Tu querida presencia…
27 commentiScritto il 9 ott 2007 | 27 commenti | | In: dblog, La memoria
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C'è chi usa la penna come un fucile al servizio di giustizia e verità e chi invece, come strumento di potere. E menzogna e falsità sono strumenti di potere. (AM)
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Reflexionando… La CELAC
Si bien Aram Aharonian, reconocido periodista fundador de TeleSur afirma que “hablar de una Comunidad de Estados Latinoamericanos y del Caribe significa comenzar a asumir la soberanía regional, dejando de lado el “proteccionismo” de Estados Unidos y Canadá, conscientes que las viejas recetas que nos impusieron desde hace 500 años solamente significaron dolor y penas para las grandes mayorías: exclusión social, pobreza, mientras los países centrales se quedaban con nuestros recursos naturales”...
Cuantos de nostros pueden estar seguros que la CELAC será un organismo continental capaz de acabar con estas mismas recetas, qué seguramente han cambiado de nombre (hace 500 años eran coloniales ahora son neoliberales, pasando por neocoloniales y liberales) pero que siguen empobreciendo America latina y el Caribe? Como será posible si algunos de los paises de la CELAC están completamente vinculados a estas politicas que sabemos lo que llevan es exclusión, privatizaciones, latifundios y agroindustria?(A.M)
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
Algunos temen que el reintegro a Petrocaribe sea la puerta par regresar al ALBA. Por todo eso, esos mismos hondureños sacaron su presidente Manuel Zelaya del país.
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HONDURAS
Tegucigalpa, Honduras (C-Libre).L'avvocato José Ricardo Rosales, è stato ucciso tre giorni dopo aver denunciato che la polizia della città di Tela (dipartimento di Atlántida, violava i diritti umani dei giovani:li picchiava e li torturava. Questo aveva dichiarato al quotidiano Diario Tiempo.
Secondo il capo della polizia di Tela, Héctor Turcios, martedì 17 gennaio alle 11.30 di mattina mentre Rosales stava salendo su un veicolo blu, targa PCT3029, e stato avvicinato da tre individui che gli hanno sparato e che poi sono fuggiti.________________________
Fuente: Comité por la Libre Expresión (C-Libre).
VENEZUELA/PROPOSTA PCV
FONTE: Tribuna Popular 1/2/2012
Il Partito Comunista del Venezuela nell’ambito dell’elaborazione della Legge Organica del Lavoro propone la riduzione della giornata lavorativa da 8 a 6 ore, come d’altra parte proposto a suo tempo dallo stesso presidente Hugo Chávez.
Pedro Eusse, del comitato direttivo del PCV afferma che si tratta di una proposta volta alla creazione di nuovi posti di lavoro ma formulata anche per permettere una qualità di vita superiore per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
La Commissione Presidenziale invece sta valutando la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero a 7 ore, proposta con la quale il PCV non si trova d’accordo così come ha discordanze sulle proposte economiche che il PCV considera peggiorative della condizione degli stessi lavoratori.
E’ previsto un incontro nazionale per il prossimo 25 febbraio con un gran numero di organizzazioni sindacali e di lavoratori e il 22 marzo una gran mobilitazione nazionale durante la quale le proposte per la Legge Organica del Lavoro verranno consegnate alla Presidenza della Repubblica.
CILENI ALL’ESTERO
Organizzazioni di cileni residenti in Spagna hanno lanciato un’appello per manifestare il prossimo 17 marzo in tutti i paesi in cui si trovino comunità organizzate di cileni, chiedendo ed esigendo il diritto al voto per tutti cileni residenti all’estero.
Contrariamente a molti latinoamericani che vivono e lavorano in altri paesi, ai quali tale diritto fondamentale, quello del voto appunto, e’ garantito da anni, i cileni, ancora dopo 22 anni dal ritorno della democrazia nel loro paese si vedono negato ancora oggi tale esercizio di partecipazione ed espressione politica da una costituzione antidemocratica che risale al 1980.
ECUADOR
La segreteria di pianificazione e l'Istituto di Statistica dell' Ecuador hanno reso noto che l'incidenza della povertà e' diminuita nel paese. Dal 33,% del 2010 è scesa al 28,6 a fine 2011. Almeno 651mila persone sono uscite dalla povertà nel 2011.
ARGENTINA
Il ministro degli esteri argentino, Héctor Timerman, risponde sdegnato alle dichiarazioni del primo ministro britannico David Cameron che nei giorni scorsi aveva accusato l’Argentina di essere un “paese colonialista” per le sue pretese sulle isole Malvine. Deve trattarsi del solito humor all’inglese visto che il Regno Unito é il paese colonialista per eccellenza...
“L’Argentina non solo non e’ colonialista ma e’ un paese anticolonialista” mentre il governo britannico “rappresenta la decadenza imperiale” ha detto Timerman
L’Argentina reclama la sovranita' sulle Malvine dal 1833 quando vennero occupate da truppe inglesi. La guerra del 1982 che causo' la morte di 255 soldati britannici e oltre 650 argentini vide la vittoria degli europei.
Le dichiarazioni di Cameron hanno causato anche proteste tra la popolazione argentina.
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Atene 6 dicembre 2008. Un poliziotto fredda con un colpo di pistola un ragazzo quindicenne, Alex. Grigoropoulos, che stava in piazza a guardare e non partecipava ad alcuna azione. Appena si diffonde la notizia decine di migliaia di giovani, di disoccupati di operai di medi — liceali — universitari, si riversano sulle piazze della capitale (Atene) a manifestare la propria collera contro l’assassinio e la ferocia poliziesca. Un’enorme ondata di proteste e manifestazioni investe le maggiori città della Grecia (Chania, Iraklio, Ioannina, Kozani, Komotini, Larissa, Patrasso, Salonicco, Velos). Vengono occupate scuole e il politecnico della capitale. Vengono erette barricate. I giovanissimi, dodicenni-quattordicenni, entrano in azione dappertutto. La sollevazione contro la mano dura della polizia è spontanea e generale. Ovunque cresce l’odio e la volontà di scontro contro le forze dell’ordine rimaste l’unico baluardo della cricca di governo capeggiata dal liberal-conservatore Costas Karamanlis. E le dimostrazioni di piazza sfociano in durissimi scontri con la polizia.
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DIRITTI UMANI NEWS
Buenos Aires (AP) Ottobre 2011 Un tribunale argentino ha condannato all’ergastolo 12 ex militari per crimini contro l’umanità commessi nella Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei principali e cruenti centri di detenzione dell’ultima dittatura (1976–1983).
Tra i condannati per gli 86 casi di sequestri, privazioni della libertà, torture, omicidi perpetrati contro dissidenti politici, si trova l’ex capitano di fregata Alfredo Astiz uno dei maggiori simboli della repressione militare e i militari della Marina in ritiro Jorge Acosta, Ricardo Cavallo, Jorge Radice e Antonio Pernias. Il processo, iniziato nel dicembre del 2009 è stato considerato come uno dei più importanti sulle violazioni dei diritti umani commesse contro la dittatura da parte dell’ultimo regime militare. Dall’ ESMA passarono circa 5mila detenuti, dei quali solo la metà sopravvissero.
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Credo del Che
Il Che Gesù Cristo
venne fatto prigioniero
dopo aver concluso il discorso sulla montagna
(con sottofondo il ticchettio dei mitragliatori)
da rangers boliviani ed ebrei
comandati da capi yankee-romani.
Lo condannarono scribi farisei revisionisti
il cui portavoce era Caifa-Monge (1)
mentre Ponzio Barrientos (2) trattava di lavarsi le mani
parlando in inglese militare
sulle spalle del popolo che masticava foglie di coca
senza nemmeno avere l’alternativa di un Barabba
(Giuda Iscariota era di quelli che disertarono dalla guerriglia
e indicarono la strada ai rangers)
Dopo collocarono a Cristo Guevara
una corona di spine e una tunica da pazzo
e gli appesero al collo un cartello come burla
INRI : Istigatore Naturale della Ribellione degli Infelici
Poi gli fecero caricare la sua croce sopra la sua asma
e lo crocifissero con raffiche di M-2
e gli tagliarono la testa e le mani
e bruciarono tutto il resto affinché le ceneri
sparissero con il vento
Dopo di che non gli è rimasto al Ché altra strada
se non quella di resuscitare
e restare alla sinistra degli uomini
esigendo loro di affrettare il passo
per i secoli dei secoli
Amen.
Roque Dalton (poeta guerrigliero morto nel Salvador)
(1)Mario Monje, segretario del partito comunista boliviano che promise e non mantenne l’appoggio al Ché
(2)René Barrientos, generale, dittatore della Bolivia dal ’64 al ’69
Azor, quella che hai riportato è, di gran lunga, la più brutta delle poesie scritte da Roque Dalton. Pesante, retorica, penosamente stiracchiata nel suo parallelo tra la passione di Cristo e quella del Che. Né mi pare che la tua traduzione (se è tua) abbia molto contribuito a migliorarla. Insomma, non mi sembra che tu abbia reso un grande servizio né ad uno dei poeti che più amo, né alla memoria del Che, personaggio che ammiro molto e che ritengo molto migliore del mito politico e commerciale creato (spesso per gretti fini di conservazione politica, come a Cuba) attorno alla sua imagine. Credo inoltre che avresti dovuto anche ricordare come è morto il “poeta guerrigliero” Roque Dalton: fucilato dai suoi compagni perchè formalmente ritenuto, sulla base d’un superformale processo, un agente della Cia. In realtà perché troppo libero ed indipendente nel suo pensare. Chissà che il modo migliore per commemorare i 40 anni della morte del Che non sia proprio questo: rammentare il lato tenebroso della Guerra di guerriglia.
Sigh, sob!
Il “modo migliorre per commemorare i 40 anni della morte del Che” è quello di portare avanti le sue idee e sostenere tutti quei movimenti che lottano per l’autodeterminazione e l’impendependenza dei popoli. Sopratutto dalla criminale aggressione neoliberale che affama gran parte dell’umanità. Come ha insegnato Cuba che grazie a quegli ideali resiste da quasi 50 anni alla brutalità dell’impero. Poi qualcuno con pochi scrupoli chiama tutto questo “gretti fini di conservazione politica” in perfetta linea con la propaganda tanto potente quanto miserevole dei nostri mezzi d’informazione. Per fortuna che i popoli latinoamericani, e non solo, hanno capito l’imbroglio e stanno seguendo l’esempio cubano. Lasciamo gli ipocriti al loro triste destino e sosteniamo con forza questi straordinari cambiamenti che soli possono portare il mondo fuori dal tremendo tunnel dove è stato cacciato.
Seremos como el Che.
Hasta la victoria siempre!!!!!!!
Lascia perdere Eliolibre, sei troppo avanti con gli anni per metterti a recitare le filastrocche dei “pioneritos”
la traduzione e’ di Antonio Porta e mia, del 1970. Rispetto le opinioni. Se non ti piace, pazienza.
La storia di Roque Dalton e’ stata raccontata da Pino Cacucci e riportata da me nel blog dopo tantissimi anni.
“Lato tenebroso della guerra di guerriglia”. Non so quante battaglie hai fatto. Tenebroso e il potente;tenebroso e’ il metodo della Cia nello spargere merda sulle intelligenze ribelli e quindi pericolose.
Rispondo a un nome che non ha indirizzo elettronico ne’ una pagina: al nulla.
Nella vita bisogna avere il coraggio di dare la faccia senza rimanere nelle tenebre.
saluti dall’Uruguay
Adele Schmidt, nata a Lima, Perù, il 6 aprile 1952. Cittadinanza: italiana e statunitense. Professione: insegnante. Sposata con tre figli (due maschi e una femmina). Attualmente vivo a Chicago, 372 North Lakeshore Drive. Tel. 773 –4728339 e mail: adeschmidt
hotmail
com.
Esco dalle tenebre per ricordare a te – audacemente nascosto dietro il buffo nomignolo di Azor – due cose. La prima: ad uccidere Roque Dalton sono stati i suoi compagni dell’ERP, non la Cia. E non si e trattato d’un gesto propriamente “luminoso”. La seconda: sono certa che se il Che fosse sopravvissuto avrebbe usato parole di fuoco contro gli imbecilli che, incapaci di apprendere le lezioni del passato (inclusa quella del fallimento della lotta armata e dei suoi altissimi costi umani), continuano a rimuginare vecchi slogan (ed a tradurre con i piedi orribili poesie). Ogni riferimento a partecipanti a questo dibattito è puramente casuale.
Per Adele , quelli che tu chiami “filastrocche dei pionieritos” io li chiamo IDEALI , e gli ideali non non solo non invecchiano , ma possono , anzi direi devono , essere portati indipendentemente dall’età che abbiamo. Trovo curioso poi che tu parli degli altissimi costi umani della lotta armata da un paese che esporta “pacificamente” la democrazia.
C’è molta presunzione nel dire di essere certi di sapere quello che il Che avrebbe detto se fosse sopravvissuto.…se così la vogliamo mettere io sono certa di sapere che avrebbe usato parole di fuoco contro quelli che ipotizzano sarebbe stato il suo pensiero dopo 40 anni, contro quelli che giudicano la storia di 50 anni fa con il metro di oggi e, vista la sua trasparenza (come dice anche una filastrocca dei pionieritos) avrebbe altresì usato parole di fuoco contro quelli che trasparenti non sono davvero e che dall’alto dei loro pulpiti si permettono di offendere e calunniare il prossimo con arroganza.
Ah! ogni riferimento a partecipanti a questo dibattito è puramente casuale.
Tutti in classe bambini, che è arrivata Suor Annalisa e comincia l’ora di catechismo. E ricordatevi: non giudicate con gli occhi di oggi quello che è successo ieri. Qui quelle che Marx chiamava le lezioni della storia non contano nulla. Qui si insegna religione.
“Adele Schmidt, nata a Lima, Perù, il 6 aprile 1952. Cittadinanza: italiana e statunitense. Professione: insegnante. Sposata con tre figli (due maschi e una femmina). Attualmente vivo a Chicago, 372 North Lakeshore Drive. Tel. 773 –4728339 e mail: adeschmidt
hotmail
com.”, lascia perdere tu, che sei più avanti con gli anni di me, spratutto in quanto a sprito. Gli IDEALI che hanno accompagnato fortunatamente la mia esistenza fin dall’infanzia mi faranno sentire giovanissimo anche quando avrò cent’anni. Ma vecchie sono sopratutto le tue idee e il tuo miserevole allinarti sulle posizione del pensiero dominante che è la causa principale della drammatica situazione in cui il mondo si sta dibattendo. Io penso che più che i cialtroni che dominano il mondo, colpevoli siano coloro che li difendono. Quanto ai pioneros, faresti bene ad informarti, potresti renderti conto del perchè a Cuba si studia e si cresce in allegria mentre nel “paese più libero e democratico del mondo” dove tu hai scelto di sopravvivere, si ammazzano a pistolettate ormai con cadenza quatidiana. Basterebbe solo questo per capire quali sono gli amici ed nemici dell’umanità. Ma non tutti hanno l’eta per capirlo.…
Buena suerte
Adele, non sei serena. Capisco che essere italo nordamericana non aiuta ad un “desenvolvimiento”. Da quello che scrivi escono fuori molte cose. La prima e’ la distrazione. Si, perche’ sarebbe bastato aprire il mio blog per vedere la mia foto vera e cliccandoci sopra le foto anche della mia famiglia. Se non l’hai fatto e’per negligenza. Non hai letto la storia di Dalton nel mio blog firmata da Pino Cacucci. Controlla. Basta leggere le cazzate diffuse dalla Cia e troverai la testimonianza di quei guerriglieri che per ignoranza si lasciarono trascinare dalle voci messe in giro apposta e credettero che Roque fosse un traditore. Leggi, donna, leggi. Documentati meglio. Il mio nome non te lo do perche’ non ho bisogno di pubblicita’. Sono piu’ vecchio di te e molto piu’ navigato. Non capisco l’accanimento contro una poesia che non ti piace e soprattutto ” el cuestionamento” della traduzione. Che hai da dire, con quale autorita’ ti permetti di fare affermazioni. Per quante case editrici hai lavorato. Persino le due insegnanti italo nordamericane che al dipartimento di stato insegnano italiano ai diplomatici ed ai funzionari del governo che vengono inviati in Italia non hanno avuto nulla da eccepire.
Infine l’aria, cara Adele. Troppa aria, l’insegnante che da’ lezioni. Somigli molto ad un lettore di spagnolo peruviano dell’universita’ di Palermo che assistete una sera al film di Marco Bechis “Garage Olimpio” sulla dittatura in Argentina e sull’episodio di una ragazza che colloca una bomba sotto il letto di un torturatore che alla fine salta in aria. Ai miei applausi il peruviano si alzo’ e fece un discorso uguale al tuo difendendo “la legge”. Ma venne fischiato dalla platea.
Non c’e’ cosa peggiore che nascere in un paese povero e dignitoso, ricco di storia e di tradizioni e poi finire a vivere nel cuore dell’impero.O in paese del primo mondo, dimenticando le proprie origini. Kapunscisky ha ragione quando scrive che il mondo, l’umanita’,
SEGUE/ l’umanita’, non va avanti, costretta a ripetere come un circolo determinate fasi della storia a causa del provincialismo imperante. Basta riconoscerlo. Adele
Sempre un saluto da montevideo. E lascia perdere il catechismo. Era uno slogan anticomunista usato dai democristiani. Che non fa onore ad una professoressa.
un saluto da Montevideo
…Professoressa di che?!!! di applicazioni tecniche!!!??
A proposito di catechismo, l’unica vera monachella sei tu Suor Adele Schmidt, insegni in scuole, dove sicuramente tu ne sei tra i promotori, é vietato abbracciarsi fra studenti,pena l’espulsione da scuola.
E con questo tuo animo sensibile avresti la pretesa di commentare poesie?? Adele ritorna nelle tenebre la luce ti fà male.Sei solamente un’agitprop.
Non prendo neppure in considerazione la tua analisi sulle presunte ragioni geopolitiche della mia mancanza di serenità (che considero vere e proprie stupidaggini), e vengo al dunque. L’articolo di Pino Cacucci – che con molta difficoltà ho trovato nel tuo blog, lo avevo già letto (mi pare in un blog della Feltrinelli). Ed avevo letto anche Paco Taibo II. Analisi interessanti, ma insufficienti. La verità è che l’esecuzione di Dalton fu sì un’aberrazione, ma solo per il livello del personaggio fatto fuori. Perché, caro Azor, è così che si fa la lotta armata. Basta un sospetto di tradimento per essere condannati a morte. Ed a decidere la morte di Dalton – come molto onestamente ha spiegato Joaquin Villalobos in un’intervista rilasciata per l’Excelsior al figlio del poeta – fu decisa non da “ottusi guerriglieri che avevano ricevuto indizi messi in giro ad arte dalla Cia”, ma dall’intera direzione dell’ERP. Vai a leggerti – se già non l’hai fatto – quello che scrisse Che Guevara nei suoi diari della Sierra, laddove descrive, con molto onesta brutalità, come e perché sparò un colpo alla testa ad Eutimio Guerra. E, se ti è rimasta un minimo d’onestà intellettuale, non potrai che giungere ad una conclusione: date le medesime circostanze, il Che non avrebbe esitato ad uccidere Dalton. Io (posso ovviamente sbagliarmi) credo anche che il Che, fosse sopravvissuto, avrebbe avuto il coraggio di guardare indietro e di analizzare quello che io, suscitando lo scandalo degli ipocriti, ho chiamato “il lato tenebroso della Guerra di guerriglia”. Tu questo coraggio non ce l’hai e, come diceva don Abbondio, non te lo puoi dare. Ma piantala almeno di nasconderti dietro la reorica di brutte poesie.
Adele, ma piantala per favore con questo “lato tenebroso della guerra di guerriglia”, mica hai scoperto la pietra filosofale.…ogni guerra, e così anche la guerra di guerriglia hanno lati oscuri e con questo? Ci sono “democrazie” piene di lati oscuri ancora oggi.., questo ti basta per criticare 40 anni dopo Che Guevara e trovargli delle colpe? Non hai suscitato scandalo, semplicemente hai fatto ridere!! Che Guevara sicuramente avrebbe fatto fucilare Dalton y entonces? questo basta a condannare una guerra di guerriglia contro una dittatura? una guerra di guerriglia combattuta per liberare un popolo? secondo me no e ora vediamo quanti sono gli ipocriti che si scandalizzerano. Comodo, semplice e puerile giudicare una rivoluzione seduti in poltrona 50 anni dopo..
Y entonces? Mi ricordo che così, quando – un secolo fa– per un anno lavorai in un scuola elementare di Oaxaca, mi rispondevano i bambini che, colti per qualche motivo in fallo, veniovano infine posti di fronte all’evidenza. Ed anche a te risponderò come rispondevo a loro. La risposta, cara Annalisa, te la devi dare da sola. Magari partendo dal presupposto che, se è facile è criticare stando in poltrona una rivoluzione fallita combattuta 50 anni or sono, ancor più facile e puerile è esaltarla — o fingere di ricombatterla declamando poesie — spaparanzata sul sofa. Il Che te ne avrebbe dette di tutti i colori.
Va bene Adele …raccontaci di questo famoso “Diari del Che nella Sierra”.
Vediamo fin dove ti spingi raccontando balle.
Mi permetto di intervenire nella discussione perchè ho messo questa poesia nel mio blog per ricordare Ernesto Che Guevara. Posso riconoscere che non è delle migliori di Roque Dalton in senso poetico, è però una testimonianza forte di come il potere si sbarazza di tutti, compreso Gesù Cristo, coloro che si oppongono. La figura del Che è stata strumentalizzata in vari modi, commercializzata messa sulle magliette e sulle assi dei cessi, cionostante rimane l’esempio estremo di sacrificio per una causa giusta ad oltranza contro le ingiustizie. Non era un teorico ma un guerrigliero passionale che ha combattuto con i mezzi propri e i soli consentiti contro una dittatura
nelle condizioni date. Cercare oggi i suoi errori, o ipotizzare ciò che avrebbe fatto o detto è stupido,
inutile e fazioso. Diventa avvalorare le ragioni del potere, oltrettutto prendendo a pretesto una ben o mal tradotta poesia.Ma vogliamo scherzare. Qui ci si nasconde dietro a un dito per non dire veramente la propria posizione politica tirando in causa pure Marx e la sua visione della storia.
Prof.ssa Adele (o chi si nasconde dietro il suo nome), qualcosa non torna. A parte la lezione speciosa sulle tenebre delle quali non me ne fotte un cavolo e delle sue visioni a senso unico (brutte poesie le mie scelte appunto solo di poeti ribelli non forzatamente guerriglieri)non riuscira’ a scomodarmi.
Cosa vuole dimostrarmi, che la guerriglia non e’ perfetta. Lo so. Che il Che diede ordine di non toccare la Tania/Tamara perche’ lui avrebbe ucciso chiunque? Lo so. Mi vuoi spiegare come si fa la lotta armata. Mmm! Ne sai qualche cosa? E’ una schifezza ? L’hai provata? O stai dall’altra parte, tra gli ex ? Che sono tutti coraggiosi come i bravi di don Rodrigo ? Cosi mi pare. Tutta questa messinscena e’ inutile. Vecchia trovata per provocare ire o reazioni. Ecco, reazioni. Ed ora gradirei salutarti con un affettuoso V a f f a n c u l o grillesco esteso a tutti i tuoi colleghi e amici neocons.
Dal quartier generale dell’Opus Dei, del Sovrano Militare Ordine di Malta, della rinnovata R.: L.: Propaganda due, del gruppo CAUSA del reverendo Moon, dalle famiglie della Westminster Bank di Londra, tutti miei vicini di casa, anzi di villa e di magione un altro sonoro pernacchio questa volta fascistissimo.
Applausi da Miami in su.
Mi querida Annalisa:
Ni el capitalismo ha terminado con el mito del che, a cuarenta años, los ideales de Ernesto Guevara siguen latente ante la falta de verdaderos líderes sociales, desprendidos de las cosas materiales…
Un abrazo otoñal, salpicado de nostagia cubana, argentina y mexicana.
Besos, monique.
Chiudiamola qui. Mi pare che oltre il molto arguto “y entonces?” di Annalisa ed il v********o grillesco di Azor (o di chi ci cela dietro questo nome) non vi sia che il vuoto pneumatico
Si Adele é meglio. Chiudila. Di “vuoto” sono piene le tue argomentazioni. Prenditi un Ritalin e rilassati.
Limpida e rinfrescata la luna brilla,
dopo il terribile temporale…’.
Tutto e finito com’e cominciato. Con una brutta poesia. Povero Che.
povero Che, no! Lui vivra’ nella storia tormentata di questo pianeta globalizzato. i poveri sono gli esseri inutili che gia’ non esistono in vita e non saranno ricordati da nessuno