Annalisa Melandri



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Storico accordo La Sapienza– Università Pubblica di El Alto

Rettore Renato Guarini

Il Rettore Renato Guarini con il poncho tradizionale boliviano (Foto A Sud)

 

L’ UPEA (Università Pubblica di El Alto) rappresenta senza dubbio un’esperienza particolarissima in Bolivia ma anche in tutta l’America latina nell’ambito del recupero del diritto all’istruzione dei popoli indigeni ma soprattutto rappresenta la battaglia  per l’autonomia universitaria e per l’affermazione dell’identità indigena del paese.
L’UPEA è un’università indigena, perchè El Alto, cittadina sorta inizialmente come quartiere di la Paz  e poi cresciuta esponenzialmente, è abitata prevalentemente da indigeni Quechua e Aymara.  
La battaglia per l’autonomia universitaria in Bolivia  ha origini antichissime. Risale infatti al 1930, quando un referendum popolare si espresse a favore di un’università autonoma e libera da vincoli con lo Stato.
L’università boliviana che ne risultò fu un’università libera e indipendente che però con il passare del tempo  si è trovata  anche sempre più lontano dal popolo mentre sempre più facilmente ha adottato il pensiero neoliberale imperante nel continente.  L’altra grande università pubblica del municipio di La Paz, per esempio, la UMSA (Universidad Mayor de San Andrés) rimase completamente estranea alla lotta per il gas   del 2003, nonostante fra le sue facoltà ve ne  sia anche una di Ingegneria Petrolifera.
 
La UPEA nasce invece  da un’esigenza reale e sentita del  popolo alteño che ha origine nel  1989 quando venne stipulato un accordo con la UMSA per formare un’ università  autonoma di discipline tecniche. L’indipendenza dell’UPEA si concretizzò poi   soltanto nel novembre del 2003,  con l’entrata in vigore della legge a garanzia dell’autonomia universitaria.
Nello stesso anno 2003 l’UPEA si è distinta per essere stata al fianco dei cittadini di El Alto e della Bolivia tutta  nella battaglia per il gas, terminata   con la fuga dal  paese del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada.
 
Nei giorni scorsi è stato firmato uno storico accordo, promosso dall’associazione A Sud tra l’università la Sapienza e l’università Pubblica di El Alto.
Il rettore della Sapienza Renato Guarini, indossando il caratteristico poncho, dono della delegazione boliviana  rappresentata da Benecio Quispe Gutierrez,  ex rettore e preside della facoltà di sociologia dell’UPEA, ha firmato il protocollo d’intesa e collaborazione delle due università.
 
Qui di seguito l’articolo di A Sud sull’evento:

Ieri 1 ottobre, nei locali del rettorato dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, è stato firmato il protocollo di intesa e collaborazione tra l’Ateneo La Sapienza e l’UPEA — Università Pubblica di El Alto, Bolivia.
Guarda le foto della cerimonia
Si tratta di un accordo storico, promosso dall’Associazione A Sud al fine di consolidare spazi di dialogo tra le esperienze boliviane ed italiane in materia di diritto allo studio, formazione ed educazione e favorire lo scambio di informazioni, studenti e docenti, rendendo possibile il rafforzamento di relazioni di solidarietà e la costruzione di ponti di reciproca comprensione tra i popoli e gli atenei del nord e del sud del mondo.
Alla cerimonia hanno partecipato il rettore della Sapienza Renato Guarini, l’ambasciatore boliviano in Italia Elmer Catarina, il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini, il docente Marco Cilento che è stato il promotore accademico dell’iniziativa, Giuseppe De Marzo e Laura Greco di A Sud e — per l’UPEA — l’ex rettore e preside della facoltà di sociologia Benecio Quispe Gutierrez, invitato in Italia per un ciclo di iniziative organizzato da A Sud.
L’accordo – declinato in protocolli esecutivi che stabiliscono forme e tempi della collaborazione – assume un significato simbolico particolare perchè l’UPEA rappresenta uno dei baluardi delle rivendicazioni sociali che hanno portato al processo di cambiamento economico, politico e sociale in atto nel paese.
Nata come risultato delle rivendicazioni indigene della cittadina di El Alto, nel distretto di La Paz, l’UPEA testimonia una realtà unica al mondo, dove si insegna storia andina, epistemologia e lingue indigene e si propongono piani di studio elaborati congiuntamente da professori e studenti. E’ l’unica Università Boliviana ad avere un sistema di voto universale, grazie al quale studenti e docenti eleggono con pari poteri le più alte cariche accademiche. E’ stata il centro propulsore delle rivendicazioni per i beni comuni che hanno portato alla cacciata delle multinazionali dell’acqua e del gas dal paese nel 2003, all’elezione del primo presidente indigeno dell’America Latina, Evo Morales, ed alla nazionalizzazione degli idrocarburi nel 2006.
Il portavoce di A Sud, Giuseppe De Marzo ha spiegato che “questo accordo avvicina i nostri popoli sulla basa della reciprocità e del rispetto, contribuendo a costruire pace su fondamenta solide come la difesa e la valorizzazione dei saperi.”
Secondo Benecio Quispe della UPEA, che ha ringraziato il rettore della Sapienza per “l’apertura e la disponibilità di un ateneo storico come La Sapienza a allacciare relazioni con la più giovane università boliviana”, […] “in qualità di istituzioni accademiche, docenti e studenti abbiamo l’obbligo di impegnarci per fornire strumenti culturali che aiutano a ricostruire le coscienze, in un mondo in profonda crisi come quello in cui viviamo”.
Dopo la firma dell’accordo e lo scambio dei doni, con indosso il tradizionale poncho rosso portato in dono dalla Bolivia, il rettore Guarini ha ringraziato il docente boliviano spiegando che “l’importanza di questo accordo è ancora più viva se si tiene in considerazione la storia della UPEA e la sua valenza simbolica. Siamo convinti che questo protocollo assuma al giorno d’oggi un significato non solo accademico e culturale, ma un messaggio importante di avvicinamento e integrazione tra i popoli del mondo”.
Infine – ha ricordato il preside Morcellini “questi accordi dimostrano che esistono strumenti di politica internazionale diversi dagli atti governativi, che come istituzioni educative abbiamo il dovere di usare per implementare processi di comprensione e collaborazione”.
 
A Sud

 

Posted by on 03/10/2008.

Categories: America latina, Bolivia, dblog

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