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Scritto il 1 gen 2010 | 17 commenti | | In: Appuntamenti, dblog
In occasione del 5° anniversario del massacro nella Comunità di Pace di San José de Apartadò del 21 febbraio 2005
Italia e Colombia a confronto:
Tra democrazia, Mafiosità e cittadinanza
22 febbraio 2010 – ore 15.00
Provincia di Roma, Palazzo Valentini
Sala Luigi Di Liegro
Programma
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“La storia della Colombia raccontata dal Tribunale Permanente dei Popoli”.
Gianni Tognoni - Segretario Generale del Tribunale Permanente dei Popoli - TPP , Fondazione Basso-Sezione internazionale.
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Cultura e pratiche mafiose in Italia e in Colombia
Fabio Neri – Sociologo. Ha studiato le strategie di controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali ed economiche in Italia.
Ricardo Vargas – Docente. Ha studiato le strategie di controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali ed economiche in Colombia (intervento in teleconferenza da Bogotà)
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Popolazione e Diritti Umani tra democrazia e mafiosità
Tonio Dell’Olio — LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie
Emmanuel Rozental — Attivista e militante dei movimenti sociali in América Latina
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Terrorismo in Colombia tra propaganda e realtà
Breve Proiezione del Documentario “Falsos Positivos” di Simone Bruno e Dado Carrillo, 2009
Guido Piccoli - giornalista e scrittore
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La negazione dei diritti umani. Economia, legislazione e società civile
Fabio Evangelisti – Commissione Esteri della Camera dei Deputati
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Conclusioni
Andrea Proietti — Presidente Rete Italiana Colombia Vive!
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LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie www.libera.it , href=“libera
international
libera
it“>libera
international
libera
it,
international
libera
it“>libera
international
libera
it,Rete italiana di solidarietà con le comunità di pace e in resistenza civile colombiane, Colombia Vive Onlus http://www.reteitaliana-colombiavive.org , href=“reteitalianadisolidarieta
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com“>reteitalianadisolidarieta
gmail
com,
gmail
com“>reteitalianadisolidarieta
gmail
com, In collaborazione con la Provincia di Roma
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1981 assassinio del giornalista Edgar Castillo - Guatemala
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1882: nasce Elin Wagner, scrittrice e pacifista svedese. Nei suoi scritti ricorrono frequentemente come soggetti l'emancipazione femminile, i diritti civili, la pace e la tutela dell'ambiente. È nota soprattutto per il suo attivismo nel movimento femminista per l'ottenimento del voto alle donne in Svezia e per aver fondato l'associazione “Radda Barnen”, la sezione svedese del movimento internazionale Save the Children.
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
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REFLEXIONANDO/PRIMERO DE MAYO REPUBLICA DOMINICANA
La fiesta de los trabajadores, ese altísimo momento de orgullo obrero, ese momento de reflexión respecto a los logros pero también a los retos, es el PRIMERO DE MAYO, el martes. Para conveniencia económica, con esa costumbre toda dominicana de mover las fiestas a según del fin de semana (favoreciendo los empresarios turísticos y los que desean tomar vacaciones largas, o sea los ricos) la fiesta sagrada del trabajo la han movido al lunes 30 de Abril. ¡Dominicanos, no se dejen robar la fiesta del trabajo, no dejen vaciar de contenido este momento histórico de lucha obrera!!!
"En lo relativo a la festividad del Día del Trabajo, que se celebra cada año el 1 de mayo, su carácter es no laborable, pero se traspasa el feriado para el lunes 30 de abril". (fuente periodico HOY) su caracter es NO LABORABLE pero... sobre ese pero no hay que ceder ...
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HONDURAS/ASSASSINATO MEMBRO DEL COPINH
Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras – COPINH
Il COPINH condanna il brutale assassinio perpetrato dalla polizia del giovane Santos Alberto Domínguez Benítez, compagno e membro della nostra organizzazione.
In questo primo di Maggio, giorno in cui si commemora la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo, il COPINH denuncia e condanna l'assassinio del compagno, membro della nostra organizzazione, Santos Alberto Domínguez Benítez per mano di membri della Polizia Nazionale assegnati al municipio di San Isidro, dipartimento di Intibucà.
Il compagno Santos Alberto era un membro attivo della nostra organizzazione e membro della comunità Lenca di San Bartolo, comunità che porta avanti un'incessante lotta contro le dighe, la privatizzazione di fiumi, e sta lottando per l' assegnazione del titolo di proprietà comunitaria delle sue terre ancestrali.
Santos Alberto, 24 anni, partecipò con molta energia e coraggio a numerose lotte della nostra organizzazione, in particolare quelle in difesa di fiumi, territorio e bosco, e si distingueva per il suo forte coinvolgimento nella vita della comunità.
La nostra organizzazione sostiene la comunità di San Bartolo, la signora Maria, madre di Santos Alberto, e la sua famiglia, nel processo giudiziario e di denuncia iniziato il giorno stesso: non siamo più disposti a permettere che la sua morte rimanga impunita, come succede con i numerosi crimini che avvengono per mano della polizia, istituzione che si è convertita in nemica del popolo Hondureño.
Attribuiamo alla polizia e al suo segretario di stato, Pompello Bonilla Reyes, la responsabilità dell' assassinio del nostro compagno indigeno.
Esigiamo dal pubblico ministero un' indagine esaustiva e imparziale per punire gli assassini.
Denunciamo all'opinione pubblica che, ancora una volta, la nostra organizzazione è stata colpita e continuano aggressioni e ostilità nei nostri confronti perché portiamo avanti la lotta in difesa dei territori, dei beni della natura e della cultura del popolo Lenca.
COLOMBIA-ATTENTATI
Fuente: Prensa Rural
Le autorità colombiane considerano possibile che gruppi paramilitari siano dietro l'esplosione a Bogotà che oggi ha causato la morte di 5 persone e ferite una trentina.L'attentato sarebbe stato compiuto per il mancato compimento di accordi nel processo di smobilitazione. Le AUC si considerano tradite dal governo di Alvaro Uribe.
L'attentato ha ucciso 5 membri della scorta di Fernando Londogno ex ministro del governo Uribe, che e' risultato ferito.
Al condenar el atentado, que deja un saldo preliminar de cinco muertos y una treintena de heridos, Santos manejó esa hipótesis en declaraciones a la prensa.
El hecho se registró en una zona concurrida de la capital colombiana, cuando estalló un artefacto explosivo al parecer al interior de un bus del servicio de transporte público, aunque ahora se menciona que fue lanzado desde una moto, por lo que el hecho es aún confuso.
Me acabo de enterar que a Londoño le hicieron un atentado, contra su vehículo blindado, afortunadamente está estable, pero desafortunadamente murieron su conductor y un agente de policía, que formaban parte de su esquema de seguridad, dijo el mandatario.
Londoño, según lo informado, se desplazaba por la zona donde ocurrió la explosión, en las inmediaciones del centro financiero de la capital.
En tanto fuentes militares señalaron que las investigaciones apuntan a que desde hace varios meses se venían haciendo un seguimiento detallado a las rutas de movilización del exministro.
La hipótesis que manejan las autoridades apunta a que se escogió este día para el atentado, a fin desviar la atención y se abriera la posibilidad de que el estallido estuviera asociado a protestas por la entrada en vigencia de un tratado de libre comercio con Estados Unidos.
Por otra parte, en otro incidente, esta mañana un carro bomba fue detectado en un barrio de Bogotá, al parecer dirigido a atentar contra una estación policial.
El general de la Policía Metropolitana, Luis Eduardo Martínez, precisó que el vehículo cargado con explosivos fue hallado en el barrio Eduardo Santos, en el centro de la capital.
Sobre este hecho las autoridades no descartan ahora que se tratara de un señuelo para desviar la atención de las autoridades, y atentar así contra Londoño.
lac/acl
BOLIVIA/NAZIONALIZZAZIONE
LA PAZ, 1 de mayo.— Il presidente Evo Morales ha scelto la data del 1 maggio per comunicare la nazionalizzazione delle azioni della Rete Elettrica Internazionale SAU, filiale della Rete Elettrica Spagnola. La decisione e' avvenuta tramite Decreto Supremo. Tale decisione ha detto Evo Morales rappresenta un riconoscimento ai lavoratori e al popolo boliviano che "ha lottato per il recupero delle Risorse Naturali e dei servizi basici" ricordando la nazionalizzazione nella stessa data degli idrocarburi, delle telecomunicazioni e delle centrali di energia elettrica . Conferma Evo Morales che la politica del suo governo e' diretta al recupero del contrpollo dei settori strategici del paese. Fonte Granma
--
USA INVIERANNO VETERANI STATUNITESI DI IRAQ E AFGHANISTAN IN COLOMBIA
Il Pentagono ha annunciato che invierà in Colombia comandati di brigata statunitensi che hanno combattuto in Afghanistan e Iraq, paesi invasi e occupati dagli Stati Uniti rispettivamente nel 2001 e nel 2003.
La notizia è stata diffusa dall'Agenzia di Stampa delle Forze Armate; l'intervento servirà a intensificare la guerra contro-insorgente contro il popolo colombiano e la guerriglia rivoluzionaria delle FARC, e naturalmente a potenziare la
presenza imperialista in Colombia, pericolosa piattaforma di aggressione nei confronti dei paesi della regione non allineati a Washington, e tutt’altro che incidentalmente si dislocherà in gran misura lungo la linea di confine con il Venezuela.
L'annuncio è stato dato dal Comandante dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, il generale Martin Dempsey, che, al termine della sua visita in Colombia, ha affermato che i comandanti di brigata reduci dalle guerre in Medio Oriente “condivideranno le proprie conoscenze” con le Forze Armate colombiane; l'obiettivo dichiarato sarebbe nientemeno che dimezzare le capacità militari delle FARC in due anni.
(Fonte Associazione nazionale Nuova Colombia)
CUBA/CIA WHO’ S WHO
Il libro CIA Who´s Who, di Néstor García Iturbe, contiene, in ordine alfabetico, e aggiornato fino al 2010, i nomi e ogni riferimento su quelli che lavorano per la CIA e altre agenzie di intelligence.
PERU’
Nella zona del VRAE recrudescenza degli scontri tra guerriglia ed esercito e polizia. Locali denunciano che ci sono numerosi sfollati e addirittura persone scomparse delle quali le famiglie non hanno più notizie a causa dei forti bombardamenti dell'esercito e della polizia effettuati senza nessuna considerazione della popolazione civile. “La polizia ci accusa di essere complici. E' per questo che siamo venuti a Kiteni. Dicono che conviviamo con loro (terroristi)" denunció Rolando González.
COLOMBIA / UCCISO SINDACALISTA
E’ stato assasinato venerdì scorso, 27 febbraio, nel municipio di Florida, Dipartamento del Valle del Cauca (Colombia) DANIEL AGUIRRE, segretario generale di SINALCORTEROS, sindacato dei tagliatori della canna da zucchero.
Ha organizzato tale sindacato fin dal principio e ha contribuito al suo consolidamento negli anni successivi, organizzando scioperi e un importante lavoro informativo. E’ stato un attivista importante contro il TLC.
HONDURAS UCCISO GIORNALISTA
Red Morazánica de Información
Tegucigalpa. 8 Maggio 2012. In un fosso, con segnali di strangolamento e percosse e' stato incontrato il corpo senza vita del giornalista e difensore dei diritti umani, Erik Alexander Martínez Avila (32), che era un attivo militante del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, del Partito Libre e portavoce dell' Asociación Kukulcán.
La pagina della Commissione Nazionale dei Diritti Umani (Repubblica Dominicana)
- Entierro de la corrupción en El Seibo 04/05/2012COMISION NACIONAL DE LOS DERECHOS HUMANOS INC, CNDH. Provincia El Seibo, R.D. NOTA DE PRENSA Mañana sábado 5 de mayo en la Ciudad de El Seibo a las 3:00 de la tarde se llevará a cabo el entierro de la Corrupción Municipal, será realizado en el redondel o barrera donde se efectúan las corridas de […]
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- Campo de batalla en Villa Cristal Higuey 31/03/2012Fuente: HDR Noticias En el Sector Villa Cristal de Higuey, los moradores de ese lugar se quejan por el estado en sosobra que viven, ya que la Policía llega a desalojar unos “Supesto Invasores de Terrenos” haciendo disparos al aire sin pensar en las consecuencias que pueda traer con una bala perdida. Como lo es […]
- Muerto en la fortaleza Santa Rosa de Lima de La Romana 31/03/2012[…]
MEMORIA
16 maggio 1984 –Vladimir Roslik
Médico, casado, con un hijo, oriundo de San Javier (colonia rusa en el litoral oriente del Uruguay), murió a consecuencias de las torturas recibidas en el cuartel de Fray Bentos. Roslik había sido detenido en un procedimiento realizado en San Javier en 1980, por el cual estuvo detenido un año en el EMR 1.
El 15 de abril de 1984 fue detenido con otras seis personas en otro operativo en San Javier y en la madrugada del día siguiente le avisaron a su esposa que tenía que retirar su cuerpo del hospital de Fray Bentos. El certificado de defunción establecía como causa de la muerte “paro cardíaco-respiratorio”. El cadáver fue sometido a dos autopsias, una en la morgue de Fray Bentos dispuesta por autoridades militares y sin el consentimiento de sus familiares, y la otra en la morgue de Paysandú, ordenada por el Juez de lo Penal de esa ciudad y a pedido de su esposa. En la segunda autopsia participaron cuatro médicos y se labró un acta, cuyo contenido tardó en ser difundido.
Finalmente se reveló que la causa de la muerte fue anemia aguda y signos de asfixia. De acuerdo a la opinión de diversos facultativos intervinientes en el caso, la anemia aguda se produjo por la hemorragia interna originada por la magnitud de golpes recibidos. Los signos de asfixia son consecuencia del impedimento prolongado y artificial de la función respiratoria. El cuerpo presentaba, además, numerosos hematomas en varias partes, siendo especialmente notorias las marcas en el torso, habiendo signos de violencia en extremidades inferiores y en el rostro.
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DIRITTI UMANI NEWS
05 de marzo de 2012, Ginebra, La Alta Comisionada de la ONU para los Derechos Humanos, Navenethem Pillay, recibió hoy aquí a Adriana Pérez, esposa de Gerardo Hernández, uno de los antiterroristas cubanos presos injustamente en Estados Unidos.
Adriana Pérez planteó a la Alta Comisionada la necesidad de que ese organismo interceda de manera directa a favor de la moción solicitada por la defensa de René González para que se le permita viajar a Cuba a visitar a su hermano, quien se encuentra gravemente enfermo.
EVENTOS
Roma – 29 marzo ore 17.30, via degli Ausoni 49 (San Lorenzo)
FIGLI DELLA STESSA TERRA
Dignità del lavoro agricolo e solidarietà internazionale
Incontro con Josè Luis Rodrigues “Patrola” — Movimento Sem Terra/Via Campesina — Brasile
Willot Joseph FDDPA Haiti
Un bracciante immigrato di Nardò — Puglia/Italia
En español
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- !El Primero de Mayo por un nuevo Internacionalismo!
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Magari un ricordo, non sarebbe una cosa sbagliata
- Cuba, morto operaio dissidente Zapata E’ morto all’ospedale dell’Avana, dove era stato ricoverato dopo 85 giorni di sciopero della fame, il 44enne operaio dissidente cubano Orlando Zapata. Per Elizardo Sanchez,portavoce Comm.diritti umani e Riconciliazione nazionale, “ciò che hanno fatto è in realtà omicidio” perché,nonostante la gravità delle con– dizioni di salute,Zapata “è stato por– tato in terapia intensiva solo lunedì”. Zapata era uno dei 75 dissidenti dete– nuti a Cuba dal 2003. Era stato condan– nato a 36 anni per vari reati, fra cui vilipendio della figura di Fidel Castro
Le morti in carcere o per il carcere non fanno onore a nessuno Stato, ben venga quindi il ricordo, doveroso. Queste non hanno nulla a che vedere con i regimi più o meno democratici.
Ricordiamo quindi/pertanto le morti il carcere anche della democratica Italia:
In sintesi
• 1.027 detenuti suicidi in 20 anni (1990–2009)
• 1 suicidio su 3 avviene in cella d’isolamento
TENTATI SUICIDI: negli ultimi 20 anni (1990 — 2009)
sono stati 14.840, con una frequenza media di 148 casi ogni
10.000 detenuti.
AUTOLESIONISMI: negli ultimi 19 anni (1990 — 2008)
sono stati 98.342, con una frequenza media di 1.045 casi
ogni 10.000 detenuti.
OGNI ANNO SI REGISTRA IN MEDIA
• 1 suicidio ogni 20.000 persone abitanti in Italia
• 1 suicidio ogni 924 detenuti nelle carceri italiane
• 1 suicidio ogni 283 detenuti in regime di 41-bis
• 1 tentato suicidio ogni 70 detenuti
• 1 atto di autolesionismo ogni 10 detenuti
• 1 sciopero della fame ogni 11 detenuti
• 1 rifiuto delle terapie mediche ogni 20 detenuti
Fonte: http://www.ristretti.it
P.S. proprio oggi scrivendo queste righe apprendo la notizia di un suicidio ieri a Brescia e due oggi nel carcere di Fermo e in quello di Padova
Hai perfettamente ragione Annalisa. Le carceri sono un’infamia pressoché ovunque. Ma le cifre sui suicidi dietro le sbarre in Italia, per quanto scandalose, non possono oscurare un fatto, anzi, due. Il primo: Orlando Zapata Tamayo era, non un detenuto qualunque, ma un “prigioniero di coscienza”, come tale certificato da Amnesty International. Vale a dire: si trovava in carcere “esclusivamente” per reati d’opinione. Il secondo: per reati d’opinione — genericamente indicati come “desacato del comandante en jefe” e “desobediencia” — aveva accumulato 36 anni di carcere. Trentasei anni, Annalisa. Sei più dei 30 anni che in molti paesi civili sono considerati il massimo della pena. E questo credo che ci dica — o meglio, ci gridi — qualcosa di molto specifico sulla realtà del regime cubano. Inoltre non credo che Zapata Tamayo possa essere considerato semplicemente “un suicida”. Zapata Tamayo è morto a causa d’una protesta estrema — uno sciopero della fame– contro le condizioni carcerarie a Cuba, e per la mancanza di un’adeguata assistenza. Orlando Zapata Tamayo è una vittima della repressione in paese che sistematicamente calpesta la libertà d’espressione. E, come tale credo meriti qualcosa di più d’un infastidito elenco di statistiche affastellate solo per nascondere la verità sulla sua morte.
Annalisa, il tuo commento e lo squallido elenco dei suicidi in carcere in Italia, è un ignobile tentativo di giustificare quello che non è giustificabile: il regime di Cuba e lo stato di polizia al quale questo paese è sottoposto. Se l’ideologia prende il posto della ragione, non vedo come si possa discutere e confontarsi.
Il mal comune, non fa mezzo gaudio. Nulla toglie la tragicità della situazione carceraria Italiana, che comunque è monitorata e denunciata.
Cuba, come ogni dittatura usa i sistemi coercitivi, per levare di mezzo le persone. Zapata muore dopo 85 giorni di sciopero della fame, arrivati dopo 28 giorni di torture fatte dagli aguzzini pagati dallo stato cubano. Qualcuno pagherà per questo? Quanti giornali cubani hanno parlato di questo? Ci sarà, un approfondimento di Rendy Alonso, che ci parlerà della situazione carceraria cubana?Annalisa, la tristezza mi assale, quando una persona come te, che si presenta paladina dei diritti umani, non racconta la situazione di un povero martire morto perchè professa le sue idee, ma evidentemente in quel paese libero e socialista, professare le proprie idee, porta alla morte.
Poi che dire delle Dames en Blanco, derise, incolpate di essere spie, proprio da i commentatori abituali del tuo blog. Erano mesi che denunciavano la cosa, ma siccome sono persone che non chinano la testa, rimane solo da denigrazione.
Bene ora il povero Uomo è morto, proviamo a credere alle dames, invece di ritenerlo un fatto poco più che folcloristico. In fin dei conti parlano dei loro figli e mariti.
Proviamo veramente a dire che a Cuba si va in galera per 36 (trentasei) anni, solo perchè si ha espresso la propria idea.
Oppure le sofferenze cubane sono diverse, da quelle colombiane, Honduregne, o le persone della lista che tu hai messo.
Annalisa il mal comune non è mezzo gaudio, sono 2 mali e basta.
Orlando Zapata Vive!!!!
Caro Pierluigi, certo che dovremo protestare per la morte nel carcere cubano di Zapata, avvenuta in un modo inaccettabile, ma il punto è un altro: la protesta per i crimini che avvengono nelle carceri cubane, oppure per i crimini che si consumano nelle galere di qualsiasi altro Stato, è opportuno farle soltanto dopo aver conquistato l’autorevolezza di indignarci nella protesta contro ciò che avviene a pochi metri dalle nostre comode residenze.
Credo che era questo il senso del post di Annalisa, evitiamo di fare politica come fossimo alla curva dello stadio, da tifosi, responsabilizziamoci in primis per i crimini che avvengono sotto casa, e così saremo credibile nel criticare altri.
Io che per motivi di studio mi occupo della realtà delle carceri di vari paesi, posso assicurarti che massacrano i propri oppositori tanto le democrazie quanto le non-democrazie. Ogni potere tende a riprodurre se stesso e ogni Stato esercita una repressione tanto più feroce quanto più il sistema di potere ha contraddizioni.
Senza piangere sui fatti di cronaca di qua e di là, dovremo riprendere dunque una mobilitazione permanente e robusta contro ogni crimine di Stato a partire da quelli più vicini, ovvio no?.
E poi rilanciare quel dibattito, sopito, che puntava all’abbattimento dello Stato, di ogni Stato, ossia riprendere il dibattito del movimento comunista rivoluzionario (e in parte anarchico), e rimettere all’ordine del giorno la prospettiva del superamento dello Stato, per un sistema di potere autogestionario.
Il resto sono chiacchiere da bar dello sport.
Ho trovato interessante come ha affrontato la vicenda Enrique Ubieta Gómez, a questo indirizzo trovate il suo l’articolo (in spagnolo)
http://la-isla-desconocida.blogspot.com/2010/02/zapata-un-muerto-util.html
Caro Spartaco, trovo interessante la tua disamina:
Cito:-qualsiasi altro Stato, è opportuno farle soltanto dopo aver conquistato l’autorevolezza di indignarci nella protesta contro ciò che avviene a pochi metri dalle nostre comode residenze.
Forse hai ragione, ma queste cose oltre che a me bisogne dirle anche ad Annalisa che il suo blog, già ho detto fonte incredibile di notizie, parla per il 90% di mondo, in particolare di Sud/ centro america.
I vari siti, di politica internazionale, riviste come Limes.
Insomma tutta gente che si fanno gli affaracci degli altri, senza pensare ai propri.
Spartaco ma come mai questa felice intuizione, proprio quando si parla di Cuba. Cosa vuoi che mettiamo la polvere sotto il tappeto, così la casa rimane in apparenza pulita.
Non voglio fare polemiche, trovo che la morte di un prigioniero politico, è degna di una discussione.
Spartaco, ma sullo scandalo dei falsi positivi, come giustamente questo blog denuncia, hai commentato che bisogna guardare prima a casa propria?
Spartaco perdonami, ma il tuo commento non mi convince, lo trovo un po’ opportunista.
E del narco Stato Colombia nessuno ne parla dato che i commenti dovevano essere su questo tema????
Due primizie:
1)Scoperto il narco esercito dell’impero
cioe l’esercito colombiano stava trasportando con aerei militari e strutture
del “Mondo libero” NOVE TONNELLATE DI COCAINA dirette in Europa.….!!!!!!!!
2) Che ne dite della scoperta della piu grande fossa comune di piu di 2000 corpi fatti a pezzi orrendo ricordo delle fossi comuni delle SS!!!!!
Che ci dicono del Narco Uribe, num.82 nella lista dei narcotrafficanti piu pericolosi del mondo, lista fatta non molti anni fa dalla CIA.….
Si doveva parlare di Colombia e come al solito si finisce con le solite litanie
sataniche contro Fidel e Chavez.….
Insomma si va in direzione del mare e ci si ritrova sempre in montagna…Per questo noto un forte calo di interventi dei quattro gatti che siamo noi della sinistra progressista…
In ogni caso i nostri eroi Italo Padani pensassero al vergognoso disastro morale ed economico in cui si trova Narco Italia
basta vedere la fotografia di un senatore
della oligarchia berlusconiana abbaracciato con un boss della mafia calabro padana.…Guardatevi lo squallore di Narco Italia prima di emettere dei giudizi su altri paesi.…..
In merito alla morte di Orlanda Zapata, ho trovato su Aporrea un video molto interessante, che segnalo in calce.
Molto opportunamente, secondo me, Annalisa ha mostrato statistiche sulle condizioni carcerarie italiane; se si vuole usare questo episodio per dimostrare che a Cuba non c’è democrazia, ciò vorrebbe dire che migliaia di episodi in Italia dimostrano ancora di più l’assenza di democrazia; dunque il punto non è sul sistema (socialista versus capitalista). D’altronde il video racconta una verità ben diversa: si tratta di un delinquente comune (arrestato, fra l’altro, per aver fracassato un cranio a colpi di machete).
Ecco il link:
http://www.youtube.com/watch?v=Znz2gUrcZmI&feature=player_embedded#
La mancata adeguata assistenza citata dal cavallini, viene smentita proprio dalla madre del povero Zapata,
vedere il video
http://www.youtube.com/watch?v=b8kfIpv5VMU
Rossignoli, Rossignoli…davvero non ti rendi conto che quel video peggiora — almeno agli occhi di chi non abbia il prosciutto sui medesimi — la posizione del governo cubano? È del tutto evidente che quest’ultimo, consapevole di averla fatta grossa — ovvero: di aver lasciato che le condizioni di Zapata si deteriorassero oltre il limite di guardia — ha messo la povera donna di fronte ad una classica offerta che non si può rifiutare: se vuoi che ricoveriamo tuo figlio in un ospedale decente devi “declarar”. Se mai dovesse esserci un processo per la morte di Zapata, quel video — un’ovvia ricerca d’alibi — sarebbe una prova d’accusa, non di difesa. Comunque sia, se davvero qualcuno vuol perdere il suo tempo per conoscere il “pensiero di Cavallini” può andarsi a leggere quest’articolo — http://2americhe.com/pezzi/CUBA__quemuerazapata.html. Ci sono tutti i link necessari per considerare tutte le opinioni. Dall’articolo di Ubieta Gomez sul Granma, alla riflessione del companero Fidel, al servizio completo trasmesso dalla tv cubana (nel quale si può vedere anche il video della madre di Zapata). Giù giù fino al patetico intervento di Alessandra Riccio sulla rivista di Gianni Minà.
la tua scontatissima conclusione sul video avrei già potuta scriverla nel mio post, da tanto che sei prevedibile su tutto quello che Cuba mostra, e lasciarti dormire qualche ora in più in quel di Miami.
C’è la possibilità di vedere il video, farsi una propria idea e valutare se le tue affermazioni sulla “mancata adeguata assistenza” sono frutto di fonti inadeguate o se sei solamente in malafede.
Rossignoli, io credo che, per farsi davvero un’idea, vadano visti tutti i video e valutate tutte le fonti. E credo anche che vada usata la logica. Di dichiarazioni in video e scritte della madre di Zapata ce ne sono molte. E tutte — tranne quella presentata dal governo e risalente ai giorni in cui, ormai in fin di vita, Orlando veniva trasferito all’ospedale Almejiera (quello di lusso dove si curano i capoccia cubani e gli stranieri che pagano in dollari) — dicono una cosa riassumibile in questo semplice concetto: “Mio figlio è stato torturato ed ucciso”. Mi chiedo: la madre di Zapata ha mentito sempre, o ha mentito una sola volta? Ha mentito sempre sotto la pressione dei dissidenti, della Cia, della mafia di Miami e via elencando, o ha mentito una sola volta, quando aveva davanti a sé le telecamere d’un governo dalle cui decisioni dipendeva la vita del figlio? Lasciamo che ciascuno risponda secondo coscienza a questo quesito. E lasciamo che ciascuno giudichi secondo coscienza il tentativo del governo di far passare per “delinquente comune” quello che Amnesty International — molto rigorosa nei suoi criteri di valutazione — considerava invece un prigioniero di coscienza. A me personalmente, resta un solo dubbio; era più infame il silenzio dietro il quale le autorità cubane erano solite coprire fatti come quello di Zapata, o è più infame — come avvenuto in questo caso — la pubblica denigrazione della vittima di turno?
Tra le tante cose del video, la madre del povero Zapata, quando dichiara che il governo ha fatto di tutto per curare e salvare il figlio, non sa di essere ripresa dal video, si vede benissimo dalle inquadrature e tu, con la tua esperienza di ex giornalista dell’unità, non dovresti nemmeno metterlo in dubbio.
Nella telefonata al programma televisivo di Miami, in diretta o no che sia, dichiara che le autorità hanno persino un rene pronto (immagino artificiale) e questa telefonata non è stata prodotta dalle autorità cubane ma dall’emmittente.
Il povero Zapata, è stato abbandonato da quella “dissidenza” che invece di convincerlo a desistere, ha volutamente cercato in lui, un martire da mostrare al mondo. Questa è la parte più infame della storia, e infami sono quelli che continuano a utilizzare questa triste vicenda per la meschina aggressione verso le autorità cubane, negando l’evidenza che hanno fatto di tutto per salvarlo.
Il governo cubano, conoscendo la qualità etica e morale che vi contraddistingue, si deve dotare di questi strumenti e di queste testimonianze per rispondere alla montagna di infami calunnie che in pochi minuti riversate in tutti i mezzi di comunicazione del mondo, mostrandovi per quello che siete…
Vedi Rossignoli, la tua difesa estrema, alla dittatura castrista, ti fa perdere di vista i veri motivi, del gesto. Conta poco, di cosa ha detto la madre, con camera nascosta– chissà perchè usare questi metodi tristi-davanti ai medici con figlio morente a pochi metri.Ed è altrettanto triste constatare che lo sciopero della fame sia una soluzione così estrema e anche l’unica forma di protesta nelle mani di questi detenuti, essendo del tutto impossibile riuscire a ottenere una vittoria in fase processuale” .
Insomma, anche a livello internazionale la morte di Zapata ha lasciato il segno. Forse, anche i più vicini a Cuba questa volta non hanno digerito il modo in cui è stata gestita la questione Zapata, tanto meno hanno condiviso i modi con cui le autorità dell’Havana hanno fatto svolgere le esequie dell’uomo. Perchè di un uomo si tratta, indipendentemente dalle sue idee politiche. E c’è polemica anche per i commenti delle autorità dell’Havana. “Raul Castro ha detto che per quanto fosse dispiaciuto quella di Zapata era stata una morte ascrivibile alle responsabilità degli Stati Uniti. Insomma, c’è sempre nelle autorità cubane questa idea fissa di confronto con Washington. Dall’Havana hanno detto: è colpa degli Usa se Zapata è morto. Noi non abbiamo mai torturato come invece è avvenuto a Guantanamo. E continuano a ripeterlo. Questo modo di rispondere aggirando il problema come fai tu Rossignoli, equivale a non rispondere. Quello che invece bisognerebbe fare, almeno quello che sostiene A.I, è quello di avviare immediatamente un’inchiesta sulla morte di Orlando Zapata e poi, l’unico modo che c’è per mettere fine agli scioperi della fame è quello di liberare tutti i detenuti politici”.
credo che sull’argomento si sia detto tutto ciò che si poteva dire. Il resto sono solo ripetizioni.