La CNDH-RD agradece y valora las mujeres trabajadoras de nuestro país

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“El Estado garantiza la igualdad y equidad de mujeres y hombres en el ejercicio del derecho al trabajo”
(Art. 62 n.1 Constitución de la República Dominicana) 
La Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH) en este 8 de marzo, Día Internacional de la Mujer, se suma a las voces que tanto en nuestro país como en el resto del mundo, reconocen la labor extraordinaria librada por las mujeres en todos los ámbitos de nuestras sociedades.
Esa extraordinaria labor la  podemos comprobar día tras día en nuestra misma organización,  donde las mujeres representan una parte importante y donde su compromiso y valentía deja huellas profundas en nuestro trabajo  con el pueblo dominicano para la defensa y protección de sus derechos.
Sin bien la situación de las mujeres en nuestro país en la actualidad, después de años de luchas y batallas, es seguramente  mejor respecto a la de décadas anteriores, resaltamos que sobre todo en el área del Caribe y América latina el camino de las mujeres hacia reales condiciones de  igualdad social, económica y política es todavía muy largo. (altro…)

Nace el Comité de familiares de victimas de ejecuciones extrajudiciales y desapariciones forzadas en la República Dominicana

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NOTA DE PRENSA

CONSTITUCIÓN COMITÉ DE FAMILIARES DE VICTIMAS DE LAS EJECUCIONES EXTRAJUDICIALES EN LA REPÚBLICA DOMINICANA

Desde la  Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH), luego de haber constatado que en la República Dominicana  la práctica criminal y violatoria  de los derechos humanos conocidas  como “ejecuciones extrajudiciales”,  antes de ser solo un triste retaje de nuestra historia reciente  más oscura, sigue lamentablemente siendo una triste realidad aplicada en el país sobre todo por la Policía Nacional,  damos a informar a la ciudadanía, a las autoridades nacionales , a la prensa nacional e internacional y a los organismos  internacionales de defensa de los derechos humanos, lo siguiente:

El día 22 de febrero de 2014,  en nuestras oficinas situadas en la Avenida Ortega y Gasset #200 en la Ciudad de Santo Domingo,  se ha constituido formalmente el Comité de Familiares de Víctimas de Ejecuciones Extrajudiciales  (altro…)


La fabbrica degli apolidi

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di Annalisa Melandri* - www.annalisamelandri.it 

in esclusiva per il Corriere delle Migrazioni 

 

“Genocidio civile”,  cosi è stata definita dalle voci più progressiste della Repubblica Dominicana, la sentenza n. 168 del 23 settembre scorso, emessa dal Tribunale Costituzionale di questo paese,  che ha di fatto condannato all’apolidia  migliaia di dominicani di origine  haitiana.

Juliana Deguis Pierre, nata in Repubblica Dominicana 28 anni fa da genitori haitiani, aveva presentato infatti ricorso a questa corte   contro una sentenza di un Tribunale Civile che le  aveva negato la restituzione del documento d’identità dominicano sottrattole tempo fa da un funzionario della Giunta Centrale Elettorale. Juliana, nata e cresciuta in Repubblica Dominicana, non è mai stata ad Haiti nemmeno in vacanza e fino ad oggi pensava di essere cittadina dominicana. Il  Tribunale Costituzionale era l’ultima istanza alla quale la giovane aveva fatto appello, sperando di concludere così positivamente la sua odissea iniziata nel 2008, quando l’ufficio del registro pubblico dove si era presentata per ottenere il documento di identità, non solo glielo aveva negato ma le aveva sottratto anche  il  certificato di nascita sulla base di irregolarità nella posizione migratoria dei genitori haitiani.

La sentenza del tribunale inoltre, violando la stessa Costituzione dominicana (art.110) che sancisce esplicitamente l’ irretroattività della  legge, ha dato  disposizione all’organo elettorale di istituire  un registro di tutti i cittadini dominicani di discendenza haitiana nati dal  1929 ad oggi. La situazione di ognuno  – almeno di quelli ancora in vita, si tratta infatti di circa  tre generazioni di persone – sarà  attentamente valutata e poi inoltrata al  Ministero dell’Interno e Polizia per l’applicazione di quanto stabilito da un Piano Nazionale di Regolarizzazione che le autorità stanno approntando.

Le conseguenze di tutto ciò non sono ancora chiare ed è difficile prevedere cosa accadrà a quanti non riuscissero a dimostrare la legalità della posizione migratoria dei loro genitori. (altro…)


Repubblica Dominicana: sentenza apre la porta a denazionalizzazione in massa di discendenti haitiani

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Solange Manuela figlia di  Sonia Pierre — Foto de Fran Afonso www.franafonso.com

di Annalisa Melandriwww.annalisamelandri.it

In esclusiva per L’Indro — 4 ottobre 2013

Repubblica Dominicana - La sentenza n. 168/13 emessa lo scorso  23 settembre dal Tribunale Costituzionale della Repubblica Dominicana, che  di fatto  apre la porta alla denazionalizzazione in massa di migliaia di dominicani figli di haitiani nati nel Paese, ha scatenato  un’onda generalizzata di indignazione, mentre a  livello internazionale già alcuni organismi come Amnesty International, le Nazioni Unite e la Corte Interamericana dei Diritti Umani si sono espressi, condannandola. Non solo, sul piano diplomatico ha aperto  una crisi con il vicino Governo di Haiti che ha richiamato il suo ambasciatore in patria per consultazioni.  

Juliana Deguis Pierre, cittadina dominicana di discendenza haitiana di 28 anni, aveva presentato un ricorso al Tribunale Costituzionale contro una sentenza del Tribunale Civile che le aveva negato la restituzione del  documento d’identità (dominicano) sottrattole già da diverso tempo dalla Giunta Centrale Elettorale. Juliana non è mai stata ad Haiti, nata e cresciuta in Repubblica Dominicana, fino ad oggi  pensava di essere cittadina dominicana.  Il  Tribunale Costituzionale, era l’ultima istanza alla quale la giovane aveva fatto ricorso, sperando di concludere positivamente la sua odissea iniziata nel 2008,  quando la Giunta Centrale Elettorale dove  si era presentata per ottenere il suo documento di identità, glielo aveva negato e le aveva sottratto anche il suo certificato di nascita sulla base di irregolarità nella posizione migratoria dei suoi genitori. (altro…)


La CNDH-RD expresa solidaridad al periodista Fausto Rosario Adames

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La Comisión Nacional de los Derechos Humanos condena las recientes amenazas denunciadas contra la vida del  estimados y valorado periodista, además que amigo,  Fausto Rosario Adames, el pasado 22 de junio.

La noticia de un plan orquestado para atentar a su vida y directo desde altos oficiales activos de la Policía Nacional y algunos abogados de nuestro país,  lleva,  a la vez que nos indigna como defensores de derechos humanos y ciudadanos,  a la memoria los terribles años de la dictadura trujillista y los doce años de Balaguer, cuando las voces disidentes y opositoras eran calladas con plomo y sangre, y que  tanta ignominia,  terror y daño han llevado a nuestro país.

Recordamos que no es la primera vez que la vida de Fausto corre severo peligro, hace tres años fue asesinado el ciudadano Sergio Rafael Rojas porque fue intercambiado por él y las circunstancias de ese delito nunca fueron aclarecidas por las autoridades ya que el autor del crimen  fue asesinado por miembros de la Policía Nacional en un “presunto intercambio de disparos”. (altro…)


Deportazioni collettive di haitiani

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SAN PEDRO DE MACORÍS (3/5/2012) Solo oggi hanno deportato in massa  circa 80 haitiani “irregolari”. Quelli di cui siamo a conoscenza. Raccolti per strada, nei campi,  in Repubblica Dominicana e rispediti immediatamente nel loro paese di origine, praticamente all’inferno.

Inutile parlare con la polizia, “impossibile, sono gia in viaggio, diretti ad Haiti, se  c’e qualcuno che conoscete, aspettate che arrivano, gli mandate i soldi e ritornano”, hanno detto per telefono a suor Idalina, del Centro de Atención Jesús Peregrino.

I soldi servono per il visto. Il loro essere “irregolare” consiste nel fatto che hanno il passaporto ma non il visto. Il  visto costa 130 dollari ogni due mesi. Ogni due mesi! Queste persone guadagnano 4/5 euro circa al giorno. Quelli del settore edile, qualche euro  in piu’… Come diamine possono pagare 130 dollari al giorno? Perché  non vengono rimpatriati in massa tutti i cinesi, i peruviani, gli italiani, i venezuelani, i colombiani etc etc che vivono in questo paese? E poi dicono che non c’e’ discriminazione razziale. E poi il cardinale  Nicolás López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo, incarnazione della parte più conservatrice e reazionaria  della Chiesa Cattolica,    ha il coraggio di dire che le denunce sui maltrattamenti degli  haitiani “non sono serie”.  In pratica,  che il loro paradiso lo hanno trovato qui…


Trouble in paradise: intervista a Manuel María Mercedes, presidente della Commissione Diritti Umani della Repubblica Dominicana

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Manuel María Mercedes

di Maurizio Campisi 

Con più di quattro milioni di turisti l’anno –quarta meta favorita in America Latina dopo Messico, Argentina e Brasile– la Repubblica Dominicana è considerata il classico paradiso tropicale. Una specie di prodotto usa e getta, consono alla nostra epoca, che non lascia il tempo di conoscere ed apprezzare la vera anima del posto e del suo popolo. Come non lascia nemmeno il tempo di conoscerne le contraddizioni o quanto meno le problematiche. Amnesty International, la Commissione nazionale per i diritti umani ed altre organizzazioni hanno provato a denunciare da tempo le deficienze del sistema e le violazioni ai diritti delle persone, trovandosi però di fronte il classico muro di gomma. Nel dicembre passato, la Cndh (Comisión Nacional de los Derechos Humanos) ha presentato il rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica Dominicana. La relazione, insieme al recente rapporto di Amnesty International (novembre 2011), non è piaciuta agli alti vertici dell’Interno e della Polizia che da allora segnalano una campagna di discredito nei confronti non solo dell’istituzione dello Stato, ma dell’immagine della nazione all’estero. Per farlo si sono scomodati lo stesso ministro dell’Interno, José Ramón Fadul ed il capo della Policia Nacional, José Armando Polanco. Qui sul blog ospitiamo un’intervista a Manuel María Mercedes, presidente della Cndh, una delle organizzazioni accusate dalla Polizia, con cui abbiamo conversato –grazie all’intermediazione di Annalisa Melandri– sulla natura delle violazioni ai diritti umani e delle questioni irrisolte della società dominicana.

 

Qual’è la situazione dei diritti umani nella Repubblica Dominicana?

È una situazione difficile. E’ difficile infatti parlare di diritti umani di questi tempi, e se ne parliamo in maniera conforme ai patti ed ai convegni internazionali, troviamo in questo momento la Repubblica Dominicana in una posizione deficitaria. Questo perché i diritti umani comprendono i diritti civili e politici (detti di “prima generazione”), tra i quali ci sono i diritti individuali ed il diritto alla vita. Ciononostante, nel caso della Repubblica Dominicana, come si desume dalla Relazione sui diritti umani del 2011 che abbiamo presentato lo scorso 10 dicembre, abbiamo analizzato il problema della casa (dove esiste un deficit di un milione di alloggi), della salute (4 o 5 milioni di dominicani non hanno accesso alla salute), del lavoro –con una disoccupazione del 17%-. Inoltre, dobbiamo fare i conti con le 400–500 persone che ogni anno sono vittima dell’istituzione che è chiamata a proteggere i diritti umani e che vengono uccise in presunti “scontri a fuoco” e con una situazione come la tortura, con le carcerazioni generalizzate, e questo ci fa concludere che la situazione è abbastanza complicata e deprimente. C’è molto da fare rispetto a quelli che sono i diritti economici, sociali e culturali garantiti dalla Costituzione e noi stiamo dedicando il nostro sforzo maggiore perché questa situazione possa cambiare. (altro…)


Día de la Policía Nacional: Comunicado de prensa de Amnesty International

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AMNISTIA INTERNACIONAL / CNDH / ICED / PARTICIPACION CIUDADANA/LUCHA X TUS DERECHOS / FUNCEJI

COMUNICADO DE PRENSA

 

Jueves 01 de Marzo de 2012

República Dominicana: Candidatos presidenciales deben priorizar reforma policial

Los candidatos presidenciales en la República Dominicana deben abordar, en sus plataformas de campaña, la urgente necesidad de reformar la policía, dijeron seis organizaciones sociales y de derechos humanos en el Día Nacional de la Policía.

Amnistía Internacional, la Comisión Nacional de los Derechos Humanos, el Instituto Caribeño para el Estado de Derecho, Participación Ciudadana, Lucha X tus derechos y la Fundación Comunidad Esperanza y Justicia Internacional (FUNCEJI) han hoy unido sus voces para incentivar a los candidatos presidenciales a buscar soluciones para la crisis de seguridad pública en el país que favorezcan el respeto de los derechos humanos.   (altro…)


Policía Nacional — República Dominicana

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Solidaridad de la Comisión Nacional de los Derechos Humanos al Encuentro Internacional en Bajo Aguán

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COMISIÓN NACIONAL DE LOS DERECHOS HUMANOS INC, CNDH

SANTO DOMINGO REPÚBLICA DOMINICANA

1 DE FEBRERO 2012

 

A los Organizadores del Encuentro Internacional

De parte de la  Comisión Nacional de los Derechos Humanos

Asunto: Carta de solidaridad

Honorables Sres.

Muy cortésmente nos dirigimos a ustedes para saludarles al tiempo que aprovechemos la presente a fines de comunicarle lo siguiente:

La Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH) de la  República Dominicana, ONG afiliada a la Federación Internacional de los Derechos Humanos(FIDH) desea saludar el Encuentro Internacional de los Derechos Humanos en solidaridad con Honduras que se está llevando a cabo en la Region del Bajo Aguán, Departamento de Colón, Honduras en estos dias. (altro…)


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