Le associazioni messicane per la difesa dei diritti umani denunciano la Colombia alla Croce Rossa Internazionale

34 commenti
Lucía Andrea Morett
Intervista esclusiva al Dr. Adrián Ramírez Lopez , presidente della LIMEDDH.
La Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani (LIMEDDH) , l’Associazione dei Familiari dei Detenuti Scomparsi e delle Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani del Messico (AFADEM-FEDEFAM), l’Associazione Nazionale degli Avvocati Democratici (ANAD) ed altre associazioni messicane per la difesa dei diritti umani e civili, in un comunicato diretto al Comitato Internazionale della Croce Rossa, hanno espresso la loro ferma condanna dell’azione di guerra dell’esercito colombiano nella quale sono morte 24 persone tra cui il portavoce internazionale delle FARC Luis  Édgar Devia Silva, meglio conosciuto come  Raúl Reyes e per lo meno quattro giovani messicani studenti dell’università pubblica del Messico l’UNAM.
Una giovane,  Lucía Andrea Morett è ferita e ricoverata con grevi lesioni in un Ospedale Militare dell’Ecuador.
Gli studenti, tutti frequentanti la facoltà di Lettere e Filosofia dell’università messicana dell’UNAM, come confermato dal quotidiano messicano La Jornada del 10 marzo, si trovavano in Ecuador, a Quito  per partecipare  al II Congresso Continentale Bolivariano che riunisce i militanti sociali e le forze progressiste e di sinistra latinoamericane. Successivamente, dopo aver raccolto interviste a politici ecuadoriani e materiale per i loro studi, avevano accettato di recarsi nel campo delle FARC, dove avrebbero dovuto proseguire le loro attività di ricerca e studio e   dove nella notte del 1 marzo sono stati sorpresi nel sonno dal fuoco dell’esercito colombiano.
L’accampamento si trovava fuori dalla zona di conflitto ed era luogo di mediazione e  transito anche di visitatori stranieri per le trattative in corso per la liberazione degli ostaggi nelle mani della guerriglia, trattative che stava portando avanti con successo  proprio Raúl Reyes e di cui il governo colombiano era al corrente.
Adrián  Ramírez  Lopez, presidente della Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani ci spiega quali sono i termini della denuncia presentata alla Croce Rossa Internazionale e la posizione assunta dal governo Calderón  in questa situazione:
 
A.M. — Dr. Adrián Ramírez  Lopez, la LIMEDDH ha denunciato alla Croce Rossa Internazionale ciò che è stato definito “un massacro perpetrato dall’esercito colombiano in Ecuador”. 

Tra i morti sono stati recuperati i cadaveri di quattro giovani studenti messicani e una ragazza è tuttora ricoverata in ospedale in Ecuador.

Come hanno reagito alla notizia   l’opinione pubblica messicana e la stampa? Già si parla di infiltrazione delle FARC nell’ UNAM.

 
A.R.- La maggior parte dei mezzi di comunicazione  ha intrapreso una campagna per discreditare gli studenti e i giovani ricercatori e ha cercato di mettere in relazione l’ UNAM con le FARC e di conseguenza con i cartelli della droga.
La ragazza è ricoverata in Ecuador nell’Ospedale Militare e anche se non è in pericolo di vita, il suo recupero sarà molto lento  ed avrà bisogno di interventi di chirurgia ricostruttiva per la profondità e l’estensione di alcune lesioni.
 
A.M. – L’azione  del governo colombiano è sembrata soprattutto  un attacco contro le trattative in corso per lo scambio umanitario  che lo stesso Raúl  Reyes stava portando avanti con i governi del Venezuela e dell’Ecuador.
Si può parlare di violazione del Diritto Internazionale dei Diritti Umani  anche se si tratta di un’azione militare contro un accampamento della guerriglia delle FARC, organizzazione inserita nella lista dei gruppi terroristi?
 
A.R. Ricordiamo che l’attacco si produce durante un momento di distensione del conflitto, che stava già dando i suoi frutti per la liberazione degli ostaggi da parte delle FARC, dal momento che gli ultimi quattro ostaggi erano stati liberati  il 27 febbraio scorso. Fu una dimostrazione chiara dei risultati del processo di negoziazione che le parti stavano portando avanti in modo coerente e responsabile, con la mediazione e il notevole intervento della Francia e Svizzera, dell’Unione Europea e di paesi come il Venezuela e l’Ecuador, nell’ambito dell’Accordo Umanitario.
Noi, come  organizzazioni messicane firmatarie, denunciamo la gravità di quest’accaduto, dal momento che il governo colombiano con il suo operato ha dimostrato soltanto disprezzo per la vita e per la pace. Tale crimine, inoltre, non solo ha provocato la morte  di 24 persone, ma è stato condotto  contro l’accordo umanitario e la liberazione degli ostaggi ( mentre  in questo senso invece c’erano stati notevoli progressi negli ultimi mesi) contro  l’apertura dei processi di pace  e di distensione in Colombia e  nello stesso momento ha minacciato  gravemente la sicurezza della regione.
In questo modo, con il suo operato,  il governo colombiano non soltanto ha violato il territorio e quindi la sovranità dell’Ecuador, ma ha anche condotto un attacco diretto, smisurato, sleale e premeditato a un accampamento situato in un luogo chiaramente stabilito come punto comune di dialogo e di connessione nella trattativa, violando tanto il Diritto Internazionale, quanto il Diritto Internazionale dei Diritti Umani e il Diritto Internazionale Umanitario.
 
A.M. – Come hanno  risposto il governo messicano e il presidente Calderón alle accuse del vicepresidente Santos che ha affermato che quello che è accaduto deve far preoccupare il governo del Messico e che le FARC sono ramificate in tutto il contiente? Inoltre in una sua recente dichiarazione egli  ha affermato che i messicani uccisi “non erano certamente angioletti…”
 
A.R.- Il governo di Calderón ha assunto una posizione di silenzio e non ha dato il via ai procedimenti necessari che ha a disposizione  lo stato messicano per proteggere i suoi cittadini in qualsiasi paese del mondo. Tale posizione, sommata a quella della Procura Generale della Repubblica,  che sta indagando sui giovani in Messico, lo rende  complice del governo colombiano.
 
A.M. – Dovrà rispondere la Colombia di fronte a qualche organismo internazionale per quanto accaduto in territorio ecuadoriano?
 
A.R.- La Corte Penale Internazionale è un tribunale di giustizia internazionale la cui missione è giudicare le persone che hanno commesso crimini di guerra, genocidio o lesa umanità. La sua base giuridica si poggia su tre documenti fondamentali: Lo Statuto di Roma, la risoluzione 808 del 22 febbraio del 1993 e la risoluzione 827 del 25 maggio 1993.
Nello stesso modo è possibile presentare i casi davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani e questa a sua volta li può presentare alla Corte Interamericana dei Diritti Umani.
Purtroppo in ogni caso passerebbero da 5 a 10 anni per ottenere giustizia, per questo ci stiamo preparando insieme con i familiari e con i sopravvissuti per predisporre  un piano di azione a lungo termine e presenteremo un appello alla solidarietà internazionale affinché ci appoggi.
 
A.M. – Come presidente di un’ associazione in difesa dei Diritti Umani come vede la situazione in Colombia e come lei crede che si possa raggiungere la pace in questo paese?
 
A.R.- Innanzitutto la situazione dei diritti umani in Colombia è la più grave in America ed è una delle più gravi nel mondo, per tanto richiederebbe  grandi sforzi politici e diplomatici, impresa che nell’attuale situazione geopolitica è difficile, non sarà facile ottenere infatti  che gli Stati Uniti e il governo della Colombia possano modificare la loro dottrina di “sicurezza democratica” e guerra totale.
Quello che possiamo fare è continuare a costruire ponti di solidarietà internazionale per cercare di evitare stragi maggiori e d’altra parte andare avanti con la costruzione di  azioni di protezione a livello mondiale dei diritti umani e nello stesso momento, ottenere vincoli più stretti di solidarietà internazionale.
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    nardi ha detto:

    quello dell’uruguay (due volte) è un lapsus, no?

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    Azor ha detto:

    Annalisa, buona settimana santa
    e buona Pasqua.
    Vado fuori porta con las nenitas
    un beso

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    Annalisa ha detto:

    @Nardi grazie, ho corretto.

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    Annalisa ha detto:

    @Azor, un beso grande a ti y a las nenes, que la pasen bien.

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    Pedro ha detto:

    El vicepresidente de Colombia, pertenece a una familia que es propietaria de una cadena de medios de información,En cierta forma es el equivalente de Berlusconi en América Latina.
    Por ello, no es extraño que descaradamente exprese…“los mexicanos muertos no eran unos ángeles”. Una declaración evidentemente fascista y carente de respeto por la vida humana.
    saludos cordiales.

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    m vallejo ha detto:

    Era troppo scontato che se non si riusciva a far passare la storia che Reyes (in questo articolo chiamato “mediatore” e non guerrigliero) era li per ragioni di “pace”, portando avanti “trattative di scambio umanitario”, qualcuno (se non tutti) i guerriglieri che si trovavano insieme a lui, in mezzo alla giungla, in un campamento guerrigliero, di nascosto, sarebbero finiti per essere degli angeli!.
    Tutti sapevano chi era Reyes, un giornalista che va a farli un’intervista è conscio che corre un pericolo di vita nel intervistare un criminale ricercato, adesso non solo da parte dall’esercito colombiano, ma anche di quello ecuadoregno, quindi cosa va a fare uno studente con un criminale del genere? in un posto del genere?
    Poi dovreste guardare le interviste ai genitori di questi “studenti”, i propri genitori non sapevano nemmeno che si trovavano li!
    Tutti quelli che scrivono qua, hanno detto che il campamento era stato trovato con dei mecanismi soffisticati forniti dagli usa e questi studenti erano li tranquilli a fare la loro ricerca.
    ma va…

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    nino ha detto:

    vallejo è così spaventato dalle farc,che non si rende nemmeno conto del fatto che un territorio straniero non può essere nemmeno calpestato dall’esercito colombiano.L’oea ha rifiutato il comportamento tenuto dalla colombia per la violazione del suo statuto.Piu’ chiaro di così.Ma vallejo non vede e non sente.Vuole la distruzione della farc anche su un territorio non colombiano.Per lui tutti coloro che vanno a parlare con le farc,anche in territorio straniero,sono “terroristi” verso cui non si deve aver pietà.Fa finta di non ascoltare le parole della sopravvissuta secondo cui l’esercito colombiano ha sparato a gente che si è arresa,ma tant’è, pur di sconfiggere le farc si possono commettere tutte le infamie.

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    Eliolibre ha detto:

    Bravo Vallejo, Reyes criminale ed Uribe con i suoi squadroni della morte “santo subito”. Fin quando si continuerà a difendere i criminali ed a criminalizzare chi, magari anche con i suoi errori, cerca di opporsi al loro strapotere, la pace nel mondo rimarra sempre una pura chimera. Il tuo modo di ragionare, Vallejo, è semplicemente da incoscenti. Conviene uscire dagli assolutismi e cercare di comprendere la realtà, non mi pare difficile scoprire con quali mezzi i potenti difendono il loro insano desiderio di potere assoluto criminalizzando chi, con metodi più o meno condivisibili, si oppone al loro delirio di onnipotenza. La storia dovrebbe insegnare ma sembra che la memoria corta stia trionfando.

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    Valentino ha detto:

    @ Elio
    Condivido il tuo post.
    …ma secondo me non é un problema di memoria corta.
    Ciao

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    danilo ha detto:

    Scusate, sto cercando di ricostruire i fatti. Qui Nino dice che la messicana sopravvissuta ha affermato che molti dei morti sono stati uccisi a freddo dall’esercito colombiano dopo essersi arresi. Nel sito “giornalismo partecipativo” Gennaro Carotenuto ho letto che la ragazza avrebbe affermato anche di essere stata sessualmente abusata dai soldati colombiani. Ma io fin qui non sono riuscito a trovare nessuna fonte che riporti dichiarazioni di qualsivoglia tipo della ragazza ferita. Ed anche nell’eintervista qui pubblicata da Annalisa non c’è traccia di queste cose. Qualcuno di voi mi sa dire da dove vengono queste notizie?

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    Annalisa ha detto:

    Qui le dichiarazioni della ragazza messicana:
    http://www.radiomundial.com.ve/yvke/noticia.php?4231

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    danilo ha detto:

    Grazie Annalisa. Aveva già visto l’agenzia della EFE ed anche alter agenzie sul tema. Ma non avevo mai visto il video di Telesur. Peró neppure nel video di Telesur ho ascoltato nulla che si riferisse agli abusi sessuali ai quali la ragazza sarebbe stata sottoposta, come ho letto nel blog di Gennaro Carotenuto. Ho mandato a Carotenuto una mail ma non mi ha risposto. Tu cosa pensi? Devo dedurne che si tratta di un’invenzione o devo continuare a cercare?

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    Annalisa ha detto:

    @Danilo, se ascolti bene il video la ragazza fa riferimento ad un “hostigamento de tipo sexual”, che avrebbe subito, lo dice dopo aver detto che fu minacciata dai soldati di essere portata in carcere a Bogotà.

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    m vallejo ha detto:

    @nino @elio
    Ok sono di mentalità corta, ma almeno non cerco di confondere le idee inserendo altri argomenti che non sono di questa discussione ne ho citato nel mio commento.
    Elio: Cosa c’entrano le squadroni della morte? e chi ha detto che li difendo?
    Si parla di “studenti” che si trovavano sul accampamento guerrigliero.
    Nino: mi pare che il dove è avvenuto il tutto, è chiaro a tutti, perfino a Uribe dovrebbe essere chiaro, ma questo NON È l’argomento. Oppure vuoi dire che se fosse stato in territorio CO, tu non avresti niente da dire?

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    m vallejo ha detto:

    Alcuni punti chiari riguardanti alla discusione:
    - Questo era un accampamento guerrigliero in territorio Ecuadoregno, sul quale il governo ecuadoregno non era informato e quindi un incursione in palese violazione dela sovranità ecuadoregna. (non sto dicendo che questo giustifica l’operativo, e non è l’argomento)
    - in questo posto sperduto nella giungla, avvistato dalle autorità CO solo con soffisticati apparecchiature (se volete fornite dagli USA) risiedeva (malgrado voi vogliate chiamarlo diversamente) uno dei piu ricercati guerriglieri e criminali colombiani (si Nino, che spaventava a me e altri “pochi” colombiani di mentalità corta)
    - insieme a questo signore, c’erano altre persone sulle quali, il governo ecuadoregno non aveva conoscenza (se non sa che esiste, tanto meno sa chi era li). I genitori della ragazza ferita hanno dichiarato di non sapere che la loro figlia si trovasi in quel particolare posto.
    - queste persone sanno di certo che Reyes è un pericoloso guerrigliero non solo ricercato in CO, ma anche in Ecuador (per via della collaborazione tra il gov EC e CO), sanno che il posto è in violazione di territorio EC, e sanno della esistenza di un luogo in mezzo alla giungla, nascosto al governo EC e CO dove convivono solo seguaci di Reyes.
    - come si puo credere che erano studenti a fare una tesi?
    - Un soldato colombianp è risultato ucciso da uno di questi “studenti”
    - la ragazza ferita, a posteriori e al riguardo l’operativo puo dire qualsiasi cosa, intanto nessuno la smentirà. Sul video registrato in diretta dell’operativo però, si sente chiaramente tutta un’altra cosa. Il soldato colombiano, in mezzo allo scambio di fuoco, ripete varie volte di non sparare, di arrendersi e non farsi uccidere poiche loro obbiettivo (el barbudo) è gia preso.

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    Annalisa ha detto:

    No M. Vallejo, mi spiace, il fatto che i ragazzi si trovassero lì, pur con tutti i rischi del caso, non vuol dire affatto che fossero membri delle FARC, molti giornalisti italiani e non vanno in Colombia e intervistano guerriglieri, e questo lo fanno nei loro accampamenti e non vuol dire che siano appartenenti alle FARC. I ragazzi erano stati a Quito dove avevano assistito o messo in scena un’opera di teatro e c’è un video che lo dimostra e solo successivamente si sono recati a Lago Agrio.

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    danilo ha detto:

    Grazie Annalisa. Le tue indicazioni mi sono state molto utili. Quella frase mi era sfuggita. E temo che sfuggirà anche ad eventuali indagini. Tutte le accuse di violazione dei diritti umani nei confronti delle forze armate colombiane sono credibili, considerato il passato. Ma se questo è tutto quello che Lucia è in grado di dire, credo che la cosa finirà come la riunione di Santodomingo: a tarallucci e vino. Grazie ancora

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    m vallejo ha detto:

    Annalisa, Nel mio primo post, ho scritto che i ragazzi (ammeso che fossero veramente studenti) conoscevano i rischi che correvano cosi come un giornalista gli conosce. Quindi anche tu concorderesti sul fatto che sono stati solo “sfortunati” di trovarsi li proprio in quel momento.
    Non ho detto che erano li e quindi erano delle Farc, ho detto che ci sono molti argomenti che fanno difficile credere che fossero “studenti a fare la tesi”. Il fatto che fossero studenti penso sia facilissimo verificare, il chè cosa e come si trovavano li è gia meno dimostrabile.
    Io ho scritto che aparte le Farc, ne il governo EC, ne il suo padre sapevano che la ragazza si trovava in quel posto particolare ne sapevano della esistenza di questo posto. Il padre ha dichiarato in un’intervista, che sapeva che la ragazza era andata in Ecuador, ma no che era andata in questo posto.
    Poi tra le tante cose che si dicono, adesso si dice che il posto era “luogo di mediazione e transito anche di visitatori stranieri” quando il governo ecuadoregno non sapeva ne anche della sua esistenza?. Poi il fatto che sia “luogo transito di visitatori” dovresti dirmelo voi se in mezzo ad una giungla fitta, un posto nascosto e cosi del genere puo essere un luogo di transito!.

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    m vallejo ha detto:

    Giusto per riportare un altro commento assurdo quanto, il fatto che l’accampamento fosse luogo di mediazione e transito di visitatori stranieri:
    All’inizio si diceva che alcuni di questi studenti li hanno trovati legati.
    Un’altra cosa e che alcuni di loro erano in divisa delle farc.
    Il padre della ragazza, vista la difficile situazione giuridica di sua figlia ovviamente non puo dire che sua figlia era simpatizante delle farc o apparteneva alle farc. Lui nega che la ragazza avesse qualche vincolo con le farc, ma lo stesso non sapeva cosa faceva sua figlia in quel posto…

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    Valentino ha detto:

    @ Vallejo
    Ma cosa vorresti dire con tutti questi mezzi discorsi?

    - Il governo Ecuadoreno era perfettamente a conoscenza della manifestazione che si stava svolgendo e il flusso di persone presenti era stato previsto dalle stesse autorità ecuadorene.

    –Raul Reyes e la farc erano in Ecuador appunto perchè in trattative con il governo Francese (dichiarazione di Messieur Sarkozy) per la liberazione degli ostaggi tra cui I.Betancourt.
    (Questo per ribadirti che Uribe non vuole la Betancourt libera)

    …“Un’altra cosa e che alcuni di loro erano in divisa delle farc”
    … Quindi i poveri soldatini si possono essere confusi, ed aver sparato sui poveri studenti?
    Credo che solo tu, Uribe e Santos sappiate che gli studenti indossassero una divisa delle FARC,…certo che nella selva di notte riconoscere una divisa da un’altra bisogna essere dei fenomeni.

    Un padre non sà dove possa essere sua figlia, sai che anomalia al giorno d’oggi?

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    Annalisa ha detto:

    Anche perchè nemmeno “le bombe intelligenti” usate per colpire l’accampamento e che si vocifera siano state sganciate da aerei decollati dalla base USA di Manta, (il governo ecuuadoriano sta svolgendo indagini in tal senso), non riuscirebbero a distinguere le uniformi. Comunque i morti erano quasi tutti in calzoncini e mutande perchè stavano dormendo.

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    m vallejo ha detto:

    Valentino
    Il governo ecuadoregno non sapeva della esistenza del posto. Il governo francese (tramite il portavoce) ha smentito le voci che ci fossero in trattative con Reyes.
    Per il discorso del padre: anche tu riconosci che puo darsi che il padre non sapeva che sua figlia fosse in questo accampamento, allora perche non puoi dire che poteva non sapere che aveva vincoli con le farc?
    Il discorso dell’uniforme (non ho detto che i soldati hanno sparato perche avevano la divisa), e quanto credibile quanto il fatto del luogo di transito di visitatori stranieri, era solo per farvi vedere con che facilita si raccontano balle.
    ciao

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    Valentino ha detto:

    …@ Vallejo
    Infatti la prima riga del mio post precedente riportava “Ma cosa vorresti dire con tutti questi mezzi discorsi?”
    - Allora Vallejo, e dopo spero che la querelle sul portavoce francese finisca qui.
    Ti dirò di più, il governo francese non aveva solo un negoziatore ma ne ha più di uno.( Ed ora più di prima)
    Ora secondo te é ammissibile che il governo francese ammetta che stà trattando direttamente con le FARC?

    –Il discorso dell’uniforme (non ho detto che i soldati hanno sparato perche avevano la divisa)..

    niente di scandaloso! poteva essere interpretato in altri modi, io l’ho interpretato così come ho scritto.
    Ma é anche vero che se nessuno avesse fatto questa puntualizzazione tu non avresti fatto nessuna rettifica.

    “Il governo ecuadoregno non sapeva della esistenza del posto.”
    –A questo punto sono costretto a chiederti… di quale posto?

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    Annalisa ha detto:

    Io credo che la questione sia molto semplice e serve a ben poco complicarla di più. Le FARC avevano avviato delle trattative per lo scambio dei prigionieri, con chi non è importante, con Chavez sicuramente, ma anche con i francesi, non è nemmeno importante che il campo fosse o meno luogo di trattative, il fatto importante è che Uribe era al corrente di tutte queste trattative che già avevano dato i primi risultati, altri erano in arrivo. Un colpo così duro alle FARC, portavoce o meno Reyes era il n. 2, in questo preciso momento dimostra soltanto il disprezzo per la pace, la volontà di colpire la mediazione del Venezuela e la pericolosità di un presidente che è incapace di gestire la situazione nel suo paese ma è anche incapare di accettare che lo facciano altri. Punto. Quando dico incapace di gestire, intendo di gestirla in modo civile e non manu miliatari…

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    m vallejo ha detto:

    come si puo vedere, il discorso vostro finisce inevitabilmente quasi sempre su altri argomenti.
    Io ho provato a parlare sempre delle studentesse ( o presunte tali) ferite, del fatto che se sono state uccise o ferite è stato perche loro hanno preso dei grossi rischi per conto loro, che ci sono molte cose che personalmente fanno dubitare che fossero soltanto studenti a fare ricerche, che ancora più inspiegabile perche, è che cosa facevano in questo accampamento in mezzo alla giungla, su un posto del quale sapeva l’esistenza soltanto le Farc. Accampamento che di tutto era, tranne che un luogo di “transito di stranieri” conosciuto da tutti.
    Adesso siete tornati ai soliti discorsi su Uribe, uribe non vuole la pace, ha metodi sbagliati, ha rovinato le trattative, Reyes era un portavoce prima che un criminale, c’erano trattative con francia (che secondo valentino il governo francese non può ammettere ma lui sa che c’erano).
    Io sinceramente mi ritiro di questo post perche non voglio perdere tempo a scrivere si questi altre cose che abbiamo affrontato in altre occasioni.

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    Valentino ha detto:

    @ Annalisa
    Concordo con la tua analisi.
    Ciò che mi lascia perplesso, é il fatto che si cerca di arrampicarsi sugli specchi solamente per non voler ammettere che con il presidente che si ritrovano i colombiani non ne verranno mai fuori da questa atroce situazione in cui versa la martoriata Colombia.
    Ci si trova a dover discutere su delle m.……e, quando dall’inizio dell’anno sono stati assassinati nove sindacalisti, la Colombia é tra le nazioni con la più alta percentuale di delinquenza minorile, hanno un presidente che chiamarlo narcotrafficante non fa nemmeno scandalo.

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    Valentino ha detto:

    @ Vallejo
    Non sono il solo a sapere dei contatti del governo francese, basta informarsi.
    –Ora ciò che tu vuoi dimostrare é che gli studenti in questione erano possibili guerriglieri FARC in attesa di addestramento, o quantomeno secondo te non l’hanno raccontata giusta? Ho capito bene?

    –Allora Vallejo, ci sono stati studenti che a suo tempo hanno fatto tesi su Palestinesi ancora quando c’era OLP, hanno fatto tesi sui Curdi e non mi dire che se la passano bene.…ma aver contattato certe organizzazioni non significa necessariamente farne parte, su questo convieni?

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    Annalisa ha detto:

    Mario scusa, non ho capito cosa altro vuoi sapere, gli studenti erano a Quito per partecipare al II Congresso della Coordinadora Bolivariana, hanno fatto interviste e realizzato un’opera teatrale, lì sono stati avvicinati da qualcuno che gli ha proposto di visitare un campo delle FARC, e penso che succede più di quanto tu immagini che stranieri visitino campi delle FARC e ora o per studio o per curiosità e consapevoli dei rischi che correvano hanno accettato, lo avrei fatto anche io sinceramente e la notte il campo è stato bombardato. Questo è tutto quello che troverai in giro in rete. Né più né meno. Che fosse luogo di transito, espressione vedo che ti ha colpito molto, lo dimostra il fatto che quattro studenti messicani abbiano avuto la possibilità di passarci la notte. Comincio a pensare che tu abbia una visione delle FARC un tantino distorta, non sono mica gli uomini della selva chiusi al resto del mondo come credi.Reyes se non sbaglio è stato due volte in Italia, e viaggiava molto ultimammente per lo scambio umanitario, vuoi che il campo non fosse un luogo di transito e di incontri?

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    Paolo Rossignoli ha detto:

    era un po’ di giorni che mi domandavo dove fossero finiti il sig. Palumbo e il sig. Cavallini… quasi preoccupato della loro assenza, poi ho letto un po’ di post del Vallejo… e mi sono tranquilizzato

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    m vallejo ha detto:

    Ohh cosi va meglio. Siamo tornati ai discorsi che tratta questa notizia, ovvero sia delle studentesse.
    Ma quando qualcuno pur di scrivere qualcosa citava che colombia ha violato sovranità ecuadoregna, che Uribe ed i suoi squadroni della morte “santo subito”, o che il governo francese aveva “negoziatori” (non ufficialmente ammissibili) in questo posto, mi sembra che siano argomenti discussi gia cento volte in altre occasioni.
    In effetti, mi ha colpito il modo in cui si racconta la notizia, descrivendo che l’uccisione o ferimento è avvenuto in questo luogo di “mediazione e transito di visitatori” quando ufficialmente nessuno sapeva della esistenza di questo accampamento (parlo del governo Ecuador) e nessuno aveva concesso i guerriglieri questo territorio. Un po’ come se fossi stato un Caguan o un luogo di preghiera o un accampamento della croce rossa, solo che questo in territorio Ecuadoregno.
    Sono d’accordo che uno non diventa delle FARC per andare a fare un’intervista, ma sono anche d’accordo che si uno accetta il rischio di andare in un posto cosi “illecito” e poi succede che viene ferito, è difficile poi lamentarsi e raccontare addirittura che sono state bendate e violentate sessualmente dai soldati!, anzi si potrebbe anche accusare le Farc di averli indotto a venire in un posto del tutto illecito dove mettevano a rischio la loro incolumità.
    Io ritengo che è ancora tutto da dimostrare che abbiano passato una notte li (mi sembra che erano li da giorni) a fare una ricerca, quando nessuno (oltre alle farc) sapeva l’ubicazione di questo accampamento e che questi studenti si trovavano li (in questo accampamento, non in Ecuador).
    La questione è che queste persone si trovavano nel posto sbagliato, che (presumo) adesso si trovano in una difficile situazione giudiziaria e che quindi per difendersi si puo raccontare qualsiasi balla di quanto è successo.

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    m vallejo ha detto:

    Rileggendo la notizia, c’è scritto che il luogo dove è avvenuto questo attacco, era situato in un “luogo chiaramente stabilito come punto comune di dialogo e di connessione nella trattativa” e che l’attacco si “produce durante un momento di distensione del conflitto… dal momento che gli ultimi quattro ostaggi erano stati liberati il 27 febbraio”.
    Il “luogo chiaramente stabilito…” ditemelo voi da dove viene fuori se come ha detto Ecuador il luogo era frutto di un’incursione illecita da parte delle Farc e nessun governo ha ufficialmente detto che in questo posto si conducevano trattative.
    Che poi l’attacco si produce in un momento di distensione del conflitto perché erano stati liberati quattro ostaggi alcuni giorni prima: Mi sembra che il giorno dopo la liberazione dei quattro ostaggi, le FARC hanno sequestrato quattro turisti e quindi evidentemente né per le farc né per il governo colombiano ci sia stato questo “momento di distensione”.
    Per non parlare del fatto che secondo questo signore l’attacco è stato “condotto contro l’accordo umanitario e la liberazione degli ostaggi”. Ma, esiste già un accordo? (non che voglia conoscere i vostri pareri di perché non c’è ancora un accordo, solo voglio sapere se esiste questo accordo umanitario)
    Come ho detto le studentesse presumo si trovino in problemi giudiziari, e quindi questa associazione si da da fare per ammorbidire la loro situazione.

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    Eliolibre ha detto:

    Paolo Rossignoli, mi hai rubato il commento.…… penso amche al signor Adele.…

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    G. ha detto:

    Ma dai, non esagerate, non può mica essere sempre lui.….è vero che scriveva su Cuore e quindi è abituato ai travestimenti ma non fino a questo punto.….in ogni caso buona pasqua a tutti.

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