Carta a la embajada de Suecia en Italia respecto al caso de Joaquín Pérez Becerra
Estimada Embajadora S.ra Ruth Jacoby,
Embajada de Suecia en Italia
Roma, 10 de abril de 2012
Ref: Detención y juicio al ciudadano sueco Joaquín Pérez Becerra
Desde casi un año, Joaquín Pérez Becerra, periodista de origen colombiano y ciudadano sueco desde el 2000, director de la Agencia de Noticias Nueva Colombia (Anncol), se encuentra detenido en Colombia, acusado injustamente de terrorismo y de ser vinculado con la guerrilla de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC).
Su detención en el aeropuerto de Caracas, sobre la base de una “ficha roja” de la Interpol creada ad hoc detrás de un pedido del gobierno colombiano mientras estaba sobrevolando el Atlántico, y la siguiente deportación en Colombia, (continua…)
La Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC) saluta la nascita della Agenzia di Notizie della Resistenza Libica (ANRL)
La Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC), con sede a Caracas (Venezuela), che si distingue per il suo carattere anti imperialista e per il sostegno alle lotte di liberazione dei popoli, condannando fermamente la vile aggressione neocolonialista che le potenze imperialiste riunite sotto la bandiera della criminale NATO stanno conducendo contro i nostri fratelli libici, esprime la sua solidarietà e il suo appoggio alla Resistenza libica che in questi mesi sta ingaggiando una decisa battaglia in difesa della sovranità della sua terra e del diritto all’ autodeterminazione del suo popolo. (continua…)
Saludo de la ABC a la Agencia de Noticias de la Resistencia Libia
La Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC), con sede en Caracas (Venezuela), que se distingue por su carácter antiimperialista y de apoyo a las luchas de liberación de los pueblos, condenando con firmeza la vil agresión neocolonialista que las potencias imperialistas reunidas bajo la bandera de la criminal OTAN están llevando a cabo contra el hermano pueblo libio, quiere expresar su solidaridad y apoyo a la Resistencia libia que en estos meses está librando una lucha firme en defensa de la soberanía de su tierra y al derecho de autodeterminación de su pueblo.
Saludamos hoy lunes 19 de septiembre, la creación y nacimiento de la Agencia de Noticias de la Resistencia Libia. Brindamos por lo tanto a todo su equipo nuestro apoyo y solidaridad en la difusión de una información justa (continua…)
Comunicato dell’ ABC contro la censura all’ informazione alternativa in Venezuela
Comunicato dell’ ABC contro la censura all’ informazione alternativa in Venezuela
Asociación Bolivariana de Comunicadores, ABC
Tutti i fatti relativi all’arresto e alla deportazione del giornalista bolivariano Joaquín Pérez Becerra sono stati caratterizzati da una censura alla libertà di informazione:
Prima, la stessa detenzione di Pérez, la voce dissidente del governo colombiano più riconosciuta e letta non solo in quel paese; la pagina di ANNCOL riusciva, come nessun altro mezzo alternativo in Colombia, a raggiungere le 800mila visite in alcuni momenti di particolare congiuntura politica, cosa che in Colombia avviene costantemente.
Successivamente, un’ora dopo la detenzione di Joaquín, veniva diffuso un comunicato ufficiale, che con il linguaggio caratteristico della destra, indicava le ragioni dell’arresto, dettate non dall’ INTERPOL ma dall’ex consigliere di Álvaro Uribe Vélez, José Obdulio Gaviria, un oscuro personaggio noto per i suoi vincoli con il narcotraffico e il paramilitarismo in Colombia.
Poi, il 25 aprile, la convocazione da parte del MINCI ai mezzi di informazione per una conferenza stampa all’aeroporto di Maiquetía rispetto a una probabile consegna del compagno, infine la successiva e quasi immediata cancellazione dell’invito con la motivazione di una momentanea sospensione di tutto il processo in corso.
Per finire, una trasmissione a reti unificate del governo, passata nello stesso momento in cui stavano trasferendo Becerra in Colombia.
Inoltre, il Ministero dell’ Informazione e della Comunicazione del Venezuela (MINCI), nella persona del ministro Andrés Izarra, dà disposizione a tutti i mezzi di comunicazione che dirige, di non coprire nessun avvenimento relativo alla solidarietà a Joaquín Pérez Becerra e alle proteste di un ampio settore del popolo rivoluzionario del Venezuela per la deportazione, per le nuove condizioni della relazione Colombia – Venezuela e per gli accordi di ambedue i governi in materia di “sicurezza” e cooperazione militare.
E’ deplorevole il ruolo che hanno giocato i mezzi di informazione che, come la VTV e Telesur, si sono distinti per la loro assenza nei luoghi cruciali dove si è manifestata la risposta della sinistra rispetto al caso di Joaquín Pérez. I loro racconti si sono limitati ai comunicati di governo e alle accuse della Colombia sui presunti crimini commessi dal direttore di ANNCOL.
Sono venuti meno alla verità e soprattutto all’impegno di trasformare il Venezuela nello spazio di costruzione di una stampa impegnata con gli interessi delle masse popolari, con la rottura del pensiero unico e con l’ egemonia mediatica capitalista che ha contribuito a consolidare questo feroce sistema. Telesur e altri mezzi di informazione sono venuti meno al principio socialista di costruire una comunicazione per la liberazione.
Attraverso questo comunicato rispondiamo anche a Iván Maiza che nell’unico articolo di opinione pubblicato da TeleSUR, in cui, più o meno assicura che il comunicatore bolivariano si è andato a cercare il suo arresto (come le donne che usano la minigonna sono colpevoli delle violenze che subiscono – nostro commento).
Dice Maiza che il movimento di sinistra è probabilmente infiltrato da “alcuni compagni” o da qualche “partito rivoluzionario” che hanno fatto dei piani per sabotare le strategie pianificate dal Comandante. Anche costruendo trappole ai danni dei compagni di lotta? Compagni che non accettando la decisione di avvicinarsi a Santos sono disposti a fare qualsiasi cosa che possa “minare la fiducia” tra Chávez e il suo popolo, tra Chávez e i “popoli del continente”.
No, signor Maiza e signori di TeleSUR, noi direttori dei mezzi di informazione alternativi che abbiamo invitato in qualche occasione Joaquín Pérez Becerra per consolidare un progetto di comunicazione bolivariana, né lavoriamo né tanto meno facciamo accordi diplomatici con il DAS.
Noi abbiamo invitato in Venezuela in diverse occasioni Joaquín perché eravamo assolutamente sicuri che il nostro governo non avrebbe mai deportato al governo fascista colombiano un militante impegnato con la verità, con gli ideali bolivariani, un militante che ha sempre difeso in Europa questo processo che rappresenta la speranza dell’America latina.
Chi avrebbe mai immaginato che una deportazione così vile e lontana dal diritto (perfino quello borghese), sarebbe stata possibile nel paese con il maggior numero di emittenti comunitarie dell’America latina, il paese nel quel si sono svolti tanti incontri, congressi e dibattiti sul ruolo dei mezzi di informazione nella costruzione della Nostra America; l’unico paese dell’America latina dove c’è un processo rivoluzionario che dice di essere socialista; il paese del premio Rodolfo Walsh alla comunicazione popolare.
Proprio nel corso dell’incontro della fondazione della Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC) che realizzammo nel dicembre del 2008 e nella quale partecipò anche Joaquín Pérez, decidemmo in sede plenaria che la sede della ABC sarebbe stata a Caracas per essere stata questa città la culla del nostro libertador Simón Bolívar e il luogo più sicuro contro la censura, le persecuzioni e la diffamazione della destra.
Scegliemmo Caracas perchè consideravamo che il Venezuela avesse bisogno di una Associazione che smontasse le calunnie della stampa borghese e del suo Colegio Nacional de Periodistas. Considerammo che Caracas doveva essere la capitale dell’unità latinoamericana nel settore della comunicazione alternativa.
Dicemmo quindi allora, come già in altre occasioni al nostro caro amico: “compagno Joaco, vieni che questa è una terra liberata”.
Come ci sbagliavamo!
Traduzione a cura di Annalisa Melandri
Pronunciamiento de la ABC contra la censura a la comunicación alternativa en Venezuela
Pronunciamiento de la ABC contra la censura a la comunicación alternativa en Venezuela
Por: Asociación Bolivariana de Comunicadores, ABC
Todos los hechos que han rodeado el proceso de captura y entrega del comunicador bolivariano Joaquín Pérez Becerra se encuentran enmarcados en la censura a la libertad de prensa:
Primero, la misma detención de Pérez que representa la voz disidente del gobierno colombiano más reconocida y leída no sólo en ese país; ANNCOL como ningún otro medio alternativo en Colombia tenía 800 mil visitantes en momentos de coyuntura política, que en Colombia es permanente.
Posteriormente, a una hora de la detención de Joaquín la expedición de un comunicado oficial que con un lenguaje propio de la derecha señalaba las razones de la captura, dictadas no propiamente por la INTERPOL sino por el ex asesor de Álvaro Uribe Vélez, José Obdulio Gaviria, un personaje oscuro reconocido por sus vínculos con el narcotráfico y el paramilitarismo en Colombia.
Luego, el día lunes 25 de abril, la convocatoria del MINCI a diversos medios a una rueda de prensa en el aeropuerto de Maiquetía con motivo de la posible entrega del compañero y la casi inmediata cancelación de la invitación bajo el argumento de que el proceso en cuestión se encontraba congelado.
Al instante, una cadena nacional del Ejecutivo, a la misma hora en que estaban trasladando al director de ANNCOL a Colombia.
Ahora, el Ministerio de Información y Comunicación de Venezuela (MINCI), en la persona del ministro Andrés Izarra, orienta a todos los Medios de Comunicación que dirige, a no cubrir ningún evento relacionado con las expresiones de solidaridad con Joaquín Pérez Becerra y más aún, con el reclamo de un amplio sector del pueblo revolucionario de Venezuela por la entrega y las condiciones de la relación Colombia-Venezuela y los nuevos acuerdos de ambos gobiernos en materia de “inteligencia” y cooperación militar.
Es lamentable el papel que han jugado los medios informativos que como, VTV y Telesur, han brillado por su ausencia en los lugares cruciales donde se ha desarrollado la noticia sobre la respuesta de la izquierda frente al caso de Joaquín Pérez. Sus reportes se han limitado a los comunicados del gobierno y las acusaciones del gobierno colombiano sobre los presuntos crímenes cometidos por el director de ANNCOL.
Han faltado a la verdad y sobre todo al compromiso de convertir a Venezuela en el espacio de construcción de una prensa comprometida con los intereses de las mayorías populares, con la ruptura del pensamiento único y con la hegemonía comunicacional capitalista que ha consolidado ese feroz sistema. Telesur y otros medios han faltado al principio socialista de construir una comunicación para la liberación.
En esta vía le respondemos a Iván Maiza en el único artículo de opinión publicado por Telesur que en palabras más, palabras menos asegura que el comunicador bolivariano se buscó la captura (como las mujeres que usan minifalda son culpables de su violación-observación nuestra-). Dice Maiza que el movimiento de izquierda posiblemente infiltrado por “algunos “camaradas” o algunos “partidos revolucionarios” han aventurado planes para sabotear las estrategias planteadas por el Comandante, ¿Incluso montando trampas a compañeros de lucha?, camaradas que no aceptan que el Comandante haya tomado la decisión de acercarse a Santos y están dispuestos a hacer cualquier cosa que “quiebre la confianza” entre Chávez y su pueblo, entre Chávez y los pueblos del continente”.
No señor Maiza y señores de Telesur, los directivos de medios alternativos que hemos invitado en algunas ocasiones a Joaquín Pérez Becerra para consolidar un proyecto de comunicación bolivariana, ni trabajamos ni hacemos acuerdos diplomáticos con el DAS. Nosotros hemos invitado a Venezuela en diferentes ocasiones a Joaquín porque estábamos absolutamente seguros que nuestro gobierno jamás entregaría al gobierno fascista de Colombia, a un militante comprometido con la verdad, el ideario bolivariano, un militante que siempre ha defendido en diferentes escenarios de Europa este proceso que es esperanza de Latinoamérica.
Quién iba pensar que una entrega tan vil y alejada de todo derecho (hasta burgués) iba a ser posible en el país con el mayor número de emisoras comunitarias de Latinoamérica, el país que ha hecho tantos encuentros, congresos y coloquios sobre el papel de los medios de comunicación en la construcción de Nuestra América; el único país de Sur América en donde hay un proceso revolucionario que dice ser socialista; el país del premio Rodolfo Walsh a la comunicación popular.
Justamente en el encuentro de fundación de la Asociación Bolivariana de Comunicadores que realizamos en diciembre de 2008 y en la que participó Joaquín Pérez decidimos en plenaria que la sede de la ABC sería en Caracas por ser la cuna de nuestro libertador Simón Bolívar y el lugar más seguro contra la censura, las persecuciones y la difamación de la derecha. La escogimos porque consideramos que Venezuela necesitaba una Asociación que hiciera mella a las calumnias de la prensa burguesa y su Colegio Nacional de periodistas. Además se consideró que Caracas debía ser la capital de la unidad latinoamericana del sector comunicacional alternativo.
Así pues que le dijímos ahora, como en más de una ocasión, a nuestro querido compañero, “camarada Joaco, venga que ésta es tierra liberada”.
!Nos equivocamos!
Appello della Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC) al comandante Chávez
Questo il testo del comunicato della ABC, Asociación Bolivariana de Comunicadores, fondata a Caracas nel 2009 e della quale faccio parte, al comandante Chávez rispetto alla detenzione di Joaquín Pérez Becerra, della quale è tra i membri fondatori. (AM)
La Asociación Bolivariana de Comunicadores (ABC), condanna profondamente la detenzione nel nostro paese dell’ operatore della comunicazione e membro fondatore della ABC, Joaquín Pérez Becerra e chiede al comandante Bolivariano Hugo Chávez Frías che annulli l’arresto e impedisca il trasferimento del giornalista in Colombia.
Compagno presidente, non ci sono motivi per cui si protragga la detenzione di Joaquín Pérez Becerra avvenuta ieri all’ aeroporto di Maiquetia in Venezuela. Joaquín non ha doppia cittadinanza, è cittadino svedese da quando, come perseguitato politico ha rinunciato alla nazionalità colombiana dieci anni fa. Pérez è entrato nel nostro paese con passaporto svedese, e quindi non può essere deportato in Colombia come vari mezzi di disinformazione stanno anticipando. Caso mai dovrebbe essere deportato in Svezia. Lo stesso avviene quando esiste un ordine di estradizione, il governo colombiano infatti sta richiedendo un cittadino svedese.
Come esiliato politico non può essere estradato in Colombia dal momento che il diritto internazionale rispetto al rifugio umanitario e all’asilo, stabilisce che nessuno può essere consegnato ad un paese dove la sua vita, la sua integrità fisica e la libertà sono in pericolo. Inoltre non può essere consegnato se non gli viene garantito il debito processo. E’ di dominuo pubblico che il direttore dell’agenzia ANNCOL è permanentemente e pubblicamente minacciato dal governo colombiano, nel gennaio dello scorso anno Joaquín Pérez e la direzione dell’Associazione Jaime Pardo Leal hanno sollecitato protezione al governo del primo ministro svedese, Fredrik Reinfeldt, viste le “costanti minacce ” del governo colombiano. (continua…)



