Fosse comuni in Putumayo, Colombia
0 commentiScritto il 8 mag 2007 | 0 commenti | | In: America latina, Colombia, dblog

Almeno 200 cadaveri sono stati trovati nei giorni scorsi in alcune fosse comuni nel dipartimento colombiano di Putumayo, al confine con l’Ecuador.
Gli scavi non sono stati ancora conclusi ma il Fiscal General Mario Iguarán fa sapere che per lo meno altri 3.000 cadaveri si trovano ancora nelle fosse comuni.
Probabilmente si tratta di cittadini ecuadoregni che loro malgrado si sono trovati coinvolti nel conflitto tra forze paramilitari e guerriglieri delle FARC.
Edmundo Vargas, sindaco di Cascales, in Ecuador, al confine tra Colombia e Perù, aveva parlato proprio di questo problema nel suo recente viaggio in Italia in occasione della partecipazione al convegno tenutosi a Roma, Governo e Autogoverno. Come cambia l’America Latina.
Le vittime sarebbero state assassinate da gruppi di paramilitari tra il 1999 e il 2000.
C'è chi usa la penna come un fucile al servizio di giustizia e verità e chi invece, come strumento di potere. E menzogna e falsità sono strumenti di potere. (AM)
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Reflexionando… La CELAC
Si bien Aram Aharonian, reconocido periodista fundador de TeleSur afirma que “hablar de una Comunidad de Estados Latinoamericanos y del Caribe significa comenzar a asumir la soberanía regional, dejando de lado el “proteccionismo” de Estados Unidos y Canadá, conscientes que las viejas recetas que nos impusieron desde hace 500 años solamente significaron dolor y penas para las grandes mayorías: exclusión social, pobreza, mientras los países centrales se quedaban con nuestros recursos naturales”...
Cuantos de nostros pueden estar seguros que la CELAC será un organismo continental capaz de acabar con estas mismas recetas, qué seguramente han cambiado de nombre (hace 500 años eran coloniales ahora son neoliberales, pasando por neocoloniales y liberales) pero que siguen empobreciendo America latina y el Caribe? Como será posible si algunos de los paises de la CELAC están completamente vinculados a estas politicas que sabemos lo que llevan es exclusión, privatizaciones, latifundios y agroindustria?(A.M)
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
Algunos temen que el reintegro a Petrocaribe sea la puerta par regresar al ALBA. Por todo eso, esos mismos hondureños sacaron su presidente Manuel Zelaya del país.
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HONDURAS
Tegucigalpa, Honduras (C-Libre).L'avvocato José Ricardo Rosales, è stato ucciso tre giorni dopo aver denunciato che la polizia della città di Tela (dipartimento di Atlántida, violava i diritti umani dei giovani:li picchiava e li torturava. Questo aveva dichiarato al quotidiano Diario Tiempo.
Secondo il capo della polizia di Tela, Héctor Turcios, martedì 17 gennaio alle 11.30 di mattina mentre Rosales stava salendo su un veicolo blu, targa PCT3029, e stato avvicinato da tre individui che gli hanno sparato e che poi sono fuggiti.________________________
Fuente: Comité por la Libre Expresión (C-Libre).
VENEZUELA/PROPOSTA PCV
FONTE: Tribuna Popular 1/2/2012
Il Partito Comunista del Venezuela nell’ambito dell’elaborazione della Legge Organica del Lavoro propone la riduzione della giornata lavorativa da 8 a 6 ore, come d’altra parte proposto a suo tempo dallo stesso presidente Hugo Chávez.
Pedro Eusse, del comitato direttivo del PCV afferma che si tratta di una proposta volta alla creazione di nuovi posti di lavoro ma formulata anche per permettere una qualità di vita superiore per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
La Commissione Presidenziale invece sta valutando la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero a 7 ore, proposta con la quale il PCV non si trova d’accordo così come ha discordanze sulle proposte economiche che il PCV considera peggiorative della condizione degli stessi lavoratori.
E’ previsto un incontro nazionale per il prossimo 25 febbraio con un gran numero di organizzazioni sindacali e di lavoratori e il 22 marzo una gran mobilitazione nazionale durante la quale le proposte per la Legge Organica del Lavoro verranno consegnate alla Presidenza della Repubblica.
CILENI ALL’ESTERO
Organizzazioni di cileni residenti in Spagna hanno lanciato un’appello per manifestare il prossimo 17 marzo in tutti i paesi in cui si trovino comunità organizzate di cileni, chiedendo ed esigendo il diritto al voto per tutti cileni residenti all’estero.
Contrariamente a molti latinoamericani che vivono e lavorano in altri paesi, ai quali tale diritto fondamentale, quello del voto appunto, e’ garantito da anni, i cileni, ancora dopo 22 anni dal ritorno della democrazia nel loro paese si vedono negato ancora oggi tale esercizio di partecipazione ed espressione politica da una costituzione antidemocratica che risale al 1980.
ECUADOR
La segreteria di pianificazione e l'Istituto di Statistica dell' Ecuador hanno reso noto che l'incidenza della povertà e' diminuita nel paese. Dal 33,% del 2010 è scesa al 28,6 a fine 2011. Almeno 651mila persone sono uscite dalla povertà nel 2011.
ARGENTINA
Il ministro degli esteri argentino, Héctor Timerman, risponde sdegnato alle dichiarazioni del primo ministro britannico David Cameron che nei giorni scorsi aveva accusato l’Argentina di essere un “paese colonialista” per le sue pretese sulle isole Malvine. Deve trattarsi del solito humor all’inglese visto che il Regno Unito é il paese colonialista per eccellenza...
“L’Argentina non solo non e’ colonialista ma e’ un paese anticolonialista” mentre il governo britannico “rappresenta la decadenza imperiale” ha detto Timerman
L’Argentina reclama la sovranita' sulle Malvine dal 1833 quando vennero occupate da truppe inglesi. La guerra del 1982 che causo' la morte di 255 soldati britannici e oltre 650 argentini vide la vittoria degli europei.
Le dichiarazioni di Cameron hanno causato anche proteste tra la popolazione argentina.
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Atene 6 dicembre 2008. Un poliziotto fredda con un colpo di pistola un ragazzo quindicenne, Alex. Grigoropoulos, che stava in piazza a guardare e non partecipava ad alcuna azione. Appena si diffonde la notizia decine di migliaia di giovani, di disoccupati di operai di medi — liceali — universitari, si riversano sulle piazze della capitale (Atene) a manifestare la propria collera contro l’assassinio e la ferocia poliziesca. Un’enorme ondata di proteste e manifestazioni investe le maggiori città della Grecia (Chania, Iraklio, Ioannina, Kozani, Komotini, Larissa, Patrasso, Salonicco, Velos). Vengono occupate scuole e il politecnico della capitale. Vengono erette barricate. I giovanissimi, dodicenni-quattordicenni, entrano in azione dappertutto. La sollevazione contro la mano dura della polizia è spontanea e generale. Ovunque cresce l’odio e la volontà di scontro contro le forze dell’ordine rimaste l’unico baluardo della cricca di governo capeggiata dal liberal-conservatore Costas Karamanlis. E le dimostrazioni di piazza sfociano in durissimi scontri con la polizia.
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DIRITTI UMANI NEWS
Buenos Aires (AP) Ottobre 2011 Un tribunale argentino ha condannato all’ergastolo 12 ex militari per crimini contro l’umanità commessi nella Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei principali e cruenti centri di detenzione dell’ultima dittatura (1976–1983).
Tra i condannati per gli 86 casi di sequestri, privazioni della libertà, torture, omicidi perpetrati contro dissidenti politici, si trova l’ex capitano di fregata Alfredo Astiz uno dei maggiori simboli della repressione militare e i militari della Marina in ritiro Jorge Acosta, Ricardo Cavallo, Jorge Radice e Antonio Pernias. Il processo, iniziato nel dicembre del 2009 è stato considerato come uno dei più importanti sulle violazioni dei diritti umani commesse contro la dittatura da parte dell’ultimo regime militare. Dall’ ESMA passarono circa 5mila detenuti, dei quali solo la metà sopravvissero.
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