Annalisa Melandri



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Madame Betancourt, che magnifica delusione!

Ingrid Betancourt a Torino

Mi informano che Ingrid  Betancourt ha tenuto la settimana scorsa un incontro pubblico a Terni, dove ha ritirato il “Premio San Valentino un anno d’amore” 2009. Ha parlato di tante belle cose, poco o niente di Colombia. Poi rispetto alla liberazione delle altre persone sequestrate, ha citato la vicenda di Aung San Suu Ki e quella del caporale israeliano Gilad Shalit. Senza aggiungere nessun’altra parola, su Gaza, sui bambini massacrati (almeno loro…) sulla guerra. Niente di niente. Liberate il caporale Gilad Shalit…
Qui di seguito invece le le impressioni di un amico dell’incontro con Ingrid Betancourt  di sabato 24 gennaio scorso all’Arsenale della Pace di Torino.

di Riccardo Gavioso

Ieri al Sermig eravamo in molti desiderosi d’incontrare Ingrid Betancourt. E per sentirla parlare, vederla finalmente sorridere e provare l’emozione d’incrociare quel suo sguardo così forte e diretto, ci siamo sobbarcati qualche inevitabile disagio.

Abbiamo dovuto far buon orecchio alla cattiva sorte, e sorbirci i tanti che la circondavano sul palco, e che, escluso il padrone di casa, Ernesto Olivero, non avevano nulla da dire, ma lo hanno fatto con sfoggio di tanta impeccabile quanto insignificante eloquenza. Abbiamo dovuto apprendere dal vice di Bondi che era ansioso di correre a casa dalla consorte per raccontale le mirabilie udite con i suoi occhi, senza poterci togliere la curiosità se, come il suo superiore, era uso scrivere rime poetiche per magnificare, oltre alla sua, anche la Signora Veronica Lario in Berlusconi. Abbiamo dovuto aspettare che nelle prime tre file si accomodasse la “Torino che Conta”, e che con la storia della Betancourt c’entrava come un trapano Black&Decker in una natura morta fiamminga.

Io non conto, e ho atteso pazientemente in quarta fila.

Finalmente è venuto il turno di Ingid che, alternando meravigliose parole in spagnolo e francese, spesso interrotta da applausi spontanei, tra considerazioni filosofiche sul valore della sofferenza, sul significato cristiano del cambiamento e sulle parabole che meglio lo rappresentano, ha raggiunto la fine del discorso senza che una sola volta il termine Colombia facesse capolino, tanto per riportare il significato della vita sulla terra in generale, e in particolare su quella per cui si è battuta politicamente fino a rischiare la vita. In definitiva chi avesse voluto apprendere qualcosa della situazione della Colombia, presente e passata, poteva avere miglior sorte all’interno di un’agenzia di viaggi.

La possibilità di interloquire non era prevista. Forse nel timore che qualcuno potesse sottrarre parte del pubblico dall’empireo in cui commosso si lasciava cullare: cosa non bella, ammettiamolo, ma certamente utile. Quindi la domanda che avrei voluto porre a Ingrid Betancourt, la porrò pubblicamente ora:

“Negli ultimi cinquant’anni delle enormi e vergognose ingiustizie sono state humus ideale per la violenza. Numerosi gruppi hanno scelto la lotta armata come sistema di lotta, a volte travolti da una follia che faceva sembrare la scia di sangue che si lasciavano dietro più il fine che non il mezzo. Molti hanno operato in Sudamerica e in America Centrale, diversi in altri continenti e alcuni nel cuore dell’Europa. Se in Colombia nascevano le FARC, noi imparavamo a conoscere le Brigate Rosse, la banda Bader Meinhoff, l’Esercito Repubblicano Irlandese, l’ETA. Ora, lei non crede che lottare contro la violenza lasciando che permangano inalterate le cause che l’hanno generata, sia inutile come estirpare una mala erba lasciando le radici nel terreno? E soprattutto non crede che l’immensa forza mediatica che la sua vicenda ha catalizzato, vista la superficialità dei nostri mezzi d’informazione, rischi, ora che si è felicemente conclusa, di cancellare qualsiasi traccia di quelle ingiustizie e negare visibilità ai molti che ancora si trovano ad affrontare il dramma che è stato il suo per sei lunghissimi anni?”

Posted by on 29/01/2009.

Categories: America latina, Colombia, dblog

10 Responses

  1. All’incontro del Sermig con Ingrid Betancour c’eravamo anche noi di Nuova Colombia. Non eravamo prenotati quindi ultime file. Non che ci aspettassimo chissà quali discorsi da parte sua, ma che raccontasse passi del Vangelo e parabole (in cui tra l’altro si contraddiceva) per tutto il suo misero intervento, non ha fatto che confermare quello che da diverso tempo sosteniamo; non ha niente da dire.
    Al passargli la parola, ecco il solito minuto di silenzio in cui non trova le parole; il copione si ripete. Proprio perché eravamo in fondo alla sala abbiamo potuto notare di come diverse persone siano uscite anzitempo e molte altre neppure applaudivano. Probabilmente deluse dal fatto che della situazione colombiana non abbia nemmeno accennato, tranne che per dire che quando era detenuta dalle FARC era d’accordo con il governo Uribe, il quale “non poteva” trattare con i “terroristi” poiché la costituzione lo impediva.
    Ha anche avuto la bella faccia tosta di ringraziare il pubblico presente per la “conversazione”…in realtà è stata un’omelia!
    Colei che auspica e sostiene una vittoria militare sulla guerriglia, chiudendo qualsiasi strada ad un possibile dialogo di Pace, ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour per la tolleranza! All’uscita ci siamo permessi di avvicinarla per ricordagli i crimini che il governo del narcoparamilitare Uribe compie quotidianamente; le violazioni dei Diritti Umani, la mattanza dei sindacalisti e per ribadire che solo con un accordo umanitario tra le due parti belligeranti si potrà aprire una possibile strada alla soluzione del conflitto in corso. Lei è stata semplicemente muta, dimostrando la sua assoluta contrarietà al confronto e al dialogo.
    Bene ha fatto il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel a proporre come futura candidata di questo riconoscimento, la senatrice colombiana Piedad Córdoba che tanto ha fatto e tanto sta contribuendo per la Pace in Colombia. Madame Betancourt continua a chiedere il rilascio unilaterale di tutti quei prigionieri che più gradiscono le orecchie dei politicanti di turno, siano in Colombia o in Medio Oriente, ma per la Pace non ha fatto e non sta facendo assolutamente nulla, anzi tutto il contrario. Dei contadini sfollati, dei sindacalisti trucidati, degli oppositori politici e sociali nelle carceri tomba, degli indigeni massacrati, come delle centinaia di bambini massacrati da Israele non gliene importa un fico secco. Lei che sostiene che il sistema politico colombiano è corrotto, va a braccetto con i diplomatici paramilitari che presto dovranno rispondere dei crimini commessi, primo fra tutti quello di Roma.
    Quando finirà questo fenomeno mass mediatico sarà relegata nel dimenticatoio della Storia.

    by Andrea Nuova Colombia on gen 29, 2009 at 17:45

  2. Grazie Andrea, il tuo contributo è come sempre prezioso.

    by Annalisa on gen 29, 2009 at 19:18

  3. Non posso che concordare con il contributo e i commenti. Le cose che avevo da dire e dirle sono riuscito a dirle a Bologna, ottenendo una sua risposta all’apparenza umile, in realtà arrogante. Una sola considerazione: tre giorni dopo quell’incontro di dicembre a Bologna, la Betancourt dichiarò al mondo che si sarebbe ritirata, che si sarebbe presa un anno sabbatico per riflettere e per scrivere un libro. Non sarebbe stato meglio per tutti, e soprattutto per la Colombia, se avesse mantenuto il suo proposito?

    by guido on gen 30, 2009 at 00:56

  4. se danno il premio Nobel a questa signora allora vuol dire che siamo messi molto male
    mi chiedo quali siano i meriti umanitari che si vogliono dara a questa ennesima losca figura …

    by bischero on gen 30, 2009 at 20:54

  5. No existe desilusiôn. Paulatinamente comienza a extinguirse el “fuego mediâtico”, son otras las figuras que ocupan las primeras planas que acaparan la atenciôn de los periôdicos del sistema.
    En ese plano, emerge la autêntica Sra. Betancourt que representa a los intereses de las burguesîas latinoamericanas.
    No es contradictorio que un personaje que para muchos merece el Premio Nobel de la Paz se exponga en una publicidad comercial que, manipulando emociones promociona las ventas de sus automôviles?
    Sra. Betancourt, aproveche su minuto de fama, pasee del brazo de Carla Bruni,pose junto a Gorbachov, ore junto al Papa, sonrîa con Berlusconi y siga defendiendo a Uribe. Es su rol, su verdadera identidad.

    by Pedro on gen 31, 2009 at 10:24

  6. Mi pare di capire che in premio nobel sia stato conferito anche a Henry Kissinger, quindi nessuna contraddizione se venisse assegnato a questo fenomeno da baraccone che risponde al nome di Ingrid Betancourt…
    L´unico modo per estinguere la violenza é eliminare l´ingiustizia, ma in realtá a questi personaggi l´unica cosa che interessa é combattere la violenza degli oppressi favorendo la violenza degli oppressori, nascondendosi dietro parole suggestive quanto vuote. Quando il proletariato e i popoli si organizzano, in qualsiasi parte del mondo, e praticano la loro violenza tutti gli ipocriti e i conformisti sono subito pronti a ´condannare la violenza´, paravento per non condannare l´ingiustizia; la violenza, leggittima (se lo dice Craxi perché non possiamo dirlo anche noi…?) e sacrosanta praticata dalle organizzazioni combattenti e rivoluzionarie nel mondo é storicamente incommensurabile con quella genocida della borghesia imperialista. Basta vedere ció che é capace di fare l´entitá sionista, in una sola settimana. Paragonare questi genocidi imperialisti alle BR, all´ETA, all´IRA, alle FAR Libanese all´FPL Palestinese é una assoluta e grave mancanza di rispetto per questi ultimi.

    by Ciro on gen 31, 2009 at 16:31

  7. Chi si aspettava dalla Betancourt che utilizzasse la sua triste esperienza per fini di pace e giustizia sociale è servito. I borghesi, come dice splendidamente Pedro, come sempre difende esclusivamente i suoi interessi. Ed i media al loro servizio magnificano questi squallidi personaggi.

    by Eliolibre on feb 1, 2009 at 02:16

  8. beh un altra “utile i****a” .…

    Basta vedere ció che é capace di fare l´entitá sionista, in una sola settimana. Paragonare questi genocidi imperialisti alle BR, all´ETA, all´IRA, alle FAR Libanese all´FPL Palestinese é una assoluta e grave mancanza di rispetto per questi ultimi“
    quoto ciro ..esatto

    by fruentenord on feb 1, 2009 at 17:04

  9. Eh sí, pare proprio che Ingrid non dedicherá il resto della sua vita a fare o dire quello che alcuni dei commentatori volevano. Peccato — perché l’occasione era ghiotta. Ma… l’avrebbero fatta parlare? Saluti, Doppiafila

    by Doppiafila on feb 1, 2009 at 21:39

  10. ” Dei contadini sfollati, dei sindacalisti trucidati, degli oppositori politici e sociali nelle carceri tomba, degli indigeni massacrati… ” quanti in quella sala conoscevano qualcosa, a parte gli addetti ai lavori?
    L’informazione ha estrapolato la vicenda Betancourt dal suo contesto, e lei sembra essersi estrapolata da se stessa per trasformarsi in una ieratica ambasciatrice del nulla. E quando si omette di citare gli oppressi, inevitabilmente si fa il gioco degli oppressori.
    Un ringraziamento di cuore per aver offerto ospitalità alle mie parole. Per chi canta fuori dal coro è importante trovare uno spazio per farlo e scoprire che qualche voce è disposta ad unirsi alla sua.

    Riccardo

    by riccardo.gavioso on feb 2, 2009 at 11:22

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