Annalisa Melandri



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Il “pecorella” ha fatto solo il suo dovere, perché l’encomio solenne?

Non capisco gli elogi e l’ encomio solenne che  ha reso il comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli al carabiniere al quale il NO TAV ha gridato in faccia tutta la sua rabbia nel corso della manifestazione in Val di Susa.  Lo dice anche lui :” ho fatto solo il mio dovere”.

Vorrei ricordare che non si dovrebbe ringraziare o elogiare pubblicamente  un carabiniere perché non  alza un manganello contro un dimostrante per di più  armato soltanto di tanto fiato.  Non si fanno  elogi alle forze dell’ordine che, nell’adempimento del loro dovere, rispettano  i diritti umani di coloro che hanno di fronte, chiunque essi siano. Un assassino, anche il peggiore,  ha comunque diritto ad un processo giusto, a non essere torturato o picchiato, al rispetto dei suoi diritti.

Qui, elogiando la “fermezza e compostezza dimostrate”  sembra che si stiano  concedendo sempre più’ legittimazioni all’uso sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine.  Se il carabiniere avesse alzato il manganello e spaccato la testa al NO TAV, Leonardo Gallitelli, ma non solo, la stampa tutta, i commentatori TV, Berlusconi, i padri di famiglia, lo avrebbero forse giustificato, perché era stato  “provocato” da un dimostrante? Avrebbero forse dimenticato che esiste caso mai  un preciso codice di reato che é “oltraggio a pubblico ufficiale” (e sempre se fosse stato il caso, in quella determinata situazione procedere all’identificazione e arresto immediato del giovane). Questo video dimostra  infatti che il ragazzo NO TAV viene fatto sgomberare  senza tante gentilezze e probabilmente (ma forse no) quell’imputazione di reato gli verrà anche applicata.

Ci siamo latinaomericanizzando in questo senso?

Inoltre,  il ragazzo urla qualcosa, che è sfuggito a molti e che invece è importante. La mancanza del nome sulla divisa e l’ impossibilità  di identificare immediatamente i membri delle forze dell’ordine che commettono abusi. In questo caso in molti paesi dell’America latina sono piu’ avanti. E’ vero che le forze dell’ordine in quei paesi sono più violente  e abusano molto di piu’ della forza ma è anche vero che se ti arriva una manganellata hai la possibilità di sapere nome e cognome di chi te l’ha data e quindi di sporgere denuncia.

Da noi questa conquista è ancora lontana, probabilmente retaggio del fascismo.   Ti arriva una manganellata e noi sai da chi perché  la Polizia o i Carabinieri si compattano e agiscono come corpo unitario difendendo l’impunità  dell’ uniformato violento.

E ancora un’ultima banale riflessione, che si aggiunge a quella di  Gennaro Carotenuto e che rivolgo ai media in modo particolare. Perche’ vedere la violenza verbale di uno solo, il cittadino,  e non cogliere invece l’aggressività e la prepotenza di uno Stato sordo ai reclami di una popolazione che quel buco in casa sua  non lo vuole?

Posted by on 01/03/2012.

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Categories: Antifascismo, In Italia, Miei articoli/Mis artículos, Resistenze globali

5 Responses

  1. pienamente d’accordo con..te..ora i giornali andranno avanti per mesi..su na cagata..nessuno si ricorda cosa successe a genova nella scuola..

    by gianni on mar 1, 2012 at 19:20

  2. quoto in pieno.
    quando si encomia la ‘pecorella’, si stanno paragonando alla normalità gli episodi come la ‘scuola Diaz’ ed invece chi compie il suo dovere lo si innalza ad eroe.
    quando si etichettano i ‘noTAV’ come violenti e come irrispettosi dello stato, si sta giustificando la violenza che lo stato fa, anche attraverso i media.
    è semplicemente vergognoso.

    by magneTICo on mar 2, 2012 at 09:32

  3. D’accordissimo!

    Una sola nota: il ragazzo non è stato arrestato, è stato “solo” fatto sgomberare.
    O sbaglio?

    by Riccardo on mar 3, 2012 at 06:09

  4. in realta’ non lo so, pensavo fosse stato arrestato, in tal caso correggo la nota, avevo visto le immagini di come lo trascinavano via e pensavo al peggio. Grazie per la specifica.

    by Annalisa on mar 4, 2012 at 21:41

  5. La Diaz e’ stata la manifestazione pubblica di quello che accadeva nel silenzio delle caserme, delle prigioni, delle sale degli interrogatori, lontano dagli occhi e dalle telecamere. Il sangue nella scuola lo abbiamo visto tutti, e purtroppo i media ci hanno ricamato cosi’ tanto che hanno “preparato” l’opinione pubblica ad ulteriori violenze.Sarei curiosa di sapere su 100 italiani quanti pensano, e sanno, che a Genova si siano violati gravemente dei diritti umani.

    by Annalisa on mar 4, 2012 at 21:47

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