Cuba: comunicato del governo sulla morte di Wilman Villar Mendoza

3 commenti

Qui di seguito (in spagnolo) il comunicato del governo cubano sulla morte di Wilman Willar Mendoza. Per la stampa internazionale si trattava di un “dissidente politico” in sciopero della fame da oltre 50 giorni. Il governo cubano specifica  che era un detenuto “comune” (reati di violenza contro la moglie e resistenza alle forze dell’ordine) e che non era nemmeno in sciopero della fame e che durante tutto il tempo del suo ricovero ha ricevuto tutte le attenzioni e cure di cui aveva bisogno. Solo i morti in carcere a Cuba fanno notizia? (AM)

Nota del gobierno cubano sobre la muerte de Wilman Villar Mendoza
20 Enero
Nota informativa
A las 18:45 horas del 19 de enero falleció en Santiago de Cuba el recluso común Wilman Villar Mendoza, en la sala de cuidados intensivos del hospital Clínico Quirúrgico “Doctor Juan Bruno Zayas”, a causa de fallo multi-orgánico secundario a un proceso respiratorio séptico severo, que llevó al paciente a un shock por sepsis.
Esta persona había sido remitida con urgencia el pasado 13 de enero del centro penitenciario “Aguadores”, al hospital provincial “Saturnino Lora”, al presentar síntomas de una neumonía severa del pulmón izquierdo, recibiendo todas las atenciones para este tipo de afecciones, aplicándosele ventilación y nutrición artificial, fluidoterapia, hemoderivados, apoyo con drogas vasoactivas y antibióticos de amplio espectro de última generación.
El hospital clínico quirúrgico “Juan Bruno Zayas”, donde falleció, es uno de los centros hospitalarios de mayor nivel en la región oriental y su sala de terapia intensiva cuenta con una gran experiencia en la atención al paciente grave.
Villar Mendoza residía en el municipio Contramaestre, provincia Santiago de Cuba y cumplía sanción de privación de libertad desde el 25 de noviembre del año 2011, por los delitos de Desacato, Atentado y Resistencia.
El hecho por el que fue sancionado se produjo durante un escándalo público en el que agredió y provocó lesiones en el rostro a su esposa, ante lo que su suegra solicitó la intervención de las autoridades y al acudir agentes de la PNR se resistió y los agredió.
Sus familiares más allegados estuvieron al tanto de todos los procedimientos que se emplearon en su atención médica, además de reconocer el esfuerzo del equipo de especialistas que lo atendió.
En relación con este hecho, desde hace varios días agencias de prensa extranjeras, en particular de Miami, vienen promoviendo una intensa campaña internacional difamatoria, en contubernio con elementos contrarrevolucionarios internos, que presentan a Villar Mendoza como un supuesto “disidente” que falleció tras realizar una huelga de hambre en prisión. Al respecto se disponen de abundantes pruebas y testimonios que demuestran que no era un “disidente” ni estaba en huelga de hambre.
Wilman Villar después de haber cometido el delito, por el cual fue procesado en libertad, comenzó a vincularse con elementos contrarrevolucionarios en Santiago de Cuba, quienes le hicieron creer que su presunta pertenencia a los grupúsculos mercenarios le permitiría evadir la acción de la justicia.
Cuba lamenta la muerte de cualquier ser humano; condena enérgicamente las burdas manipulaciones de nuestros enemigos, y sabrá desmontar esta nueva agresión con la verdad y la firmeza que caracteriza a nuestro pueblo.
  1. Ohibò, Annalisa, il tempo passa, ma vedo che tu resti la medesima. Piena d’intelligenza e fervore rivoluzionario, ma pronta – quando il tema è Cuba – a trasformarti in velinara (come altrimenti definire una persona che, in un tanto controverso caso, si limita a pubblicare il comunicato ufficiale del governo, accompagnato da un perentorio invito — un classico — a parlar d’altro?). Davvero non riesci a sollevarti, almeno di qualche millimetro, al di sopra dello squallore “oficialista”? Io, comunque, credo che tu abbia torto Annalisa. Non è vero che solo i morti in carcere a Cuba fanno notizia. Quello che invece è verissimo (e tu ne sei la dimostrazione) è che solo quando qualcuno muore in carcere a Cuba le anime belle della rivoluzione – tutte gramscianamente al servizio della verità che, notoriamente è rivoluzionaria – scoprono il lato sbirresco della propria personalità. Se hai voglia (cosa che dubito) leggi il mio post nel blog de Il Fatto Quotidiano. Se invece (come penso) preferisci fermarti là dove il governo cubano vuole che ci si fermi, tanti saluti e alla prossima.

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      Annalisa ha detto:

      Ohi ohi, Cavallini anche per te il tempo sembra non trascorrere mai. Scrivi di Cuba e come per incanto appari tu. Certo questa volta con nome e cognome, addirittura la foto! e non come tal Palumbo non mi ricordo che, commerciante di caffe’, come facevi a suo tempo . Pensa che ti facevo come Jordi Valle veleggiando da qualche parte lungo la costa della Florida. Ironia a parte, che spero mi concederai visto che mi hai appena dato della velinara, la cosa e’ semplice e cioe’ tu puoi aver ragione su quello che e’ accaduto come posso averla io, visto che tu lo sai come lo so io, ma se le tue fonti sono las Damas de Blanco che si fanno fotografare in giro con terroristi del calibro di Posada Carriles preferisco le mie e cioe’ il governo cubano. Adesso ti saluto, anche con affetto se non altro per tutto il tempo che ti conosco, ti ricordo che ora c’e’ a differenza del passato la moderazione dei commenti quindi non esagerare, non sara’ la tua simpatica faccina a trattenermi dal cancellarteli tutti. Ah ho letto il tuo articolo, perche’ ne dubitavi? L’ho trovato scontato, come il mio d’altra parte. Quando si parla di Cuba questo e’ il rischio e lo sai bene. P.S. Complimenti per l’estetica del sito, molto carino. Abrazos.

  2. Puoi avere ragione tu, cara Annalisa, e posso avere ragione io. E, proprio partendo da questa premessa, ci si potrebbe — se a te la verità (in questo caso davvero “scontata”, hai ragione tu) non facesse tanta paura — confrontarsi partendo dai fatti. Dai fatti, Annalisa, non da Palumbo (vedo che il ricordo del “commerciante di caffè” continua a toglierti il sonno), o da Posada Carriles (che fantasia!). Che cosa ci dicono i fatti? Ci dicono che la velina da te pubblicata non regge di fronte alla più elementare verifica. Wilman è stato accusato di un reato commesso quattro mesi prima, dopo essere stato arrestato nel corso d’una pacifica manifestazione di protesta a novembre. E questo attraverso un processo durato meno di due ore, a porte chiuse e senza testimonianze, neppure quella della moglie, presunta vittima della violenza del “delinquente” Wilman Villar. La quale moglie, oggi, pubblicamente smentisce la versione governativa. Questi, Annalisa sono i fatti (se ne conosci altri, rivelali, please) sui quali – et pour cause – allegramente sorvola la tua velina (che, come spesso capita nelle vicende cubane, è anche il più ovvio elemento d’accusa contro il governo). Io credo, cara Annalisa, che tu faccia un torto a te stessa ed alla tua passione per la libertà rendendoti complice di queste miserie. Non temere, non insisterò troppo. Già è abbastanza penoso vederti regger bordone alle menzogne d’uno Stato-sbirro. E non voglio aggiungere, a questa vergogna, anche quella d’una censura. Chiudiamola qui. Ti lascio. Padrona del tuo blog “moderato” e delle tue paure di sempre. Ciao.

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