A una settimana dalla Conferenza Mondiale delle Donne: comunicato del Coordinamento italiano

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Non c’è rivoluzione senza liberazione della donna.

Non c’è liberazione della donna senza rivoluzione.

Da circa due anni è stato lanciato a livello internazionale l’appello per la costruzione della Conferenza Mondiale delle Donne di Base, che si terrà a Caracas dal 4 all’ 8 marzo 2011, nel centenario della Prima Giornata Internazionale della Donna. In ogni paese del mondo gruppi più o meno numerosi,  collettivi, associazioni di donne e sindacati stanno lavorando per renderla un’ esperienza collettiva di confronto e riflessione, un contributo alla libertà delle donne di tutto il mondo.

In Italia fin dal primo momento,  varie realtà,  associazioni di donne e singole compagne  hanno aderito all’appello,  dando vita a un eterogeneo Coordinamento Italiano per la Conferenza Mondiale delle Donne della Base.

Si sono svolte  iniziative per promuovere la Conferenza e per la raccolta di fondi  in varie città: da Milano a Imperia, da Napoli a Roma  a Torino. Infine abbiamo aderito e partecipato a diverse mobilitazioni tra cui il Social Forum Europeo di Istanbul, la manifestazione del 16 ottobre 2010 indetta dalla FIOM e la grande mobilitazione del 13 febbraio “Se non ora quando?” che ha visto oltre un milione di donne, ma anche uomini, scendere in piazza contro la mercificazione del corpo femminile e per la cacciata di Berlusconi.

Attraverso questo percorso abbiamo ottenuto un primo, importante risultato: l’unità d’azione di vari organismi femminili, ed oggi, a una settimana circa dalla data di inizio della Conferenza Mondiale delle Donne possiamo constatare che il lavoro svolto dal Coordinamento italiano  è stato prezioso e capillare:  si è esteso e raccoglie il contributo di organizzazioni e singole donne con diverse esperienze e sensibilità: partecipano ai lavori oltre alle compagne del  Partito dei Carc, ilComitato Donne Estella di Milano, le compagne di Lucha y Siesta (donne migranti e italiane che hanno occupato un edificio a Roma), il collettivo delle compagne dell’Askatasuna di Torino, le mamme antifasciste del Leoncavallo Spa, le compagne del CSOA Forte Prenestino, le compagne del Sindacato Lavoratori in Lotta, comitati di lavoratrici nati con l’obiettivo di promuovere la Conferenza,  la Casa Internazionale delle Donne di Roma, le compagne del collettivo Natura Avventura edizioni, alcune compagne dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, l’associazione delle donne filippine di Milano Samakami, alcune partigiane (Norina Brambilla e Miriam Pellegrini Ferri), l’associazione di Torino Me-Dea, il Circolo Bolivariano José Carlos Mariategui di Napoli, il Circolo Bolivariano Antonio Gramsci - Caracas  e altre singole compagne ognuna con il suo percorso tra cui Barbara Spinelli dei Giuristi Democratici e coordinatrice del sitohttp://femminicidio.blogspot.com/Annalisa Melandri attivista per i Diritti Umani che gestisce il sito www.annalisamelandri.it.

La redazione della rivista AlbainFormazione inoltre dal primo numero ha dato ampio spazio alla divulgazione dei lavori del Coordinamento italiano, contribuendo con il ricavato della vendita di alcuni numeri della stessa  al finanziamento del viaggio a Caracas.

L’obiettivo comune era quello di  creare e consolidare un coordinamento che attraverso il lavoro di preparazione della Conferenza raccogliesse  gli organismi popolari e operai, le varie associazioni, le battaglie quotidiane di singole donne impegnate nel sociale,  in cui tutte potessero ritrovarsi, confrontarsi  e organizzarsi. Un coordinamento in cui  le sindacaliste più combattive, le intellettuali, le progressiste, le sincere democratiche  che oggi lottano per non pagare la crisi dei padroni ma anche per conquistare spazi sempre più grandi di autonomia e indipendenza  potessero porre  le basi per mettere  all’ordine del giorno anche la lotta per la costruzione di un mondo migliore, possibile e necessario, in cui  ogni donna  sia valorizzata per il contributo che può dare alla collettività, sia messa nella condizione di poter svolgere un lavoro e una vita dignitosa, libera da tutte quelle incombenze e discriminazioni che questo sistema scarica sulla loro pelle (dal lavoro domestico alla cura dei bambini e degli anziani, dalle discriminazioni salariali alla negazione di una maternità sicura e consapevole).

Il dibattito e lo scambio di esperienze tra gli organismi aderenti al Coordinamento ha portato a elaborare i contributi che vogliamo portare alla Conferenza Mondiale in Venezuela:

- condivisione di esperienze di lotta in ambito ambientale, politico ed economico in cui le donne hanno un ruolo determinante

- la lotta al Vaticano, il centro promotore della cultura che vuole le donne sottomesse, sforna-figli e relegate alla vita domestica e centro della mobilitazione reazionaria (ogni governo borghese senza il sostegno del Vaticano non può niente).

Ai forum della Conferenza intendiamo dunque presentare un video sulla lotta No TAV, una video-intervista a Margherita Hack, una alle donne di Terzigno, far conoscere la lotta delle precarie BROS di Napoli e, infine, intendiamo presentare un libro della CGIL sul lavoro delle migranti in Italia. Inoltre presenteremo  un resoconto delle storiche battaglie per la legalizzazione dell’aborto in Italia (diritto negato a molte donne in molti paesi del mondo soprattutto in America latina dove l’ingerenza della Chiesa è molto forte) e un momento di riflessione sulla violenza contro le donne, (tema che accomuna purtroppo le donne di tutto il mondo), violenza che sempre più spesso avviene tra le mura domestiche e che si interseca con la questione di classe  laddove le donne che ne subiscono maggiormente le conseguenze sono quelle senza lavoro e completamente dipendenti economicamente dai loro mariti e compagni.

Non è ancora tempo di bilanci, manca ancora qualche giorno all’inizio della Conferenza e i lavori per la preparazione del materiale e dell’organizzazione del viaggio procedono febbrili, ma è già chiaro che il percorso sviluppato fino ad oggi dimostra quanto sia importante il contributo attivo delle donne nella lotta per non pagare gli effetti della crisi, per costruire una società diversa ma soprattutto quanto siano importanti i contributi che le donne italiane potranno condividere con le compagne di altri paesi. Percorsi di lotta diversi spesso si  originano da rivendicazioni simili. Solo condividendo e confrontandosi su strategie,  proposte e progetti  sarà  possibile infatti trovare soluzioni comuni.

Il Coordinamento italiano per la Conferenza Mondiale delle Donne di Base

http://conferenzamondialedonne.wordpress.com/

Caracas 4/8 marzo 2011

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