Vittorio Arrigoni e’ un anno che non ci scrive piu da Gaza

0 commenti

di Doriana Goracci, che ringrazio con il cuore…

vedi il post completo di Video ed immagini su Reset Italia 

Concludeva i suoi post da Gaza, o dovunque fosse,   con un « Restiamo Umani ». Ci disse il 20 marzo 2009 dal suo blog Guerrilla Radio “Cari Hermanos, il nostro adagio “RESTIAMO UMANI” , diventa un libro.” Poi è stata la volta di Alessandra ed Egidia, rispettivamente sorella e madre di Vik “Sono passati quasi tre anni ed ora il libro di Vittorio diventa un “Reading Movie”. Ci sembrava “corretto” darne informazione anche qui dove lui ha comunicatola nascita del suo libro e dove noi ora Vi vogliamo informare di questo progetto. Potete trovare tutte le informazioni sul sito: www.restiamoumani.com

La notte in cui fu ucciso, la passai insieme a decine, forse centinaia  di persone su Facebook, in una diretta allucinante. Cambiai  anche titolo al post, Rapito PER SEMPRE Vittorio Arrigoni a Gaza NON SONO STATI UMANI, quando arrivò la parola fine, per Vittorio “Utopia”  Arrigoni.

Unadikum – Vittorio Arrigoni اناديكم – فيتوريو أريغوني (continua…)


9 aprile 1948: assassinio di Jorge Eliécer Gaitán

0 commenti

Jorge Eliécer Gaitán

“Ninguna mano del pueblo se levantará contra mí y la oligarquía no me mata, porque sabe que si lo hace el país se vuelca y las aguas demorarán cincuenta años en regresar a su nivel normal.”

Gaitán 64 años después…


Giulio Girardi, il ricordo di un teologo perseguitato dalla Chiesa

0 commenti
Giulio Girardi si e’ spento a Roma il 26 febbrario scorso, lo ricorda Bucanero, la trasmissione sull’America Latina di Radio Popolare Roma diretta da Nadia Angelucci, Rachele Masci,  Gianni Tarquini. Qui il link dove ascoltarlo.
Giulio Girardi è stato filosofo, teologo, teorico tra i fondatori di Teologia della Liberazione e ci ha lasciato a 86 anni appena compiuti. Promotore del movimento Cristiani per il Socialismo, ex sacerdote salesiano, perito del Concilio Vaticano II in qualità di esperto del marxismo e delle problematiche dell’ateismo contemporaneo, viene successivamente espulso dall’Università’ Salesiana di Roma, da altri atenei cattolici, dalla congregazione salesiana e, successivamente, sospeso a divinis, tutto per “divergenze ideologiche”.
Il suo è stato un pensiero lucido e onesto, la sua vita è stata caratterizzata dall’amore e dalla dedizione per gli esclusi, gli oppressi e per tutte le minoranze. Bucanero dedica l’intera puntata (4 marzo 2012) , in una versione un po’ più lunga del solito, a questo uomo che ha attraversato il XX secolo senza mai rinunciare all’utopia liberatrice. Il racconto di coloro che lo hanno conosciuto a livello personale e umano. Ai nostri microfoni Gianni MinàAlex ZanotelliGiovanni Franzoni, il teologo della liberazione  brasiliano Marcelo BarrosVittorio Bellavite di Noi chiesa, Bruno Bellerate,Raniero La Valle. (Fonte Bucanero)
P.S. Saluto e abbraccio Bruno Bellerate, che e’ stato veramente vicino a Giulio fino all’ultimo dei suoi giorni.

Esserci e non esserci. Poesia ai detenuti scomparsi

0 commenti

Con questa poesia di Adrian Ramírez López (presidente della Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani LIMEDDH) vogliamo ricordare tutti i detenuti scomparsi in Messico. La poesia è tratta da: Poemas Disonantes – Plaza y Valdes Editores Primer edición octubre 2010

 

Esserci e non esserci

Tutto ti ricorda.

La tua presenza la sentiamo, e non ci sei.

Come descrivere la tua presenza assente?

Così, semplicemente in questo modo

come ti sentiamo, come ci incoraggi,

come ti guardiamo.

 

Francisco resisti

come hai sempre resistito,

continua dandoci la  tua forza

per  aiutarci a ritrovarti.

Quanti milioni di persone sono passate

per la storia?

Quante hanno lasciato traccia?

Ci sono milioni e milioni di desaparecidos anonimi,

ma non voi i detenuti scomparsi.

Voi non siete scomparsi,

i vostri nomi li teniamo con noi,

le vostre biografie sono la storia.

Sono   parte della lotta per la democrazia

e le libertà fondamentali;

per essere più umani.

Los desaparecidos sono costruttori di democrazia.

 

Francisco Michoacán,

Francisco Zirahuem,

Francisco Pueblo,

Francisco con noi.

A Michoacán sei tu,

senza te, ma tu.

Tutti ti cerchiamo.

Ti troviamo in Yanahui,

ti vediamo nella forte Cristina.

Francisco, adesso sei volto di donne

che cercano con sorriso vivo e terra.

Lotta e vita.

Francisco, guardiamo il tuo volto,

sei con noi,

sei andato a cercare gli altri,

a Edmundo e a Gabriel,

e a tutti gli scomparsi,

sei tra  loro.

Ti accompagnamo e ti cerchiamo,

a te e a tutti fino a trovarvi.

(Adrian Ramírez López)

Traduzione di Annalisa Melandri

 

 


Ricordando Carlos Montemayor a un anno dalla scomparsa

0 commenti

Mi unisco al ricordo dei compagni della Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani a un anno dalla scomparsa del Maestro.

Qui una intervista a Carlos Montemayor realizzata nel 2009

A Carlos Montemayor

quien nos acompaña a contar las voces de las luchas del pueblo.

Nuestro reconocimiento por su compromiso y por haberse convertido en parte de la historia.

Carlos es historia que pasa a la historia al contar la historia misma.

Gracias por darle a los luchadores sociales la trascendencia de transformarlos en letras, en grito, en voz para que todos los lean, los escuchen y convertirlos en letras y con ellas, sacudir la conciencia y construir la lucha.

La historia escrita día a día y en acción, en esfuerzo por contribuir a que la historia sea algo más que el recuento oficial de la interpretación de los intelectuales orgánicos.

Nuestra tristeza se suma a sus familiares y amigos, y reconocemos que al resistirnos a su desaparición el 28 de febrero del 2010, comenzamos su búsqueda y reavivamos su presencia en todo el legado que sigue siendo su pensamiento y obra.

Descubrimos en la historia reciente de México, la historia de Montemayor que hoy pasa a la historia y es nuestro presente.

A Carlos Montemayor, nuestro agradecimiento por su contribución a la causa de los derechos humanos, y las libertades fundamentales.

Liga Mexicana por la Defensa de los Derechos Humanos A.C. (Limeddh)

Asociación de Familiares de Detenidos Desaparecidos y Víctimas de Violaciones de Derechos Humanos en México (AFADEM FEDEFAM)

Fundación Diego Lucero A.C.

Centro de Derechos Humanos Coordinadora 28 de Mayo A.C.

Red Universitaria de Monitores de Derechos Humanos (RUMODH)

Asociación de Derechos Humanos del Estado de México (ADHEM)




A 50 anni dall’ assassinio di Patrice Lumumba — iniziativa in Belgio

2 commenti

VERITA’, GIUSTIZIA, RISARCIMENTO PER IL POPOLO CONGOLESE

50 anni dopo il suo assassinio, perpetrato il 17 gennaio del 1961, Patrice Lumumba continua ad essere il simbolo della lotta panafricana per l’ indipendenza del Congo e per l’emancipazione dei popoli. La sua lotta continua ad essere fonte di ispirazione  in tutto il mondo. Il Primo Ministro del Congo, paese che aveva appena raggiunto l’indipendenza, eletto democraticamente dal popolo congolese  con grande sorpresa del governo belga che aveva organizzato le elezioni, venne ucciso sei mesi dopo, insieme ad altri suoi compagni, tra i quali  Joseph Okito, presidente del Senato, e  Maurice Mpolo, ministro dello Sport. Avevano osato liberare il loro paese dal giogo coloniale e neo-coloniale.

Sono numerose le prove delle responsabilitá  dei governi del Belgio e degli Stati Uniti  tra gli altri, nell’isolamento  e   nella caduta del governo di Lumumba e nell’ insediamento del generale Mobutu , dittatore corrotto al servizio dei governi occidentali e delle loro  multinazionali.

Per la democrazia del Congo e  per la democrazia belga consideriamo essenziale che cessi  la disinformazione e l’impunitá che riveste questi crimini contro l’umanità e che le vittime e le loro famiglie , ma anche il popolo belga  e congolese abbiamo finalmente diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento.

 

VERITA´!

-        Esigiamo che gli archivi coloniali siano resi pubblici completamente

-        Nessuna censura deve persistere  sulla responsabilità dello Stato belga e dei diversi attori che hanno partecipato in un modo o nell’ altro all’assassinio del primo ministro, Patrice Lumumba e dei suoi ministri e compagni

GIUSTIZIA!

-        I crimini contro l’umanità sono imprescrittibili, va fatta giustizia. Appoggiamo soprattutto la denuncia  presentata dalla familia di  Patrice Lumumba contro dodici belgi sospettati di aver partecipato al  sequestro, alla tortura e all’ omicidio di Patrice Lumumba e dei suoi compagni.

-        I meccanismi che debilitano la sovranità economica e finanziaria della Repubblica Democratica del Congo reclamata da Lumumba devono essere smantellati, la risoluzione approvata dal Senato del Belgio il 29 marzo del 2007  sul debito deve essere applicata e il saccheggio delle risorse naturali da parte delle multinazionali belghe e altri paesi deve cessare.

RISARCIMENTO!

-        Il governo belga e i differenti attori di questi molteplici omicidi devono riconoscere e ammette la loro responsabilità sia volontariamente che per azione della giustizia;

-        Chiediamo alle autorità che portino avanti una politica attiva di riabilitazione della memoria di Lumumba e dei suoi compagni e compagne che hanno lottato per l’emancipazione africana: correggendo i testi scolastici, organizzando una mostra sul tema nel 2011, aprendo una sezione speciale al Museo Reale dell’ Africa Centrale  a Tervuren e dedicando alla sua memoria un luogo o un’istituzione facilmente accessibile a Bruxelles;

-        Seguendo le raccomandazioni della commissione parlamentare belga del 2001 e le promesse delle autorità belghe, chiediamo che sia istituita la fondazione di Patrice Lumumba e che sia dotata di risorse adeguate tenendo in conto i  ritardi.

RIFIUTIAMO L’ IMPUNITA´

RENDIAMO OMAGGIO AI LOTTATORI PER LA LIBERTA´E L’INDIPENDENZA!

APPOGGIAMO LA LOTTA DEL POPOLO CONGOLESE PER LA SUA SOVRANITA´, INTEGRITA´DEL SUO TERRITORIO E LA DIFESA DELLE SUE RISORSE NATURALI!

 

Per appoggiare queste rivendicazioni convochiamo una manifestazione a Bruxelles Domenica 16 gennaio 2011

Ore 14 Place du Tr Trône (métro Trône)

 

 

 

 

 


Tu querida presencia…

27 commenti

El aparecido (Victor Jara)


Città del Messico, 2 ottobre 1968. Il massacro di Tlatelolco

5 commenti
Sono corpi, signore…
(un soldato al giornalista José Antonio del Campo, di El Día)
Tlatelolco 68
Jaime Sabines
1.
Nessuno conosce il numero esatto dei morti,
nemmeno si conoscono gli assassini,
nemmeno il criminale.
(Sicuramente già ha raggiunto la storia
quest’uomo piccolo in ogni sua parte,
incapace di tutto meno che del rancore.)
 
Tlatelolco sarà ricordato negli anni a venire
come oggi parliamo del Rio Blanco e Cananea,
ma questo fu ancora peggio,
qui hanno ucciso il popolo:
non erano operai barricati in sciopero, erano donne e bambini, studenti,
giovani quindicenni,
una ragazza che andava al cinema,
una creatura nel ventre di sua madre,
spazzati via, con precisione crivellati di colpi
dalle mitraglie dell’Ordine e della Giustizia Sociale.
 
Al terzo giorno, l’esercito esra la vittima dei
    malvagi,
e il popolo si apprestava esultante
a celebrare le Olimpiadi, che avrebbero dato gloria al Messico.
 
2.
Il crimine è lì,
protetto dalle pagine dei giornali,
dalle televisioni, dalle radio, dalle bandiere olimpiche.
L’aria densa, immobile,
il terrore, l’infamia.
Intorno le voci, il passaggio, la vita.
E il crimine è lì.
 
3.
Bisognerebbe lavare non solo il pavimento:la memoria.
Bisognerebbe strappare gli occhi a quello che abbiamo visto.
assassinare anche i parenti,
così che nessuno pianga, che non ci siano più testimoni.
Ma il sangue genera radici
e cresce come un albero nel tempo.
Il sangue nel cemento, nei muri,
su un’edera: ci schizza,
ci bagna di vergogna, di vergogna, di vergogna.
 
Le bocche dei morti ci sputano
un eterno sangue fermo.
 
4.
Spereremo nella cattiva memoria della gente,
ordineremo le spoglie,
perdoneremo i sopravvissuti,
libereremo i prigionieri,
saremo generosi, magnanimi e prudenti.
 
Ci hanno inculcato strane idee come con una trasfusione.
ma instauriamo la pace,
consolidiamo le istituzioni;
i commercianti sono con noi,
i banchieri, i politici messicani autentici,
le scuole private,
le persone rispettabili.
Abbiamo distrutto la congiura,
aumentiamo il nostro potere:
non cadremo più dal letto
perchè faremo dei bei sogni.
 
Abbiamo Segretari di Stato capaci
di trasformare la merda in essenze aromatiche,
deputati e senatori alchimisti,
leader infallibili, divertentissimi,
una frotta di maledetti spirituali
inalberando gagliardamente la nostra bandiera.
 
Qui non è successo niente.
Inizia il nostro regno.
 
5.
Sui tavoli dell’obitorio ci sono i cadaveri.
Seminudi, freddi, sforacchiati,
alcuni con il volto di un morto.
Fuori la gente si accalca, si spazientisce,
spera di non trovare il suo:
“lo vada a cercare da un altra parte”.
 
6.
La gioventù è l’argomento
centrale della  Rivoluzione.
Il Governo sponsorizza gli eroi.
Il peso messicano è stabile
e lo sviluppo del paese è in aumento.
Continuano le vignette umoristiche e i banditi in televisione.
Abbiamo dimostrato al mondo che siamo capaci,
rispettosi, ospitali, sensibili
(che meravigliose Olimpiadi!),
e ora continueremo con la Metro
perchè il progresso non può arrestarsi.
 
Le donne, in rosa,
gli uomini in azzurro cielo,
sfilano i messicani nella gloriosa unità
che costruisce la patria dei nostri sogni.
 
(Traduzione di Annalisa Melandri)
 
 

Tlatelolco oggi, Plaza de las tres culturas
Fotografia Monique Camus
Immagine d’apertura e testimonianza tratta da La noche de Tlatelolco di Elena Poniatowska

75.000 chiavi per il monumento di bronzo a Che Guevara

2 commenti

14.454 persone hanno contribuito con chiavi (in tutto 75.000) o altri piccoli oggetti   alla raccolta dei 3.000 Kg. di materiale necessario alla costruzione del primo  monumento in bronzo a Ernesto Che Guevara, nella sua Argentina. Il monumento sarà realizzato interamente in bronzo e   verrà realizzato  grazie al lavoro  di più volontari.
Ogni persona che ha contribuito con un piccolo oggetto ha anche scelto la località dove dovrà sorgere  e quasi all’unanimità è stata scelta la città natale di Che Guevara, Rosario.

Il monumento avrà un’altezza di 4 metri e il progetto è stato realizzato da Andrei Zerneri, 34 anni, artista plastico argentino. Verrà inaugurato il 14 Giugno 2008 alle 12.30 nella Calle Moreno y el Río a Rosario, Argentina, in occasione delle celebrazioni degli 80 anni della nascita del Comandante.

Visita il sito: http://www.monumentoalche.com.ar/


Portella della Ginestra — 1 maggio 1947

1 commento

Renato Guttuso

Renato Guttuso “Portella della Ginestra” 1953

“La vecchia credeva che fossero mortaretti e cominciò a battere le mani festosa. Rideva. Per una frazione di secondo continuò a ridere, allegra, dentro di sé, ma il suo sorriso si era già rattrappito in un ghigno di terrore. Un mulo cadde con il ventre all’aria. A una bambina, all’improvviso, la piccola mascella si arrossò di sangue. La polvere si levava a spruzzi come se il vento avesse preso a danzare. C’era gente che cadeva, in silenzio, e non si alzava più. Altri scappavano urlando, come impazziti. E scappavano, in preda al terrore, i cavalli, travolgendo uomini, donne, bambini. Poi si udì qualcosa che fischiava contro i massi. Qualcosa che strideva e fischiava. E ancora quel rumore di mortaretti. Un bambino cadde colpito alla spalla. Una donna, con il petto squarciato, era finita esanime sulla carcassa della sua cavalla sventrata. Il corpo di un uomo, dalla testa maciullata cadde al suolo con il rumore di un sacco pieno di stracci. E poi quell’odore di polvere da sparo.
La carneficina durò in tutto un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tacque e un silenzio carico di paura piombò sulla piccola vallata. In lontananza il fiume Jato riprese a far udire il suo suono liquido e leggero. E le due alture gialle di ginestre, la Pizzuta e la Cumeta, apparvero tra la polvere come angeli custodi silenti e smarriti.”
Era il l° maggio 1947 e a Portella della Ginestra si era appena compiuta la prima strage dell’Italia repubblicana.
 
 
 

La


Pagina 1 di 212