Su Omero Ciai, La Repubblica e il Venezuela
7 commentiScritto il 8 lug 2007 | 7 commenti | | In: dblog, Dis-informazione/Des-información
Poiché questo sito si occupa di disinformazione, e poiché La Repubblica in questo è particolarmente esperta, vorrei segnalarvi alcuni articoli al riguardo apparsi negli ultimi giorni in vari siti:
La Patria Grande di Attilio Folliero
Quel birichino di Omero Ciai che scrive calunnie su Chávez, scopiazza gli articoli degli altri? (con scambio di mail tra Folliero e Ciai)
Altre storie di Giuseppe Galluccio
Lettera a Omero Ciai (e risposta di Omero Ciai)
Gennaro Carotenuto
7 commenti a “Su Omero Ciai, La Repubblica e il Venezuela”
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C'è chi usa la penna come un fucile al servizio di giustizia e verità e chi invece, come strumento di potere. E menzogna e falsità sono strumenti di potere. (AM)
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AGENDA LATINOAMERICANA E NON SOLO 16 MAGGIO
1981 assassinio del giornalista Edgar Castillo - Guatemala
1984 muore a seguito delle torture ricevute il medico Vladimir Roslik in Uruguay
1882: nasce Elin Wagner, scrittrice e pacifista svedese. Nei suoi scritti ricorrono frequentemente come soggetti l'emancipazione femminile, i diritti civili, la pace e la tutela dell'ambiente. È nota soprattutto per il suo attivismo nel movimento femminista per l'ottenimento del voto alle donne in Svezia e per aver fondato l'associazione “Radda Barnen”, la sezione svedese del movimento internazionale Save the Children.
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
Algunos temen que el reintegro a Petrocaribe sea la puerta par regresar al ALBA. Por todo eso, esos mismos hondureños sacaron su presidente Manuel Zelaya del país.
REFLEXIONANDO/PRIMERO DE MAYO REPUBLICA DOMINICANA
La fiesta de los trabajadores, ese altísimo momento de orgullo obrero, ese momento de reflexión respecto a los logros pero también a los retos, es el PRIMERO DE MAYO, el martes. Para conveniencia económica, con esa costumbre toda dominicana de mover las fiestas a según del fin de semana (favoreciendo los empresarios turísticos y los que desean tomar vacaciones largas, o sea los ricos) la fiesta sagrada del trabajo la han movido al lunes 30 de Abril. ¡Dominicanos, no se dejen robar la fiesta del trabajo, no dejen vaciar de contenido este momento histórico de lucha obrera!!!
"En lo relativo a la festividad del Día del Trabajo, que se celebra cada año el 1 de mayo, su carácter es no laborable, pero se traspasa el feriado para el lunes 30 de abril". (fuente periodico HOY) su caracter es NO LABORABLE pero... sobre ese pero no hay que ceder ...
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HONDURAS/ASSASSINATO MEMBRO DEL COPINH
Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras – COPINH
Il COPINH condanna il brutale assassinio perpetrato dalla polizia del giovane Santos Alberto Domínguez Benítez, compagno e membro della nostra organizzazione.
In questo primo di Maggio, giorno in cui si commemora la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo, il COPINH denuncia e condanna l'assassinio del compagno, membro della nostra organizzazione, Santos Alberto Domínguez Benítez per mano di membri della Polizia Nazionale assegnati al municipio di San Isidro, dipartimento di Intibucà.
Il compagno Santos Alberto era un membro attivo della nostra organizzazione e membro della comunità Lenca di San Bartolo, comunità che porta avanti un'incessante lotta contro le dighe, la privatizzazione di fiumi, e sta lottando per l' assegnazione del titolo di proprietà comunitaria delle sue terre ancestrali.
Santos Alberto, 24 anni, partecipò con molta energia e coraggio a numerose lotte della nostra organizzazione, in particolare quelle in difesa di fiumi, territorio e bosco, e si distingueva per il suo forte coinvolgimento nella vita della comunità.
La nostra organizzazione sostiene la comunità di San Bartolo, la signora Maria, madre di Santos Alberto, e la sua famiglia, nel processo giudiziario e di denuncia iniziato il giorno stesso: non siamo più disposti a permettere che la sua morte rimanga impunita, come succede con i numerosi crimini che avvengono per mano della polizia, istituzione che si è convertita in nemica del popolo Hondureño.
Attribuiamo alla polizia e al suo segretario di stato, Pompello Bonilla Reyes, la responsabilità dell' assassinio del nostro compagno indigeno.
Esigiamo dal pubblico ministero un' indagine esaustiva e imparziale per punire gli assassini.
Denunciamo all'opinione pubblica che, ancora una volta, la nostra organizzazione è stata colpita e continuano aggressioni e ostilità nei nostri confronti perché portiamo avanti la lotta in difesa dei territori, dei beni della natura e della cultura del popolo Lenca.
COLOMBIA-ATTENTATI
Fuente: Prensa Rural
Le autorità colombiane considerano possibile che gruppi paramilitari siano dietro l'esplosione a Bogotà che oggi ha causato la morte di 5 persone e ferite una trentina.L'attentato sarebbe stato compiuto per il mancato compimento di accordi nel processo di smobilitazione. Le AUC si considerano tradite dal governo di Alvaro Uribe.
L'attentato ha ucciso 5 membri della scorta di Fernando Londogno ex ministro del governo Uribe, che e' risultato ferito.
Al condenar el atentado, que deja un saldo preliminar de cinco muertos y una treintena de heridos, Santos manejó esa hipótesis en declaraciones a la prensa.
El hecho se registró en una zona concurrida de la capital colombiana, cuando estalló un artefacto explosivo al parecer al interior de un bus del servicio de transporte público, aunque ahora se menciona que fue lanzado desde una moto, por lo que el hecho es aún confuso.
Me acabo de enterar que a Londoño le hicieron un atentado, contra su vehículo blindado, afortunadamente está estable, pero desafortunadamente murieron su conductor y un agente de policía, que formaban parte de su esquema de seguridad, dijo el mandatario.
Londoño, según lo informado, se desplazaba por la zona donde ocurrió la explosión, en las inmediaciones del centro financiero de la capital.
En tanto fuentes militares señalaron que las investigaciones apuntan a que desde hace varios meses se venían haciendo un seguimiento detallado a las rutas de movilización del exministro.
La hipótesis que manejan las autoridades apunta a que se escogió este día para el atentado, a fin desviar la atención y se abriera la posibilidad de que el estallido estuviera asociado a protestas por la entrada en vigencia de un tratado de libre comercio con Estados Unidos.
Por otra parte, en otro incidente, esta mañana un carro bomba fue detectado en un barrio de Bogotá, al parecer dirigido a atentar contra una estación policial.
El general de la Policía Metropolitana, Luis Eduardo Martínez, precisó que el vehículo cargado con explosivos fue hallado en el barrio Eduardo Santos, en el centro de la capital.
Sobre este hecho las autoridades no descartan ahora que se tratara de un señuelo para desviar la atención de las autoridades, y atentar así contra Londoño.
lac/acl
BOLIVIA/NAZIONALIZZAZIONE
LA PAZ, 1 de mayo.— Il presidente Evo Morales ha scelto la data del 1 maggio per comunicare la nazionalizzazione delle azioni della Rete Elettrica Internazionale SAU, filiale della Rete Elettrica Spagnola. La decisione e' avvenuta tramite Decreto Supremo. Tale decisione ha detto Evo Morales rappresenta un riconoscimento ai lavoratori e al popolo boliviano che "ha lottato per il recupero delle Risorse Naturali e dei servizi basici" ricordando la nazionalizzazione nella stessa data degli idrocarburi, delle telecomunicazioni e delle centrali di energia elettrica . Conferma Evo Morales che la politica del suo governo e' diretta al recupero del contrpollo dei settori strategici del paese. Fonte Granma
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USA INVIERANNO VETERANI STATUNITESI DI IRAQ E AFGHANISTAN IN COLOMBIA
Il Pentagono ha annunciato che invierà in Colombia comandati di brigata statunitensi che hanno combattuto in Afghanistan e Iraq, paesi invasi e occupati dagli Stati Uniti rispettivamente nel 2001 e nel 2003.
La notizia è stata diffusa dall'Agenzia di Stampa delle Forze Armate; l'intervento servirà a intensificare la guerra contro-insorgente contro il popolo colombiano e la guerriglia rivoluzionaria delle FARC, e naturalmente a potenziare la
presenza imperialista in Colombia, pericolosa piattaforma di aggressione nei confronti dei paesi della regione non allineati a Washington, e tutt’altro che incidentalmente si dislocherà in gran misura lungo la linea di confine con il Venezuela.
L'annuncio è stato dato dal Comandante dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, il generale Martin Dempsey, che, al termine della sua visita in Colombia, ha affermato che i comandanti di brigata reduci dalle guerre in Medio Oriente “condivideranno le proprie conoscenze” con le Forze Armate colombiane; l'obiettivo dichiarato sarebbe nientemeno che dimezzare le capacità militari delle FARC in due anni.
(Fonte Associazione nazionale Nuova Colombia)
CUBA/CIA WHO’ S WHO
Il libro CIA Who´s Who, di Néstor García Iturbe, contiene, in ordine alfabetico, e aggiornato fino al 2010, i nomi e ogni riferimento su quelli che lavorano per la CIA e altre agenzie di intelligence.
PERU’
Nella zona del VRAE recrudescenza degli scontri tra guerriglia ed esercito e polizia. Locali denunciano che ci sono numerosi sfollati e addirittura persone scomparse delle quali le famiglie non hanno più notizie a causa dei forti bombardamenti dell'esercito e della polizia effettuati senza nessuna considerazione della popolazione civile. “La polizia ci accusa di essere complici. E' per questo che siamo venuti a Kiteni. Dicono che conviviamo con loro (terroristi)" denunció Rolando González.
COLOMBIA / UCCISO SINDACALISTA
E’ stato assasinato venerdì scorso, 27 febbraio, nel municipio di Florida, Dipartamento del Valle del Cauca (Colombia) DANIEL AGUIRRE, segretario generale di SINALCORTEROS, sindacato dei tagliatori della canna da zucchero.
Ha organizzato tale sindacato fin dal principio e ha contribuito al suo consolidamento negli anni successivi, organizzando scioperi e un importante lavoro informativo. E’ stato un attivista importante contro il TLC.
HONDURAS UCCISO GIORNALISTA
Red Morazánica de Información
Tegucigalpa. 8 Maggio 2012. In un fosso, con segnali di strangolamento e percosse e' stato incontrato il corpo senza vita del giornalista e difensore dei diritti umani, Erik Alexander Martínez Avila (32), che era un attivo militante del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, del Partito Libre e portavoce dell' Asociación Kukulcán.
La pagina della Commissione Nazionale dei Diritti Umani (Repubblica Dominicana)
- Entierro de la corrupción en El Seibo 04/05/2012COMISION NACIONAL DE LOS DERECHOS HUMANOS INC, CNDH. Provincia El Seibo, R.D. NOTA DE PRENSA Mañana sábado 5 de mayo en la Ciudad de El Seibo a las 3:00 de la tarde se llevará a cabo el entierro de la Corrupción Municipal, será realizado en el redondel o barrera donde se efectúan las corridas de […]
- Años de construcción de las cárceles de la República Dominicana y situación carcelaria 31/03/2012Fuente: Procuraduría General de la República #Ref Cárcel Año Construcción 1 Azua 1940 2 Baní 1981 3 Barahona 155 4 Cotuí 1932-1989 5 Dajabón 1943 6 El Seybo 1958 7 Elías Piña 1945 8 Higuey 1986 9 Jimaní 1944 10 Km 15 de Azua 1996 11 La Romana 1955 12 La Vega 1951 13 La Victoria […]
- Tras muerte de reos remueven a jefes de cárcel en La Romana 31/03/2012Fuente: Listin Diario Manuel A. Vega, Ricardo Santana y Willian Estévez La Romana Tras los asesinatos con arma blanca de dos reos en menos de 72 horas en la cárcel Santa Rosa de Lima, en La Romana, las autoridades judiciales y la Dirección de Prisiones anunciaron ayer el traslado de los jefes militares del penal. […]
- Campo de batalla en Villa Cristal Higuey 31/03/2012Fuente: HDR Noticias En el Sector Villa Cristal de Higuey, los moradores de ese lugar se quejan por el estado en sosobra que viven, ya que la Policía llega a desalojar unos “Supesto Invasores de Terrenos” haciendo disparos al aire sin pensar en las consecuencias que pueda traer con una bala perdida. Como lo es […]
- Muerto en la fortaleza Santa Rosa de Lima de La Romana 31/03/2012[…]
MEMORIA
16 maggio 1984 –Vladimir Roslik
Médico, casado, con un hijo, oriundo de San Javier (colonia rusa en el litoral oriente del Uruguay), murió a consecuencias de las torturas recibidas en el cuartel de Fray Bentos. Roslik había sido detenido en un procedimiento realizado en San Javier en 1980, por el cual estuvo detenido un año en el EMR 1.
El 15 de abril de 1984 fue detenido con otras seis personas en otro operativo en San Javier y en la madrugada del día siguiente le avisaron a su esposa que tenía que retirar su cuerpo del hospital de Fray Bentos. El certificado de defunción establecía como causa de la muerte “paro cardíaco-respiratorio”. El cadáver fue sometido a dos autopsias, una en la morgue de Fray Bentos dispuesta por autoridades militares y sin el consentimiento de sus familiares, y la otra en la morgue de Paysandú, ordenada por el Juez de lo Penal de esa ciudad y a pedido de su esposa. En la segunda autopsia participaron cuatro médicos y se labró un acta, cuyo contenido tardó en ser difundido.
Finalmente se reveló que la causa de la muerte fue anemia aguda y signos de asfixia. De acuerdo a la opinión de diversos facultativos intervinientes en el caso, la anemia aguda se produjo por la hemorragia interna originada por la magnitud de golpes recibidos. Los signos de asfixia son consecuencia del impedimento prolongado y artificial de la función respiratoria. El cuerpo presentaba, además, numerosos hematomas en varias partes, siendo especialmente notorias las marcas en el torso, habiendo signos de violencia en extremidades inferiores y en el rostro.
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DIRITTI UMANI NEWS
05 de marzo de 2012, Ginebra, La Alta Comisionada de la ONU para los Derechos Humanos, Navenethem Pillay, recibió hoy aquí a Adriana Pérez, esposa de Gerardo Hernández, uno de los antiterroristas cubanos presos injustamente en Estados Unidos.
Adriana Pérez planteó a la Alta Comisionada la necesidad de que ese organismo interceda de manera directa a favor de la moción solicitada por la defensa de René González para que se le permita viajar a Cuba a visitar a su hermano, quien se encuentra gravemente enfermo.
EVENTOS
Roma – 29 marzo ore 17.30, via degli Ausoni 49 (San Lorenzo)
FIGLI DELLA STESSA TERRA
Dignità del lavoro agricolo e solidarietà internazionale
Incontro con Josè Luis Rodrigues “Patrola” — Movimento Sem Terra/Via Campesina — Brasile
Willot Joseph FDDPA Haiti
Un bracciante immigrato di Nardò — Puglia/Italia
En español
- Los comunicados de las FARC respecto a Roméo Langlois: hay mal aroma…
- Dante Castro Arrasco, Pedro Mir, Juan Bosch y …yo
- !El Primero de Mayo por un nuevo Internacionalismo!
- ¡Con Narciso Isa Conde no pueden señores… resígnense!
- Carta a la embajada de Suecia en Italia respecto al caso de Joaquín Pérez Becerra
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Temo non fosse questo il tuo obiettivo nell’invitare i tuoi lettori a visitare quel lungo elenco di siti “anti-Ciai”, ma tutto quello che hai ottenuto, cara Annalisa, è solo questo: mostrare una volta di più il lato ossessivo, grottesco e, in ultima analisi, singolarmente disonesto della campagna contro il giornalista di Repubblica condotto dal tuo e da altri siti “latinoamericanisti” . Te lo scrivo, ovviamente ben conscio del rischio di espormi all’accusa di essere io stesso Omero Ciai, il che rappresenta, nel tuo blog, il più sanguinoso degli insulti. Perché ti dico questo? Per una ragione semplicissima: tutto il castello accusatorio contro il Ciai si basava, nell’articolo di Folliero – quello da cui ha preso lo spunto l’intero processo –, sul fatto che il Ciai, lungi dall’essersi di persona recato in quel di Barinas – paese natale di Hugo Chávez e teatro delle sue più clamorose imprese nepotistiche – avesse in realtà copiato il tutto da un altro articolo dell’Herald Tribune (originalmente del New York Times). Orbene: chiunque abbia avuto la pazienza (ed io l’ho avuta) di superare la barriera dell’ovvia grafomania del Folliero per giungere al dunque della questione, non può non avere notato come, dallo scambio di epistole tra il medesimo Follieri ed il Ciai, inoppugnabilmente risulti (cosa che anche il Follieri deve esplicitamente ammettere) come l’accusa di plagio fosse falsa (cosa del resto già chiara a chiunque avesse davvero messo a confronto i due articoli, simili solo per il fatto che si occupavano del medesimo argomento, intervistando, in molti casi le medesime persone. (segue)
Il che significa, cara Annalisa, che il “birichino” in questione era ed è – nonostante il fiume di parole impiegato per nascondere la verità – proprio il Folliero. E che altri che il Folliero hanno con entusiasmo seguito – primo fra tutti il solito Gennario Carotenuto, uno che in termini di personale meschinità e di disonestà intellettuale riesce sempre a distinguersi – hanno preso (volendo essere generosi nei loro confronti) un colossale granchio. Mi chiedo, per concludere: quando riuscirò, nel tuo o in altri blog “amici”, a leggere un attacco a Ciai (un giornalista che, tu non ci crederai, non mi piace affatto) che abbia, perlomeno, un minimo comun denominatoire di serietà?
Dimenticavo: il video di Patria Grande con “Chávez risponde a Repubblica” è anch’esso, a suo modo, un piccolo capolavoro. Chávez si limita a mostrare una “escapularia”, dicendo che quella è l’unica catena d’oro che lui possegga. C’è, tra voi, qualcuno tanto ingenuo da considerare questa una “risposta”?
Il mio obiettivo, caro Palumbo e’ e sara’ quello di diffondere il piu’ possibile contenuti che siano “altro” rispetto alle brodaglie condite da luoghi comuni, stereotipi e falsita’ fornite quotidianamente da La Repubblica, Il Corriere della Sera o da Liberazione ai suoi lettori. Esiste un altro modo di raccontare la realta’, diverso da quello di Ciai, Nocioni e Cotroneo. Esistono gli occhi del popolo (d’altra parte lo stesso popolo venezuelano definito da Ciai “sussidiato e fannullone”) che vedono Chavez che ti piaccia o no diversamente da come li vede l’oligarchia mondiale a cui i citati giornalisti danno voce. Rispetto all’articolo di Ciai, il punto non e’ se abbia copiato o meno, e’ ovvio per tutti credo che non si parlasse di copiare letteralmente (non gli vogliamo nemmeno dare la capacita’ a Ciai di riscrivere le notizie trovate in giro?)personalmente non ho motivi di dubitare del fatto che egli sia stato a Sabaneta e abbia incontrato Bastidas ma se permetti ho molti motivi di dubitare delle reali intenzioni di un quotidiano come La Repubblica che spreca mezzi e risorse(un po’ come per il viaggio in Colombia) per inviare un suo corrispondente fino in Venezuela per farsi raccontare la stessa storiella da un personaggio che pare aspetti tutti i giornalisti a caccia di gossip all’ingresso della citta’ dove e’ nato Chavez. Una storiella tra l’atro gia’ pubblicata mesi prima in inglese e tradotta anche in spagnolo. Mancava evidentemente la versione italiana, e a questa ci ha pensato Omero Ciai. Porsi queste domande, caro Palumbo, come fanno Folliero, Carotenuto e pochi altri questo non e’ sintomo di disonesta’ intellettuale, la disonesta’ intellettuale e’ considerare i propri lettori alla stregua di una massa di dementi a cui si puo’ propinare qualsiasi storiella.Cosa ha portato Ciai dal Venezuela di diverso da quello che gia’ sapevamo? il che vuol dire: COSA CI E’ ANDATO A FARE CIAI IN VENEZUELA? Un po’ come fece, peccando egli si’ di
Un po’ come fece, peccando egli si’ di meschinita’ a dicembre quando invece di registrare la gioia del popolo per la vittoria di Chavez si preoccupava di misurare le dimensioni della buca che si trovava sulla strada da Caracas all’ aeroporto… E per finire c’e’ qualcuno tanto ingenuo da credere che un capo di stato si metta pubblicamente a rispondere punto per punto ad accuse demenziali come quelle mosse dai giornalisti a caccia di gossip? Facile farsi scrivere gli articoli dall’opposizione o dai dissidenti seduti ad un bar, perche’ non mettersi in giro per Caracas invece come hanno fatto per esempio Sandra Amurri o Attilio Folliero? saluti.
E invece sì, Annalisa. Il “punto” degli articoli da te segnalati – quello di Folliero e, in modo ancor più sfacciato, quello di Carotenuto – era proprio quello di dimostrare che Ciai, lo “scolaretto di Repubblica” aveva copiato. Anzi era, con tutta evidenza – come risulta dai titoli e, ancor più dai testi – quello di dimostrare che Ciai aveva copiato senza neppure prendersi la briga di andare sul posto. Quel buontempone di Folliero era addirittura arrivato al punto di “sfidare” Ciai a fornirgli il numero di telefono delle persone da lui intervistate. E quando Ciai quei numeri glieli ha dati, ha cercato di affogare la brutta figura in un mare di considerazioni del tutto irrilevanti su Chávez e sul chavismo. Quanto al Carotenuto poi – troppo superficiale e presuntuoso per andarsi a leggere gli articoli di cui con grande enfasi suggerisce la lettura – a tutto ciò ha addirittura aggiunto un tocco di personale meschinità (il riferimento al suo articolo turistico sul Che) e piuttosto grottesche considerazioni sul valore della terra in America Latina. Se la tua intenzione è davvero quella di fornire informazioni che siano “altro” rispetto alla superficiale paccottiglia (su questo sono d’accordo con te) offerta dai media italiani (lascia stare termini come “oligarchia mondiale”, che fanno un gran rumore, ma non vogliono dire nulla) il mio consiglio, cara Annalisa, è questo. Lascia al Folliero ed al professor Carotenuto queste liti da cortile. Nella loro personalizzata miseria, e nella loro desolante superficialità, gli attacchi a Ciai (o alla Necioni, o a Cotroneo) non sono che lo specchio d’una sinistra invecchiata male al punto da perdersi nell’infantilismo d’una assai gretta derisione (o demonizzazione) del nemico. Tanto gretta che finisce soltanto per far sprofondare nel ridicolo chi la pratica.
Quanto alla “risposta” di Chávez, la cosa singolare èproprio questa. Che – sia pur in forma ridicolmente incompleta e demagogica — abbia scelto di rispondere pubblicamente, durante uno dei sui mussoliniani Aló Presidente, ad un articolo pubblicato da un “diario italiano supuestamente de izquierda”. Un segnale che le accuse di nepotismo – molto vecchie, certo, ma anche molto documentate – cominciano a preoccuparlo. E forse proprio questo potrebbe essere un modo “altro” di fare informazione sul Venezuela. Cominciare a parlare seriamente – dimenticando Ciai — del significato del nepotismo e del culto della personalità che, a mio avviso, rappresentano la deriva autoritaria e populista del chavismo