Annalisa Melandri



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Memoria grafica di “Abuelas de Plaza de Mayo”

www.24marzo.it

“Il vero terrorismo è solo di stato, è quello della repressione. Io me ne sono liberato a fatica, solo anni dopo la fine del regime. Ho fatto parte della Conadep, la commissione mista governo-associazioni per i diritti civili, mirata a ricostruire (parzialmente) le vicende della repressione argentina.…Dopo una visita alla Esma nell’84, credo, dovevamo tenere una conferenza stampa. Io mi fermai sulla soglia di quella stanza. Ero bloccato. Non potevo andare a parlare. Poi mi voltai. E capii che al mio fianco non c’era nessun represor. Però io lo sentivo che mi alitava nell’orecchio, “Ojo viejo, che se parli lo vengo a sapere”.
Ho capito che il repressore viveva dentro di me. Me ne sono fregato di lui, e ho tirato dritto verso quel microfono per parlare. Mi ero liberato di questa scimmia sulle spalle. Solo così si combatte la tortura e la repressione.…”
Testimonianza di Mario el Flaco Villani, sopravvissuto a sette anni di detenzione e a cinque campi di  repressione, testimone a Roma al processo Esma.
(tratto dalla rivista Latinoamerica n. 100/97)
 
Qui le date delle udienze del Processo d’appello ESMA della II° Corte d’Assise di Roma — R.G. 4/07
I° CORTE DI ASSISE DI APPELLO DI ROMA
Presidente: Dott. Antonio Cappiello

8 aprile 2008 — Ore 9.30
Aula Magna
Via Romeo Romei — Roma

Prossime udienze:
10, 15, 17, 22 e 24 aprile 2008

 
 

Posted by on 14/03/2008.

Categories: Appuntamenti, dblog

3 Responses

  1. Deve essere orribile vivere con quei fantasmi dentro e quel male nel corpo e nell’anima!Ciao cara…semper molto interessante passare a leggerti.Siempre!!!

    by Karina on mar 16, 2008 at 14:51

  2. Cuando se producen heridas físicas existe una esperanza de que cicatricen o el dolor disminuya. Pero cuando se trata de sueños, ideales, proyectos de vida,desarraigos y exilios que irrumpen de manera violenta en nuestras vidas,es muy díficil convivir con esta carga y es necesario un gran esfuerzo para unir trozos de vidas truncadas. Quizás sea el ejemplo de los caídos o la eterna confianza en al juventud o la fe en que es posible construír una sociedad más justa y solidaria lo que genere la energía de seguir luchando.
    Lamento mi incapacidad de expresarme en italiano. Saludos cordiales.

    by Pedro on mar 17, 2008 at 13:46

  3. Pedro, amigo, te agradezco que escribas en español, estoy segura que la mayoria de mis lectores te entiende. Un abrazo fuerte. Acaso se llama simplemente sobrevivir? Es el no morir, ni en el cuerpo, ni en el alma.

    by Annalisa on mar 17, 2008 at 14:26

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