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	<title>Annalisa Melandri&#187; Manuel Zelaya</title>
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		<title>Paraguay: “Los Colorados” riacquistano il potere</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 23:25:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  di Annalisa Melandri — esclusiva per L’Indro 24 aprile 2013 La destra paraguayana ha il volto di Horacio Cartes, presidente neoeletto In Paraguay l’elezione alla presidenza del ricco imprenditore Horacio Cartes (56 anni), avvenuta domenica scorsa, ha segnato ilritorno al potere del Partido Colorado, il partito dell’ex dittatore Alfredo Stroessner. Significa anche il ritorno della destra più corrotta, dopo la breve [&#8230;]]]></description>
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<p><img class="size-full wp-image-8951 alignnone alignleft" title="" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/images-16.jpg" alt="" width="218" height="151" /></p>
<p>di <strong>Annalisa Melandri</strong> — esclusiva per <a href="http://www.lindro.it" target="_blank">L’Indro</a> 24 aprile 2013</p>
<p><strong>La destra paraguayana ha il volto di Horacio Cartes, presidente neoeletto</strong></p>
<p>In Paraguay l’elezione alla presidenza del ricco imprenditore Horacio Cartes (56 anni), avvenuta domenica scorsa, ha segnato ilritorno al potere del Partido Colorado, il partito dell’ex dittatore Alfredo Stroessner.</p>
<p><strong>Significa anche il ritorno della destra più corrotta</strong>, dopo la breve parentesi segnata dal governo di <strong>Fernando Lugo</strong>, l’ex vescovo, di sinistra, che per le sue simpatie verso i governi progressisti latinoamericani, fu deposto con un colpo di stato parlamentare avvenuto nel giro di appena di 24 ore, lo scorso anno.<span id="more-8950"></span></p>
<p><strong>Fernando Lugo era riuscito ad interrompere il predominio assoluto, durato oltre 60 anni,  del Partido Colorado</strong> nella vita politica del paese; la sua vicinanza al Venezuela di <strong>Hugo Chávez</strong> e la sua intenzione di entrare a far parte dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America) non erano ben visti dalla ricca e potente oligarchia paraguaiana appartenente sia al Partido Colorado che a quello Liberal Radical Auténtico (che pure faceva parte della colazione che lo portò alla vittoria elettorale nel 2008).<br />
Gli successe, dopo il procedimento di <em>impeachment</em> che ebbe come pretesto un massacro di contadini avvenuto il 15 giugno 2012 in circostanze non del tutto <a href="http://www.lindro.it/politica/2012-12-14/61926-paraguay-massacro-curuguaty">chiarite</a>, il vicepresidente <strong>Francisco Franco</strong> in attesa di nuove elezioni, mentre <strong>il paese  fu sospeso dagli organismi internazionali, Mercosur e Unasur, dei quali faceva parte.</strong></p>
<p>Era chiaro che il Partido Colorado – Asociación Nacional Republicana (ANR)  difficilmente avrebbe rinunciato al potere politico dal momento che rappresenta il vero potere economico del paese e gli interessi dei potenti latifondisti locali.<br />
<strong>Horacio Cartes</strong> ha <a href="http://tsje.gov.py/trep/?pagina=index">ottenuto</a> il <strong>45,8</strong> per cento dei voti contro il 36,94 per cento del suo oppositore, <strong>Efraín Alegre</strong>, pari  ad appena<strong>208.839 voti di differenza</strong>. Ha votato il 68,57 per cento dei 3,5 milioni di elettori aventi diritto.</p>
<p>Il socialista <strong>Mario Ferreiro</strong> e <strong>Aníbal Carrillo</strong>, del Frente Guasú (l’attuale partito di Fernando Lugo che in questo momento è senatore) hanno ottenuto rispettivamente appena il 5,69 per cento e il 3,43 per cento dei voti, mentre tutti gli altri, non sono arrivati al 3 per cento.</p>
<p><strong>Non è un politico di vecchia data Horacio Cartes</strong>, anzi, si è sempre disinteressato di politica.<strong> Nonostante in Paraguay il voto sia obbligatorio, non ha avuto remore a confessare che quelle di domenica erano le prime elezioni nelle quali votava.<br />
</strong>Iscrittosi al Partido Colorado solo nel 2009, la sua carriera politica, grazie ai suoi soldi, è stata tutta in ascesa. Si dice, infatti, di lui che sia l’uomo più ricco del paese, con interessi che spaziano dal settore del tabacco a quello dei trasporti, da quello delle bevande a quello dell’allevamento del bestiame, oltre ad essere un riconosciuto dirigente sportivo.<br />
<strong>Si è trovato spesso al centro di indagini particolarmente pesanti</strong>, sia da parte  della DEA statunitense che da parte delle autorità brasiliane per <strong>presunto riciclaggio di denaro sporco e contrabbando</strong> e nel suo paese è stato <strong>più volte accusato di vincoli con il narcotraffico</strong>, ma i suoi avvocati tengono a precisare che “<em>non è mai stato processato</em>”. Il suo denaro ha fatto la differenza, ed <strong>è su di lui</strong>, un elemento estraneo alla politica, <strong>che</strong> infatti <strong>fa affidamento il partito</strong>, dopo la sconfitta del 2008 <strong>per riacquistare potere.</strong></p>
<p>La OEA e gli altri osservatori elettorali presenti, tra i quali l’UNASUR  hanno testimoniato la <strong>trasparenza del voto</strong>, mentre il candidato sconfitto Efraín Alegre ha dichiarato di accettare il risultato elettorale in quanto nonostante lo sforzo straordinario “<em>non è stata possibile la vittoria</em>”.</p>
<p><strong>Horacio Cartes ha già ricevuto in queste ore l’invito da parte del presidente della Colombia</strong> <strong>Manuel Santos</strong> <strong>e della presidente di Argentina Cristina Fernández Kirchner, a reintegrarsi negli organismi regionali dai quali era stato espulso</strong>, oltre che manifestazioni di appoggio da parte dei vari paesi latinoamericani.</p>
<p>Il neo eletto presidente si impegna a governare e ad amministrare lo stato con lo stesso spirito e cercando di ottenere lo stesso successo che ha ottenuto con le sue aziende, oltre a normalizzare le relazioni del Paraguay con i suoi vicini regionali, soprattutto con <strong>Nicolás Maduro</strong>, attuale presidente del Venezuela, paese con il quale il Paraguay aveva rotto ogni rapporto  a seguito della destituzione di Fernando Lugo.</p>
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		<title>I demoni del cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Chávez, Fidel e il Foro di San Paolo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 03:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
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		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Zelaya]]></category>
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		<description><![CDATA[Carl Marx muore e per le sue idee si ritrova all’inferno. Tre mesi dopo il diavolo chiama  San Pietro: San Pietro? Sì? Parla il diavolo in persona  (o in demonio), abbiamo qui un peccatore abbastanza noioso. I miei demoni iniziano a sindacalizzarsi e a chiedere la settimana di 40 ore, credi  che puoi  redimerlo? Io ci ho provato in tutti i modi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Carl Marx muore e per le sue idee si ritrova all’inferno. Tre mesi dopo il diavolo chiama  San Pietro: San Pietro? Sì? Parla il diavolo in persona  (o in demonio), abbiamo qui un peccatore abbastanza noioso. I miei demoni iniziano a sindacalizzarsi e a chiedere la settimana di 40 ore, credi  che puoi  redimerlo? Io ci ho provato in tutti i modi e niente… Te lo mando quindi.</em></p>
<p><em>Dopo un certo periodo di tempo e ritornata la normalità all’inferno, il diavolo si domanda che fine abbia fatto  quel tal Marx  e telefona all’ attico, cioè al  cielo ancora una volta. Sì,  pronto? Parla il diavolo… posso parlare con Dio? Dio? Quale Dio?  qui siamo tutti uguali…</em></p>
<p><em><a href="http://www.norelax.com/foro/index.php?topic=2741.0;wap2" target="_blank">Barzelletta comunista</a></em></p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez_y_diablo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6001" title="chavez_y_diablo" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez_y_diablo.jpg" alt="" width="243" height="244" /></a></p>
<p><em>di   Annalisa Melandri –</em><a href="http://%20www.annalisamelandri.it/"><em> www.annalisamelandri.it</em></a></p>
<p> </p>
<p>In  <a href="http://hondurascontraelgolpedeestado.blogspot.com/" target="_blank">questa</a> pagina é possibile leggere il testo integrale delle dichiarazioni del cardinale   Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di  Tegucigalpa (Honduras) a Eduardo Stein Barillas, coordinatore della Commissione della Verità e della Riconciliazione (CVR) installata  dall’attuale governo di Porfirio Lobo per indagare sui fatti avvenuti “prima e dopo” il  colpo di Stato del 28 giugno 2009.</p>
<p><strong>E’  strano che una CVR chiamata a svolgere  indagini su un colpo di Stato lo faccia soltanto rispetto al prima e al dopo. Sembra strano,  ma non lo é.</strong> <span id="more-6061"></span></p>
<p>La CVR  é stata designata dal governo Lobo, governo generato direttamente  dal colpo di Stato,  venuto fuori da elezioni svolte  in un  clima fortemente militarizzato, tra minacce, persecuzioni  e omicidi selettivi, in un  clima sociale di terrore e violenza generalizzata e senza la presenza di osservatori internazionali. Elezioni che al principio sono state riconosciute valide soltanto da un pugno di paesi alla  cui testa c’erano  gli Stati Uniti.  La comunità internazionale, tuttavia, nel trascorso di questi ultimi due anni ha riconosciuto in vario modo l’attuale governo di Porfirio Lobo (e quindi le elezioni) diventando complice delle  innumerevoli violazioni dei diritti umani che avvennero  in Honduras durante i giorni del colpo di Stato e che continuano ancora oggi come dimostrano le notizie che giungono quotidianamente da tutto il paese.</p>
<p>Le dichiarazioni del cardinale Oscar Andrés Rodriguez alla CVR sono molto ambigue, sembra essere estremamente  ossessionato dalla figura del presidente venezuelano Hugo Chávez Frías  e si capisce che lo considera responsabile di quanto accaduto  in Honduras a causa dell’ influenza   che secondo lui ha  avuto sull’ ex presidente Manuel Zelaya.</p>
<p>Si può dire senza timore di esagerare che il presidente  venezuelano sembra essere per l’arcivescovo l’incarnazione stessa del demonio.</p>
<p>Il cardinale sembra essere molto preoccupato per le critiche che riceve  tanto nel paese che all’ estero per la gestione, da parte della  gerarchia ecclesiastica honduregna, della crisi politica e  infastidito con coloro i quali denunciarono e denunciano il suo appoggio al colpo di Stato.</p>
<p><strong>Mi lusinga perché  ricorda molto bene il mio <a href="http://www.annalisamelandri.it/2010/05/honduras-se-desato-la-protesta-contra-la-presencia-del-cardenal-rodriguez-en-italia/" target="_blank">intervento</a> alla  conferenza che tenne all’  Istituto Italo Latino Americano nel maggio dello scorso anno; ciò nonostante non corrisponde al vero quanto da lui dichiarato alla CVR che io mi alzai e me ne andai quando lui mi rivolse delle domande. </strong> Semplicemente  avevo terminato il mio intervento e il personale della sicurezza mi aveva tolto il microfono tra i cori di protesta rivolti contro di me dai suoi seguaci. Mi alzai e me ne andai soltanto perché lì non avevo più nulla da fare e quando già stavano parlando altre persone… <strong><span style="text-decoration: underline;">(per inciso non è nemmeno vero che io ho iniziato a gridare e a dirgli che era un <em>golpista</em>… credo di essere stata abbastanza intelligente, gridando non mi avrebbero  fatto parlare nemmeno un secondo, il mio intervento invece, nel quale lo ho accusato di essere complice delle violazioni dei dirttti umani commesse e di aver appoggiato il golpe,  è durato fino alla fine ed esattamente fino a quando e fino a dove volevo io):</span></strong></p>
<p><em>“Esiste una rete internazionale in cui si fa diffamazione, ora mi chiamano il cardemal e si dice che in Italia sono stato attaccato da alcune persone che hanno impedito un dibattito, questo è completamente falso, ma loro così dicono. L’ Istituto Italo-Latinoamericano mi aveva chiesto di esporre una riflessione sull’ America latina dalla prospettiva del CELAM, precisamente a Roma, io ero lì, tenni la conferenza, c’erano diplomatici di tutto il mondo, anche del Venezuela, e al termine una persona al fondo della sala iniziò a gridare che io ero un golpista, che ero una persona non grata, allora le ho detto: scusi signora, ma le cose non si dicono così, mi dica di cosa mi sta accusando e lei se ne andò. I diplomatici in quella  riunione mi chiesero scusa, perfino gli organizzatori del Foro Italo-Latinoamericano”.</em></p>
<p>Nella dichiarazione del cardinale alla CVR (che comunque  riconosce che effettivamente in Honduras  si trattò di un colpo di Stato), tuttavia ciò che risalta ad una attenta lettura della medesima,  è l’appoggio che effettivamente egli ha dato al <em>golpe</em> e la coincidenza delle sue opinioni personali con le giustificazioni con le quali l’ex presidente Manuel Zelaya è stato cacciato dal paese in pigiama e mandato in Costa Rica. Perché negarlo allora questo appoggio­?</p>
<p>Questi qui di seguito sono i passaggi più rilevanti del suo intervento  alla CVR che inizia con il racconto delle amichevoli relazioni che Manuel Zelaya aveva con lui e con tutta la chiesa honduregna fino al momento in cui  fa la sua comparsa quel demonio di Chávez nella vita di Zelaya e del paese:</p>
<p><em>“… era una relazione abbastanza buona direi io, fluida, abbastanza fraterna e potrei dire perfino simpatica, perché il presidente era molto amichevole con tutti i vescovi. Poi c’è stato un cambiamento abbastanza importante  quando è arrivato il presidente Chávez del Venezuela, quando si è tenuta una grande manifestazione di fronte alla casa presidenziale e ci sono stati perfino insulti, allora il presidente Zelaya mi chiese scusa e mi disse : guardi io gli ho detto al presidente Chávez che non si metta  direttamente contro la chiesa ma c’è stato un cambiamento notevole, perché già non c’era comunicazione,  l’ultima volta che venne a una celebrazione fu il giorno della Vergine de Suyapa nell’anno 2009. C’è un aneddoto interessante, lui stava in Venezuela il 2 febbraio e la festa è il 3 febbraio, chiamò il mio  vescovo ausiliare e gli disse: porga le mie scuse al signor cardinale ma non potrò essere alla  festa della Vergine di Suyapa e il mio vescovo gli disse: io dirò  al signor cardinale che lei non potrà esserci ma non gli dirò  che lei ha preferito al presidente Chávez alla vergine di Suyapa. Ritornó all’alba,  il suo volo era all’ alba e alle 9 di mattina stava nella Basilica di Suyapa con tutto il popolo e al concludere la messa chiese di parlare con me, venne alla sacrestia e mi disse queste parole: mi appoggi  con il salario minimo.</em></p>
<p><em>Avevano  alzato il salario minimo e questo  provocò molto malessere e gli dissi:  noi appoggiamo quello che è giusto signor presidente. Fu praticamente il mio ultimo contatto con lui, dopo venne il fatto della famosa quarta  urna e lui chiese una riunione con noi nella Conferenza Episcopale il giorno 11 giugno del 2009, lo ricevemmo, venne con il ministro Flores Lanza e con il ministro Enrique Reina,  furono 4 ore di colloquio e lui convincendoci che si trattava di una consultazione popolare, che non era una decisione sulla costituente etc, noi esponemmo tutti i dubbi del  popolo e gli dicemmo: signor presidente se dovete fare qualcosa, fatelo conforme alla legge”.</em></p>
<p>Già  in questa affermazione possiamo  notare come  il cardinale richiama l’allora presidente Zelaya affinché agisca in modo conforme alla legge: il fatto di agire contro la legge fu la giustificazione principale al colpo di Stato.</p>
<p>Poi continua   citando alla CVR il comunicato del 19 giugno che i vescovi della Chiesa cattolica honduregna  avevano emesso rispetto alla quarta urna. Il comunicato inizia con una citazione del Libro dei Re: “<em>Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male”. (Primo libro dei Re, 3.) </em>E termina così :  “<em>In una società libera e sovrana, solo si possono costruire con la partecipazione di tutti i cittadini sentendosi corresponsabili del benessere dell’ Honduras, ma una vera procedura di partecipazione non si può fare  contro le stesse leggi, non si può disobbedire alla legge in nome delle persone alle quali si vuole beneficiare, come non si può essere democratico senza rispettare la democrazia imponendo il potere di un determinato gruppo a tutti gli altri membri della società”.</em></p>
<p>E’  evidente che i vescovi honduregni non erano d’accordo con l’installazione della quarta urna  e la consideravano una opzione non conforme alla legge.</p>
<p>Successivamente, il 20 giugno il cardinale  Oscar Andrés Rodríguez  parte per un viaggio in Italia e ritorna proprio il  28. Questo fu anche quello che lui disse a Roma rispondendo al mio intervento che lo accusava di aver appoggiato il colpo di Stato: che lui non si trovava nel paese e che non sapeva nulla di quello che sarebbe successo. Ciò nonostante  egli afferma che fa  ritorno nel paese e trova che  “<em>tutto era tranquillo</em>” (!!!) e che “<em>seguì una settimana un poco difficile</em>” come dichiara alla CVR.</p>
<p>Quello della  “settimana difficile”  sembra piuttosto  un eufemismo. Ricordiamo che il giorno successivo al <em>golpe</em> Micheletti decretò un coprifuoco di 48 ore, le trasmissioni televisive e radiofoniche furono vietate, Tegucigalpa era messa sottosopra dalle proteste che si stavano estendendo a tutto il paese. Decine di feriti, due morti, negozi chiusi,  barricate e gas lacrimogeni. Un fotografo AFP descrisse la situazione di quella giornata come  una “battaglia campale”.</p>
<p>Nei giorni seguenti si contarono invece almeno 5 morti, un centinaio di feriti e circa 500 detenuti.</p>
<p>Il 3 luglio la Conferenza Episcopale dell’Honduras emise il famoso comunicato “Costruire dalla crisi” considerato la vera benedizione della Chiesa Cattolica honduregna al colpo di Stato. Qui si può leggere la sua versione integrale:</p>
<p><a href="http://www.zenit.org/rssspanish-31781" target="_blank">http://www.zenit.org/rssspanish-31781</a></p>
<p><em>“Tutti e ognuno dei documenti che sono i nelle nostre mani dimostrano che le istituzioni dello Stato democratico honduregno  sono vigenti e che il loro agire in materia giuridico legale è stato conforme al diritto. I tre poteri dello Stato, Esecutivo, Legislativo e Giudiziario sono in vigenza legale e democratica in accordo alla Costituzione della Repubblica di  Honduras… Sulla base della documentazione che abbiamo e conformemente a quanto contemplato  nell’ articolo 239 della costituzione della repubblica, per chi propone la riforma di questo articolo cessa immediatamente  il suo incarico, resta inabilitato per 10 anni dall’ esercizio di ogni funzione pubblica , per tanto la persona richiesta quando fu catturato già non era presidente della repubblica, in data 26 giugno del  2009.</em></p>
<p>Ancora dubbi?</p>
<p>Qui di seguito alcuni dei frammenti più interessanti delle  dichiarazioni del cardinale Maradiaga  alla CVR:</p>
<p><em>“ Mi dispiace molto che il presidente Zelaya aveva tante buone intenzioni e <strong>dopo che il presidente Chávez gli fece cambiare idea</strong>  arrivammo a questo problema così grave, direi io difficile da risolvere.</em></p>
<p><em>“ Perfino  quando  il presidente Zelaya si trovava nell’ ambasciata del Brasile, io mandai monsignor Pineda  tre  volte, lui mi disse che voleva parlare con me ed io gli dissi, va bene chiesi anche il permesso alla Polizia, mi concessero l’appuntamento alle 6 del pomeriggio, alle 4 intercettarono una registrazione che <strong>io ascoltai del presidente Hugo Chávez a Zelaya dove diceva : sequestrate a questo figlio di… e avrete lo Stato e la Chiesa in ginocchio,</strong>  e allora no, non ebbi il permesso per entrare all’ ambasciata , ma il piano era quello, tenermi lì come ostaggio. Erano in questa ambasciata monsignor Pineda li vide, alcuni soldati, o agenti, o poliziotti venezuelani armati  e non so cosa ora vogliate ancora domandarmi…”</em></p>
<p><em> “Creo che sia importante, ci sono varie cose. Il giornale di bordo di quegli aerei e <strong>l’uso che fece il presidente degli aerei e degli elicotteri è una vergogna</strong>.</em></p>
<p><em>Jorge Omar Casco:</em><em><br />
</em><em>Privato? </em><em><br />
</em><em>Cardinale  Rodríguez:</em><em><br />
</em><em>Della Forza Aerea per uso privato e anche per cose… e questa è una cosa che dà vergogna, dà  vergogna, io lo ho saputo, privatamente perché risulta che io sono pilota e mi affascina volare. </em><em><br />
</em><em>Jorge Omar Casco:</em><em><br />
</em><em>E che successe? I voli non erano ufficiali o…?</em></p>
<p><em>Cardenal Rodríguez:</em><em><br />
</em><strong><em>No, lo catturarono che piangeva e che diceva:ammazzatemi, </em></strong><em>questo lo disse un vicino di casa dove lo catturarono, che gridava ed era vestito, che l’ Esercito non volle dire niente, perché c’era un informatore nell’ Esercito che gli passo l’informazione, ma <strong>lui non fu catturato in pigiama</strong> , se la mise in aereo e se avete occasione, domandatelo per vedere se lo dicono anche loro, veramente”.</em></p>
<p>E questa, che considero la ciliegina sulla torta:</p>
<p><strong><em>“non capisco perché l’OEA fa pressioni perché il presidente Zelaya non abbia nessun processo, io credo che sarebbe l’esempio peggiore per l’ingiustizia in Honduras, la cosa migliore sarebbe che lui si presenti e gli vengano fatti i processi, il punto è come farli”</em></strong></p>
<p><em>Eduardo Stein:</em><em><br />
</em><em>Abbiamo ascoltato un poco di tutto, perché solo si processa Zelaya e non a quelli che hanno eseguito il golpe.</em></p>
<p><em>Cardinal Rodríguez:</em><em><br />
</em><em>E’ che il golpe più che Zelaya, Patricia Rodas , ho un testimone che lo stesso venerdì, il venerdì 26, c’era una persona con Zelaya convincendolo a non fare la quarta urna e Patricia Rodas ritornava dal Venezuela quella stessa notte e quella stessa notte gli fece cambiare idea ed è che egli purtroppo egli aveva molta debolezza rispetto a Patricia, debolezza umana, non semplicemnete di pensiero, tristemente, così io devo dirvi. </em><em><br />
</em><em>Jorge Omar Casco:</em><em><br />
</em><em>Lei considera questi attacchi più rivolti contro di lei o contro la chiesa?</em></p>
<p><em>Cardenal Rodríguez:</em><em><br />
</em><em>No. </em><em>E’ contro di me, contro di me, è che <strong>è la strategia che ha  Chávez</strong>, è lo stesso che succede in Venezuela, è lo stesso, completamente lo stesso che succede in Bolivia e in tutti questi anni, siamo andati e credo che dobbiamo continuare a farlo, però questo era il progetto di Chávez, che non è solo di  <strong>Chávez,  viene del Foro de Sao Paulo</strong>, questo è Fidel, questo è Fidel, incredibile, guarda un uomo di una intelligenza superiore, peccato  il male, peccato… </em><em><br />
</em><em>Jorge Omar Casco:</em><em><br />
</em><em>Ma Fidel? </em><em><br />
</em><em>Cardinale  Rodríguez:</em><em><br />
</em><em>Sí y come lui non può più usa a Chávez, Chávez va costantemente perchè lì alimentano il suo pensiero, lui non ne ha molto”.</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">P.S.</span></strong><strong>   </strong><strong><a href="http://www.comisiondeverdadhonduras.org/" target="_blank">Questa</a> è la pagina della Commissione della Verità (CDV), organizzata dal FNRP. Tra qualche mese di renderanno pubblici i risultati delle indagini dei commissari Luis Carlos Nieto, Craig Scott e Francisco Aguilar.</strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>El cardenal Oscar Rodríguez Maradiaga y sus demonios: Fidel, Chávez y el Foro de Sao Paulo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 00:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carl Marx se muere y por sus pensamientos va a dar al infierno. Tres meses después el diablo llama San Pedro: -¿San Pedro? — Sí.- Habla el diablo en persona (o en demonio). Resulta que tengo un pecador demasiado latoso. Mis demonios comienzan a sindicalizarse y a pedir una semana de 40 horas. ¿Crees que [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Carl Marx se muere y por sus pensamientos va a dar al infierno. Tres meses después el diablo llama San Pedro: -¿San Pedro? — Sí.</em><em>- Habla el diablo en persona (o en demonio). Resulta que tengo un pecador demasiado latoso. Mis demonios comienzan a sindicalizarse y a pedir una semana de 40 horas. ¿Crees que puedas corregirlo?, yo ya hice de todo, y nada. Te lo envío pues. Después de un tiempo y devuelta la normalidad al infierno, el diablo se pregunta qué habrá pasado con el Marx ese y decide hablar al penthouse, o sea al cielo otra vez: -¿Sí, bueno? Habla el diablo… ¿puedo hablar con Dios?”</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>-¿Dios? ¡Cuál Dios, aquí todos somos iguales!</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> </em><em><a href=" http://www.norelax.com/foro/index.php?topic=2741.0;wap2" target="_blank">Chiste comunista</a></em></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><em>escrito por Annalisa Melandri -<a href="http:// www.annalisamelandri.it" target="_blank"> www.annalisamelandri.it</a></em></p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/cardenal.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6000" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Cardenal Maradiaga" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/cardenal.jpg" alt="" width="300" height="149" /></a>En <a href="http://hondurascontraelgolpedeestado.blogspot.com/2011/07/que-dijo-oscar-andres-rodriguez-la-cvr.html" target="_blank">esta</a> página es posible leer el texto integral de  las declaraciones hechas por el cardenal  Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa (Honduras) a Eduardo Stein Barillas, coordinador de la Comisión de la Verdad y la Reconciliación (CVR)  instalada por el actual gobierno de Porfirio Lobo para investigar los hechos ocurridos “antes y después” del golpe de Estado del 28 de junio de 2009.</p>
<p><strong>Parece extraño  que una CVR llamada a  investigar sobre un golpe de Estado lo haga  solamente respecto al “antes y después” de los hechos. Parece extraño pero no lo es.</strong></p>
<p>La CVR ha sido designada  por el gobierno  Lobo, el mismo gobierno que se ha generado desde el  golpe de Estado, un gobierno salido de elecciones desarrolladas en un país fuertemente militarizado, entre hostigamientos, amenazas u homicidios selectivos, en un clima social de terror  y violencia generalizada y   sin la presencia de  observadores internacionales. Elecciones  que  al principio han sido reconocidas solamente por un puñado de países encabezados por Estados Unidos. La comunidad internacional sin embargo, en el transcurso de estos dos  años,   ha reconocido en varias formas el actual gobierno de Porfirio Lobo (y por ende las elecciones) y  por lo tanto se ha vuelto cómplice  de las graves y multíplices violaciones de los derechos humanos que ocurrieron en Honduras durante los días del golpe de Estado y que siguen hasta hoy como demuestran las noticias que llegan a diario desde el país.<span id="more-5999"></span></p>
<p>Las declaraciones del cardenal Oscar Andrés Rodríguez a la CVR son muy ambiguas, parece  estar  sumamente obsesionado por la figura del presidente venezolano Hugo Chávez Frías y  se entiende que lo considera casi responsable de cuanto ocurrido en Honduras por la influencia que puede haber tenido sobre el ex presidente Manuel Zelaya. Se puede decir sin temor a exageración que el mandatario venezolano parece  ser para el arzobisbo la incarnacion del demonio.</p>
<p>El cardenal se ve muy preocupado por la críticas que recibe tanto en el país que en el extranjero acerca de la  gestión, hecha por la  jerarquía eclesiástica hondureña, de  la crisis política   y molesto con quienes denunciaron y denuncian su apoyo al golpe de Estado.  <strong>Me halaga  porque él se  recuerda muy bien de  mi <a href="http://www.annalisamelandri.it/2010/05/honduras-se-desato-la-protesta-contra-la-presencia-del-cardenal-rodriguez-en-italia/" target="_blank">intervención</a> a su conferencia en el  Instituto Italo Latino Americano; sin embargo no es verdad como dice que yo me levanté y me fui ante sus preguntas</strong>. Simplemente había terminado mi intervención y personal de seguridad me había quitado el micrófono  entre los coros de protestas que dirigían contra de mi sus seguidores.  Me levanté y me fui porque allá no tenía nada más que hacer y cuando  ya estaban  hablando otras personas…</p>
<p><em>“Hay una red internacional en la cual se hace difamación, ahora me llaman el cardemal y se dice que en Italia fui hostigado por unas personas que pues impidieron una charla, esto es completamente falso, pero ellos lo difunden. El Instituto Ítalo Latinoamericano me había pedido una reflexión sobre América Latina desde la perspectiva del CELAM, en Roma exactamente, entonces estaba allí, hice la conferencia, habían diplomáticos de todas partes, incluso de Venezuela, y al terminar una persona al fondo del salón comenzó a gritar que yo era golpista, que yo era persona non grata, entonces yo le dije: disculpe señora, pero las cosas no se hablan así, usted, dígame, de qué es lo que usted me está acusando y entonces se marchó. Los diplomáticos en esa reunión me pidieron disculpas, incluso los organizadores del Foro Ítalo Latinoamericano”.</em></p>
<p>En la  declaración del cardenal a la CVR (que en su informe reconoce que sí hubo un golpe de de Estado en Honduras), lo que sobresale a una atenta lectura de la misma,   a final de cuentas,  es el apoyo que él  dio al golpe  y la coincidencia de su opinión con las justificaciones bajo las cuales el ex presidente Manuel Zelaya fue sacado en pijama del país y enviado a  Costa Rica. ¿Por qué seguir negándolo entonces?</p>
<p>Estos los pasos más sobresalientes de su intervención ante la CVR   que empieza contando las amables relaciones que  Manuel Zelaya  tenia con él y con toda la Iglesia en Honduras hasta la aparición del demonio Chávez en la vida de Zelaya y del país:</p>
<p><em><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez_y_diablo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6001" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="chavez_y_diablo" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez_y_diablo.jpg" alt="" width="243" height="244" /></a>“… o sea era una relación bastante, diría yo, fluida, bastante fraterna y hasta le podía decir que simpática, porque el presidente era muy amable con todos los obispos. <strong>Luego hubo un cambio, pero un cambio bastante grande cuando vino el presidente Chávez de Venezuela,</strong> cuando se hizo una gran manifestación allí frente a la casa presidencial e incluso hubo insultos y todo, entonces el presidente Zelaya me pidió disculpas y me dijo: mire, yo le he dicho al presidente Chávez que no se meta con la iglesia, así directamente, <strong>pero hubo un cambio notable, porque ya no hubo mayor comunicación </strong>y empezó, digamos, la última vez que vino a una celebración fue el día de la Virgen de Suyapa del año 2009. Hay una anécdota interesante, él estaba en Venezuela el 2 de febrero y la fiesta es el 3 de febrero y llamó a mi obispo auxiliar y le dijo: pídamele disculpas al señor cardenal que no puedo estar en la fiesta de la Virgen de Suyapa y le dijo mi obispo auxiliar: yo le voy a decir al señor cardenal que usted no puede estar, <strong>pero no le voy a decir que usted prefirió al presidente Chávez que a la Virgen de Suyapa</strong>. Se vino de madrugada, se vino de madrugada, voló de madrugada y a las 9:00 de la mañana estaba en la Basílica de Suyapa con todo el pueblo y al terminar la misa pidió venir a hablar conmigo y llegó a la sacristía y me dijo estas palabras: apóyeme con el salario mínimo.<br />
 Habían subido el salario mínimo y eso causó mucho malestar y le dije que: nosotros apoyábamos lo que era justo, señor presidente. Fue prácticamente mi último contacto con él, después vino todo lo de esta famosa cuarta urna y él pidió una reunión con nosotros en la Conferencia Episcopal el día 11 de junio de 2009, lo recibimos, vino con el ministro Flores Lanza y con el ministro Enrique Reina y fue 4 horas de coloquio y él convenciéndonos que se trababa de una consulta popular, que no era una decisión sobre la constituyente, etc., nosotros le planteamos todas las inquietudes que había en el pueblo y le dijimos: <strong>señor presidente, si van a hacer algo, háganlo conforme a la ley”.</strong></em><strong> </strong></p>
<p>Ya en esta afirmación se nota como el cardenal llama la atención al entonces presidente Zelaya para que actúe de manera conforme a la ley: el actuar contra de la ley fue la justificación principal al golpe de Estado.</p>
<p>Luego el cardenal sigue citando a la CVR el comunicado del 19 de junio que los obispos de la Iglesia Católica de Honduras emitieron respecto  a la cuarta urna. El comunicado inicia con una  citación del Libro de Los Reyes: “<em>Da pues a tu siervo un corazón sabio para gobernar a tu pueblo y poder discernir entre lo bueno y lo malo, cita del Libro de 1ra. Reyes 3.9”.</em></p>
<p>Y termina así: “<em>En una sociedad libre y soberana, solo se pueden construir con la participación de todos los ciudadanos sintiéndonos corresponsables del bienestar de Honduras, pero <strong>un verdadero cause de participación no se puede hacer en contra de las mismas leyes, no se puede desobedecer a la ley en nombre de las personas a las que se quiere beneficiar</strong>, como no se puede ser democrático, sin respetar la democracia imponiendo el poder de un determinado grupo a todos los demás miembros de la sociedad.” </em></p>
<p>Es evidente que los obispos hondureños  no estaban de acuerdo con la instalación de la cuarta urna y que la consideraban una opción   no  apegada a la ley.</p>
<p>Luego el 20 de junio el cardenal Oscar Andrés Rodríguez  sale del país por un viaje a Italia y regresa el mismo 28. Esto fue lo que dijo también en Roma contestando a mi  intervención  que lo acusaba de haber apoyado el golpe de Estado: que él no estaba en el país y que no sabía nada de lo que iba a pasar. Sin embargo llega el 28 de de junio y encuentra que “<em>todo estaba tranquilo”</em> (!!!) y que “<em>vino una semana un poco difícil”</em>, como declara a la CVR.</p>
<p>Lo de la semana un poco difícil parece más bien un eufemismo. Recordamos que el día siguiente al golpe, Micheletti decretó un toque de queda de 48 horas,  las transmisiones televisivas y radiales estaban prohibidas, Tegucigalpa estaba sacudida por las protestas que se iban extendiendo a todo el país. Decenas de heridos, dos  muertos, comercios cerrados, barricadas y gases lacrimógenos. Un fotógrafo de la AFP describió la situación como una “batalla campal”.</p>
<p>Los días siguientes se contabilizaron un total de alrededor 5 muertos, casi un centenar de heridos y casi 500 detenidos.</p>
<p>El 3 de julio la conferencia episcopal  de Honduras emitió el famoso comunicado  “Edificar desde la crisis” considerado la verdadera bendición de la Iglesia Católica hondureña  al golpe de Estado.  Aquí se puede leer en su versión integral. <a href="http://www.zenit.org/rssspanish-31781">http://www.zenit.org/rssspanish-31781</a></p>
<p><em>“Todos y cada uno de los documentos que han llegado a nuestras manos,  demuestran que las instituciones del Estado democrático hondureño, están en vigencia y que sus ejecutorias en materia jurídico-legal han sido apegadas a derecho.- Los tres poderes del Estado, Ejecutivo, Legislativo y Judicial, están en vigor legal y democrático de acuerdo a la Constitución de la República de Honduras… Basados </em><em> en la documentación que hemos tenido conforme a lo contemplado en el artículo 239 de la Constitución de la república, quien proponga la reforma de este artículo cesa de inmediato en el desempeño de su cargo, queda inhabilitado por 10 años para el ejercicio de toda función pública, por lo tanto la persona requerida cuando fue capturado ya no se desempañaba</em> <em>como presidente de la república, con fecha 26 de junio de 2009”.</em></p>
<p>¿Quedan dudas?</p>
<p>Algunos de los fragmentos más interesantes de las declaraciones del cardenal Maradiaga a la CVR:</p>
<p><em>“A mí me duele mucho que el presidente Zelaya tenía muy buenas intenciones y <strong>después que el presidente Chávez le hizo cambiar de pensamiento</strong> y llegamos a este problema tan grave y tan diría yo, difícil de buscarle solución”.</em></p>
<p><em>“Incluso yo, cuando estaba el presidente Zelaya en la Embajada de Brasil, yo le mandé a monseñor Pineda 3 veces y él expresó que quería hablar conmigo, yo le dije voy, incluso pedí permiso a la Policía y me dieron la cita a las 6:00 de la tarde, a las 4:00 de la tarde interceptaron <strong>una grabación que yo la oí, del presidente Hugo Chávez hacia Zelaya, donde decía secuestren a este hijo de tantas y van a tener a la iglesia y al Estado de rodillas</strong> y entonces pues, no, no hay permiso para que entre a la Embajada, pero el plan era ese, dejarme allí de rehén. Estaban en esa Embajada monseñor Pineda los vio algunos soldados, o agentes, o policías venezolanos armados y no sé ahora otras cosas que ustedes quisieran preguntar”.</em></p>
<p><em>“Creo que es importante, hay varias cosas. La bitácora de esos aviones y el uso que hizo el presidente de aviones y de helicópteros es una vergüenza. <br />
 Jorge Omar Casco:<br />
 ¿Privado? <br />
 Cardenal Rodríguez:<br />
 De la Fuerza Aérea para uso privado e incluso para cosas… y eso es cosa que da vergüenza, da vergüenza, yo lo he sabido, pues en el ámbito muy privado, porque resulta que yo soy piloto y me encanta volar. <br />
 Jorge Omar Casco:<br />
 Y ¿qué pasó con eso, los vuelos no eran solo oficiales o…? <br />
 Cardenal Rodríguez:<br />
 <strong>No, lo capturaron y que lloraba y decía mátenme</strong>, eso me lo dijo un vecino de la casa donde lo capturaron, que gritaba y ya estaba vestido y todo y que el Ejército no quiso decir nada, porque entonces había un infidente dentro del Ejército que fue el que le pasó la información, <strong>pero él no fue capturado en pijama,</strong> él se la puso en el avión y ustedes si acaso tienen oportunidad de escuchar pregúntenle, a ver si se lo van a decir también, verdad”. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>Y esta,  que considero  la cereza en el pastel:</p>
<p><em>“… <strong>no entiendo por qué la OEA presiona para que el presidente Zelaya no tenga ningún proceso, yo creo que sería el peor de los ejemplos para la justicia de Honduras, lo mejor sería que él se presente y se le hagan los procesos</strong>, pero cómo hacerlo es el punto.</em><br />
 <em>Eduardo Stein:<br />
 Hemos oído un poco con todos, por qué solo se va a procesar a Zelaya y no a los que precipitaron el golpe. <br />
 Cardenal Rodríguez:<br />
 Es que el golpe lo más que Zelaya, Patricia Rodas, yo tengo un testimonio que el propio viernes, el viernes 26, había una persona con Zelaya persuadiéndolo a que no hiciera la cuarta urna y <strong>Patricia Rodas regresaba de Venezuela esa misma noche y esa misma noche le hizo cambiar la mente y es que lamentablemente él tenía mucha debilidad frente a Patricia, debilidad humana,</strong> también no simplemente de pensamiento, tristemente, así que yo de mi parte sería lo que tengo que comentarles. <br />
 Jorge Omar Casco:<br />
 ¿Usted mira estos ataques más personalizados contra usted o contra la iglesia? <br />
 Cardenal Rodríguez:<br />
 No. Es contra mí, es contra mí, es <strong>que es la estrategia que tiene Chávez</strong>, es lo mismo que pasa en Venezuela, es lo mismo, completamente lo mismo que pasa en Bolivia y en todo este camino de todos estamos años, hemos ido y creo que debemos seguirlo haciendo, pero ese era el proyecto de Chávez, que no es solamente de <strong>Chávez, eso viene del Foro de Sao Paulo</strong>, eso es <br />
 Fidel, eso es Fidel, increíble, mire es un hombre de una inteligencia superior, lastimosamente que el mal, lastimosamente…<br />
 Jorge Omar Casco:<br />
 ¿Pero Fidel? <br />
 Cardenal Rodríguez:<br />
 Sí y como él ya no puede, utiliza a Chávez, Chávez va constantemente porque allí le alimentan su pensamiento, él no tiene mucho.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em><em> </em></p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>P.S. <a href="http://www.comisiondeverdadhonduras.org/" target="_blank">Esta</a> es la pagina de la Comisión de la Verdad (CDV), organizada por el FNRP. En unos meses se darán a conocimiento los resultados de las investigaciones  de los comisionados Luis Carlos Nieto, Craig Scott y Francisco Aguilar.</strong></span></p>
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		<title>Honduras: El Parlatino abre las puertas a los golpistas</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 19:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[En español]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[FNRP]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Zelaya]]></category>
		<category><![CDATA[Parlatino]]></category>
		<category><![CDATA[Porfirio Lobo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Micheletti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con 135 votos a favor y 53 en contra y a pesar de la oposición fuerte y firme de Venezuela y de todos los países del ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América) a un ingreso  incondicional, Honduras ha sido readmitido aunque con reservas,  en el seno del Parlatino, el Parlamento Latinoamericano con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/honduras.jpg"><img class="size-medium wp-image-4858 aligncenter" title="honduras" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/honduras-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a></p>
<p>Con 135 votos a favor y 53 en contra y a pesar de la oposición fuerte y firme de Venezuela y de todos los países del ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América) a un ingreso  incondicional, <strong>Honduras ha sido readmitido aunque con reservas,  en el seno del Parlatino, </strong>el Parlamento Latinoamericano con sede en Panamá. Y eso   no obstante las graves y reiteradas denuncias de violaciones de los derechos humanos que se siguen cometiendo en el país desde junio de 2009 cuando un golpe de Estado derrocó el gobierno legítimo del presidente Manuel Zelaya.</p>
<p>La decisión fue tomada durante la  XXVI Asamblea Ordinaria de la  organización regional y demuestra la prevalencia de posturas conservadoras y pro-imperialistas dentro de ella.</p>
<p>Aunque entre los principales objetivos del Parlatino está el de  “defender la democracia” y entre sus fines el repudio de las  violaciones de los derechos humanos, la condena de la acción imperialista en América Latina (el golpe de Estado en Honduras se ha dado con el  apoyo  incondicional  de los Estados Unidos) y la defensa de la democracia participativa, <strong>la presente resolución de hecho es una legitimación del gobierno de Porfirio Lobo, el mandatario hondureño elegido con elecciones farsa en el mes de noviembre de 2009 en un contexto social caracterizado por violencia y fuerte militarización del país.</strong></p>
<p>Porfirio Lobo no es nada más que la cara “democratizada”  de su predecesor Roberto Micheletti, el golpista de la primera hora, el que dio disposición al ejército de Honduras de sacar del país en pijama en la madrugada  su presidente Manuel Zelaya y de meterlo en un avión con destino Costa Rica.</p>
<p><strong>Un gran acto de pragmatismo el que se ha llevado a cabo  en Panamá</strong>. Lo ocurrido en junio de 2009 en Honduras, pero sobre todo las violaciones de los derechos humanos que varias asociaciones y periodistas independientes siguen denunciando no obstante el silencio de la comunidad internacional,  ha testimoniado las debilidades de la llamada integración de los gobiernos de izquierda latinoamericanos en las situaciones de crisis.</p>
<p>A pesar de las voces de condena  y  las amenazas  que el  Venezuela de Chávez y toda el área del ALBA levantan  desde hace meses, a pesar de la condena de la  UNASUR (Unión de Naciones Suramericanas) que de hecho está bastante dividida sobre la posición  respecto a Honduras, el enésimo golpe de Estado en América latina sazonado con estrellas y rayas ha sido encajado bastante pasivamente.</p>
<p>Si bien es cierto que la región vive  fermentos nuevos y que  su economía está marchando en carriles  diametralmente opuestos (sobre todo en  sentido geográfico) a los recorridos apenas hace unas décadas con la entrada en la escena de nuevos partners  comerciales como China y algunos países de Oriente Medio, también es cierto que este cambio de  paradigma  tiene demasiadas connotaciones ideológicas y se mueve por ahora solamente y sin embargo no completamente,  en un plano  comercial y económico pero aún no en lo político y militar.</p>
<p>El imperio sigue lanzando sus  tiros y creando sus baluartes. Honduras es solamente el último en orden cronológico. Obtenido en el tiempo muy breve de una noche. Manuel Zelaya, el presidente legítimamente electo del país, <em>Mel</em> como le llamaban cariñosamente sus seguidores,  se había desviado peligrosamente y repentinamente hacia izquierda. Su decisión de llevar el país al área del ALBA no podía ser aceptada por Washington.</p>
<p>Hablando  en el  idioma  “de la  guerra fría”, se podría decir que los  Estados Unidos no iban a   permitir ulteriores  infiltraciones comunistas  en el área del Caribe.</p>
<p>Sólo que estamos en 2010 y no en 1960 o en los años de las  dictaduras militares  y  de las <em>guerras sucias</em> y de Manuel  Zelaya todo se puede decir menos que sea un comunista.</p>
<p>En el caso del golpe de Estado en Honduras, los Estados Unidos han  actuado con casi las mismas estrategias políticas y militares de esas  épocas.</p>
<p><strong>Incluso algunos de los hombres usados  en esta ocasión han sido  los mismos. John Dimitri Negroponte, para citar  uno.</strong> Un  hombre de la estrategia de la lucha anticomunista de  Estados Unidos en América Central, ex jefe de la CIA en Vietnam y ex embajador en Honduras entre 1981 y 1985,  fundador  de los escuadrones de la muerte Contra nicaragüenses y líder del  Batallón 3–16 en Honduras junto con el militar  hondureño Billy Joya.</p>
<p>El mismo Billy Joya, que está acusado de haber cometido delitos de lesa humanidad en su  país contra los estudiantes y la población civil, nombrado por Micheletti como su asesor personal inmediatamente después del golpe.</p>
<p>En  la América Latina rebelde e indómita  aparece cada vez más aislada políticamente  la  Colombia  (y  en otra medida  Chile y Perú) y entre los subversivos del Sur y los “halcones del Norte”, Caribe y Centro América aparecen como un baluarte extremamente militarizado y controlado.  Empezando desde México, donde llegan  en abundancia a través de desde Estados Unidos armas y dólares como respuesta a las emergencias del narcotráfico y de las migraciones. Y las emergencias siempre sirven para otras cosas. Ya lo saben.</p>
<p>Países como  Costa Rica, Puerto Rico, Panamá, República Dominicana, y muchas islas e islotes del Caribe y en un futuro próximo  Haití, (apenas a 90 km de las costas de Cuba) tan pronto el cólera habrá cumplido su tarea   y la división de su territorio entre las potencias se habrá terminado,  le permiten a Estados Unidos mantener los ojos bien abiertos hacia el Sur rebelde.  Otro país  de esta área en el ALBA,  además de Nicaragua,  no podía ser aceptado.</p>
<p>Es por eso que el haber dejado correr y sobre todo haber legitimado ahora el golpe de Estado con la readmisión de Honduras en el Parlatino, aunque con reserva  (una delegación viajará al país en enero para evaluar la situación de los derechos humanos),  representa una debilidad para no decir un fracaso   de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América.</p>
<p><strong>Lejos de  ideologías  y sentimentalismos sobre la  integración latinoamericana promovida por el ALBA, está un pueblo,  el de Honduras, oprimido,  que sigue luchando  contra una dictadura che solamente pocos siguen llamando así.</strong></p>
<p>Nadie en América latina, no hay que tener temores en decirlo, ha tenido la fuerza y el peso político y militar  para oponerse a ella.</p>
<p><strong> Es optimista al respecto Carolus  Wimmer, diputado al Parlatino del Partido Comunista de Venezuela (PCV) : “es obvio que en el Parlatino se desarrolla una fuerte lucha política e ideológica, entre las viejas tendencias de derecha y las nuevas posiciones progresistas y antiimperialistas que poco a poco se abren espaci</strong>o.    Debemos en el Parlatino introducir una cláusula democrática similar a la aprobada este sábado en la XX Cumbre Iberoamericana. Nunca debemos aceptar ninguna forma de golpe. Con  un mayor trabajo coordinado, más allá de las representaciones del ALBA,  hay que ganar ese espacio internacional, pero eso lo lograremos sin duda en el futuro”.</p>
<p><strong>Más cuidadoso  aparece el diputado  Gustavo Hernández, del Partido Patria Para Todos, che afirma contundente que  con esa resolución “no  perdió el ALBA, sino  la democracia en el continente”.</strong></p>
<p>Respecto a la XX Cumbre Iberoamericana,  a la que se refiere  Carolus  Wimmer, hay que decir que  Ricardo Martinelli,   el  presidente de  Panamá ha propuesto en esta sede también la reintegración de Honduras en el seno de la OEA (Organización de Estados Americanos) de donde el país  había sido expulsado después del golpe de Estado.</p>
<p>Los Estados Unidos que de esta organización hacen parte, por medio de su representante por la diplomacia en América latina Arturo Valenzuela, informan que consideran aceptable la reintegración de Honduras en la  OEA   solamente después del regreso de Manuel Zelaya en el país.</p>
<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/fnrp21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4860" style="margin: 10px;" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/fnrp21-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Manuel Zelaya actualmente es Coordinador General del FNRP, el heterogéneo Frente Nacional de Resistencia Popular,  que a precio de uno estilicidio continuo de muertos (militantes, campesinos, indígenas y periodistas) está lentamente buscando la vía de la democracia representativa en la vida política del país.</p>
<p>Probablemente  Zelaya tarde o temprano logrará regresar a  Honduras (donde  por orden del gobierno golpista de Micheletti ha sido emitida contra de él una  orden de detención por abuso de poder, fraude y falsificación de documentos públicos) y probablemente se recortará un espacio político en oposición a los mismos poderes que lo han sacado del  país tan poco elegantemente hace un  año y medio. Los mismos poderes que mientras tanto han sido reintegrados en todos los circuitos económicos y políticos de donde habían sido excluidos solo parcialmente y por un corto plazo de tiempo.</p>
<p><strong>Si eso sucederá sería un juego bastante triste y patético. La vida política de la nación en lugar de ser como un “espejismo que deforme la conciencia del pueblo” hondureño  debería transformarse en una  “trinchera de lucha” como se afirma en los comunicados de prensa del FNRP.</strong></p>
<p>Solo entonces se podría decir que la democracia haya triunfado.</p>
<p>Por Annalisa Melandri — <a href="http://www.annalisamelandri.it" target="_blank">www.annalisamelandri.it</a></p>
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