel Zelaya e che ha visto l’insediamento manu militari di Roberto Micheletti (dello stesso partito di Zelaya, il Parito Liberale) che ricopriva la carica di presidente del Congresso Nazionale, è stato oramai di fatto legittimato con le elezioni del 30 novembre, realizzate in un clima di paura e di tensione, tra repressione, detenzioni arbitrarie, omicidi e senza la presenza di osservatori internazionali. Porfirio Lobo è il nuovo presidente del paese e si insedierà formalmente il 27 gennaio prossimo. Il governo uscente del golpista Roberto Micheletti e il nuovo esecutivo stanno tentando di conquistare adesso agli occhi miopi della comunità internazionale un volto democratico che convince veramente poco. E nel frattempo tentano di salvare gli autori materiali del golpe garantendo l’impunità sia a Roberto Micheletti ...
L’Unità, tale e quale non si smentisce. A la Repubblica invece il premio per la fantasia: il manuale Cyber- Brigadista è geniale. Intanto ricordo che il suddetto manuale, scaricabile gratuitamente da qui come da decine di altri siti lo utilizzano quasi tutti, dalla Polizia alle grandi imprese, dai militanti di mezzo mondo ai giornalisti prezzolati...
Che dire... dagli aeroplanini telecomandati al manuale del terrorista passando per le armi del nonno partigiano, ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è gente in galera davvero per queste stronzate. (AM)
In carcere a Milano Manolo Morlacchi, figlio di Pierino, fondatore delle Br. Accusato dalla Digos di banda armata di Paolo Persichetti, Liberazione 19 Gennaio 2010
Smantellata nel corso del 2003 la fragile struttura che in occasione degli attentati mortali contro Massimo D’Antona e Marco Biagi aveva riesumato la sigla delle Brigate rosse-partito comunista combattente, gli apparati investigativi, in particolare quelli della Digos romana guidata da Lamberto Giannini, hanno da allora deciso di portare avanti una strategia investigativa improntata essenzialmente all’azione preventiva contro gli ambienti ritenuti, a torto o a ragione, contigui alle aree politiche antisistema. Per gli uomini dell’antiterrorismo le azioni del 1999 e del 2001 sono la conseguenza dell’affrettata convinzione che il fenomeno lotta armata avesse trovato termine alla fine degli anni 80, con il conseguente abbandono delle indagini sui superstiti. Gli arresti di Manolo Morlacchi...
ROSARNO – Costretti a vivere in capannoni abbandonati, senza luce né acqua. Impiegati in nero, alla giornata, per una paga che raramente supera i 25 euro. Sono i raccoglitori delle arance della campagna tra Rosarno, San Ferdinando e Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Sono almeno 2.000. Sono tutti immigrati: ghanesi, marocchini, ivoriani, maliani, sudanesi. E quasi tutti senza documenti. È una storia che dura da vent'anni. Arrivano a dicembre, per l'inizio della raccolta dei mandarini. E vanno via a marzo, dopo la raccolta delle arance. Quest'anno però la stampa nazionale si è accorta di loro. È successo lo scorso 13 dicembre, quando alcune centinaia di immigrati africani hanno marciato verso il centro di Rosarno, sfasciando qualche cassonetto per protesta. Il giorno prima, due ragazzi ivoriani di 20 e 21 anni erano stati feriti dagli spari di una pistola. Una ritorsione, secondo gli inquirenti, dopo una rapina andata male. A un mese dai fatti, siamo tornati a Rosarno. Abbiamo visitato le baraccopoli. Siamo usciti all'alba sulle piazze dove si cerca lavoro. E abbiamo scoperto una situazione molto complessa. Dove i proprietari degli aranceti sono i figli dei braccianti che fecero le lotte per le occupazioni delle terre dopo il fascismo. Dove ogni domenica una signora di 85 anni prepara da mangiare agli immigrati che vivono nella vecchia fabbrica in città. E dove un gruppo di avvocati sta cercando di aiutare gli immigrati senza documenti, che qua sono praticamente tutti....
Di Annalisa (del 10/01/2010 @ 15:08:49, in Paraguay, linkato 198 volte)
Quest’intervista realizzata da tre giornalisti argentini della Radio Nacional di Buenos Aires il 17 dicembre 2009 al senatore del Partito Liberale Alfredo Luís Jaeggli, conferma in modo inequivocabile le voci di un processo di impeachment al quale il Parlamento del Paraguay sta cercando di sottoporre il presidente Fernando Lugo per permettere al vicepresidente Federico Franco di assumere il mandato. Un “golpe istituzionale” come quello realizzato in Honduras. L’intervista è sconcertante. Si legittima il golpe (perché tale sarebbe) in nome della libertà di applicare nel paese quelle politiche neoliberali che a detta di Luís Jaeggli hanno per esempio fatto il Cile di Pinochet un paese dal quale trarre esempio. Scavalcare la volontà popolare in nome di un “noi” ripetuto varie volte nel corso dell’intervista. Un “noi” che sarebbe stato interessante chiedere al senatore a che percentuale della popolazione del paese si riferisce … (AM)
Programma “Carbono 14” , Radio Nacional, Buenos Aires Argentina, 17 dicembre 2009
Intervista realizzata dai giornalisti Pedro Brieger (PB), Eduardo Anguita (EA) e Miriam Lewin (ML)
PB – A proposito della situazione complicata in Paraguay e per capire qualcosa di più di quello che sta succedendo, abbiamo deciso di intervistare il senatore liberale Alfredo Luís Jaeggli, presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria. Lo salutano da Radio Nacional Pedro Brieger, Eduardo Anguita y Miriam Lewin.
ALJ – Buona sera, come stanno gli amici argentini? Sono Alfredo Luis Jaeggli, senatore liberale presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria di quest’anno.
PB – Senatore ci spiega quello che sta succedendo in Paraguay. Si sta parlando molto di un possibile impeachment al presidente Lugo. Di cosa si tratta?...
I bambini in visita al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano possono ammirare il modellino dell'inceneritore Silla2 dell'AMSA (Azienda Milanese Servizi Ambientali) e leggere su dei pannelli una istruttiva filastrocca. "Il sacco esce di casa e lo attende un'avventura. Sale su un grande camion pieno di spazzatura. Fin dalla tangenziale si vede un gran camino, che sembra ancor più alto se visto da vicino. Il camion in via Silla si ferma ad un cancello, e dietro c'è l'impianto, si dice che sia bello! La botola si apre e i sacchi fanno un volo, giù tutti in una vasca, nessuno resta solo. Il secco brucia bene, sviluppa un gran calore, così si scalda l'acqua per farne del vapore. La cenere rimasta vien recuperata, infine il fumo esce, la polvere è filtrata. Che possa esser nocivo, qualcuno ha un po' paura. Né zolfo, né diossine! L'ARPA ce lo assicura.". Gli inceneritori causano tumori, il Museo della Scienza(?) e della Tecnica gli dedica filastrocche. Inviate anche voi la vostra filastrocca sugli inceneritori al direttore del museo Fiorenzo Galli, mail: direzione@museoscienza.it
Di Annalisa (del 05/01/2010 @ 00:09:08, in Argentina, linkato 138 volte)
“L’inviato di Obama dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che la perdita di sicurezza giuridica ed economica è stata generata da loro (gli statunitensi) con la crisi finanziaria”. Così ha replicato l’ex presidente argentino Néstor Kirchner ad Arturo Valenzuela, sottosegretario del Dipartimento di Stato Usa per l'America Latina che durante la sua visita in Argentina ha dichiarato che nel paese esiste “insicurezza giuridica”.
“Valenzuela crede che ancora esistano i viceré” ha concluso Kirchner.
Abbiamo partecipato, documentandola, alla nascita del Movimiento Continental Bolivariano. La dinamicitá e l'energia sentita ha ,a tratti, commosso e dato speranze.
Il 7, l'8 e il 9 di Dicembre si é tenuta a Caracas la costituente. Trenta delegazioni da tutto il mondo hanno contribuito e agito intensamente per la creazione dal basso di questo nuovo attore politico, sociale e di lotta mondiale.
L'associazione bolivariana de prensa da tempo aveva lanciato pubblicamente questo incontro che si é aperto il 7 all'auditorium del Parque central di Caracas.
Circa duemila delegati hanno partecipato intensamente in questi tre giorni lavorando a quattro differenti tavoli di lavoro....
Il collettivo Primo Maggio ha pubblicato questo interessante manuale di orientamento per lavoratori e lavoratrici migranti, potete farlo girare o stamparlo e diffonderlo dove credete piu' opportuno.
Luca Tornatore sta passando le festività in carcere, si spera che il suo processo avvenga quanto prima. E' possibile firmare la petizione alle autorità danesi anchequi.
Oltre a Luca sono in carcere a Copenhagen in attesa di processo il direttore di Green Peace Spagna, Juan López de Uralde e gli attivisti della stessa organizzazione la norvegese Nora Christiansen, l'olandese Joris Thijssen e lo svizzero Christian Schmutz che avevano cercato di partecipare ad una cena del vertice come rappresentanti dello "Stato di Greenpeace" aprendo uno striscione che recava la scritta : i politici parlano e i leaders agiscono"
Chi ascolta quotidianamente Radio Onda Rossa ha l’opportunità di avere una copertura pressoché totale degli avvenimenti di Copenaghen, con dirette dalle manifestazioni, interviste e collegamenti audio.
Particolarmente seguita e monitorata è la situazione degli arresti e della repressione poliziesca.
Allego inoltre qui di seguito questo appello (pubblicato qui) per il rilascio di Luca Tornatore, il ricercatore arrestato nei giorni scorsi al termine di un dibattito con accuse pesantissime e completamente false. La prossima udienza è per il 12 gennaio, quindi Luca dovrà passare le festività in carcere in Danimarca. Luca è stato il solo arrestato dopo un fermo di circa 150 persone. Volto noto durante i dibattiti e le assemblee e sempre presente pubblicamente con interventi e iniziative pacifiche, è stato volutamente e arbitrariamente allontanato dai luoghi di discussione e dibattito.
Consiglio di inviare l’appello anche all’ambasciata della Danimarca in Italia, meglio se con Raccomandata A/R:
Copenhagen. Appello per l'immediato rilascio del dottor Luca Tornatore
[16 Dicembre 2009]
Luca Tornatore non è solo un amico fraterno di chi scrive questo appello. Luca è un assegnista di ricerca al Dipartimento di fisica dell’Università di Trieste. E’ uno scienziato, uno di quelli che alla passione e alla voglia di cambiare il mondo uniscono, dunque, una riconosciuta competenza. Questi sono gli ingredienti che lo hanno spinto, assieme a centina di attivisti ambientalisti italiani, a recarsi a Copenhagen. Luca è nella capitale danese per pretendere giustizia climatica, per confrontarsi all’interno del Climate Forum, per capire e per intrecciare relazioni con chi [come noi e lui] pensa che l’emergenza ambientale debba essere affrontata a partire da una democratizzazione delle decisioni e non attraverso la delega a chi l’ha provocata o a chi la sta peggiorando [siano essi vecchi o nuovi attori di rilievo del panorama geo-politico]....