Annalisa Melandri



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Vittorio Arrigoni e’ un anno che non ci scrive piu da Gaza

di Doriana Goracci, che ringrazio con il cuore…

vedi il post completo di Video ed immagini su Reset Italia 

Concludeva i suoi post da Gaza, o dovunque fosse,   con un « Restiamo Umani ». Ci disse il 20 marzo 2009 dal suo blog Guerrilla Radio “Cari Hermanos, il nostro adagio “RESTIAMO UMANI” , diventa un libro.” Poi è stata la volta di Alessandra ed Egidia, rispettivamente sorella e madre di Vik “Sono passati quasi tre anni ed ora il libro di Vittorio diventa un “Reading Movie”. Ci sembrava “corretto” darne informazione anche qui dove lui ha comunicatola nascita del suo libro e dove noi ora Vi vogliamo informare di questo progetto. Potete trovare tutte le informazioni sul sito: www.restiamoumani.com

La notte in cui fu ucciso, la passai insieme a decine, forse centinaia  di persone su Facebook, in una diretta allucinante. Cambiai  anche titolo al post, Rapito PER SEMPRE Vittorio Arrigoni a Gaza NON SONO STATI UMANI, quando arrivò la parola fine, per Vittorio “Utopia”  Arrigoni.

Unadikum – Vittorio Arrigoni اناديكم – فيتوريو أريغوني

 

CIAO VIK, UN ANNO SENZA DI TE, è su Nena News :  “Non ci sono spiegazioni per un assassinio che ha sottratto Vittorio Arrigoni alla sua famiglia, ai palestinesi e agli italiani, scrive la cooperante italiana Meri Calvelli. Ma Gaza non dimentica, Vittorio è sempre li’…”

Sul Manifesto ho letto : “A Gaza ancora un’udienza rinviata. E il 15 è l’anniversario dell’uccisioneSi annunciava una udienza affollata ieri mattina alla corte militare di Gaza City. Dopo la sospensione del processo agli assassini di Vittorio Arrigoni (nella foto reuters) decisa il mese scorso dalle autorità di Hamas per motivi di sicurezza – vale a dire i raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza – ci si attendeva una ripresa nel segno, stavolta, della concretezza. Anche perché a Gaza circolano voci che vorrebbero il processo chiuso entro breve, poco dopo il primo anniversario (il prossimo 15 aprile) dell’assassinio di Vittorio. E invece le cose sono andate, purtroppo, come sempre. La solita udienza-lampo. Stavolta in aula non mancavano i testimoni convocati dalla difesa, come è spesso capitato in passato, ma gli stessi avvocati dei quattro imputati. È stato nominato un avvocato di ufficio che però, non avendo seguito il «caso», ha chiesto e ottenuto il rinvio per poter leggere gli atti. La prossima udienza è stata fissata il 12 aprile. Se il processo procede a passo di lumaca, invece a Gaza vanno avanti speditamente i preparativi delle tante iniziative per l’anniversario dell’uccisione di Vittorio, che si svolgeranno in contemporanea con il programma in fase di definizione in Italia. Preparativi che devono tenere conto anche della gravissima crisi energetica che colpisce ormai da molte settimane Gaza, dove l’elettricità, a causa della mancanza di combustile, viene erogata soltanto poche ore al giorno. (michele giorgio)”


Sul  blog partecipavo per  cui collaboro da quasi 5 anni, quanti ne rEsiste, troverete  per  Vittorio Arrigoni scritto: Reset Italia è dedicato all’indimenticato blogger italiano Vittorio Arrigoni ‘Vik’, ucciso a Gaza City il 15 aprile 2011.

C’è su Guerrilla Radio, il blog di Vittorio Arrigoni, scritto”Il mio epitaffio potrebbe essere quel passaggio di Sade: mi ostino a vivere perché Anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi. (Carmelo Bene)”

Riporto quello che posso in questo articolo, video e notizie, iniziative e ricordi…spero che altri aggiungano. Alle volte sono stanchissima di scrivere per persone care e morte, alterno appena posso con  quelle vive e  Vik lo è e lo sarà sempre.

Doriana Goracci

 
Vittorio Arrigoni detto Vik

« Restiamo Umani »
(Adagio con il quale Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a volte ripetuto nella forma inglese Stay Human)
Vittorio Arrigoni con Handala in un disegno di Carlos Latuff
Vittorio Arrigoni (Bulciago, 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un reporter, scrittore e attivista italiano.
Biografia Nasce a Besana in Brianza da Ettore Arrigoni ed Egidia Beretta, piccoli imprenditori. I nonni, antifascisti, avevano combattuto nella seconda guerra mondiale, la madre Egidia diverrà successivamente sindaco di Bulciago, il padre Ettore morirà nel dicembre 2011. Dopo il diploma di ragioneria, lavora inizialmente nell’azienda di famiglia, nel mentre si dedica all’aiuto umanitario.
Cooperazione umanitaria
Inizia all’età di vent’anni nell’Europa dell’est, in prevalenza con l’organizzazione non governativa IBO. In Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca ma anche Perù e altri paesi, opera nella ristrutturazione di sanatori, nella manutenzione degli alloggi per disabili o senzatetto e nell’edificazione di nuove abitazioni per profughi di guerra. Successivamente lavora in Africa (Togo, Ghana e Tanzania) con una cooperativa impegnata contro il disboscamento delle foreste alle pendici del Kilimangiaro e con l’ong YAP, per la quale si occupa della creazione di centri di socialità e centri sanitari.
Nel 2002 è inviato con la ong IPYL a Gerusalemme Est, nella stessa esperienza che vedrà la morte di Angelo Frammartino.A Nablus, nel 2003, collabora con l’organizzazione del politico francese José Bové. Da quell’anno diventa membro dell’ong International Solidarity Movement,e si interessa della causa palestinese, schierandosi contro il comportamento dello Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, criticando la politica autoritaria e teocratica di Hamas nell’amministrazione della Striscia e quella di al-Fath in Cisgiordania.
Nel 2005 viene inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Nell’aprile dello stesso anno, per questa ragione, è fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Picchiato dai militari israeliani viene poi abbandonato in territorio giordano e soccorso da militari giordani. Dopo un’interrogazione parlamentare sulla vicenda da parte del senatore Sauro Turroni al Ministero degli Esteri italiano,lo scrittore Amos Oz spiegherà ad Arrigoni che la presenza a Gaza era a suo parere sgradita poiché avrebbe potuto testimoniare contro Israele per crimini di guerra alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.
Nell’estate 2006 partecipa come osservatore internazionale alle prime elezione libere nella Repubblica Democratica del Congo, accompagnato dal sottosegretario del Ministero degli Esteri italiano Patrizia Sentinelli e col supporto logistico-finanziario del II Governo Prodi.Nel settembre 2007 parte in missione umanitaria in Libano, e presso il campo rifugiati di Beddawi lavora all’ampliamento della clinica locale.Dopo la precedente espulsione, torna passando via mare nell’agosto 2008 a vivere a Gaza come attivista umanitario; al suo arrivo riceve la cittadinaza onoraria palestinese.Dalla Striscia, diffonde informazioni sulle condizioni dei palestinesi gazawi. Nel novembre dello stesso anno è ferito, incarcerato e espulso dall’esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali.Rientra definitivamente a Gaza il 21 dicembre, a bordo della nave Dignity del movimento Free Gaza.
Reporter e scrittore
Particolarmente attivo nella comunicazione via Internet, gestendo più canali di informazione su YouTube e alcuni blog, tra i quali anche uno personale di critica e poesia, Arrigoni era reporter per il quotidiano Il manifesto, per PeaceReporter, per Radio 2 (Caterpillar), Radio Popolare, per l’agenzia stampa InfoPale commentatore per numerose altre testate italiane ed internazionali. Con ManifestoLibri pubblica nel 2009 il libro Restiamo umani, raccolta dei propri reportage da Gaza, tradotto in inglese, spagnolo, francese e tedesco, con l’aggiunta di un’introduzione dello storico israeliano Ilan Pappé.Durante l’Operazione Piombo fuso, il suo blog Guerrilla Radio, nato nel luglio del 2004, e i suoi reportage ottengono notorietà internazionale in quanto unico cronista sul campo all’inizio dell’operazione. Il sito di Arrigoni diviene per alcune settimane uno dei blog più visitati in Italia.In quel periodo è anche oggetto, assieme ad altri membri dell’ISM, di minacce esplicite da parte di un sito web (“Stoptheism”), ritenuto essere vicino ad ambienti dell’estrema destra israeliana Nel 2010, dopo aver in più occasioni dichiarato stima per lo scrittore Roberto Saviano e il giornalista Marco Travaglio («antipode del giornalista medio italiano, a cui una intera generazione di disinformati deve la Ricomparsa dei Fatti», al quale nel 2008 aveva dedicato un canale YouTube), critica duramente alcune forti affermazioni pro-israeliane di entrambi.
Il 4 gennaio 2011 ripubblica sul proprio blog il manifesto dei giovani di Gaza Gaza Youth Breaks Out in segno di protesta e a favore della loro rivendicazione di libertà sia dall’occupazione israeliana sia dall’oppressivo regime di Hamas. Nelle ultime settimane della sua vita prende posizione a favore delle rivoluzioni del 2011 in corso in diversi Paesi arabi, con l’auspicio di giungere a maggiore libertà per le popolazioni coinvolte.
Rapimento e morte
La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista afferente all’area jihadista salafita, dopo l’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. Un video immediatamente pubblicato su YouTube mostra Arrigoni bendato e legato dai rapitori, accusa l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”. Viene inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l’uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione di alcuni militanti jihadisti, detenuti nelle carceri palestinesi.Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni viene rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza;la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento. L’autopsia svolta successivamente all’Istituto di medicina legale dell’Università Sapienza di Roma, conferma la morte per strangolamento con una corda.
Indagini e processo
Nei giorni seguenti, le indagini delle forze di sicurezza di Hamas conducono all’individuazione dei presunti responsabili del rapimento; il 19 aprile 2011, in un conflitto a fuoco nel campo profughi di Nuseirat, due esponenti del gruppo rimangono uccisi, tra i quali il capo – il giordano Abdel Rahman Breizat– e un terzo viene arrestato. Fonti dell’organizzazione salafita dichiarano che la responsabilità del rapimento sarebbe da attribuirsi a una loro “cellula impazzita e fuori controllo”.Il processo per omicidio si avvia a Gaza l’8 settembre 2011 a carico di quattro soggetti: Abu Ghoul, 25 anni, Khader Jram, 26 anni, Mohammed Salfi, 23 anni, e Hasanah Tarek. Tutti imputati di collaborazione e concorso in omicidio.
L’omicidio di Arrigoni ha suscitato sdegno e proteste in tutto il mondo, ed è stato condannato unanimemente dalle Nazioni Unite e da vari capi di stato. Le autorità della striscia di Gaza hanno tributato un “saluto solenne” con centinaia di partecipanti alla salma di Arrigoni prima del suo trasferimento verso l’Italia.
Per rispettare le volontà di Arrigoni, la famiglia ha disposto che la salma tornasse in Italia passando dall’Egitto e dal valico palestinese di Rafah anziché dal territorio di Israele. I funerali, svoltisi a Bulciago, hanno visto la partecipazione di migliaia di persone giunte da tutta Europa. L’assenza di rappresentati del governo italiano e di un riconoscimento pubblico in memoria di Arrigoni hanno causato forti polemiche.
Premi VI edizione Premio Letterario “Firenze per le Culture di Pace dedicato a Tiziano Terzani”, 2011 (postumo) V edizione Premio Testimone di Pace, Premio speciale “Rachel Corrie”, Ovada, 2010 VI edizione Premio Città di Sasso Marconi «ai grandi comunicatori del nostro tempo», Sasso Marconi, 2009

Posted by on 15/04/2012.

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Categories: In Italia, Internazionale, La memoria, Resistenze globali

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