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	<title>Annalisa Melandri&#187; Hugo Chávez</title>
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		<title>Banca del Sud: integrazione regionale in Sudamerica</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2013 02:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Annalisa Melandri — in esclusiva per L’Indro — 14 giugno 2013 Si è tenuta mercoledì scorso, presso la sede della Banca Centrale del Venezuela, a Caracas,  la prima riunione del Consiglio dei Ministri delle Finanze della Banca del Sud, nel corso della quale è stato  formalmente installato il consiglio di amministrazione  e sono stati messi a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-9082" title="banco del sur" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/banco-del-sur.jpg" alt="" width="560" height="320" /></p>
<p>di <strong>Annalisa Melandri</strong> — in esclusiva per L’<a href="http://www.lindro.it%20">Indro</a> — 14 giugno 2013</p>
<p>Si è tenuta mercoledì scorso, presso la sede della Banca Centrale del Venezuela, a Caracas,  la <strong>prima riunione del Consiglio dei Ministri delle Finanze della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_del_Sud">Banca del Sud</a></strong>, nel corso della quale è stato  formalmente installato il consiglio di amministrazione  e sono stati messi a punto i meccanismi per la concessione dei primi crediti. Il presidente della Banca del Sud verrà invece designato di comune accordo dai capi di Stato dei paesi affiliati. <span id="more-9081"></span></p>
<p>Alla riunione erano presenti oltre al  ministro degli Esteri del Venezuela <strong>Elías Jaua, </strong>che enfaticamente ha dichiarato durante l’inaugurazione dell’evento che la Banca  rappresenta «<em>il sogno dei giganti</em>», anche  <strong>Hernán Lorenzino</strong>, ministro dell’Economia e Finanza Pubblica dell’Argentina, <strong>Luis Arce</strong>, ministro dell’Economia della Bolivia, <strong>Carlos Marcio Cozendery</strong>, segretario degli Affari Internazionali del Ministero delle Finanze del Brasile, il ministro degli Esteri dell’Ecuador <strong>Ricardo Patiño</strong>, il ministro delle Finanze dell’Ecuador <strong>Fausto Herrera</strong> e il ministro ecuadoriano delle Politiche Economiche <strong>Patricio Rivera</strong>.</p>
<p>L’istituzione, fortemente voluta dall’ex presidente argentino <strong>Néstor Kirchner</strong> e dall’ex presidente venezuelano <strong>Hugo Chávez</strong>, entrambi scomparsi, ma nata su proposta nel 2002 dell’ex presidente brasiliano <strong>Inácio Lula da Silva</strong>, può considerarsi come <strong>uno dei pilastri su cui si basa l’integrazione latinoamericana.</strong> Ne fanno parte dal 2007, anno in cui apposero la firma per la sua costituzione  presso la Casa Rosada, sede del governo argentino,  il Brasile, la Bolivia, l’Ecuador, il Paraguay,  l’Uruguay, il Venezuela e l’Argentina. Degli altri paesi latinoamericani il Perù e il Cile sono paesi osservatori, mentre la Colombia ha deciso di non farne parte.</p>
<p>Si tratta sostanzialmente di una <strong>banca di sviluppo</strong>, come era nelle intenzioni dei suoi promotori, volta a concedere prestiti ai paesi che ne fanno parte sulla base di progetti destinati a promuovere settori chiave delle rispettive economie  e volti allo sradicamento della povertà e alle emergenze dovute ai disastri naturali.</p>
<p>Ma non solo questo, insieme al <strong>Sucre</strong> (il Sistema Unitario di Compensazione Regionale dei Pagamenti, creato nel 2008 su iniziativa dei paesi membri dell’Alba), costituisce come dicevamo, la colonna portante del progetto di integrazione regionale, che da  politico, con successo sta passando adesso ad essere  - anche — economico e finanziario.</p>
<p>Le risorse della regione verranno destinate allo sviluppo «<em>endogeno</em>» della stessa e questo permetterà,  come ha sottolineato Il ministro venezuelano Elías Jaua,  al termine della riunione del consiglio dei ministri, «<em>di <strong>avanzare nella sovranità alimentare, energetica, delle infrastrutture, che permetterà lo sviluppo della scienza, della tecnologia e con il talento umano permetterà ottenere la  definitiva  liberazione e indipendenza dei nostri paesi</strong></em>».</p>
<p>La Banca del Sud vuole essere, e presto lo sarà, una risposta economica e finanziaria regionale allo strapotere degli organismi  internazionali quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, accusati dai governi progressisti della regione di essere promotori di politiche neoliberali e di rappresentare un’arma  economica contro le loro economie posta nelle mani di Washington.</p>
<p>Il Premio Nobel per l’Economia, ex vice direttore della Banca Mondiale,  <strong>Joseph Stiglitz, </strong> nel corso di una conferenza tenuta nel 2007 in Argentina (paese che 6 anni prima usciva da una profonda crisi economica in cui è noto ormai  il ruolo nefasto svolto  dal  FMI), definì la Banca del Sud  «<em>una invenzione creativa molto utile per promuovere lo sviluppo in America latina</em>».<strong> </strong></p>
<p><strong>Nelson Merentes</strong>, ministro delle Finanze del Venezuela,  ha spiegato mercoledì,  che per quanto riguarda la capitalizzazione, cioè l’apporto di capitali da parte dei singoli paesi, si tratta di un processo che viene realizzato «<em>per fasi</em>», in cui in un primo momento  ogni «<em>paese apporterà una percentuale</em>».</p>
<p>La Banca conta con un capitale iniziale di 20  miliardi di dollari che verrà apportato dai paesi membri.  La sede sarà a Caracas in omaggio all’ex presidente Hugo Chávez e conterà con due sedi regionali in Argentina a Buenos Aires e in Bolivia a La Paz.</p>
<p> </p>
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		<title>Venezuela al voto: intervista a Marcelo Colussi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 03:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
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		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Marcelo Colussi, analista politico italo-argentino di Annalisa Melandri in esclusiva per l’Indro — 10 aprile 2013 In caso di vittoria del’Opposizione, i rapporti con Cuba e il processo di integrazione con l’Alba subiranno un cambio di rotta Sebbene la campagna elettorale in vista delle elezioni di domenica prossima, 14 aprile, in Venezuela sia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="aligncenter size-full wp-image-8828" title="nuevas3 227" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/nuevas3-2271.jpg" alt="" width="562" height="326" /></h4>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Intervista a Marcelo Colussi,</strong> analista politico italo-argentino</span></p>
<p><strong>di Annalisa Melandri</strong> in esclusiva per l’<a href="http://www.lindro.it" target="_blank">Indro</a> — 10 aprile 2013</p>
<h4><span style="font-size: small;">In caso di vittoria del’Opposizione, i rapporti con Cuba e il processo di integrazione con l’Alba subiranno un cambio di rotta</span></h4>
<p>Sebbene la campagna elettorale in vista delle elezioni di domenica prossima, 14 aprile, in Venezuela sia formalmente iniziata solo lo scorso 2 aprile, questa effettivamente  aveva preso avvio già poche ore dopo la <a href="http://www.lindro.it/politica/2013-03-06/72915-muore-hugo-chavez">morte</a> del presidente <strong>Hugo Chávez</strong>, avvenuta il 5  marzo.</p>
<p><strong>Per i venezuelani sarà il terzo appuntamento elettorale in poco meno di un anno</strong>, caratterizzato questa volta dall’assenza, per lo meno sul piano  fisico,  del leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez Frías.</p>
<p>Sono state settimane intensissime queste, sia per <strong>Nicolás Maduro</strong>, il candidato ufficiale del ‘<em>chavismo’</em> ma anche presidente in carica, il “<em>figlio di Chávez</em>” com egli stesso si definisce, sia per <strong>Enrique Capriles Radonsky</strong>, il candidato dell’opposizione, riuniti nella Mesa de Unidad Democrática (MUD).</p>
<p><strong>Quello che distingue questa campagna elettorale</strong>, e non poteva essere diversamente dal momento che è iniziata sull’onda del dolore e della commozione popolare per la morte del presidente, è sicuramente la <strong>forte connotazione spirituale</strong> , con una<strong>spiccata impronta religiosa</strong> venata di sincretismo, che ha assunto. Inevitabilmente, viste le circostanze e visto il paese, il Venezuela, dove il cattolicesimo si inserisce e si fonde quotidianamente con elementi di religioni diverse.<span id="more-8826"></span></p>
<p>E infatti, <strong>proprio incarnando il caratteristico sincretismo venezuelano, Nicolás Maduro passa dalle preghiere in una cappella di Barinas, dove riesce a “<em>sentire</em>”  lo spirito di Chávez che lo benedice</strong> sotto le  spoglie di un “<em>pajarito chiquitico</em>”,  un uccellino piccolino, <strong>al lanciare la “<em>maledizione ancestrale di Maracapana</em>”</strong>, una antica leggenda indigena dell’Amazzonia venezuelana, dove si trovava in campagna elettorale, <strong>contro chi non voterà per lui</strong>, in quanto la sua sconfitta  rappresenterà la sconfitta dei diritti di tutto il  popolo.</p>
<p>Soprattutto, piaccia o no alla recalcitrante opposizione, che giunge a quest’appuntamento dopo due sconfitte consecutive (quella del 7 ottobre per le presidenziali e quella del 6 dicembre per le amministrative) <strong>si tratta di una campagna elettorale permeata e influenzata totalmente, </strong>nonostante sia trascorso oltre un mese dalla sua morte,<strong> dalla figura e dal ricordo a tinte vive del “<em>gigante</em></strong>”, come <strong>María Gabriela Chávez</strong>, in lacrime, il giorno del funerale,  ha <a href="https://twitter.com/Maby80/status/309771345422589952">definito</a> suo padre in una lettera che ha letto pubblicamente.</p>
<p>E Hugo Chávez effettivamente non sembra mai essersene andato; vive per le strade di Caracas, vive sui  murales, vive negli occhi e nei discorsi della gente, vive nelle lacrime e nella processione di persone che ancora oggi, a oltre un mese dalla sua morte, si recano numerose a portargli omaggio al <em><a href="http://www.aporrea.org/imagenes/2013/03/museo_historico_cuartel_montana.jpg">Cuartel della Montaña</a></em>, dove è sepolto, nel rivoluzionario e popolare <em>barrio</em> 23 de Enero. Vive, soprattutto, nella<strong> retorica del <em>chavismo</em> e di quella del partito ufficialista</strong>, il PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela), che si nutrono così ancora della sua energia, <strong>riuscendo a  mantenere vivo quel legame che aveva Hugo Chávez con il suo popolo che, ancor prima della sua morte,  trascendeva la politica e arrivava diretto al cuore e ai sentimenti e che  rendeva così  peculiare quella relazione.</strong></p>
<p>“<em>Almeno per queste elezioni</em> - ci spiega <strong>Marcelo Colussi</strong>, analista politico italo-argentino, filosofo, giornalista e  docente universitario, attualmente residente in Guatemala, che da anni segue il processo rivoluzionario in Venezuela - <em><strong>la figura di Chávez</strong>continua ad essere il principale sostegno della rivoluzione, <strong>funziona cioè come idolo agglutinante</strong></em>”. “<em>Chávez</em> - aggiunge - <em>è infatti ormai un mito e come tutti i miti,  è diventato intoccabile</em>”.</p>
<p>Perfino Capriles ha dovuto accettarlo e rendersene conto,  e ha dovuto cambiare tono e chiedere scusa alla famiglia dell’ex presidente per le insinuazioni che fece all’indomani dei suoi funerali riguardanti il fatto di piangere su una bara vuota, ipotizzando improbabili complotti di governo (con la complicità dei Chávez) per nascondere la data reale della morte del Comandante.</p>
<p><strong>Capriles, punta adesso su altri temi</strong>, che toccano direttamente ‘la pancia’ dei venezuelani: <strong>la corruzione tra le fila della dirigenza chavista, l’insicurezza del paese e il nazionalismo</strong> e lo fa in questo caso approfittando del debole che hanno i venezuelani per  le telenovelas, avvalendosi della collaborazione dell’attore <strong>Guillermo Garcia</strong>, che ha dichiarato su twitter di essere “<em>nemico del chavismo e di Nicolás Maduro</em>”, diffondendo una mini <em>novela</em> in internet basata sulla relazione tra Cuba e Venezuela dal titolo emblematico: “<em>Continuerà questa novela cubana?</em>”.</p>
<p>Sì, perché anche questo è uno dei temi caldi sui quale fa leva l’opposizione per riscuotere consenso:  <strong>il malumore,  da parte di un settore importante della popolazione,  per gli  aiuti in petrolio concessi al governo cubano, considerati eccessivi</strong>, in cambio della presenza in Venezuela di medici, che toglierebbero lavoro e spazio ai neo laureati in medicina del paese. Ai medici cubani presenti in Venezuela, promette con non poca ipocrisia Capriles in caso di vittoria, verrà offerta la nazionalità, nel caso lo vogliano, “<em>di un paese dove c’è democrazia</em>”, mentre, puntualizza, i militari del Governo cubano dovranno uscire dalle Forze Armate.</p>
<p>Sicuramente, <strong>nel caso di vittoria dell’opposizione, i rapporti del Venezuela con Cuba, ma anche tutto il corso della stessa integrazione latinoamericana, dell’Alba</strong>, l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America e degli altri organismi regionali, <strong>subiranno un improvviso e repentino cambiamento di rotta.</strong> E questo sovvertimento della geopolitica regionale potrebbe  rappresentare l’aspetto più inquietante e rischioso di un’eventuale vittoria di Enrique Capriles.</p>
<p>Sebbene sul piano interno, promette che in  tal caso non realizzerà grandi stravolgimenti rispetto alle opere sociali realizzate da Hugo Chávez in beneficio dei settori più vulnerabili della popolazione e sebbene Capriles non sia il candidato più estremista che l’opposizione venezuelana di destra conosca, le sue amicizie e gli appoggi internazionali che riceve, dal colombiano <strong>Álvaro Uribe</strong> agli esponenti più conservatori e reazionari del panorama della destra mondiale, taluni perfino vicino al terrorismo anticastrista di Miami, lo configurano come perfetto ‘cavallo di Troia’ per permettere l’infiltrazione nel paese di elementi che fin dal golpe del 2002, cercano di sovvertirne, con la complicità o il tacito consenso di Washington, l’ordine costituzionale. “<em>Infatti</em>, — spiega Marcelo Colussi – <em>oltre alla retorica della destra che accusava Chávez di dilapidare l’entrata dei petrodollari</em>, <em>non ci sono dubbi che la solidarietà internazionale sia  stata l’aspetto più importante della presenza venezuelana nella regione</em>”.</p>
<p>Spiega l’analista che con la creazione dell’ALBA, voluta da Cuba e Venezuela, “<em>si sono stabilite le basi per un’alleanza e un’integrazione basate sulla cooperazione e la solidarietà, rifiutando l’ingerenza di Washington e promuovendo un atteggiamento di fratellanza regionale</em>”. “<strong><em>È</em><em><strong> </strong>innegabile</em> - sottolinea Colussi – <em>il fatto</em>  <em>che Chávez abbia segnato storicamente, un prima e un dopo nella regione”.</em></strong></p>
<p>In tutto questo complesso e delicato contesto, la discussione dei temi politici, quelli veri, fanno da sottofondo. In fin dei conti il paese è appena uscito dalle recentissime elezioni del 7 ottobre scorso, quando Hugo Chávez ha vinto con il 55,07 per cento  dei voti sullo stesso Enrique Capriles Radonski (44,31 per cento) e quando ognuno dei contendenti ha promesso quello che doveva e ha raccolto le adesioni che poteva.</p>
<p>Lo scenario in questo senso è immutato. <strong>Maduro ha ottenuto, e non poteva essere diversamente,  l’appoggio del Partito Comunista del Venezuela</strong> (che fa parte insieme ad altre forze minoritarie di sinistra e movimenti popolari della  coalizione ufficialista del Gran Polo Patriótico) <strong>e ha ribadito che il suo programma di governo sarà “<em>il testamento del comandante Chávez</em>” </strong>cioè il Secondo Piano Socialista per la Nazione 2013–2019.</p>
<p>Se sembra scontata domenica la vittoria di Nicolás Maduro su Capriles, difficile è invece fare una previsione rispetto ai numeri, anche se si può ipotizzare un 10/15 a favore di Maduro. È una guerra di sondaggi in queste ore, completamente  diversi l’uno dall’altro, per metodologia  utilizzata e per risultato, come spesso  d’altra parte accade in ogni appuntamento elettorale  in America latina.</p>
<p>“<em><strong>Credo che i numeri abbiano poca importanza, ma tutto indica che il movimento bolivariano sicuramente vincerà di nuovo</strong> - </em> ci spiega Marcelo Colussi - <em><strong>quello che ci interessa  veramente è capire cosa succederà  a medio termine</strong>, che scenari si potranno disegnare oltre la data  delle elezioni</em>”. “<em>In altri termini</em> -  aggiunge - <strong> </strong><em><strong>la questione principale consiste nel vedere e capire la direzione che prenderà  tutto il processo rivoluzionario attualmente in corso nel paese.</strong> Possono accadere varie cose: che il Movimento Bolivariano si radicalizzi, che si sposti a destra, che avvenga come in Argentina con il Peronismo, tra peronisti e antiperonisti, con la creazione di un forte conflitto tra chavisti e antichavisti”. </em>Quale sarebbe a questo punto lo scenario più probabile<em>? “Potrebbe essere  quello dell’avanzamento della destra endogena, rappresentata dai nuovi ricchi, dai burocrati di professione, che con il tempo hanno lentamente  sequestrato tutto il processo rivoluzionario”.</em></p>
<p>È proprio questo settore, minoritario ma potente, nutritosi e cresciuto tra corruzione e proventi del petrolio (quello che Colussi chiama  “<em><strong>socialismo petrolifero</strong>”</em>) quello che <strong>potrebbe rappresentare in futuro l’anello di congiunzione con l’antichavismo</strong>, e che permetterebbe a questo il mantenimento di vecchi privilegi per non perdere i propri recentemente acquisiti all’ombra di Petrocaribe, la compagnia petrolifera statale.<br />
<strong>A quel punto,</strong> <strong>solo il popolo venezuelano</strong>, con la sua coscienza civile e politica, esplosa con il Caracazo del 1989 e che Chávez ha contribuito in tutti questi anni a coltivare e far crescere, <strong>potrebbe e dovrebbe</strong>, forte del suo ruolo, <strong>diventare il vero guardiano della  Rivoluzione Bolivariana  e il vero protagonista del  ‘Socialismo del XXI secolo’.</strong></p>
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		<title>Nicolás Maduro vince le elezioni in Venezuela. L’opposizione golpista scatena la violenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 20:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[  di Annalisa Melandri — in esclusiva per L’Indro 17 aprile 2013 Alle 23.16 ora locale di domenica sera, 14 aprile, il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha diffuso i risultati del processo elettorale che si era svolto per tutta la giornata in Venezuela. Un po’ più tardi del previsto – già  il nervosismo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8803" title="Nicolás Maduro" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Maduro2.jpg" alt="" width="577" height="335" /></p>
<p> </p>
<p>di Annalisa Melandri — in esclusiva per <a href="http://www.lindro.it" target="_blank">L’Indro</a> 17 aprile 2013</p>
<p>Alle 23.16 ora locale di domenica sera, 14 aprile, il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha diffuso i risultati del processo elettorale che si era svolto per tutta la giornata in Venezuela.<br />
Un po’ più tardi del previsto – già  il nervosismo era palpabile anche per  alcune dichiarazioni di inconformità rispetto ai  tempi e per euforiche dichiarazioni su presunti risultati a lui favorevoli da parte del candidato di opposizione della Mesa de la Unidad Democrática (MUD), <strong>Enrique Capriles Radonsky</strong> -  e  con un 99,12 per cento di sedi elettorali scrutinate, <strong>Tibisay Lucena Ramírez</strong>, comunicava ai venezuelani che <strong>Nicolás Maduro si era confermato presidente eletto con un 50,66 per cento (7.505.338 voti) contro il 49,07 per cento (7.270.403 voti) ottenuto da Enrique Capriles.</strong></p>
<p><strong>Un margine strettissimo</strong>, di appena 234.935 voti, pari al 1,59 per cento. I risultati finali di poche ore dopo, confermeranno la tendenza: Nicolás maduro ottiene il 50,75 per cento (7.559.349 voti) contro il 48,98 per cento (7.296.876 voti) di Enrique Capriles, per un 1,77 per cento di scarto</p>
<p><strong>L’opposizione non riconosce il risultato – La violenza</strong></p>
<p><strong>Un margine tanto stretto che ha portato Capriles nelle ore successive a</strong> <strong>non riconoscere il risultato, a definire Nicolás Maduro presidente “<em>illegittimo</em>”, a chiedere il riconteggio manuale  del 100 per cento dei voti</strong> (anche se nella serata di domenica, alla presenza di tutte le forze politiche era già stato <a href="http://www.aporrea.org/poderpopular/n226956.html">riconteggiato</a> il 54 per cento dei voti, come da prassi) e a convocare ‘la piazza’, incitando i suoi sostenitori a scendere per strada in <em>cacerolazos</em> (proteste rumorose usando pentole e mestoli) e alla protesta di fronte alle sedi regionali dei Consigli Elettorali.</p>
<p>Sono ore decisive in Venezuela queste, il CNE ha confermato Maduro alla presidenza del paese e ha invitato Capriles a chiedere, come si fa generalmente in questi casi, il riconteggio dei voti secondo le procedure istituzionali. <strong>Le autorità hanno invitato alla calma e al senso di responsabilità civile.<br />
Troppo tardi, lo sconsiderato appello rivolto da Enrique Capriles ai suoi era stato ormai raccolto, con conseguenze disastrose:</strong> si parla di almeno <strong>sette  morti tra i sostenitori di Maduro, decine di feriti</strong>, veicoli bruciati, sedi del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) assaltate e date alle fiamme, assediata la casa della presidente del CNE, assaltata la sede del canale televisivo <a href="http://www.telesurtv.net/">TeleSUR</a>, assaltati e distrutti supermercati e centri medici dove lavoravamo medici cubani, scontri con le forze dell’ordine.</p>
<p><a href="http://www.lindro.it/politica/2013-04-17/78792-vittoria-stretta-di-maduro-in-venezuela-proteste-e-violenza">Continua a leggere</a></p>
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		<title>Muore Hugo Chávez</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2013/03/muore-hugo-chavez/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 15:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Miei articoli/Mis artículos]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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		<category><![CDATA[Rivoluzione Bolivariana]]></category>

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		<description><![CDATA[Lascia un’eredità incommensurabile e passa alla storia per aver cercato, ed esserci a suo modo riuscito, di realizzare quello che era il sogno di Simón Bolívar, il Libertador, e cioè l’unità della Patria Grande latinoamericana. di Annalisa Melandri in esclusiva per L’Indro — www.annalisamelandri.it È morto Hugo Chávez, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8680" title="Venezuela's President and presidential candidate Hugo Chavez speaks in the rain during his closing campaign rally in Caracas" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez3.jpg" alt="" width="547" height="362" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Lascia un’eredità incommensurabile e passa alla storia per aver cercato, ed esserci a suo modo riuscito, di realizzare quello che era il sogno di Simón Bolívar, il Libertador, e cioè l’unità della Patria Grande latinoamericana.</em></p>
<p>di <strong>Annalisa Melandr</strong>i in esclusiva per L’<a href="http://www.indro.it">Indro</a> — www.annalisamelandri.it</p>
<p><strong>È morto Hugo Chávez, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela</strong>, ieri pomeriggio, martedì 5 marzo,  a Caracas, alle 16.25 ora locale, le 22.55 in Italia. Chávez era ricoverato dal 18 febbraio scorso  presso l’Ospedale Militare Carlos Arvelo,  dopo essere rientrato da Cuba,  dove  l’11 dicembre aveva subito  un delicato intervento chirurgico, il quarto, per la rimozione di una  grave forma tumorale al colon che lo aveva colpito due anni fa.</p>
<p>Ne ha dato l’<a href="http://www.telesurtv.net/articulos/2013/03/05/presidente-chavez-ha-fallecido-luego-de-batallar-con-el-cancer-que-lo-aquejaba-8188.html">annuncio</a> direttamente dall’ospedale, in un comunicato trasmesso a reti unificate  il vicepresidente <strong>Nicolás Maduro</strong>, in lacrime e a tratti con la voce rotta dalla commozione.</p>
<p>continua a leggere <a href="http://www.lindro.it/politica/2013-03-06/72915-muore-hugo-chavez">qui</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Con Hugo Chávez, sempre!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 20:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli/Llamados]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>

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		<description><![CDATA[Appello di Resumen Latinoamericano. Qui la versione originale Il Comandante Hugo Chavez ha mantenuto una relazione da  pari a pari con il suo popolo. Responsabile, basata sulla verità, astenendosi da sterili  trionfalismi  ma anche evitando di cadere in scetticismi paralizzanti. Già  da quei giorni eroici della ribellione civica militare del febbraio 1992, quando disse  “per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8430" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez1-1024x710.jpg" alt="" width="491" height="341" /></a></p>
<p>Appello di <a href="http://www.resumenlatinoamericano.org" target="_blank">Resumen Latinoamericano</a>. <a href="http://www.resumenlatinoamericano.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3355&amp;Itemid=1&amp;lang=en" target="_blank">Qui</a> la versione originale</p>
<p>Il Comandante Hugo Chavez ha mantenuto una relazione da  pari a pari con il suo popolo. Responsabile, basata sulla verità, astenendosi da sterili  trionfalismi  ma anche evitando di cadere in scetticismi paralizzanti. Già  da quei giorni eroici della ribellione civica militare del febbraio 1992, quando disse  “per ora”,  fino all’atteggiamento coraggioso durante il golpe “gorilla” , quando a La Orchila  affrontò i suoi sequestratori che lo volevano assassinare, non piegandosi e difendendo fino alle ultime conseguenze il mandato che gli aveva affidato alle urne il  <em>bravo pueblo.<span id="more-8428"></span></em></p>
<p>Ieri, a Caracas, questa responsabilità e questo impegno sono tornati a manifestarsi in un gesto di drammatica sincerità: essere chiaro  con quelli che si aspettano tutto da lui, e decisivo rispetto al momento da affrontare. Ha detto Chávez: “Se si dovesse presentare qualche sopraggiunta circostanza che mi dovesse impedire  di seguire  alla Presidenza della Repubblica  e soprattutto mi dovesse impedire di  assumere l’incarico nel nuovo periodo; ripeto se dovesse accadere qualcosa che mi dovesse inabilitare  in qualche modo, Nicolás Maduro deve concludere il periodo. Nello scenario nel quale si dovessereo convocare elezioni presidenziali, vi chiedo, dal  profondo del cuore di scegliere  Nicolás Maduro come Presidente Costituzionale della Repubblica”</p>
<p>Con il  suo gigantesco profilo di statista latinoamericano e di tutto il Terzo Mondo, ci sta dicendo il Comandante che l’unica verità è la realtà, e che quando qualcuno come lui si carica sulle spalle il compito di governare milioni di persone, deve prevedere tutto. Nè più,  nè meno.</p>
<p>Questo non significa che un leader rivoluzionario, con tutto quello che lui rappresenta, si arrenda facilmente. Il Comandante va a dar battaglia, come lo ha sempre fatto, e questo lo devono tenere ben presente  i suoi nemici – che sono anche i nostri – in Venezuela e in questo mondo influenzato  dall’imperialismo e dal capitalismo.</p>
<p>Che nessuno si sbagli nè provi alcuna destabilizzazione, approfittando di un momento difficile ma non definitivo. L’unica cosa che vince il tempo è l’organizzazione e nella Venezuela Bolivariana c’è un popolo sufficientemente organizzato e cosciente, disposto ad evitare che la destra fascista si veda tentata da una manovra che  risulterebbe sterile.</p>
<p>Per questo, i sottoscritti dichiariamo:</p>
<p>Stiamo con Chávez perché rappresenta l’unità latinoamericana anti imperialista.</p>
<p>Stiamo con Chávez perché nessuno mai ha fatto così tanto per gli umili e condannati della terra, in cosí poco tempo.</p>
<p>Stiamo con Chávez nella buona e nella  cattiva sorte, perché la guida  ci convoca a camminare verso la seconda e definitiva indipendenza</p>
<p>Stiamo con Chávez e ci mobiliteremo insieme a questo popolo bolivariano che lo difende, perché i popoli latinoamericani  hanno sempre dimostrato di essere generosi con quelli che gli hanno giurato lealtà, fedeltà e patriottismo.</p>
<p>Comandante, con Te e con il popolo bolivariano del Venezuela e il continente diciamo</p>
<p>INDIPENDENZA E PATRIA SOCIALISTA!</p>
<p>VIVREMO  E VINCEREMO!</p>
<p><strong>Dall’Argentina:</strong><br />
Resumen Latinoamericano<br />
Organización Social y Política Los Pibes<br />
Movimiento Nacional Campesino Indígena — Vía Campesina<br />
Encuentro Nacional Popular Latinoamericano — MILES<br />
Agrupación Sabaleros del Remanso<br />
Comedor Comunitario Copitos<br />
Agrupación Crece desde El Pie<br />
FM Riachuelo<br />
Tesis 11<br />
Organización social Voluntario Global<br />
Cooperativa de Vivienda COVILPI<br />
Cooperativa de trabajo de jóvenes Su Lavandería<br />
Coordinación Latinoamericana de Movimientos Territoriales Urbanos-Capítulo Argentina<br />
Casa de la Amistad Argentino Cubana<br />
Frente de Organizaciones Kirchneristas — Quilmes<br />
Cooperativa de Trabajo Federal Los Pibes<br />
Agrupación El Sur No Espera<br />
Colectivo Político y Cultural “Pueblo Tango“<br />
Articulación de Movimientos Sociales hacia el ALBA — Capitulo Argentina<br />
Secretaría de Integración Latinoamericana de la Federación Universitaria de Buenos Aires<br />
Secretaria de Derechos Humanos de ATE<br />
Comité Internacional por la Libertad de los 5<br />
Espacio Radial por la libertad de los 5 héroes cubanos<br />
Corriente Política 17 de Agosto<br />
Radio Gráfica<br />
Asociación Civil “Huellas de esperanza” — Misiones<br />
“El Hormiguero”, Espacio de Participación Popular<br />
Partido MILES, Luis D´Elía, Presidente<br />
Partido MILES, Rafael Araya Masry, Secretario de Relaciones Internacionales<br />
Paloma García, periodista y fotógrafa<br />
Profesora Mónica L. Oporto<br />
Movimiento Sanitarista Nacional — Mosana<br />
Movimiento Agroalimentario Nacional — MAN<br />
Movimiento Educadores Nacional — MENA<br />
Movimiento por la identidad y cultural nacional — MICUNA<br />
Movimiento Nacional Latinoamericanista Estudiantil — MILES<br />
Movimiento Nacional Latinoamericano de Comunicadores<br />
Andrés Bercum, Secretario General del SITUBA — CTA<br />
Agrupación “Rodolfo Puiggrós” Trabajadores de la Univ. de Buenos Aires<br />
Organización de Solidaridad de los Pueblos de África, Asia y América Latina — OSPAAAL<br />
Stella Calloni, periodista escritora<br />
Agencia de Noticias Paco Urondo<br />
Multisectorial de Solidaridad con Venezuela de la ciudad de Rosario<br />
Frente de Mujeres K<br />
Mario Hernandez. Periodista. Miembro de la Comisión Directiva de la Coordinadora de Medios de la CABA<br />
La Capitana agrupación facebook<br />
Arq.Dina Elena Bairach, Asociación Civil y Politica “Crece desde el Pié“<br />
“Centro político y Social por la Segunda Independencia” de Quilmes<br />
CIEYS — Centro Investigaciones Económicas y Sociales<br />
Martín Crudele, Periodista Radio Estación Sur, La Plata. Integrante del Foro Argentino de Radios Comunitarias<br />
Hugo Cañón, Co-presidente Comisión por la Memoria, Provincia de Buenos Aires<br />
Adriana Arismendi Díaz – Estudiante de Fundayacucho en Argentina<br />
Pátria Latina<br />
Mario Raúl Belsuzari<br />
Leandro Andrini, Profesor Universitario, Investigador Científico CONICET, La Plata, Argentina.<br />
Jorge Ubertalli, periodista, poeta, escritor<br />
Juan Carlos de Altube<br />
Inés M. Nuñez Blanco<br />
Lia del Valle<br />
Analía Lovato<br />
Zulma Lovay<br />
Lic. Ana María Lódola<br />
Comisión Política de la Iglesia Dimensión de Fe, Diego MENDIETA, Pastor, Gabriela Guerreros, Pastora Pentecostal<br />
Atilio Boron, politólogo<br />
Norman Briski, actor<br />
Eliana Wasserman, actriz<br />
Colectivo Avanzar por la Unidad de los Pueblos<br />
Programa “Cantolibre” en RadioSur(un programa de Chile en Argentina)<br />
ASOCIACION CULTURAL JOSE MARTI DE LA REPUBLICA ARGENTINA, ADRIANA VEGA PRESIDENTA.<br />
Juntos Promoviendo el ALBA, La Matanza<br />
Julio Flores, Docente y artista<br />
Cultura Indígena<br />
San Telmo K<br />
Programa BAJO EL VOLCÁN, FM LA TRIBU<br />
BIBLIOTECA POPULAR DE TREVELIN-CHUBUT<br />
ORGANIZACIONES LIBRES DEL PUEBLO — OLP<br />
Patricia Torres<br />
Ana María Cámara<br />
Claudio Alberto Faiman<br />
Asociación de Ex Presos Políticos de La Rioja<br />
Lois Pérez Leira, coordinador del Movimiento Argentinos en el Exterior.<br />
Eduardo Asrilevich, Concepcion del Uruguay, Entre Ríos.<br />
Movimiento de Participaciòn Popular<br />
Barricada TV<br />
Asociación Ex Presos Políticos de Córdoba<br />
Martín Crudele, Periodista Radio Estación Sur, La Plata<br />
Partido Comunista de la Argentina, San Martìn de los Andes<br />
Casa de la Amistad Argentino Cubana, San Martìn de los Andes<br />
Colectivo Avanzar por la Unidad de los Pueblos<br />
Eduardo Lucita, Economistas de Izquierda (EDI)<br />
Carlos Chile, secretario general CTA Capital<br />
Movimiento Territorial Liberación<br />
Cultura Indígena<br />
PARTIDO COMUNISTA<br />
FEDERACION JUVENIL COMUNISTA<br />
BIBLIOTECA POPULAR DE TREVELIN, CHUBUT<br />
Colectivo K al frente de La Plata<br />
Juan Alberto Remedi, integrante del movimiento Bolivariano de la provincia de Entre Rios<br />
Juan Carlos García<br />
Comité Democrático Haitiano en Argentina<br />
UNION CULTURAL ARMENIA DE LA REPÚBLICA ARGENTINA<br />
JUVENTUD DE LA UNIÓN CULTURAL ARMENIA<br />
AUDICION RADIAL LA VOZ ARMENIA<br />
Colectivo ex-Presos Políticos y Sobrevivientes-Rosario<br />
Redes PPGA — Redes de Planificacion Participativa y Gestión Asociada<br />
MANUEL FLORES, MOVIMIENTO 26 DE JULIO, Bº NICOLE, MATANZA<br />
COOPERATIVA DE TRABAJO “FILETEADORES MATANCEROS, M26 DE JULIO<br />
Coronel ® José Luis García y Profesora Elsa Bruzzone, CEMIDA<br />
Comisión de Solidaridad con Cuba de Almirante Brown<br />
Programa radial:“De Cuba Traigo un cantar”, AM 1580, Radio 26 de julio<br />
Claudio Katz. Economista, UBA, EDI, CONICET<br />
Ana María Moreno Gómez<br />
Fm la comunitaria, Junin Buenos Aires<br />
Ana María Ramb<br />
Rina Bertaccini<br />
Delia Basualdo Bayá,<br />
Alberto González Arzac,<br />
Adrián Ernesto Galli Basualdo,<br />
Asociación de Abogados de Buenos Aires, Argentina<br />
Representantes de la Ley 177/vivienda de los conjuntos urbanos Samore, Copello, Consorcio 16, Lafuente, Barrio Illia, Ciudad de Buenos Aires<br />
Cristina Rodríguez, Periodista, Directora de Memoria Fértil Periódico Digital<br />
JOSE LUIS ROTGER SANCHEZ<br />
Cooperativa de Trabajo Enlace (trabajadores mensajeros)<br />
Agrupacion Juan Jose Valle<br />
Centro Cultural German Abdala (Tigre)<br />
Corriente Peronista por El Proyecto Nacional (Tigre)<br />
Horacio A. Lopez, Subdirector Centro Cultural de la Cooperación<br />
Movimiento Popular La Dignidad<br />
Marea Popular<br />
Movimiento de Liberación Carlos Mugica<br />
Juventud Peronista-Venceremos</p>
<p>Movimiento Argentino de Solidaridad con Cuba –Reginal Metropolitana–</p>
<p>María Dolores Pedemonte<br />
Lic. María Inés Ruiz<br />
RAUL OLIVARES<br />
Eduvijes García (Amigos de la Revolución Cubana-Bs.As).<br />
Ana Sokol y Héctor Marrese, Programa radial “Garra lo libro que no muerden” Radio Voces de Lomas de Zamora<br />
JULIO RUDMAN, PERIODISTA<br />
SUSI DEL VALLE PAZ Pte. Bloque M.T.R. Santucho H.C.D. de Quilmes<br />
MARISA HUTCHISON<br />
DANIEL MARQUEZ<br />
M.T.R. MARIO R. SANTUCHO<br />
Adolfo Francisco Ruiz Delegado General de ATE Ministerio de Infraestructura Pcia de Buenos Aires Argentina<br />
Alberto Barone<br />
Fundacion UMMEP “Un Mundo Mejor es Posible”</p>
<p><strong>Dal Venezuela:<br />
</strong>María Guadalupe Rodríguez, Coordinadora Simón Bolívar<br />
Frank Leon, Coordinadora Simón Bolívar<br />
Félix Marcano, Coordinadora Simón Bolívar<br />
Juan Contreras, Director de la Emisora Libre Al Son Del 23<br />
Fundación Internacionalista Pakito Arriaran<br />
Periódico “Voz Insurgente“<br />
Movimiento Nacional Rock Necesario<br />
Jose Felix Leon Torres, Doctor en Ingenieria, Venezuela<br />
Carlos Casanueva , Secretario General Movimiento Continental Bolivariano<br />
JANETTE RODRÍGUEZ HERRERA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
OSCAR SOTILLO MENESES, COLECTIVO LA MANCHA<br />
GASTÓN FORTIS SILVA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
JUAN SOTILLO MENESES, COLECTIVO LA MANCHA<br />
JOUSELINE RODRIGUEZ HERRERA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
XORALYS ALVA LÓPEZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
OSCAR FERNANDEZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
LEONARDO DOMINGUEZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
MARIAJOSÉ ESCOBAR, COLECTIVO LA MANCHA<br />
JUAN PIO RONDÓN, COLECTIVO LA MANCHA<br />
NICANOR CIFUENTES GIL, COLECTIVO LA MANCHA<br />
MICHAEL URBINA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
ROGER ALTUVE, COLECTIVO LA MANCHA<br />
CÉSAR SANTANA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
LUIS RUIZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
LUISA HERRERA, COLECTIVO LA MANCHA<br />
MAGDA MENESES, COLECTIVO LA MANCHA<br />
DAYANA LÓPEZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
YAKELINE RODRIGUEZ, COLECTIVO LA MANCHA<br />
MOISÉS MIRELE, COLECTIVO LA MANCHA<br />
HELY UZCATEGUI, COLECTIVO LA MANCHA<br />
SOLANGEL MORALES, COLECTIVO LA MANCHA</p>
<p><strong>Dal Brasil:<br />
</strong>Sindicato de periodistas profesionales de Estado de Rio de Janeiro, Mario Augusto Jakobskind<br />
Valter Xéu, Jornalista, Direto e editor de Pátria Latina<br />
Brigadas Populares<br />
Anna Malm, BRASIL<br />
Comitê Bolivariano de São Paulo</p>
<p><strong>Dalla Spagna:<br />
</strong>Daniel Horrillo Ramos, Presidente de la Asociación de Amistad Hispanocubana JULIO ANTONIO MELLA<br />
Proyecto de Cultura Popular LA TERTULIA, GETAFE<br />
Javier Narvaez Herrero Sevilla, Andalucía<br />
Ramón Pedregal Casanova<br />
Emilio Puchol, psicoanalista<br />
Jesús Páez Narváez, Granada<br />
Jesús Salvatella de Prada, Cantabria<br />
SUSANA OVIEDO, actriz, España.<br />
Ines Gil Casado, Educadora. Madrid</p>
<p><strong>Dalla Cataluña<br />
</strong>Joan-Ramon Laporte ‚Catedrático de Farmacología y Terapéutica , Universitat Autònoma de Barcelona<br />
Montserrat Ponsa Tarrés, periodista<br />
Jaume Botey, Barcelona<br />
CASAL DE AMISTAD CON CUBA DE BADALONA</p>
<p><strong>Dalla Galizia<br />
</strong>Capítulo Galiza do Movimento Continental Bolivariano, Galiza (Galicia)<br />
Maurício Castro, editor del Diário Liberdade ‚PAÍS: GALIZA<br />
Carlos Morais, Secretario geral de Primeira Linha ‚Galiza.<br />
Bruno Lopes Teixeiro, Responsável Nacional de Organizaçom de NÓS-Unidade Popular ‚Galiza.</p>
<p><strong>Dai Paesi Baschi<br />
</strong>Alfonso Sastre, dramaturgo<br />
Eva Sastre, editora<br />
Andoni Baserrigorri, Editor de Boltxe.Info<br />
Jesús Valencia<br />
Joseba Agudo Manzisidor, abogado y expreso político vasco<br />
Patxi Erdozain Beroiz<br />
Fakun Aznárez, Berango, Euskal Herria<br />
Gaizka Rial (obrero del Pais Vasco (Euskal Herria)<br />
Iñaki Errazkin, Periodista y escritor, Euskal Herria<br />
Agus Rodríguez</p>
<p><strong>Dall’Ecuador</strong></p>
<p>Mélida Salvadora Jumbo J., Frente Guardianes de la Democracia Juntos por el Cambio.</p>
<p><strong>Da Cuba:<br />
</strong>Adrual Martínez Sánchez, Abogado<br />
Graciela Ramírez, Comité Internacional por la Libertad de los 5<br />
Javier Salado, editor<br />
Carlos Benet<br />
Facultad Latinoamericana de Ciencias Sociales (FLACSO) Programa Cuba</p>
<p><strong>Dalla Francia:<br />
</strong>Virgilio Ponce, Coordinadora de Cubanos Residentes en Francia<br />
Cristóbal Danilo Campos Aveillé, Asociación de Cubanos Cuba Va, París<br />
Felina Bernard, Asociación Habana Club, Lyon<br />
La Pluma.net<br />
Mario Ossaba, artista plastico<br />
Maria Piedad Ossaba, directora de La Pluma<br />
El Tribunal internacional de Opinion (TIO Francia)<br />
Martianos — Seguidores del pensamiento de José Martí<br />
Marie Pascale Chevance Bertin<br />
Asociación DROIT-SOLIDARITE<br />
Nydia TOBON-RICO, Doctora en Derecho y Ciencias Politicas</p>
<p><strong>Dal Cile:<br />
</strong>Roberto Muñoz, Casa Bolívar, Santiago de Chile<br />
CRISTIAN CUEVAS , Presidente de la CONFEDERACIÓN de TRABAJADORES del COBRE CTC<br />
Nelson Cabrera Vasquez, Director del 7mo Festival de Cine Politico, Social y de los Derechos Humanos Cine Otro de Valparaiso Chile</p>
<p><strong>Da Haiti:<br />
</strong>Camille Chalmers, Directeur Exécutif de la PAPDA, Plateforme haïtienne de Plaidoyer pour un Développement Alternatif (PAPDA)</p>
<p><strong>Dal Messico:<br />
</strong>Andrés Contreras “el juglar de los caminos”</p>
<p><strong>Dal Nicaragua:<br />
</strong>Movimiento Social Nicaraguense “Otro Mundo es Posible“<br />
Comite Zapatista de Solidaridad</p>
<p><strong>Dall’ Honduras:<br />
</strong>Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras, COPINH.</p>
<p><strong>Dal Salvador:<br />
</strong>Víctor Regalado, de El Independiente de El Salvador</p>
<p><strong>Dal Guatemala:<br />
</strong>Sergio Argüello Reyes: Profesor Universitario, Escritor. Guatemala<br />
Miguel Ángel Sandoval (Surdo) Guatemala.<br />
César Fiorini, Guatemala<br />
César Montes, presidente de la Fundación Luis Augusto Turcios Lima</p>
<p><strong>Dall’Italia:<br />
</strong>Annalisa Melandri periodista independiente y activista por la defensa de los derechos humanos<br />
Carlos Tapia Molina, Milan<br />
Proyecto 4E-Liberazioni, Torri in Sabina<br />
David Majano, Poeta, Roma, Italia.</p>
<p><strong>Dalla Repubblica Dominicana:</strong></p>
<p>Frente Popular Aniana Vargas, FEPAV, Rafael Jiménez Abad<br />
Movimiento Caamañista-MC, Narciso Isa Conde<br />
Movimiento Popular Dominicano-MPD, Brígido Peguero<br />
Frente Popular Duartiano-FPD, Albania Alvarado<br />
Movimiento Restaurador Socialista-MRS, Catalino Archibald<br />
Movimiento Juvenil LA MULTITUD, Hecmilio Galván<br />
Pedro Conde Sturla, Escritor<br />
Robert Vargas, Periodista<br />
Ángel Landis Mercedes, Maestro<br />
Carlos Féliz Cuello, Médico<br />
Cristian Polanco, Médico<br />
Felipe Lora<br />
EVELIO CABRERA, Montecristi</p>
<p><strong>Dal Portogallo:<br />
</strong>Miguel Urbano Rodrigues, escritor<br />
Quintino de Barros médico Portugal-Suisse</p>
<p><strong>Dalla Bolivia<br />
</strong>ALEJANDRO DAUSÁ, Teólogo<br />
Asociación Guardianes Ecológicos “MONTECRISTI” desde Bolivia</p>
<p><strong>Dal  Perú<br />
</strong>GUSTAVO ESPINOZA M.<br />
LUIS GARATA SANCHEZ<br />
ANDRES PAREDES LUYO<br />
FANNY PALACIOS IZQUIERDO<br />
LINDA LEMA TURCKER<br />
William Soberón Guevara, Periodista, Secretario de Prensa del Partido Socialista Revolucionario (PSR)</p>
<p><strong>Da Tunisi:<br />
</strong>Dr. Rashid SHERIF, Psiquiatra</p>
<p><strong>Dal Canada:<br />
</strong>Keith Ellis Jamaica</p>
<p><strong>Dagli Stati Uniti:<br />
</strong>Observatorio por el cierre de la Escuela de las Américas</p>
<p>JUAN ROJAS VARGAS<br />
POLO LIBERRTARIOBITACORAS AL VIENTO<br />
ALBERTO CHAVARRO DIAZ<br />
JAIME CHAVARRO DIAZ<br />
XIMENA CUMICAN, ASAMBLEA MAPUCHE DE IZQUIERDA<br />
Movimiento Alianza Bolivariana</p>
<p>Marina Arrom, Paraguay<br />
Timothy Bancroft-Hinchey periodista</p>
<p>Continuano le firme:..</p>
<p>Mandare adesioni a:<br />
<a href="mailto:resumen%40nodo50.org" target="_blank"><span id="emoba-3105"><span class="emoba-em">resumen<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />nodo50<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />org</span></span><script type="text/javascript">emobascript('%72%65%73%75%6D%65%6E%40%6E%6F%64%6F%35%30%2E%6F%72%67','&lt;span class="emoba-em">resumen&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />nodo50&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />org&lt;/span>','emoba-3105','','','0'); </script></a> o a<br />
<a href="mailto:prensa.lospibes%40gmail.com" target="_blank"><span id="emoba-5246"><span class="emoba-em">prensa<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />lospibes<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />gmail<img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com</span></span><script type="text/javascript">emobascript('%70%72%65%6E%73%61%2E%6C%6F%73%70%69%62%65%73%40%67%6D%61%69%6C%2E%63%6F%6D','&lt;span class="emoba-em">prensa&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />lospibes&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/at-glyph.gif" alt="at"  class="emoba-glyph" />gmail&lt;img src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/plugins/emoba-email-obfuscator-advanced/dot-glyph.gif" alt="dot" class="emoba-glyph" />com&lt;/span>','emoba-5246','','','0'); </script></a></p>
<p> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Hugo Chávez: la vittoria perfetta</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2012/10/hugo-chavez-la-vittoria-perfetta/</link>
		<comments>http://www.annalisamelandri.it/2012/10/hugo-chavez-la-vittoria-perfetta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 02:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.annalisamelandri.it/?p=8093</guid>
		<description><![CDATA[Rieletto con il 55% dei voti il Presidente bolivariano, che si conferma alla guida del Paese dopo 14 anni. Le ragioni del successo di Annalisa Melandri — per L’Indro* - 10 ottobre 2012 Il popolo venezuelano ha scelto, ancora una volta, alla guida del proprio paese il presidente Hugo Chávez Frías. Si è trasformata in festa nazionale la giornata di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8098" title="chavez2" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/chavez2.jpg" alt="" width="294" height="171" /></a></h3>
<h3><em>Rieletto con il 55% dei voti il Presidente bolivariano, che si conferma alla guida del Paese dopo 14 anni. Le ragioni del successo</em></h3>
<div></div>
<div><em>di Annalisa Melandri — per<a href="http://www.lindro.it" target="_blank"> L’Indro*</a> - 10 ottobre 2012</em></div>
<div>
<p><strong>Il popolo venezuelano ha scelto, ancora una volta, alla guida del proprio paese il presidente Hugo Chávez Frías. </strong>Si è trasformata in festa nazionale la giornata di domenica in Venezuela. Più che per decidere il futuro presidente, l’appuntamento era per scegliere se<strong> continuare a percorrere la strada di una trasformazione sociale, politica, economica e culturale</strong> iniziata ben quattordici anni fa o<strong> il ritorno alle politiche e al modello neo neoliberista</strong>, il cui fallimento, a livello mondiale, è ormai sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alle dieci di sera in punto, straordinariamente in orario con quanto promesso, <strong>TibisayLucena</strong>, presidente del <a href="http://www.cne.gov.ve/web/index.php" rel="external">Consiglio Nazionale Elettorale</a> (CNE) ha dato <strong>lettura del primo (ed unico, vista la quasi totalità dei voti scrutinati a quell’ora) bollettino elettorale</strong>.<span id="more-8093"></span></p>
<p>Si è scatenato il giubilo: con il 90 per cento dei voti scrutinati, <strong>Chávez vince con il 54,42 per cento mentre Enrique Capriles Randoski registra il 44,97 per cento</strong>. <strong>Due giorni dopo, </strong>nel momento della redazione di questo articolo, <strong>con il 98,89 per cento dei voti scrutinati, non si può far altro che confermare la vittoria netta di Hugo Chávez, candidato della coalizione Gran Polo Patriotíco con il 55,25 per cento</strong> (pari a 8.133.952 elettori), mentre a EnriqueCapriles Radonski, con la coalizione Mesa de la Unidad Democrática, va il 44,14 per cento (pari a 6.498.527 elettori).</p>
<p>Gli altri quattro rappresentanti dei partiti minori, dei quali poco o nulla sappiamo, registrano complessivamente uno 0,58 per cento. Vittoria piena del Presidente in <strong>21 dei 23 stati del Venezuela</strong>, anche in quelli governati dall’opposizione. <strong>Straordinariamente alto il tasso di partecipazione alle urne, ’storico’ verrà definito: l’80,67 per cento. </strong>Ancora più straordinario se si considera che il presidente Chávez è alla guida del paese da circa 14 anni e che in ogni appuntamento elettorale ha visto la sua indiscutibile vittoria.</p>
<p>Quelle di domenica scorsa, con la presenza di circa diecimila giornalisti internazionali accreditati ufficialmente dal Consiglio Nazionale Elettorale, sono state infatti<strong> le elezionilatinoamericane, e probabilmente del mondo, più ’osservate’ da parte dei vari organismi internazionali</strong>.</p>
<p><strong>L’ex presidente statunitense Jimmy Carter, </strong>che con la moglie Rosalynn Smith nel 1982 ha fondato il prestigioso <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carter_center" rel="external">Carter Center</a></em>, uno degli organismi osservatori internazionali non solo del processo elettorale di domenica scorsa. ma anche di quelli precedenti, <strong>ha dichiarato che<em>“il processo elettorale venezuelano è il migliore al mondo”</em>.</strong></p>
<p>Tutti gli altri osservatori, circa un centinaio, hanno messo in risalto <strong>la calma e la serenità che hanno caratterizzato l’intera giornata elettorale</strong> e soprattutto la maturità del popolo venezuelano e l’assoluta fiducia che questo ripone nel Consiglio Nazionale Elettorale.</p>
<p>Per questo, una volta dato l’annuncio pubblico del primo bollettino ufficiale, nonostante l’appello alla calma, <strong>come una marea umana il popolo <em>chavista </em>si è riversato per le strade diCaracas</strong> fin sotto il palazzo di Miraflores, fin sotto al ’balcone del popolo’ per ascoltare il discorso del rieletto Chávez.</p>
<p>Si è fatto attendere il presidente, forse per dare tempo ad Enrique Caprile Radonski di poter fare il suo discorso, e soprattutto per aspettare il <strong>riconoscimento pubblico della sconfitta da parte del suo avversario</strong>.<strong> <em>“Per saper vincere bisogna anche saper perdere”,</em> <a href="http://www.el-nacional.com/politica/Capriles-alma-siento-orgulloso-construimos_0_58794289.html" data-cke-saved-="">ha detto</a><a href="http://www.el-nacional.com/politica/Capriles-alma-siento-orgulloso-construimos_0_58794289.html" rel="external">http://www.el-nacional.com/politica…</a><a href="http://www.el-nacional.com/politica/Capriles-alma-siento-orgulloso-construimos_0_58794289.html" data-cke-saved-=""> ai suoi un Capriles</a> visibilmente in difficoltà e sicuramente provato.</strong> <em>“La volontà del popolo è sacra per me”</em>, ha aggiunto, confermando che<strong>non abbandonerà i circa sei milioni di elettori che lo hanno votato</strong> e che continuerà a lavorare per loro, lasciando intendere quindi di <strong>non avere intenzione di rinunciare al ruolo di leader dell’opposizione al governo</strong>.</p>
<p><strong>Un discorso pacato, lontano da certi isterismi pubblici e privati che pure covano alcuni rappresentanti della coalizione che lui rappresenta. </strong>Che questa espressa da Capriles sia soltanto una facciata democratica di convenienza o che sia la realtà, a questo punto poco importa. <strong>Il suo discorso da politico aperto e progressista</strong>, con il quale ha tentato di erodere consenso al presidente Chávez e di convincere gli indecisi, sul voto dei quali faceva affidamento per vincere, <strong>ha invece convinto poco in linea generale</strong>.</p>
<p>I venezuelani non sono stupidi, probabilmente<strong> il merito più grande di Hugo Chávez sta proprio nell’ aver costruito una grande coscienza civica e politica nel popolo</strong>, processo ormai irreversibile e consolidato, dimostrato proprio dall’alta partecipazione alle urne.</p>
<p>Il popolo sapeva bene che <strong>dietro Capriles stavano le destre e l’oligarchia latinoamericana ed internazionale</strong> che, con la complicità dei mezzi di comunicazione venezuelani, l’80 per cento dei quali in mano all’opposizione, (contrariamente da quanto l’apparato d’informazione occidentale vuol far credere) cercano di spingere ancora il paese nel baratro rappresentato dalla dipendenza economica, politica e anche culturale dalle potenze straniere e dalle loro multinazionali.</p>
<p><strong>Dipendenza dal quale il Venezuela con dignità cerca di risollevarsi, </strong>scegliendo autonomamente alleanze nuove e strategie politiche e geografiche diverse, come l’integrazione economica con gli altri paesi vicini o <strong>gli accordi commerciali stipulati per esempio con la Cina e l’Iran.</strong></p>
<p>I venezuelani sanno bene che <strong>dietro Capriles ci sono gli Stati Uniti</strong>, che puntano alla destabilizzazione di una regione che ormai, grazie proprio alla <strong>politica integrazionista a cui ha dato impulso Hugo Chávez e dagli altri presidenti progressisti latinoamericani (il boliviano Evo Morales, l’ecuadoriano Rafael Correa, l’argentina Cristina Kirchner e la brasiliana Dilma Roussef)</strong> si è andata poco a poco <strong>slegando dal dominio e dal controllo dei grandi organismi economici</strong> <strong>internazionali </strong>come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, punte di lancia dell’ imperialismo politico statunitense.</p>
<p><strong>E infine sanno bene i venezuelani che con Capriles sarebbero state a rischio le conquiste di oltre un decennio di costruzione quotidiana di democrazia partecipativa,</strong> di Potere Popolare, di accesso all’educazione e alla salute, di sicurezza di un tetto sulla testa che non sia la lamiera di una baracca. Lo sanno bene <strong>le famiglie povere ed indigenti che in dodici anni, dal 1999 al 2011, sono passate dal rappresentare rispettivamente il 42,8 per cento e il 16,6 per cento ad essere appena il 27,4 per cento, e il 7,3 per cento</strong>. Lo sanno bene per esempio le madri adolescenti e le madri delle famiglie indigenti che dal dicembre del 2011 ricevono 100 dollari al mese per ogni bambino e per ogni futuro nascituro, nell’ambito di una delle tante Missioni portate avanti dalla Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Populismo? Assistenzialismo basato soltanto sui proventi del petrolio? Forse,<strong> ma osservando senza la lente della distorsione adottata dai media servili alle politiche del potere globale, indubbiamente anche un tentativo, un esperimento diverso e legittimo per permettere una crescita del paese equa e veramente democratica</strong>, un processo democratico inclusivo, pur con tutti i suoi limiti, imperfezioni ed errori da correggere<strong>.</strong></p>
<p>Altre sfide, nuove, verranno per il Venezuela nel prossimi sei anni del mandato di Chávez, e saranno per esempio<strong> la necessità di trovare un’uscita dalla dipendenza economica del petrolio</strong>, il perfezionamento e lo snellimento di certi processi che appaiono troppo ’costruiti’ e burocratizzati, sicuramente <strong>la lotta all’ insicurezza (male strutturale di tutta la regione) e alla corruzione</strong>, in parte frutto anche questo di un modello coloniale e neocolonialeintrodotto in America latina e nel cosiddetto ’terzo mondo’ in generale, per assicurarsi privilegi e favoritismi da parte del grande capitale straniero.</p>
<p><strong>Chávez dovrà conquistare sicuramente la fiducia delle classi medie</strong> e, come afferma, anche Luis Acuña, deputato del Partito Socialista Unido de Venezuela (PSUV), il partito officialista, <strong>la riconciliazione giocherà un ruolo importante nel prossimo mandato.</strong></p>
<p>Nel suo discorso di domenica sera, dal ’<em>balcón del pueblo’</em> di Miraflores, Hugo Chávez, acclamato da migliaia di venezuelani, sotto una pioggia di fuochi d’artificio, ha parlato infatti ai <em>“fratelli della patria di Bolívar”</em>, a quelli che <em>“hanno votato contro”</em> dando proprio un <em>“riconoscimento speciale per l’attitudine democratica, per la partecipazione, per la dimostrazione civica che hanno dato nonostante non fossero d’accordo con la proposta bolivariana”</em> e<strong> ha acclamato a quella che dice essere stata una <em>“vittoria perfetta”</em>.</strong></p>
<p>Proprio a quest’elettorato dovrà guardare Chávez in futuro, e in un futuro non tanto lontano:<strong>a dicembre ci saranno infatti le elezioni regionali per il cambio dei governatori</strong>, molti dei quali lasciano l’incarico con livelli bassissimi di popolarità per episodi di corruzione, per l’insicurezza e per l’inefficienza in alcuni servizi pubblici.</p>
<p>Sommando questo, con un risultato elettorale sicuramente soddisfacente, ma comunque lontano dalle aspettative ufficiali (<em>“vinceremo con un 70 per cento!”</em>, pronosticava Chávez qualche mese fa) e considerando anche che <strong>questo è stato il miglior risultato ottenuto in questi anni dall’opposizione,</strong> risulta abbastanza chiaro che il cammino che deve percorrere la Rivoluzione Bolivariana per la costruzione di un ’Socialismo del XXI Secolo’ che sia veramente alla portata di tutti i venezuelani è ancora lungo e irto di ostacoli.</p>
<p><strong>Tuttavia, che la sfida più grande che aspetta all’uomo Hugo Chávez è riuscire a vincere la sua personale battaglia contro il cancro che lo ha colpito già un anno fa.</strong> Quella sì che sarebbe la vera vittoria perfetta.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>*Pubblicato in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione</p>
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		<title>Elezioni in Venezuela: la “battaglia definitiva”?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 02:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>

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		<description><![CDATA[La sfida tra Chávez e Radonski si fa incandescente. Circa 19 milioni di elettori sono chiamati a decidere se seguire il Socialismo del XXI Secolo o cambiare modello. di Annalisa Melandri per L’Indro*- 5 Ottobre 2012 Probabilmente quello di domenica prossima in Venezuela rappresenta l’appuntamento elettorale recente più importante in tutta l’America latina e non solo, viste le ripercussioni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/images-22.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8076" title="images (2)" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/images-22.jpg" alt="" width="318" height="159" /></a></p>
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<div><span style="font-size: medium;"><em>La sfida tra Chávez e Radonski si fa incandescente. Circa 19 milioni di elettori sono chiamati a decidere se seguire il Socialismo del XXI Secolo o cambiare modello.</em></span></div>
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<p>di Annalisa Melandri per <a href="http://www.lindro.it" target="_blank">L’Indro</a>*- 5 Ottobre 2012</p>
<p><strong>Probabilmente quello di domenica prossima in Venezuela rappresenta l’appuntamento elettorale recente più importante in tutta l’America latina</strong> e non solo, viste le ripercussioni che ha nel mondo intero quanto accade a livello economico e politico<strong> nella patria del’<em>Libertador’</em> Simón Bolivar</strong>.</p>
<p><strong>Hugo Chávez alla guida della coalizione <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Gran_Polo_Patri%C3%B3tico" data-cke-saved-=""><em>Gran Polo Patriotíco</em></a> si candida per la quarta volta consecutiva</strong> e fa i conti questa volta con il giovane avvocato <strong>Henrique Capriles </strong><strong>Radonski</strong>, leader del partito <strong>Primero Justicia</strong>, già governatore dello stato di Miranda, nonché vicepresidente del Congresso della Repubblica e presidente della Camera dei Deputati tra il 1999 e il 2000, che ha riunito l’opposizione sotto la sigla <em>Mesa de </em><strong>Unidad Democrática</strong><em></em>(MUD).</p>
<p><strong>I bolivariani e il popolo chavista in generale sembrano guardare con poca apprensione all’appuntamento elettorale</strong>: ben oltre i favorevoli risultati dei sondaggi di questi giorni la loro sicurezza sta nella convinzione che <strong>il processo messo in marcia nel paese ormai da circa quindici anni difficilmente potrà arrestarsi</strong> e che questo ha ancora bisogno dell’appoggio del suo leader e promotore.</p>
<p>Al di là dei risultati positivi in tutti i settori, sui quali tuttavia l’opposizione dissente, <strong>quello che ha tenuto insieme i venezuelani e li ha stretti ancor di più intorno al loro ’Comandante’ </strong>è l’essere riusciti, come paese e come popolo, <strong>a recuperare la dignità nazionale e la sovranità.<span id="more-8074"></span></strong></p>
<p>Populismo? Sicuramente <strong>Hugo Chávez può essere definito un presidente populista</strong>, ma quale governante dell’America latina (dove tutte le repubbliche sono di tipo presidenziale) non lo è?</p>
<p>Lucidità di analisi in questo caso può darla solo la conoscenza della storia recente dell’America latina, <strong>regione che è stata come nessun’altra prostrata e svenduta negli ultimi decenni del secolo scorso dalle politiche neoliberali imposte dal ’<em></em>Washington Consensus’</strong><em>,</em>che nel caso specifico del Venezuela, originarono la crisi sociale e politica culminata nel<strong>Caracazo del febbraio 1989, una delle più violente e sanguinose repressioni di una protesta sociale con un numero di morti ancora non ben identificato</strong> (i dati ufficiali parlano di 300 morti, ma fonti extra ufficiali stimano siano dell’ordine di migliaia).</p>
<p>Si può ben capire come<strong> Chávez sia apparso sulla scena politica del paese come il ’salvatore della patria’</strong>, come colui che ha offerto in Venezuela un certo grado di benessere alla portata di tutti e non solo della classe iper privilegiata, che aveva vissuto fino a quel momento più nell’opulenza che nel benessere.</p>
<p><strong>Innegabili sono tuttavia anche per l’opposizione i dati relativi all’accesso all’educazione e agli alloggi, che testimoniano le conquiste raggiunte dal ’Socialismo del XXI secolo’ di Hugo Chàvez </strong>e del suo partito, il <strong>Partido Socialista Unido del Venezuela</strong> (PSUV); nel 2012 per esempio,<strong> l’economia è <a href="http://www.cepr.net/documents/publications/venezuela-sp-2012-09.pdf" data-cke-saved-="">cresciuta</a> del 5,6 per cento rispetto ai primi mesi dell’anno precedente</strong>, in maggior parte questa crescita è dovuta al settore edilizio, che ha registrato un’espansione nella prima metà del 2011 del 22,5 per cento grazie al programma di edilizia popolare del governo.</p>
<p>Inoltre rispetto agli indici di povertà, <strong>questa è passata dal 1999 al 2011 dal 42,8 per cento al 27,4 per cento</strong> mentre la povertà estrema è passata dal 16,6 per cento al 7 per cento. <strong>Il coefficiente di Gini invece che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito è passato dallo 0,469 del 1999 al 0,390 del 2011</strong>.</p>
<p><strong>Chávez ha superato fino ad oggi ogni prova elettorale brillantemente e con ampio margine di consenso.</strong> L’eterogenea opposizione venezuelana, nella quale si inseriscono partiti politici (tanto di destra come anche alcuni di sinistra), movimenti civili e religiosi, e che gode dell’appoggio anche economico dell’oligarchia latinoamericana e del governo degli Stati Uniti, non ha saputo dal canto suo, in passato, <strong>organizzarsi intorno a una proposta concreta e veramente alternativa diversa dalle solite promesse</strong> (anche quelle intrise di populismo) come quelle di aumentare la sicurezza e gli investimenti stranieri.</p>
<p>Nonostante le reiterate accuse di brogli elettorali nelle passate elezioni, il cui risultato comunque l’opposizione ha sempre finito con l’accettare, e l’ombra che si vuole cercare di gettare anche sulle prossime,<strong> le elezioni venezuelane sono le più ’osservate’ da parte degli organismi internazionali</strong> e sono anche quelle più trasparenti, tanto che perfino l’ex presidente statunitense <strong>Jimmy Carter, (che non si può certo annoverare tra i seguaci di Chávez), ha recentemente dichiarato che <em>“delle 92 elezioni che abbiamo monitorato, direi che il processo elettorale in Venezuela è il migliore del mondo”</em>.</strong></p>
<p>Oggi, <strong>Henrique Capriles Radonski, che si dichiara umanista di centro, parla come uno di sinistra</strong>, ammiccando ai settori più umili e puntando per la sua vittoria sulla<strong> grande massa di ’ninis’ (ni chavistas ni opositores)</strong><strong></strong>, gli indecisi, che si aggirano tra il 14 e il 20 per cento dei votanti e che quindi sono in grado di fare la differenza.</p>
<p>Afferma inoltre di volersi rifare al <strong>’modello brasiliano’ dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva</strong>, anche se questo ha confermato il suo appoggio incondizionato a Hugo Chávez.</p>
<p>A pochi giorni dalle elezioni il clima si fa sempre più effervescente.<strong> Si rincorrono i sondaggi, la cui pubblicazione per legge è stata vietata una settimana prima delle elezioni</strong>, con risultati anche diametralmente opposti, che <strong>generano incertezza tra i circa 19 milioni di venezuelani chiamati a votare</strong> in questo processo elettorale.</p>
<p>La tendenza fino a questo momento sembra suggerire che <strong>Chávez possa vincere senza troppe difficoltà</strong> anche se nelle ultime ore probabilmente la forbice tra le due posizioni si è lievemente ridotta.</p>
<p><strong>Si è parlato fino all’ultimo giorno utile di pubblicazione dei medesimi, di una vera e propria “guerra dei sondaggi”</strong>, fenomeno che si è osservato anche in altre recenti elezioni come per esempio quelle realizzate nella Repubblica Domenicana, quando sia <strong>maggioranza che opposizione si accusano reciprocamente di finanziare agenzie addette ai sondaggi elettorali</strong>. Nel caso del Venezuela gli ultimi sono stati realizzati dalla Predicmatíca che dava <strong>Capriles in vantaggio con il 52,9 per cento e Chávez con il 47,1 per cento</strong>; dalla Dátanalisis che dava in vantaggio Chávez con il 49,4% e Capriles con il 39 per cento; dalla Meganalisis che dava <strong>Chávez in vantaggio con il 58,5 per cento e Capriles con il 30,8 per cento</strong>.</p>
<p>I candidati hanno chiuso la campagna elettorale con <a href="http://www.avn.info.ve/node/135845" data-cke-saved-="">m</a><a href="http://www.avn.info.ve/node/135845" data-cke-saved-="">olteplici</a> manifestazioni dei loro rispettivi sostenitori, quasi in una misurazione mediatica di forza. <strong>Hugo Chávez a Caracas sotto una pioggia battente ha ricordato ai suoi che <em>“si stanno giocando la vita del Venezuela”</em></strong>, mentre Enrique Capriles Radonski, che nel corso della campagna ha girato il paese ’casa per casa’, visitando provocatoriamente anche le roccaforti più irriducibili del chavismo, ha salutato i suoi a Barquisimeto, quarta città del Venezuela, capitale dello stato Lara dove ha dichiarato che è <em>“l’ora del futuro”</em> e rivolgendosi a Chávez: “<em>lei non fermerà il progresso di questo popolo”</em>.</p>
<p><strong>In un paese troppo polarizzato dove l’opzione elettorale appare sempre più come opzione ’di vita o di morte’ si sta decidendo il futuro di un paese sulla base di due opposti modelli sociali, politici, economici e anche ideologici.</strong></p>
<p>C’è da sperare che, comunque vadano le cose, ’la battaglia definitiva’ la vinca il popolo venezuelano.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="edn1">
<p><a title="" name="_edn1" href="http://www.lindro.it/Elezioni-in-Venezuela-la-battaglia,10818#_ednref1"></a>[i] Dati CEPR Center for Economic and Policy Research (rapporto “E’ sostenibile la ripresa económica del Venezuela?”</p>
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		<title>La censura di Stato di TeleSUR sul caso Joaquín Pérez Becerra</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 22:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Dis-informazione/Des-información]]></category>
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		<category><![CDATA[Miei articoli/Mis artículos]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrés Izarra]]></category>
		<category><![CDATA[ANNCOL]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquín Pérez Becerra]]></category>
		<category><![CDATA[TeleSUR]]></category>

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		<description><![CDATA[E’  stato allegramente pubblicato un articolo veramente  infamante da parte della redazione di TeleSUR sul caso  del direttore dell’ agenzia ANNCOL, arrestato  in Venezuela ed estradato in Colombia: o a TeleSUR  hanno la memoria corta,  oppure le direttive di governo sono più  forti della necessaria solidarietà  a un giornalista da sempre coerente con gli stessi  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Telesur_logo.jpg"><img class="size-full wp-image-5661 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Telesur_logo" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/Telesur_logo.jpg" alt="" width="220" height="267" /></a></p>
<p>E’  stato allegramente pubblicato un <a href="http://www.telesurtv.net/secciones/opinion/92147-NN/acerca-de-joaquin-perez-becerra/" target="_blank">articolo</a> veramente  infamante da parte della redazione di TeleSUR sul caso  del direttore dell’ agenzia ANNCOL, arrestato  in Venezuela ed estradato in Colombia: o a TeleSUR  hanno la memoria corta,  oppure <strong>le direttive di governo sono più  forti della necessaria solidarietà  a un giornalista</strong> da sempre coerente con gli stessi  ideali bolivariani di questa catena televisiva nata sei anni fa come mezzo di informazione rivoluzionario e come “progetto latinoamericano alternativo al neoliberalismo”.</p>
<p>Sembra che qualcosa sia andato perduto di quei  valori originari nei pochi anni che sono trascorsi da quel 24 luglio 2005, quando nel 222° anniversario della nascita di Simón Bolívar, l’antenna televisiva iniziava a trasmettere il suo primo blocco informativo.</p>
<p>L’articolo al quale mi riferisco porta il titolo “Su Joaquín Pérez Becerra” ed è scritto da  tal Iván Maíza (che né so chi è e nemmeno voglio saperlo) ed è il primo (e l’unico di opinione) che  si trova su Google cercando <strong>TeleSUR+Joaquín Becerra. Le altre notizie pubblicate da TeleSUR sull’arresto all’aeroporto di Caracas e la successiva deportazione in Colombia del giornalista svedese sono di cronaca nuda e cruda</strong>.</p>
<p>Evidentemente la redazione di TeleSUR non ricorda più la solidarietà che molti militanti e “giornalisti terroristi” come ora chi chiamano,   manifestammo  quando nel mese di novembre del 2006,  in Colombia il DAS arrestò il suo   corrispondente  <strong>Fredy Muñoz</strong>, accusandolo di essere membro delle FARC.</p>
<p>L’allora direttore dell’antenna televisiva, Andrés Izarra,  attuale ministro della Comunicazione e Informazione, in quella circostanza dichiarò molto preoccupato: “la vita di Muñoz è in pericolo”. Aveva ragione. La Colombia non è un paese sicuro per i giornalisti che denunciano l’imperante terrorismo di Stato promosso dal suo governo e apparati di sicurezza.</p>
<p>La Colombia però, e questo la redazione di TeleSUR dovrebbe saperlo molto bene, non è un paese sicuro nemmeno per Joaquín Pérez Becera, a maggior ragione non lo è per lui,  nato là, ex consigliere comunale del partito Unión Patriotíca, che a seguito delle  minacce ricevute,    circa 20 anni fa dovette abbandonare il  paese per non diventare  un numero in più degli oltre 4000 militanti di quel movimento politico  assassinati in pochi anni dai paramilitari e dall’ esercito  colombiano. In quel genocidio politico conosciuto con il macabro nome di <em>Baile Rojo</em> (Danza Rossa) sequestrarono e uccisero anche la sua prima moglie.</p>
<p><strong>Joaquín quindi cercò  rifugio in Svezia e in questo paese europeo ottenne asilo politico e cittadinanza.</strong></p>
<p><strong> </strong>Nonostante questa storia, le autorità del Venezuela lo hanno arrestato, deportato e consegnato nelle mani del presidente colombiano Manuel Santos (ex ministro della difesa del governo Uribe) senza battere ciglio, dopo la telefonata ricevuta da Chávez con la quale il suo omologo colombiano gli chiedeva il favore.</p>
<p>TeleSUR quindi oltre a non preoccuparsi della sicurezza di Joaquín Pérez Becera,  pubblica anche articoli offensivi e denigranti  su di lui.</p>
<p>Conoscendo il percorso umano e politico del giornalista svedese, che abbiamo appena raccontato, leggere le infamanti domande (non dimentichiamolo! pubblicate come opinione sulla pagina di TeleSUR e non su qualsiasi piccolo blog) che pone  il tal Maíza,  autore dell’articolo, non possiamo non riflettere sul nuovo corso intrapreso dalla Rivoluzione Bolivariana: “<em>Chi ha fatto salire in questo momento Joaquín sull’aereo­? Chi lo ha venduto per mettere la Rivoluzione Bolivariana a rischio di perdere il suo ordine strategico?… ci sono settori nella sinistra rivoluzionaria che ricevono ordini dal DAS?”</em></p>
<p>Questo si può leggere nella pagina di una catena televisiva che pretende di essere alternativa oltre che rivoluzionaria, che vuole dare la voce ai senza voce… Che pretende di rappresentare  un governo rivoluzionario, bolivariano…</p>
<p>Ma non basta. La cosa peggiore è che l’ex presidente di TeleSUR,  Andrés Izarra,  dal suo terzo incarico come ministro della Comunicazione e dell’Informazione, fa del sabotaggio perfino sulla copertura informativa rispetto alle giuste proteste che il governo sta ricevendo in questi giorni per la deportazione di Joaquín Becerra.</p>
<p>Ieri a Caracas, di fronte al ministero degli Esteri, dove centinaia di rappresentanti dei movimenti sociali e organizzazioni politiche si erano riuniti per chiedere al governo spiegazioni su quanto accaduto, oltre al fatto che i giornalisti di TeleSUR non erano presenti (ricevono precise disposizioni dal ministero della Comunicazione, MINCI) non lo erano nemmeno quelli dei maggiori mezzi di informazione del paese. I pochi alternativi che hanno coperto le proteste come l’Agencia Bolivariana de Prensa (sarà una casualità ma la pagina ABP oggi non funziona), Radio  del Sur, Avila TV,  Catia TV, Tribuna Popular, ALBATV,  lo hanno fatto  “contravvenendo l’orientamento generale dato dal  ministero della Comunicazione”.</p>
<p>Fonti  venezuelane presenti hanno commentato che lo stesso Izarra stava realizzando varie chiamate telefoniche  minacciando e insultando i giornalisti per la copertura che stavano dando alla mobilitazione.</p>
<p>Tornano allora alla mente le dichiarazioni che faceva in una intervista due anni fa <strong>Aram Aharonian</strong>, importante giornalista uruguayano, uno dei fondatori ed ex direttore di TeleSUR, allontanatosi dalla televisione per “differenze politiche ed anche etiche” : “TeleSUR è occupata da inetti, controrivoluzionari nel più ampio senso della parola: gente che recita  slogan per sembrare rivoluzionaria  ma che non ha la minima idea di cosa voglia dire”. Le sue accuse, che allora apparivano  gravi e pesanti, erano rivolte a Izarra. Ora sono invece confermate sicuramente dai fatti.</p>
<p>Annalisa Melandri — <a href="http://www.annalisamelandri.it">www.annalisamelandri.it</a></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Certo bisogna farne di strada/da una ginnastica d’obbedienza</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>fino ad un gesto molto più umano/che ti dia il senso della violenza</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>però bisogna farne altrettanta /per diventare così coglioni</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>da non riuscire più a capire/che non ci sono poteri buoni.</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>(Fabrizio De Andrè)</em></strong></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Lettera aperta a Hugo Chávez Frías, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 01:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere/Cartas]]></category>
		<category><![CDATA[ANNCOL]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquín Pérez Becerra]]></category>

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		<description><![CDATA[  Presidente Chávez,  speriamo che il suo governo abbandoni queste pratiche così poco degne per la rivoluzione bolivariana che tanto difendiamo e che con orgoglio vogliamo continuare a difendere a testa alta, 27 aprile 2011 Lettera aperta al presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela,  Hugo Chávez Frías: Signor Presidente, Il 23 aprile scorso è stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5601" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/becerra-sueco.jpg"><img class="size-medium wp-image-5601" src="http://www.annalisamelandri.it/wordpress/wp-content/uploads/becerra-sueco-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Confirmada la ciudadanía sueca di Joaquín Becerra</p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Presidente Chávez,  speriamo che il suo governo abbandoni queste pratiche così poco degne per la rivoluzione bolivariana che tanto difendiamo e che con orgoglio vogliamo continuare a difendere a testa alta,</strong></em></p>
<p>27 aprile 2011</p>
<p>Lettera aperta al presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela,  <strong>Hugo Chávez Frías: </strong></p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>Il 23 aprile scorso è stato arrestato all’aeroporto venezuelano di Maiquetía (Caracas) il cittadino svedese di origine colombiana, <strong> </strong><strong>Joaquín PÉREZ BECERRA. </strong>Il comunicato ufficiale del governo da Lei presieduto afferma   che questo giornalista,  direttore dell’agenzia di notizie ANNCOL era «ricercato dalla giustizia colombiana, con una circolare rossa  Interpol  per  i delitti  di associazione a delinquere, finanziamento del terrorismo e amministrazione di fondi relativi ad attività terroriste.» Per cui si procedeva alla sua estradizione in Colombia.</p>
<p>All’improvviso,  due giorni dopo, il 25 aprile, il presidente della Colombia ed ex ministro della Difesa, Juan Manuel Santos, in una dichiarazione rilasciata al quotidiano El Tiempo di Bogotà, ha dichiarato quello che sembra essere la verità: «Sabato ho chiamato il presidente Chàvez e gli ho detto che un personaggio per noi molto importante  appartenente alle FARC sarebbe arrivato in un volo della Lufthansa quel pomeriggio a Caracas e se lo poteva arrestare. Chávez non ha avuto esitazioni. Lo ha fatto arrestare e ce lo consegnerà.»<span id="more-5600"></span></p>
<p>Di fronte a queste dichiarazioni, una domanda è d’obbligo: Il  governo del Venezuela ha reso un favore illegale al governo colombiano? E’ evidente che non esisteva nessuna “circolare rossa”   dell’ Interpol contro questo cittadino. Se così fosse stato,  PÉREZ BECERRA  sarebbe stato arrestato in Germania, paese dove si era imbarcato con destinazione Venezuela e che possiede i  migliori servizi di sicurezza del mondo. Oppure  sarebbe stato arrestato dalle  autorità della Svezia, dove risiede e dove esercita una legale e importante attività giornalistica, che piaccia o meno al governo colombiano, la cui attitudine a perseguitare i  giornalisti critici è ben nota.</p>
<p>Presidente Chávez, lunedì 25 aprile il suo governo ha deportato  PÉREZ BECERRA  in Colombia. Non gli è stata permessa la visita di un avvocato né quella del console svedese a Caracas. In tal modo sono stati violati sia la  Costituzione  della Repubblica Bolivariana del Venezuela sia  i trattati internazionali.</p>
<p>Non è la prima volta che un rivoluzionario colombiano viene  deportato o estradato nel suo paese dal Venezuela. Altri cittadini, presunti membri della guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale, ELN,  e delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC, sono stati  consegnati sbrigativamente al governo colombiano, il quale, come lei stesso  ripeteva fino a pochi mesi fa, è uno dei peggiori violatori dei diritti umani nel mondo, come confermato anche da centinaia di rapporti di  istituzioni internazionali, tra i quali quelli dell’ONU.</p>
<p>Potrà quindi ben immaginare la sorte riservata al  cittadino PÉREZ BECERRA. La stessa che stanno  già subendo gli altri  cittadini già consegnati dal suo governo alle autorità colombiane.</p>
<p>Fino ad oggi nessun governo europeo, e quasi nessuno nel mondo, aveva dato seguito alle domande di estradizione del governo colombiano dei suoi oppositori politici.  Perché lo fa oggi il governo del Venezuela?</p>
<p>Come lei ormai  ben sa, oggi in Colombia ed in molti  paesi, qualsiasi persona di idee progressiste è accusata di essere terrorista. Inoltre, lei ed il Parlamento venezuelano decretarono nel gennaio del 2008, che le guerriglie colombiane non erano organizzazioni terroriste, ma combattenti rivoluzionari. In tal modo gli fu riconosciuto  uno  status politico.</p>
<p>Se queste persone avessero  commesso un delitto in   territorio venezuelano, dovevano essere giudicate  secondo le leggi del suo paese ma non  consegnate  a delle autorità che da sempre mentono e manipolano  le informazioni come lei molte volte  ha denunciato e di cui è stato vittima lei stesso.</p>
<p>Presidente Chávez,  speriamo che il suo governo abbandoni queste pratiche così poco degne per la rivoluzione bolivariana che tanto difendiamo e che con orgoglio vogliamo continuare a difendere a testa alta,</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p> </p>
<p><strong>Prime adesioni </strong></p>
<p>Gilberto López y Rivas, antropologo Messico.</p>
<p>Hugo Moldiz Mercado, giornalista, Bolivia.</p>
<p>Hernando Calvo Ospina, giornalista, Colombia/Francia.</p>
<p>Santiago Alba, scrittore, Spagna.</p>
<p>Carlos Fernández Liria, docente universitario, Spagna.</p>
<p>Sonia Brito, presidente Asociación Derechos Humanos de La Paz, Bolivia.</p>
<p>Manuel Salgado Tamayo, docente universitario ed ex Vicepresidente del Congresso Nazionale, Ecuador .</p>
<p>James Petras, sociologo, Stati Uniti.</p>
<p>Michel Collon, giornalista, Belgio.</p>
<p>Carlos Aznarez, giornalista, Argentina.</p>
<p>Renán Vega Cantor, docente universitario, Colombia.</p>
<p>François Houtart, sociologo, Belgio.</p>
<p>Annalisa Melandri, giornalista, Italia.</p>
<p>Harald Neuber, giornalista, Germania.</p>
<p>Mariana López de la Vega, filosofa, Messico.</p>
<p>Paco Calderón, sociologo, Spagna.</p>
<p>Nestor Kohan, docente universitario, Argentina.</p>
<p>Ivan Padilla Bravo, giornalista, Venezuela.</p>
<p>Hernán Cano, giornalista, Argentina/Venezuela.</p>
<p>Edgar Gutierrez, educatore, Venezuela.</p>
<p>Gabriela Gurvich, comunicatrice sociale, Argentina/Venezuela.</p>
<p>Narciso Isa Conde, coordinatore della Presidenza Collettiva del Movimento Continentale Bolivariano, Repubblica Dominicana.</p>
<p>Carlos Casanueva Troncoso, segretario generale del Movimento Continentale Bolivariano.</p>
<p>Ingrid Storgen, Colectivo por la Paz en Colombia, Argentina.</p>
<p>Jorge Beinstein, economista, Francia.</p>
<p>Aníbal Garzón, sociologo,  Bolivia.</p>
<p>Jorge Mendoza, sociologo, Bolivia.</p>
<p>Geraldina Colotti, giornalista, Italia.</p>
<p>Aline Castro, Red POR TI AMERICA, Brasile</p>
<p>Miguel-Ángel Aguilar, filosofo, Messico.</p>
<p>Carlos Figueroa Ibarra, docente universitario, Messico.</p>
<p>Chaterine Hernández, giornalista, Spagna.</p>
<p>Antonio Mazzeo, giornalista, Italia.</p>
<p>Fulvio Grimaldi, giornalista Associazione di Amicizia Italia-Cuba,  Italia.</p>
<p>Sandra Paganini, docente, Associazione di Amicizia Italia Cuba, Italia.</p>
<p>Fetera Flores, collettivo  de Base, Argentina.</p>
<p>Cristina Castello, scrittrice, Argentina/Francia.</p>
<p>Dax Toscano Segovia, giornalista, Ecuador.</p>
<p>Juan Carlos Monedero, docente universitario, Spagna</p>
<p>Hassan Dalband,docente universitario, Messico.</p>
<p>Xiomara Pérez Díaz, artista, Venezuela.</p>
<p>Héctor Seijas, scrittore, Venezuela.</p>
<p>Ender Cepeda, pittore, Venezuela.</p>
<p>Asociación Bolivariana de Asuntos Humanitarios PATRIA ES SOLIDARIDAD, Venezuela.</p>
<p>Movimiento Continental Bolivariano, Ecuador.</p>
<p>Mario Casasús, giornalista, Messico.</p>
<p>Asociación Nacional de Abogados Democráticos, Messico.</p>
<p>Observatorio Nacional de Prisiones, Messico.</p>
<p>Agencia Bolivariana de Prensa, Ecuador.</p>
<p>Giorgio Trucchi, giornalista , Italia.</p>
<p>Movimiento Guevarista Tierra Y Libertad, Ecuador.</p>
<p>Liga Mexicana por la Defensa de los Derechos Humanos, Messico.</p>
<p>Fundación Diego Lucero, Messico.</p>
<p>Aurora Tumanischwili, Colectivo Amigos de la Paz en Colombia, Argentina.</p>
<p>Guillermo López, Colectivo Amigos de la Paz en Colombia, Argentina.</p>
<p>Asociación de Familiares de Detenidos Desaparecidos y Víctimas de Violaciones de Derechos Humanos, Messico.</p>
<p>Red Universitaria de Monitores de Derechos Humanos, Messico.</p>
<p>Federación de Trabajadores Libres de Pichincha, Ecuador.</p>
<p>Movimiento José Peralta, Ecuador.</p>
<p>Juan Carlos Vallejo, scrittore, Colombia/Stati Uniti.</p>
<p>Alejandro Rodríguez, Bolivia.</p>
<p>Alvaro Zuleta, economista, Bolivia.</p>
<p>Raúl Prada, sociologo, Bolivia.</p>
<p>Oliver Villar, docente universitario, Australia.</p>
<p>Guido Piccoli, giornalista,  Italia.</p>
<p>Xarlo Etchezaharreta, educatore, Francia.</p>
<p>Lourdes García-Larqué, sindacalista, Australia.</p>
<p>Alejandro Dausá, giornalista, Bolivia.</p>
<p>Víctor Vacaflores, economista, Bolivia.</p>
<p>Centro de Derechos Humanos Coordinadora 28 de Mayo, Messico.</p>
<p>Elena A. Romano, Colectivo Amigos de la Paz en Colombia, Argentina.</p>
<p> </p>
<p>Marcela Pérez, Colectivo Amigos de la Paz en Colombia, Argentina.</p>
<p>Asociación de Derechos Humanos del Estado de México, Messico.</p>
<p>Asociación para la Defensa de los Derechos Humanos y Equidad de Género, Messico.</p>
<p>Miguel Suarez e Radio Café Stereo, Svezia</p>
<p>Darrin Wood, giornalista, Stati Uniti.</p>
<p>Rocío Peralbo, giornalista, Ecuador.</p>
<p>Cédric Rutter, Colectivo Investig’Action, Bélgio.</p>
<p>Ramón Chao, giornalista, Spagna.</p>
<p>Rosa María Fernández, giornalista, Cuba.</p>
<p>Dick Emanuelsson, giornalista, Svezia.</p>
<p>María Piedad Ossaba. Web La Pluma, Francia.</p>
<p>Ossaba, artista plastico, Francia.</p>
<p>Olimpo Cárdenas Delgado, giornalista, diario Periferia, Colombia.</p>
<p>Juventud Rebelde 20 de Diciembre, Argentina</p>
<p>Ignacio Kostzer, presidente della  Federación Universitaria de Buenos Aires, FUBA, Argentina.</p>
<p>Itai Hagman, ex presidente della FUBA, Argentina.</p>
<p>Juan Manuel Karg – Segretario di  Integración Latinoamericana, Argentina.</p>
<p>Facundo Doval, secretario di Derechos Humanos de la FUBA, Argentina.</p>
<p>Martha Linares, presidente del Centro de Estudiantes de Ciencias Sociales UBA, Argentina.</p>
<p>Pablo Vensentini, presidente del Centro de Estudiantes de Filosofia y Letras UBA, Argentina.</p>
<p>Laura Fraile, presidente del Centro de Estudiantes de Ciencias Exactas y Naturales, UBA, Argentina.</p>
<p>Leandro Altman, Primo Consigliere, UBA, Argentina.</p>
<p>Igal Kejsefman, Primo Consigliere, UBA, Argentina.</p>
<p>Martin Ogando, Docente Facoltà  di Ciencias Sociales, UBA, Argentina.</p>
<p>Peace and Justice for Colombia, Australia.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
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