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	<title>Annalisa Melandri&#187; dblog</title>
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	<description>America Latina, e non solo</description>
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		<title>La sparizione forzata di persone – crimine contro l’umanità</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 05:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 30 agosto è la Giornata Internazionale del Detenuto Scomparso. Ripropongo questa nota scritta il 5 novembre 2009  (A.M.) La sparizione forzata di persone – crimine contro l’umanità Soltanto nel dicembre del 2006 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate. E’ stata ottenuta dopo 25 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 0pt;"><strong><span style="mso-ansi-language: IT;"><img src="/public/desaparecidos2.jpg" alt="" align="absMiddle" /></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; text-align: left;"><em><span style="mso-ansi-language: IT;">Il 30 agosto è la Giornata Internazionale del Detenuto Scomparso. Ripropongo questa nota scritta il 5 novembre 2009  (A.M.)</span></em></p>
<p>La sparizione forzata di persone – crimine contro l’umanità Soltanto nel dicembre del 2006 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la <strong>Convenzione per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate</strong>. E’ stata ottenuta dopo 25 anni di battaglie portate avanti da associazioni internazionali per la difesa dei Diritti Umani, da famigliari di <em>desaparecidos</em>, da uomini e donne in tutto il mondo.</p>
<p>La Convenzione sancisce formalmente “<strong>due nuovi diritti umani</strong>: il diritto di ciascuno a non essere fatto sparire e il diritto alla verità per le  vittime della sparizione forzata” (Gabriella Citroni). In questa Convenzione, che necessita la ratifica di altri sette paesi perchè entri in vigore  (<strong><span style="text-decoration: underline;">l’Italia non l’ha ancora fatto)</span></strong>, la sparizione forzata di persone viene definita come: “<em>l’arresto, la detenzione, il sequestro o qualsiasi altra forma di privazione della libertà che sia opera di agenti dello Stato o di persone</em> <em>o di gruppi di persone che agiscono con l’autorizzazione, l’appoggio o la acquiescenza dello Stato, seguita dal rifiuto di riconoscere tale privazione della libertà o dall’occultamento della sorte o la dimora della persona scomparsa, sottraendola così alla protezione della legge</em>”.</p>
<p>Definito dalle Nazioni Unite come oltraggio alla “dignità umana” e fin dal 1983 “crimine contro l’umanità” dall’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), è una pratica criminale che generalmente identifichiamo con le dittature latinoamericane, ma che  <strong>ha origini marcatamente europee</strong>. Ricordiamo  le migliaia di persone scomparse  del regime franchista e i crimini commessi dalla Germania nazista.</p>
<p>In America latina il metodo è stato utilizzato  come strumento politico e repressivo all’interno della cosiddetta “<em>guerra contrainsurgente</em>” volta all’eliminazione fisica degli oppositori militanti e delle persone critiche dei regimi dittatoriali. <span style="color: #000000;">Ai militari latinoamericani complici di quelle dittature la pratica della sparizione forzata sembrò dunque il <strong>crimine perfetto</strong>: senza (apparente)spargimento di sangue, senza carnefici, soprattutto senza responsabili perchè di fatto non esisteva nemmeno la vittima. In carceri clandestine, in luoghi di detenzione legali e illegali, in case private, i <em>desaparecidos</em> perdevano la loro identità di essere umano, di cittadino, di persona, per essere soltanto un corpo in balia delle efferatezze più criminali. La morte sotto tortura o per l’eliminazione successiva spesso concludeva il periodo di<span> sparizione forzata. </span></span></p>
<p>La pratica della sparizione forzata ha effetti distruttivi sia sulla vittima che subisce tale crimine che sui suoi familiari e in larga misura anche sul corpo sociale alla quale le vittime appartengono. “La continuazione del terrore prolungato rispetto a una minaccia vaga ma effettiva produce una serie di meccanismi di difesa che a sua volta rompono il tessuto sociale nella misura in cui colpiscono i legami interpersonali” (Stella M. Figueroa). &gt;La sparizione forzata in Messico Nonostante si associ il fenomeno dei <em>desaparecidos</em> soprattutto a paesi come il Cile, l’Argentina, il Guatemala  <strong>il fenomeno ha riguardato in maniera senza dubbio più silenziosa e subdola, ma non meno importante anche il Messico</strong>.</p>
<p>Il  periodo conosciuto come della “<em>guerra sporca</em>” (tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70), fu caratterizzato da una dura politica repressiva del governo messicano  allo scopo di rompere l’unità del tessuto sociale e smobilitare la resistenza armata che si stava diffondendo rapidamente nelle campagne del paese. Soprattutto negli stati di Guerrero, Chiapas e Oaxaca, si contarono più di 1300 casi di sparizioni forzate. La metà soltanto nello stato di Guerrero dove era attiva la guerriglia  di Lucio Cabañas e Genaro Vázquez. <span style="color: #000000;">Si è risaliti a questa cifra grazie agli studi e alle ricerche compiute dall’Associazione dei Familiari dei Detenuti, Scomparsi, e Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani in Messico (AFADEM) che fa parte della Federazione latinoamericana di Associazioni dei Familiari dei Detenuti Scomparsi (FEDEFAM). </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttavia è una pratica che continua ad applicarsi anche in tempi recenti :<strong>soltanto dal dicembre 2006, data di inizio del governo di Felipe Calderón al giugno 2008 i casi accertati sono stati 23.</strong> Si tratta di difensori dei diritti umani, indigeni e attivisti sociali e politici. In diciotto mesi, 23 persone sono state  fatte sparire perchè ritenute scomode per il potere, sicuramente torturate, quasi sicuramente uccise. <strong>Più di una persona al mese.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">I numeri tuttavia sono sicuramente maggiori. AFADEM rileva che, considerando anche le persone scomparse per le quali non si ipotizza direttamente il motivo politico e le persone scomparse in relazione al narcotraffico,  raggiungiamo la cifra di <strong>300 persone in 18 mesi di governo.</strong> Di queste persone non si sa più nulla, eppure il Messico è considerato a tutti gli effetti una democrazia. Difatti, molti casi di sparizioni forzate vengono fatti passare come casi legati al narcotraffico, spiega il segretario esecutivo di Afadem Julio Mata, una maniera sbrigativa per eludere la responsabilità diretta dello Stato, dal momento che <strong>il reato di sparizione forzata si configura tale in quanto commesso dallo Stato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong> Un comune cittadino non può compiere il reato di sparizione forzata, può sequestrare, può uccidere. Uno  Stato invece,  fa sparire forzosamente, contro la loro volontà persone. Innocenti. Lo Stato spesso rimane impune e chi commette questo tipo di crimine continua a ricoprire ruoli di prestigio nelle Forze Armate o nei punti chiave di comando. <strong>La lotta contro l’impunità in Messico va di pari passo con la lotta contro la sparizione forzata. Sono le due facce della stessa medaglia. Non esiste il carnefice perchè non esiste la vittima.</strong></span></p>
<p>Una buona notizia. Il 7 luglio scorso  a San José di Costa Rica presso la Corte Interamericana dei Diritti Umani  (CIDH) per la prima volta lo Stato messicano <strong><span> <strong>si è trovato  al banco degli imputati per la politica repressiva applicata dal governo e dalle Forze Armate durante la  <em>guerra sucia</em>.</strong><strong> </strong>Il caso preso in esame, e considerato emblematico di quanto accadeva in quegli anni è quello della sparizione forzata di <strong>Rosendo Radilla Pacheco</strong>, avvenuta il 25 agosto del 1974 ad Atoyac de Álvarez, stato del Guerrero, e del quale quella del 7 luglio è stata  soltanto l’udienza preliminare. </span></strong>Il caso preso in esame, e considerato emblematico di quanto accadeva in quegli anni è quello della sparizione forzata di , avvenuta il 25 agosto del 1974 ad Atoyac de Álvarez, stato del Guerrero, e del quale quella del 7 luglio è stata  soltanto l’udienza preliminare. (A cura di Annalisa Melandri )</p>
<p>Si ringrazia <strong>Gabriella Citroni</strong> per il suo impegno, quale delegata per l’Italia presso le Nazioni Unite, nella battaglia portata avanti per l’adozione di una convenzione internazionale contro il crimine di sparizione forzata di persone che si è concretizzata nell’adozione della <strong>Convenzione per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate</strong> dell’Alto Commissariato per la difesa dei Diritti Umani dell’ONU. Link utili: Testo della Convenzione (in inglese e in francese)</p>
<div><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: x-small;">FEDEFAM :<span style="color: #0000ff;">http://www.desaparecidos.org/fedefam/</span></span></div>
<div><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: x-small;">AFADEM Julio Mata presidente contacto <span style="color: #0000ff;">julio_afadem <span id="emoba-2375"><span class="emoba-em">2000<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />yahoo<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />mx</span></span><script type="text/javascript">emobascript('%32%30%30%30%40%79%61%68%6F%6F%2E%63%6F%6D%2E%6D%78','&lt;span class="emoba-em">2000&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />yahoo&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />mx&lt;/span>','emoba-2375','','','0'); </script></span></span></div>
<div><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: x-small;">LIMEDDH Liga Mexicana por la Defensa de los Derechos Humanos</span></div>
<div><a href="http://www.espora.org/limeddh/">http://www.espora.org/limeddh/</a></div>
<p>Amnesty International <a href="http://www.amnesty.it/"><span>www.amnesty.it</span></a> dove firmare l’appello per la ratifica della Convenzione</p>
<div>Fondazione Internazionale Lelio Basso <a href="http://www.internazionaleleliobasso.it/">www.internazionaleleliobasso.it</a></div>
<p>Annalisa Melandri <a href="http://www.annalisamelandri.it/">www.annalisamelandri.it</a></p>
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		<title>A una donna…</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 13:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[  … LA FAMIGLIA UCCIDE PIU’ DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA … Dividendo stanze, letti e sogni incubi e desideri con uomini bambini spaventati dalla vita. … Una donna è poesia eterea e sottile la vedi e già non c’è più; un uomo è il vento che disperde nell’aria i versi di lei e le sue parole [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/mujer.jpg"><img class="size-medium wp-image-4597 aligncenter" title="mujer" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/mujer-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a></strong></span></div>
<div></div>
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<div></div>
<div><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: #ff0000;">…</span></div>
<div><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: #999999;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA FAMIGLIA UCCIDE PIU’ DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA</span></strong></span></span></div>
<div><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: #999999;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">…</span><br />
</strong></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Dividendo stanze, letti e sogni</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">incubi e desideri</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">con uomini bambini</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">spaventati dalla vita.</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">…</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Una donna è poesia </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">eterea e sottile</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">la vedi e già non c’è più;</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">un uomo è il vento </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">che disperde nell’aria i versi di lei e le sue parole</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">e mette lucchetti ai sogni.</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Una donna sogna il futuro </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">godendo del presente;</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">un uomo muore nel presente </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">negando il futuro.</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">L’uomo solo </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">ha paura di un verso incancellabile.</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Un verso è genesi dell’epopea dell’amore.</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">…</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Uomini bambini</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">spaventati dalla vita,</span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">assassini delle donne. </span></span></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: #333333;"><span style="color: #999999; font-size: xx-small;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">(Annalisa Melandri)</span></span></span></span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #333333; font-size: x-small;">…</span></div>
<div>22/09/2010</div>
<div><span style="color: #333333; font-size: xx-small;">La violenza contro le donne viene attribuita alla devianza di singoli, mentre avviene principalmente all’interno del nucleo familiare dove si strutturano i rapporti di potere e di dipendenza.<br />
L’aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo.</span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #333333;">“Sono 6.271.000 le italiane che hanno subito dal partner violenze fisiche, sessuali o psicologiche in casa. Si tratta, spesso, di violenze ripetute (fra 2 e 10 episodi per il 46,1%): le violenze più gravi riguardano 1.572.000 donne, nel 95,9% dei casi è violenza fisica, ma è frequente che sia accompagnata anche da quella sessuale. E 2.077.000 donne per l’Istat sono state oggetto di stalking da parte di ex fidanzati o ex mariti, succubi di comportamenti persecutori (dalle telefonate agli appostamenti, dalle minacce alle e-mail) che impediscono loro di mettere definitivamente il punto ad una storia d’amore ormai finita.“<br />
</span></div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Solidali con la Rivoluzione Bolivariana</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2010/07/solidali-con-la-rivoluzione-bolivariana/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 23:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ ambasciatore colombiano presso l‘ Organizzazione degli Stati Americani (OEA)tramite il quale la Colombia ha denunciato nei giorni scorsi il Venezuela per favorire protezione alla guerriglia delle FARC risulta inabilitato a vita nel suo paese a ricoprire incarichi pubblici per essere accusato di corruzione.  Fonte: Red Por Ti América Il presidente uscente della Repubblica di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span><span><span><span></p>
<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="/public/solidaridadrevolucion.gif" align="absMiddle" /></font></p>
<div><font color="#000000" size="2"><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: medium 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 14px; LINE-HEIGHT: 24px; FONT-FAMILY: Arial, Helvetica, sans-serif; TEXT-ALIGN: justify"><em>L’ ambasciatore colombiano presso l‘ Organizzazione degli Stati Americani (OEA)tramite il quale la Colombia ha denunciato nei giorni scorsi il Venezuela per favorire protezione alla guerriglia delle FARC risulta inabilitato a vita nel suo paese a ricoprire incarichi pubblici per essere accusato di corruzione. </em></span></span></font></div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">Fonte: <a href="http://www.redportiamerica.com/site/" target="_blank">Red Por Ti América</a></font></div>
<div><font color="#000000">Il presidente uscente della Repubblica di Colombia, Alvaro Uribe Velez, per l’ennesima volta attacca il governo rivoluzionario e bolivariano del Venezuela, cercando i pretesti più assurdi per scatenare la guerra e destabilizzare il continente latinoamericano a cominciare dai Paesi dell’ALBA, l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America.</font></div>
<div><font color="#000000">L’accusa è sempre la stessa da anni: sostenere l’insorgenza armata in Colombia, se non addirittura dirigerla!</font></div>
<div><font color="#000000">In realtà Alvaro Uribe Velez non ha mai goduto di nessuna autonomia politica dalla volontà degli USA. L’imperialismo USA e le truppe yankee la fanno da padrone, senza dare conto per i crimini commessi contro la popolazione colombiana in decenni di occupazione. Il criminale Uribe ed il suo governo sono totalmente corresponsabili con l’imperialismo USA per i crimini politici e sociali commessi.</font></div>
<div><font color="#000000">Mafia, narcotraffico, fosse comuni di inermi contadini, paramilitarismo, lo scandalo dei ‘falsi positivi’: giovani figli delle popolazioni indigene massacrati perché semplicemente sospettati di essere simpatizzanti della insorgenza guerrigliera o fino al punto di essere uccisi e poi travestiti da guerriglieri per incassarne i premi e mostrare alla stampa di regime risultati militari positivi in realtà inesistenti, sono ormai la storia quotidiana di un popolo martoriato a tutto vantaggio dei lacchè oligarchici locali e dei loro padroni usamericani.</font></div>
<div><font color="#000000">Nonostante i titanici sforzi messi in campo dal Presidente Hugo Chávez Frias per sostenere i dialoghi di pace e il processo di scambio umanitario dei prigionieri di guerra ed evitare l’escalation conflittuale con la fraterna Colombia ed il suo sottomesso ed infido governo, di nuovo i rapporti diplomatici si sono spezzati.</font></div>
<div><font color="#000000">La più grande fossa comune di tutta l’America Latina viene scoperta in questi giorni nel Dipartimento del Meta, in Colombia, proprio nei pressi di una base militare. Risulta incredibile che qualcuno possa ancora considerare democratico il governo colombiano.</font></div>
<div><font color="#000000">Le stesse forze che massacrano da decenni impunemente il popolo colombiano sono contemporaneamente impegnate nel processo di destabilizzazione delle forze di progresso che enormi sforzi stanno mettendo in campo per costruire il protagonismo partecipativo e democratico in Venezuela.</font></div>
<div><font color="#000000">Facciamo appello, anche in Italia, a tutte le forze di progresso a difesa della Rivoluzione Bolivariana e delle sue conquiste umane e sociali al fine di denunciare e contribuire a fermare i crimini dell’imperialismo, delle oligarchie e delle elites antipopolari al governo in Colombia nonché delle loro quinte colonne infiltrate in Venezuela.</font></div>
<div><font color="#000000">Il loro obiettivo è sempre lo stesso: impedire l’esercizio della sovranità e dell’indipendenza nei paesi latinoamericani distruggendo le esperienze emancipatrici delle Reti ed Organizzazioni Sociali, del Potere Popolare e della possibilità di edificare un sistema sociale, politico ed economico a misura di essere umano.</font></div>
<div><font color="#000000">Viva la Rivoluzione Bolivariana!<br />Viva la Solidarietà Internazionalista!<br />Viva il Socialismo!</font></div>
<div><font color="#000000">27 luglio 2010</font></div>
<div><font color="#000000">adesioni:<br /><span id="emoba-3937"><span class="emoba-em">antimp_na<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />hotmail<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com</span></span><script type="text/javascript">emobascript('%61%6E%74%69%6D%70%5F%6E%61%40%68%6F%74%6D%61%69%6C%2E%63%6F%6D','&lt;span class="emoba-em">antimp_na&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />hotmail&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com&lt;/span>','emoba-3937','','','0'); </script></font></div>
<div><font color="#000000">Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” – Napoli<br />Associazione Nazionale delle Reti ed Organizzazioni Sociali (Capitulo ITALIA)<br />RedPorTiAmerica – www.redportiamerica.com<br />Collettivo redazionale “ALBAinFormazione”<br />Centro Culturale “La Città del Sole” – Napoli<br />Associazione “L’Internazionale”<br />Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci” – Caracas<br />Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba – Circolo Campi Flegrei – Napoli<br />Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba – Circolo di Roma<br />Associazione Solidarietà Proletaria – ASP<br />Associazione Nazionale “Nuova Colombia”<br />Coordinamento Nazionale Bolivariano – CNB<br />Comitato Comunista Romano<br />Sindacato Lavoratori in Lotta –SLL<br />P-CARC<br />Collettivo Casoria Antifascista (NA)<br />Doriana Goracci – Capranica (VT)<br />Giorgio Sabaudo – Brescia<br />Giovanni Nuvoli –Firenze<br />Roberto Osimani – Lavagna (GE)<br />Walter El Nagar – Milano<br />Mariastella Aiello– Marano di Napoli<br />Andrea Salomoni –Ancona<br />Alessio Nalin – Venezia<br />Rosanna Ceroni – Castiglion Fiorentino<br />Annalisa Melandri – www.annalisamelandri.it</font></div>
<p></span></span></span></span></p>
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		<title>Commenti disabilitati</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 01:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Briciole/Migas]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Per lavori in corso nel blog si sono verificati alcuni  problemi nell’ abilitazione dei commenti.  Ci stiamo lavorando. Nel limite del possibile continuerà la pubblicazione degli articoli. Per comunicazioni urgenti: annalisamelandriyahooit  (annalisamelandriyahooit)  .  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#339966" size="3" face="Arial"><strong>Per lavori in corso nel blog si sono verificati alcuni  problemi nell’ abilitazione dei commenti.  Ci stiamo lavorando. Nel limite del possibile continuerà la pubblicazione degli articoli. Per comunicazioni urgenti: <span id="emoba-9222"><span class="emoba-pop"><span class="emoba-em">annalisamelandri<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />yahoo<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />it</span><span >  (<span class="emoba-em">annalisamelandri<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />yahoo<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />it</span>)  </span></span></span><script type="text/javascript">emobascript('%61%6E%6E%61%6C%69%73%61%6D%65%6C%61%6E%64%72%69%40%79%61%68%6F%6F%2E%69%74','&lt;span class="emoba-em">annalisamelandri&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />yahoo&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />it&lt;/span>','emoba-9222','','','0'); </script>. </strong></font></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><img alt="" align="absMiddle" src="/public/trabajando_en_ello.jpg" /></p>
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		<title>Colombia: una fosa común D.O.C.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 20:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[En español]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cementerio inmenso. Es la  “fosa común más grande de América Latina”, como la definieron desde meses, o sea desde cuando fue descubierta a principios de este año en el municipio de La Macarena, región del Meta, en Colombia.   Ahora  por fin se trata de  una fosa D.O.C. como le decimos en Italia a los productos [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial"><img align="absMiddle" src="/public/lamacarena.jpg" alt="" /></font></font></font></p>
<div><font size="2" face="Arial"></font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Un cementerio inmenso. Es la  <span>“fosa común más grande de América Latina”, como la definieron desde meses, o sea desde cuando fue descubierta a principios de este año en el municipio de La Macarena, región del Meta, en Colombia.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial"><span>Ahora  por fin se trata de  una fosa D.O.C. como le decimos en Italia a los productos cuya calidad es atestiguada  por un título de Denominación de Origen Controlada. Su existencia finalmente ha sido certificada por una delegación de observadores internacionales integrada  por parlamentarios de Europa y de EE.UU quienes han testimoniado que lo  que iban denunciando los pobladores de La Macarena era la verdad.<span style="BORDER-BOTTOM: windowtext 1pt; BORDER-LEFT: windowtext 1pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 115%; PADDING-LEFT: 0cm; PADDING-RIGHT: 0cm; FONT-FAMILY: &quot;Arial&quot;, &quot;sans-serif&quot;; COLOR: black; FONT-SIZE: 12pt; BORDER-TOP: windowtext 1pt; BORDER-RIGHT: windowtext 1pt; PADDING-TOP: 0cm; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-border-alt: none windowtext 0cm; mso-ansi-language: ES; mso-fareast-language: ES; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="mso-spacerun: yes">   </span></span></span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">En Colombia, la democrática Colombia, (nada que ver con esa cueva de  dictadores y  mala <span>gente, como son Venezuela y Cuba) resulta que si  por ejemplo los residentes de una comunidad  denuncian la presencia de un enorme  “cementerio clandestino”, donde fémures y costillas surgen de  todas partes y donde los perros y los buitres van  de comida,  se  necesita además  que  una delegación completa de observadores internacionales llegue del otro lado del planeta para confirmarlo.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Ocurre   <span>también que  después de la visita de estos observadores, el Ministerio de Relaciones Exteriores de Colombia declare que no  hay fosas comunes en el área y que incluso  el más importante  periódico del país, <i>El Tiempo</i>, cuyos mayores accionistas son tanto el  neo electo presidente Juan Manuel Santos y ex ministro de Defensa, tanto su primo, el  actual vicepresidente Francisco Santos,   ignore completamente la noticia.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">En La Macarena  también ocurre  que  a los dos lados del <span> “cementerio clandestino”  haya respectivamente una base militar y un pequeño aeropuerto. Y ocurrió que casualmente los campesinos ineptos en vez de zapar la tierra hayan visto decenas de cadáveres tirados a la cercana fosa por helicópteros.  </span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Todo esto no fue suficiente en Colombia para que  el país tuviera  derecho a una investigación seria con el objetivo de buscar la verdad, se necesitaron <span>decenas de observadores internacionales que dieran  voz a la  denuncia presentada en enero por los campesinos de La Macarena. Se cree que haya  dos mil cadáveres enterrados en este cementerio. O al menos los que queda de ellos. Ningún problema por el gobierno, no son personas, “son guerrilleros caídos en combate” han declarado fuentes oficiales.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Demasiado  <span>esfuerzo para identificarlos  y darles digna  y adecuada sepultura.  Además no son tantos,  “solamente ” 400, declararon miembros del ejército y fuentes del gobierno. Y ni siquiera enteros ya que por estos lados se acostumbra desmembrar los cuerpos de los muertos como  práctica de entrenamiento militar,  o paramilitar, que luego es  lo mismo. Detalles.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Como un detalle insignificante parece ser el hecho de que se trate verdaderamente de guerrilleros caídos en combate. Se rumorea  que   se trata de  opositores políticos o de  campesinos del lugar. V<span>ieja historia,  siempre la misma, la de los adversarios políticos que desaparecen  en Colombia.  </span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">En este país civilizado se  descubrió  <span>que  el ejército acostumbra matar  a personas  inocentes, jóvenes  atraídos por la propuesta  de un trabajo, después de haberlos llevados  cientos de kilómetros lejos de la  casa,  después de haberle puesto un arma en las manos y vestidos con un uniforme de las FARC de manera que fueran presentados como guerrilleros caídos en combate. </span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Un carnaval macabro  <span>para obtener  promociones,  premios y concesión de licencias, así como más dinero por el  Plan Colombia. </span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial">Los llamaron  falsos positivos  y es un  engañoso nombre,  ya que   aunque se trate a todos los efectos de ejecuciones extrajudiciales o desapariciones forzadas, el término falso positivo no identifica inmediatamente estos crímenes de Estado por los que un  país arriesga una  condena por crímenes de lesa humanidad por los tribunales internacionales.</font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial">  </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Un falso positivo es un invento del  cual  Colombia tiene la patente,   <span>chocante y paradójica en su crueldad, digna  del realismo mágico que  este país  le dio gran contribución con  las obras de Gabriel  García Márquez.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Dice el gran escritor colombiano que en el mundo que ha tratado de <span>representar en sus novelas, no hay división entre lo que parece real y lo que parece fantasía. En Colombia, incluso los peores crímenes parecen ser obras de fantasía tan son surrealistas. </span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial">Sólo en Colombia se usan motosierras pasa hacer masacres o se juega al  fútbol con las cabezas de los muertos, mientras que en el aire voltean  los helicópteros del ejército.  </font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">La fosa  de La Macarena bien puede ser ahora  aquella en donde <span> el pueblo colombiano pueda encontrar la  fuerza y el coraje para echar por fin,  junto con los restos de los dos mil cuerpos sin nombres y sin rostros  comidos  por los gusanos,   lo que queda de la farsa que la opinión pública internacional insiste en llamar  “democracia colombiana”.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Hace unos días celebramos el Bicentenario del Grito de Independencia en Colombia.  <span>Marcharon animados  por un  orgullo nacional noble y grande,  como  400 mil personas en las calles de Bogotá.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">No me gustan las conmemoraciones. <span>Menos aún cuando se conmemora un pasado glorioso, bajo el yugo de un presente desastroso e indigno.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial">¡El Grito de la Independencia se debe dar ahora y de una vez!</font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">Los colombianos ahora y de una vez deben descubrir  el orgullo pisoteado por una decena de  familias infames que siguen a someterlos a injusticias y violencia. Deben descubrir el orgullo pisoteado, a pesar de aquel Grito de Libertad de hace doscientos años, por  los poderes  extranjeros que utilizan  <span>los políticos locales aún  hoy como títeres  en sus estrategias geopolíticas.</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">¿Qué Independencia  se celebró  <span>en las calles de Bogotá los  días pasados? ¿Qué Patria idealizada se reunió bajo la bandera de Bolívar?</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000"><font size="2"><font face="Arial">La Marcha Patriótica debería haberse  dirigido hacia  <span>Palacio de Nariño, sede del gobierno del  país y allá en el frente  cavar una gran fosa común donde tirarle adentro todos los  narco-paramilitares que lo habitan al  grito de ¡Colombia Libre!</span></font></font></font></div>
<div><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></div>
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		<title>Colombia: una fossa comune D.O.C.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 00:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un immenso cimitero. Si tratta della  “fossa comune più grande d’America latina”, come viene definita da mesi, da quando cioè a principio di quest’  anno è stata scoperta nel municipio di La Macarena, regione del Meta, in Colombia.  Adesso finalmente la fossa comune è una fossa D.O.C., è stata certificata cioè da una visita di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial"><font size="2"><font color="#000000"></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="center"><font face="Arial"><font size="2"><font color="#000000"><img alt="" align="absMiddle" src="/public/MACARENA.jpg" /></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Arial"><font size="2"><font color="#000000">Un immenso cimitero. Si tratta della <span style="mso-spacerun: yes"> </span>“fossa comune più grande d’America latina”, come viene definita da mesi, da quando cioè a principio di quest’ <span style="mso-spacerun: yes"> </span>anno è stata scoperta nel municipio di La Macarena, regione del Meta, in Colombia. <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Adesso finalmente la fossa comune è una fossa D.O.C., è stata certificata cioè da una visita di una delegazione internazionale formata da parlamentari europei e statunitensi che hanno <span style="mso-spacerun: yes"> </span>potuto testimoniare <span style="mso-spacerun: yes"> </span>che quanto andavano da tempo denunciando alle autorità colombiane i contadini del luogo e gli abitanti del circondario, era vero. <span style="mso-spacerun: yes"> </span></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">In Colombia, la democratica e civile Colombia, (niente a che vedere con quel covo di dittatori e<span style="mso-spacerun: yes">  </span>brutta gente come il Venezuela e Cuba) succede infatti che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>se per esempio gli abitanti di una comunità <span style="mso-spacerun: yes"> </span>denunciano la presenza di un gigantesco “cimitero clandestino” dove spuntano femori e costole dappertutto e dove i cani e gli avvoltoi vanno<span style="mso-spacerun: yes">  </span>a fare merenda,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>ci sia <span style="mso-spacerun: yes"> </span>bisogno poi <span style="mso-spacerun: yes"> </span>di un’intera delegazione di osservatori internazionali che lo confermino.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Succede<span style="mso-spacerun: yes">  </span>anche che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>dopo la visita di tali osservatori, il ministero degli Esteri colombiano dichiari che<span style="mso-spacerun: yes">  </span>non esistono fosse comuni nella zona e succede perfino che il più importante <span style="mso-spacerun: yes"> </span>quotidiano del paese, <i style="mso-bidi-font-style: normal">El Tiempo</i>, i <span style="mso-spacerun: yes"> </span>cui maggiori azionisti sono sia il<span style="mso-spacerun: yes">  </span>neo eletto presidente Juan Manuel Santos nonché ex ministro della Difesa, sia <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>suo cugino Francisco Santos attuale vicepresidente, <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>ignori completamente la notizia.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">In Colombia accade anche che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>da una parte e dall’altra del “cimitero clandestino” ci siano, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>guarda caso, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>rispettivamente<span style="mso-spacerun: yes">  </span>una base militare e un <span style="mso-spacerun: yes"> </span>piccolo aeroporto. E nemmeno a farlo apposta erano proprio quegli inetti contadini locali che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>invece di zappare la terra, <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>pare abbiano visto decine e decine di corpi venire <span style="mso-spacerun: yes"> </span>gettati da piccoli aerei <span style="mso-spacerun: yes"> </span>proprio nei pressi della <span style="mso-spacerun: yes"> </span>fossa comune. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Tutto ciò non era sufficiente in Colombia perché il paese avesse diritto ad un’indagine seria volta alla ricerca della verità, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>sono stati necessari decine di osservatori internazionali a dar voce alla denuncia sporta a gennaio dai contadini di La Macarena. Si pensa che vi siano<span style="mso-spacerun: yes">  </span>duemila corpi in quel cimitero. O almeno ciò che ne <span style="mso-spacerun: yes"> </span>resta. Nessun problema per il  governo, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>non si tratta di persone, “sono guerriglieri morti in combattimento”, hanno dichiarato  fonti ufficiali.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Troppa <span style="mso-spacerun: yes"> </span>fatica identificarli e dargli degna sepoltura e poi non sono così tanti, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>“soltanto” 400, hanno dichiarato i militari del posto e il governo. <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Roba piccola, sono anche stati già fatti a pezzi, non sono nemmeno tutti interi, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>perché da quelle parti si usa smembrare<span style="mso-spacerun: yes">  </span>i cadaveri come pratica dell’ addestramento militare o paramilitare, che poi fa lo stesso. Dettagli. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Come un dettaglio insignificante pare essere il fatto che si sia veramente trattato di guerriglieri morti in combattimento. Si vocifera che si tratti di oppositori politici o contadini. Storia vecchia, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>sempre la stessa, quella degli oppositori politici che vengono fatti sparire in Colombia. <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>Si<span style="mso-spacerun: yes">  </span>è scoperto invece <span style="mso-spacerun: yes"> </span>che in questo civilissimo paese, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>i militari dell’esercito<span style="mso-spacerun: yes">  </span>usano ammazzare persone <span style="mso-spacerun: yes"> </span>innocenti, ragazzi adescati per strada con scuse banali come l’offerta di un lavoro, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>dopo averli condotti varie centinaia di chilometri lontano da casa, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>dopo avergli messo in mano un fucile e <span style="mso-spacerun: yes"> </span>addosso una divisa delle FARC facendoli passare <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>per guerriglieri.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Un carnevale macabro <span style="mso-spacerun: yes"> </span>per ottenere promozioni e licenze premio, oltre a più soldi dal Plan Colombia. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Arial"><font size="2"><font color="#000000">Li hanno chiamati falsi positivi, e anche il nome è fuorviante perché anche se si tratta a tutti gli effetti di esecuzioni extragiudiziali o di sparizioni forzate, il termine falsi positivi non fa pensare immediatamente a questi delitti di Stato per cui un paese rischia la condanna per crimini contro l’umanità dai tribunali internazionali. <span style="mso-spacerun: yes"> </span></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Quella dei falsi positivi è un’invenzione di cui la Colombia detiene il brevetto, <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>allucinante e paradossale nella sua crudezza, degna di quel<span style="mso-spacerun: yes">  </span>realismo magico al quale proprio questo paese <span style="mso-spacerun: yes"> </span>ha dato grande contributo con le opere di Gabriel<span style="mso-spacerun: yes">  </span>García Márquéz.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Dice il grande scrittore colombiano che nel mondo che ha cercato di <span style="mso-spacerun: yes"> </span>rappresentare nei suoi romanzi, non esiste divisione tra ciò che sembra reale e ciò che sembra fantasia. In Colombia anche i peggiori crimini sembrano opere di fantasia tanto sono surreali. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Arial"><font size="2"><font color="#000000">Solo in Colombia si compiono massacri con le motoseghe, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>o si gioca a pallone con le teste dei morti mentre in aria volteggiano gli elicotteri dell’esercito.<span style="mso-spacerun: yes">  </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">La fossa di La Macarena potrebbe essere benissimo adesso quella <span style="mso-spacerun: yes"> </span>in cui il popolo colombiano dovrebbe <span style="mso-spacerun: yes"> </span>trovare la forza e il coraggio di <span style="mso-spacerun: yes"> </span>gettare finalmente, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>insieme ai resti di quei duemila corpi senza nome né volto divorati dai vermi, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>anche quello che resta di quella farsa che l’opinione pubblica internazionale si ostina a chiamare “democrazia colombiana”. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Qualche giorno fa si è celebrato in Colombia il Bicentenario del Grido d’Indipendenza. Hanno sfilato mossi da grande e nobile orgoglio nazionale, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>più <span style="mso-spacerun: yes"> </span>di 400mila persone per le strade di Bogotá. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Io non amo le commemorazioni. Ancora meno quando si commemora un passato glorioso sotto il giogo di un presente nefasto e indegno. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Il Grido d’Indipendenza va dato adesso e subito! I colombiani adesso e subito devono scoprire l’orgoglio calpestato da qualche decina <span style="mso-spacerun: yes"> </span>di famiglie infami che continuano a sottometterli a ingiustizie<span style="mso-spacerun: yes">  </span>e violenze. Devono riscoprire l’orgoglio calpestato, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>nonostante quel <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Grido di Libertà di duecento anni fa, da poteri stranieri che usano i <span style="mso-spacerun: yes"> </span>politicanti locali ancora oggi come burattini nelle loro strategie geopolitiche. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Quale Indipendenza si è celebrata <span style="mso-spacerun: yes"> </span>per le strade di Bogotà nei giorni scorsi? Quale Patria idealizzata si è riunita sotto il vessillo di Bolívar? La Marcia Patriottica si sarebbe dovuta dirigere verso <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Palacio Nariño, sede del governo e lì davanti scavare una grande fossa e gettarvi dentro <span style="mso-spacerun: yes"> </span>i narco paramilitari che lo abitano al grido di Colombia Libre! </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial"></font></p>
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		<title>Gustavo Valcárcel : poema a Luís Corvalán</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 23:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Murió el  21 de julio en su casa de Santiago a los 93 años de edad,  don Luís Corvalán, figura histórica del movimiento obrero chileno y ex secretario general del Partido Comunista de Chile desde 1958 hasta 1990.Detenido en la isla Dawson tras el golpe militar en 1973, fue liberado  por una amnistía de 200 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img height="300" alt="" src="/public/luis corvalan.jpg" width="400" align="absMiddle" /></font></p>
<p><font color="#000000">Murió  el  21 de julio en su casa de Santiago a los 93 años de edad,  don Luís Corvalán, figura histórica del movimiento obrero chileno y ex secretario general del Partido Comunista de Chile desde 1958 hasta 1990.<br />Detenido en la isla Dawson tras el golpe militar en 1973, fue liberado  por una amnistía de 200 presos políticos y canjeado por el disidente ruso Vladimir Bukovsky. Recibió asilo político en URSS y regresó a Chile en solamente en 1988. En el día de hoy fue homenajeado por más de tres mil personas. Lo recuerdo con éste poema de Gustavo Valcárcel, notable y revolucionario poeta peruano. (AM)</font></p>
<p><font color="#000000">X<br /> <br />  ESTE es Corvalán el muy querido,<br />ducho en campos de concentración<br />en luchas proletarias, en ternuras<br />de esposo y padre, de combatiente y hombre<br />de militante sin arrugas<br />de soldado que ignora lo que es la rendición.</font></p>
<p><font color="#000000">Cuando te pienso entre mil muros<br />se me cae el alma para arriba<br />y se une a ella a la gran ronda<br />que pide libertad para tus sueños.</font></p>
<p><font color="#000000">Quizá sabrás, Luís Corvalán,<br />que el mundo gira veloz hacia la izquierda<br />que la rosa busca al pan a todo trance<br />porque se acerca el día de ambos para todos<br />y quieren estar juntos<br />en matrimonio de amor indisoluble.</font></p>
<p><font color="#000000">Obrero mayor del porvenir chileno<br />aprieto mis insomnios con los puños<br />agarro a la soledad de los cabellos<br />meto en su jaula a la tristeza<br />me paro en la noche.Palpo.Oigo.Grito.Veo:<br />en medio de la adustez de los alambres<br />en la grupa del tiempo del recuerdo<br />de espaldas al cadalso puesto a punto<br />al centro de la negrura mal cuajada<br />lo único que brilla es el ensueño<br />de tu roja alegría comunista.<br />                         (Gustavo Valcárcel)</font></p>
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		<title>Stati Uniti negano visto al giornalista colombiano Hollman Morris</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 05:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Le autorità statunitensi, appellandosi al Patriot Act e   per mezzo della loro sede diplomatica in Colombia  hanno respinto la richiesta di  visto presentata dal giornalista  Hollman Morris per  “presunte attività terroriste” del medesimo. Morris  doveva recarsi negli Stati Uniti per partecipare alla  prestigiosa borsa di studio Nieman presso l’Università di Harvard che gli era stata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Arial"><img align="absMiddle" src="/public/morris1.jpg" alt="" /></font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Le autorità statunitensi, appellandosi al Patriot Act e <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>per mezzo della loro sede diplomatica in Colombia <span style="mso-spacerun: yes"> </span>hanno respinto la richiesta di<span style="mso-spacerun: yes">  </span>visto presentata dal giornalista <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Hollman Morris per <span style="mso-spacerun: yes"> </span>“presunte attività terroriste” del medesimo. Morris <span style="mso-spacerun: yes"> </span>doveva recarsi negli Stati Uniti per partecipare alla <span style="mso-spacerun: yes"> </span>prestigiosa borsa di studio Nieman presso l’Università di Harvard che gli era stata assegnata per l’anno accademico 2010 – 2011 insieme ad altri 11 giornalisti <span style="mso-spacerun: yes"> </span>di riconosciuta fama internazionale. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Il popolare giornalista colombiano, direttore del programma Contravía, vincitore di numerosi premi<span style="mso-spacerun: yes">  </span>per le sue<span style="mso-spacerun: yes">  </span>importanti inchieste sulle<span style="mso-spacerun: yes">  </span>violazioni dei diritti umani nel suo paese <span style="mso-spacerun: yes"> </span>e fortemente critico del governo di Álvaro Uribe, ha detto <span style="mso-spacerun: yes"> </span>che si tratta di “un’operazione criminale” condotta contro di lui e si è dichiarato sorpreso del fatto <span style="mso-spacerun: yes"> </span>che “ dopo essere stato vittima di persecuzione per oltre dieci anni (nel suo paese), il Dipartimento di Stato<span style="mso-spacerun: yes">  </span>applichi <span style="mso-spacerun: yes"> </span>adesso la stessa politica di Uribe considerandolo un terrorista”.</font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Recentemente il presidente colombiano<span style="mso-spacerun: yes">  </span>lo aveva infatti accusato apertamente di essere complice della guerriglia delle FARC e di “fare apologia del terrorismo” . Si tratta soltanto dell’ultima delle dichiarazioni del presidente volte a stigmatizzare giornalisti e comunicatori sociali per le loro denunce dei <span style="mso-spacerun: yes"> </span>crimini di Stato in Colombia. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Numerose sono le proteste che si sono levate contro questa decisione che ben si inserisce nella già nota tendenza <a href="http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=1024" target="_blank">maccartista</a> dell’amministrazione<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Obama che pratica con forme diverse “esclusione ideologica” dei cittadini stranieri critici verso la politica internazionale degli Stati Uniti.</font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP) ha sollecitato le autorità statunitensi a rivedere la posizione di Morris, mentre <span style="FONT-FAMILY: &quot;Arial&quot;, &quot;sans-serif&quot;; FONT-SIZE: 10pt">l’<span style="mso-bidi-font-weight: bold">American Civil<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Liberties Union</span> (<span style="mso-bidi-font-weight: bold">ACLU</span>)</span>, storica organizzazione americana per la difesa delle libertà civili ha inviato una lettera al <span style="mso-spacerun: yes"> </span>segretario di Stato Hillary Clinton ringraziandola per quanto fatto dalla nuova amministrazione rispetto al caso dei due studiosi<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Adam Habib e Tariq Ramadan (ai quali soltanto adesso è stato permesso di viaggiare nel paese dopo il lungo divieto imposto <span style="mso-spacerun: yes"> </span>dal precedente governo Bush) ma <span style="mso-spacerun: yes"> </span>sottolineando che la decisione di negare il visto a Hollman <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Morris è in contrasto con “l’impegno<span style="mso-spacerun: yes">  </span>dichiarato da questa amministrazione di voler favorire un libero scambio di informazioni ed idee tra gli Stati Uniti e il resto del mondo”.</font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">José Manuel Vivanco, direttore<span style="mso-spacerun: yes">  </span>di Human Right Watch, organizzazione che aveva premiato Morris nel 1997 per il suo lavoro per i diritti umani in Colombia ha duramente criticato la decisione di non concedere il visto a Morris, aggiungendo che non ci sono prove che vincolano il giornalista alla guerriglia ma sono invece note e provate le intenzioni del presidente Uribe che da qualche tempo ha dato vita a <span style="mso-spacerun: yes"> </span>una vera e propria campagna diffamatoria contro di lui vincolandolo alle FARC.</font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Da alcuni documenti sequestrati infatti dalla magistratura colombiana negli uffici del DAS (i servizi segreti al centro di un recente scandalo per le intercettazioni illegali contro militanti, politici avversi al governo e leader dell’opposizione) <span style="mso-spacerun: yes"> </span>risulta infatti che lo stesso Morris <span style="mso-spacerun: yes"> </span>fu vittima di intercettazioni non autorizzate e oggetto di <span style="mso-spacerun: yes"> </span>una campagna che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>aveva l’obiettivo di costruire prove false <span style="mso-spacerun: yes"> </span>per vincolarlo <span style="mso-spacerun: yes"> </span>alla guerriglia.</font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Deve essere stato forte il timore che un giornalista così esperto della situazione del conflitto colombiano, che molte ed importanti indagini sta portando avanti rispetto alle violazioni dei diritti umani in Colombia e sui loro responsabili, potesse trovarsi insieme ad altri importanti giornalisti internazionali condividendo con essi non soltanto<span style="mso-spacerun: yes">  </span>informazioni e punti di vista ma soprattutto la realtà, quella colombiana fatta di crimini e terrorismo di Stato, di politica paramilitare e di violenze contro civili inermi. <span style="mso-spacerun: yes"> </span>La borsa di studio Nieman dell’ Università di Harvard<span style="mso-spacerun: yes">  </span>viene concessa soltanto a <span style="mso-spacerun: yes"> </span>20 giornalisti ogni anno dei quali la metà<span style="mso-spacerun: yes">  </span>sono americani e l’altra metà internazionali e rappresenta uno dei più importanti riconoscimenti che un operatore della comunicazione (viene concessa anche a reporter, editori, fotografi, produttori) possa ricevere<span style="mso-spacerun: yes">  </span>a metà carriera. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Si tratta dell’ennesimo<span style="mso-spacerun: yes">  </span>tentativo di far sì che non si diffonda troppo la bufala della democrazia <span style="mso-spacerun: yes"> </span>in Colombia e che la situazione del paese <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>resti circoscritta ai <span style="mso-spacerun: yes"> </span>confini nazionali, dove i pochi importanti <span style="mso-spacerun: yes"> </span>mezzi di comunicazione <span style="mso-spacerun: yes"> </span>sono delle mani dell’oligarchia al potere. Proprio <span style="mso-spacerun: yes"> </span>il neo eletto presidente <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Juan Manuel Santos è uno dei maggiori azionisti della <span style="mso-spacerun: yes"> </span>più <span style="mso-spacerun: yes"> </span>importante testata giornalistica del paese, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>il quotidiano <i style="mso-bidi-font-style: normal">El Tiempo</i>, di proprietà della sua <span style="mso-spacerun: yes"> </span>famiglia. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">I giornalisti in Colombia sono oggi quindi <span style="mso-spacerun: yes"> </span>più che mai nel mirino di politici e paramilitari, sottomessi a forti pressioni <span style="mso-spacerun: yes"> </span>e ingerenze nel migliore dei casi <span style="mso-spacerun: yes"> </span>ma che rischiano generalmente la vita <span style="mso-spacerun: yes"> </span>in uno dei paesi dove tale professione resta sempre uno dei mestieri più pericolosi. Adesso, anche l’altro “paladino della democrazia”, gli Stati Uniti, nega loro <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>il diritto alla libera circolazione. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Non molto tempo fa <span style="mso-spacerun: yes"> </span>è <a href="http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=1062" target="_blank">accaduto</a> infatti ai giornalisti colombiani Hernando Calvo Ospina e<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Luis Ernesto Almario,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>(che <span style="mso-spacerun: yes"> </span>per motivi di sicurezza legati al loro lavoro risiedono ormai da diversi anni in Francia il primo e in Australia il secondo), che si sono visti negare l’accesso in territorio <span style="mso-spacerun: yes"> </span>statunitense perché il loro nome risulta inserito in una lista “nera” di persone legate al terrorismo internazionale. </font></p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial">Forse anche questo fa parte degli accordi interni al Plan Colombia, il colossale piano di aiuti per la lotta al narcotraffico che mal celatamente nasconde favori (come questi) da ambo le parti, <span style="mso-spacerun: yes"> </span>ma c’è da chiedersi tuttavia fino a quando i servizi segreti statunitensi <span style="mso-spacerun: yes"> </span>continueranno a farsi imboccare <span style="mso-spacerun: yes"> </span>frottole colossali da quelli colombiani. </font></p>
<p><p><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></p>
</p>
<p><span style="mso-spacerun: yes"><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></span></p>
<p><p><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></p>
</p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal">
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial"> </font></p>
</p>
<p><font color="#000000" size="2" face="Arial"></font></p>
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		<title>Antonio Mazzeo: I Padrini del Ponte</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 16:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Invito alla lettura/Invitación a la lectura]]></category>

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		<description><![CDATA[I PADRINI DEL PONTE Antonio Mazzeo Edizioni Alegre, 2010, 14 euro «Minchia se fanno ‘u ponte ce ne sarà per tutti!!!»: così Bernardo Provenzano, il potente boss corleonese arrestato nel 2006 dopo una lunga latitanza, commentava con i suoi compari l’affare Ponte. Per questo il Ponte lo vogliono tutti, chi per gloria, chi per denaro. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/i-padrini-del-ponte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4143" title="i-padrini-del-ponte" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/i-padrini-del-ponte-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a></p>
<p><strong>I PADRINI DEL PONTE</strong></p>
<p><strong>Antonio Mazzeo</strong> Edizioni Alegre, 2010, 14 euro</p>
<p><em>«Minchia se fanno ‘u ponte ce ne sarà per tutti!!!»:</em> così Bernardo Provenzano, il potente boss corleonese arrestato nel 2006 dopo una lunga latitanza, commentava con i suoi compari l’affare Ponte. Per questo il Ponte lo vogliono tutti, chi per gloria, chi per denaro.</p>
<p>Si tratta infatti di un’opera faraonica, <em>«qualcosa come le piramidi per i faraoni, un monumento con cui consegnarsi alla storia »,</em> come scrive nella prefazione Umberto Santino (presidente del Centro di Documentazione Peppino Impastato di Palermo). Faraonico sarebbe però anche il ritorno economico dell’investimento nelle tasche di costruttori, speculatori, trafficanti d’armi, faccendieri, mafiosi, finanzieri, principi arabi, perfino in quelle della Saudi Binladin Group di proprietà della famiglia di Bin Laden, che opera congiuntamente con alcune società che hanno partecipazione diretta in Impregilo, general contractor per la realizzazione dell’opera.</p>
<p>Un’altra grande opera sulla quale mettere le mani, com’è avvenuto in passato per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria (per completare la quale occorre quasi lo stesso denaro che serve per realizzare il ponte sullo Stretto) e il porto di Gioia Tauro, con la differenza che oggi la mafia ha raggiunto un’organizzazione, un livello imprenditoriale e una capacità di infiltrazione in tutti i settori della società senza precedenti.</p>
<p>Non solo mafia «imprenditrice» ma mafia «finanziaria», «in grado di giocare un ruolo da protagonista». Ed è proprio a chi vuole approfondire questo particolare aspetto del fenomeno mafioso e capire meglio determinate complicità che il libro di Antonio Mazzeo si rivolge e va consigliato.</p>
<div><span style="color: #000000;"></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Annalisa Melandri</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Recensione per LE MONDE diplomatique – il manifesto, giugno 2010</span></p>
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		<title>Il Giornale meglio della Repubblica?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 21:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Repubblica.it — Homepage via kwout Una notizia importante come quella di stamattina della condanna del generale Ganzer, attuale capo dei Ros  a 14 anni di carcere per associazione a delinquere e traffico di stupefacenti,  per La Repubblica.it  merita il taglio basso. La testata troppo presa dall’antiberlusconismo politico, dà poco risalto a un fatto  che rende [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: center" class="kwout"><img style="BORDER-BOTTOM: medium none; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-TOP: medium none; BORDER-RIGHT: medium none" title="La Repubblica.it - Homepage" alt="http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce" src="http://kwout.com/cutout/m/ux/2z/8pm_bor.jpg" width="485" height="600" usemap="#map_mux2z8pm" /></div>
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<p style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN-TOP: 10px" class="kwout"><a href="http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce">La Repubblica.it — Homepage</a> via <a href="http://kwout.com/quote/mux2z8pm">kwout</a></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN-TOP: 10px" class="kwout" align="left"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Una notizia importante come quella di stamattina della condanna del generale Ganzer, attuale capo dei Ros  a 14 anni di carcere per associazione a delinquere e traffico di stupefacenti,  per La Repubblica.it  merita il taglio basso. La testata troppo presa dall’antiberlusconismo politico, dà poco risalto a un fatto  che rende l’Italia molto simile a Colombia e Messico.  Il Giornale.it  invece la mette giustamente in primo piano, pur sminuendo la gravita’ del fatto.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN-TOP: 10px" class="kwout" align="left"><font color="#000000" size="2" face="Arial">Mi chiedo come sia possibile che mentre le indagini erano ancora in corso e per tutto il tempo della durata del processo  il generale abbia continuato a svolgere il suo incarico di capo dei Ros…</font></p>
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