Sparizione forzata in Messico: crimine costante

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Nell’ ultima settimana di maggio, dichiarata dall’ONU come Settimana Internazionale del Detenuto Scomparso, ricordiamo i quattro anni della  scomparsa dei due militanti politici  Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez.

In Messico si tratta di un caso emblematico  di  sparizione forzata in quanto avvenuta  successivamente al loro arresto (il 25 maggio 2007) a Oaxaca. Da allora dei due uomini non  si sa più nulla ma nulla è emerso ad oggi  nemmeno sul fronte delle indagini. “Fino a questo momento non esiste un solo responsabile indagato per questo crimine, ma non  si sono realizzate neanche  le indagini relative per trovarlo” denunciano in un comunicato i familiari dei due scomparsi.

Di questa vicenda   ce ne eravamo occupati in varie occasioni, anche rispetto al tentativo di mediazione tra il governo messicano e l’ EPR (Esercito Popolare Rivoluzionario), formazione politico-militare alla quale appartenevano Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez. La mediazione, della cui commissione faceva  parte anche lo scrittore messicano ora scomparso, Carlos Montemayor,  si risolse  in nulla appena un anno dopo il suo inizio,  per l’evidente  mancanza di volontà del governo messicano a dare risposte certe rispetto alla sparizione dei due integranti dell’ EPR.

La sparizione forzata di persone è un crimine  contro l’umanità e come tale imprescrittibile e continuato, senza possibilità di indulto o amnistia e che continua a perpetrarsi in Messico nonostante siano ormai lontani gli anni bui della “guerra  sucia”.

Vogliamo qui ricordare anche la vicenda di Francisco Paredes, difensore dei diritti umani e co– fondatore della fondazione Diego Lucero, scomparso il 26 settembre del 2007 presumibilmente dopo un arresto effettuato dalla polizia.

Uno degli ultimi casi di sparizione forzata in Messico è avvenuto il 25 marzo scorso quando da Veracruz si sono perse le tracce del militante del Frente Popular Revolucionario Gabriel Antonio Gómez Caña mentre si recava a dare il suo sostegno a più di 500 commercianti ambulanti che da cinque giorni portavano avanti una protesta pacifica nella piazza principale della città contro il provvedimento che vietava loro di esercitare il commercio in strada.

Questi sono i casi invece più recenti di sparizioni forzate denunciate dall’ AFADEM (Associazione dei Familiari dei Detenuti Scomparsi e delle Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani in Messico) oltre ai già menzionati di Francisco Paredes, Gabriel Alberto Cruz Sanchez e Edmundo Reyes Amaya:

Víctor Ayala Tapia detenuto scomparso il 14 settembre 2010 a Papanca, Guerrero

Erick Isaac Molina García detenuto scomparso il 14 giugno 2008 ad Acapulco, Guerrero

Jorge Gabriel Ceron Silva detenuto scomparso il 14 marzo 2007 da Chilpancingo, Guerrero Messico.

L’AFADEM reclama inoltre il compimento della sentenza del caso 12511–Rosendo Radilla Pacheco. La Corte Interamericana  per i Diritti Umani il  16 dicembre 2009 ha condannato lo Stato messicano per la sua sparizione avvenuta  il 25 agosto 1974 ad Atoyac de Álvarez ed ha riconosciuto l’esistenza di un contesto di violazioni sistematiche e numerose ai diritti umani durante la così detta “guerra sucia”.

La sentenza inoltre ordinava allo Stato di riformare il Codice di Giustizia Militare per impedire che i casi di gravi violazioni dei diritti umani commesse da membri dell’ apparato di sicurezza dello Stato siano giudicate dal Tribunale Militare e chiedeva  che fosse   tipificato il  delitto di sparizione forzata di persona nel codice penale.

 

 

 

 

 

 

 

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