“Colombia Invisible” largometraje de Unai Aranzadi. El nuevo teaser.

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Musica cedida por Calle 13 para denunciar la muerte de un “falso positivo”


“The Mission”: el reality show que viola los derechos humanos de los refugiados

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Por Annalisa Melandri*

La decisión de la RAI– Radiotelevisione Italiana, la compañía de radio y televisión pública de Italia,  de producir el “reality show” The Mission,  con la colaboración del Alto Comisionado de las Naciones Unidas  para los Refugiados (ACNUR Italia) eINTERSOS, una prestigiosa ONG italiana que desde décadas opera en África y en otros países del mundo,  está desatando en Italia en estas semanas una ola generalizada de indignación en las redes sociales y entre los activistas y periodistas que se ocupan de derechos humanos, así como de miles y miles de simples ciudadanos.

El programa, que se transmitirá en diciembre,  prevé la participación de  ocho personajes televisivos y del mundo de la farándula italiana,  que junto a operadores humanitarios de la ACNUR y de  INTERSOS vivirán y “trabajarán” por algunas semanas en los campos de refugiados en  la Republica Democrática del Congo, en Sudan del Sur y en Mali. (altro…)


“The Mission”: una violación a los derechos humanos de los refugiados

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La decisión de la RAI– Radiotelevisione Italiana, la compañía de radio y televisión pública de Italia,  de producir el “reality showThe Mission,  con la colaboración del Alto Comisionado de las Naciones Unidas  para los Refugiados (ACNUR Italia) e INTERSOS, una prestigiosa ONG italiana que desde décadas opera en África y en otros países del mundo,  está desatando en Italia en estas semanas una ola generalizada de indignación en las redes sociales y entre los activistas y periodistas que se ocupan de derechos humanos, así como de miles y miles de simples ciudadanos.

El programa, que se transmitirá en diciembre,  prevé la participación de  ocho personajes televisivos y del mundo de la farándula italiana,  que junto a operadores humanitarios de la ACNUR y de  INTERSOS vivirán y “trabajarán” por algunas semanas en los campos de refugiados en  la Republica Democrática del Congo, en Sudan del Sur y en Mali. (altro…)


“Il grado di civiltà di un paese si misura dalle condizioni delle donne” (Charles Fourier 1772–1837)

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Oggi, 17 agosto la home page di Repubblica.it riporta nell’ordine queste notizie:

1) Isinbayeva, gaffe del politico Pd ft - “Per me possono pure stuprarti” 

2) Cuneo, 38enne uccisa a colpi di bottiglia -fermato compagno, l’aveva portata in ospedale

3) Torino, prostituta ferita con una balestra - da un uomo mascherato: “Muori!”

4) Genova, svolta sulla donna sfregiata con acido -La procura mette sotto inchiesta l’ex marito

5) Reagì alle violenze del marito:per i giudici non è una vittima


Wu Ming “Basta col politicamente corretto: riconoscere che il conflitto esiste”

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BOLOGNA - Una caotica battaglia in bilico fra Tolkien, NoTav e Star Wars scoppia sotto le mura di Bologna. È il mural di Blu, writer di successo, su una parete dell’XM24, centro sociale occupato a perenne rischio sgombero. Wu Ming 1 e Wu Ming 4, due “senzanome” del collettivo di scrittura che da Q in poi ha rivisto la tradizione del romanzo storico, hanno voluto farla qui, l’intervista, e si capisce perché: “Si parla sempre da un luogo preciso della storia”. Il loro spalto, la loro posizione, la spiegano subito a chi entra in Giap, il loro blog di politica, dove ora si può scaricare l’ebook con “cento storie sulla fine catastrofica del governo Letta”: “Siamo di sinistra, una sinistra sociale diffusa, dei movimenti, tendenzialmente extra-istituzionale”. Fonte: La Repubblica  di Michele Smargiassi Vuol dire che si può ancora indossare, questa parola, sinistra? WM1: “Dipende da chi lo fa. Chi sei tu che te la provi addosso? Uomo o donna? Dove vivi? Dipendente o autonomo, stabile o precario? Sinistra non è una parola, è una visione del mondo, non è fatta per un soggetto immaginario, cambia secondo la posizione da cui la dici. Come parola disincarnata è solo un’imperfetta metafora spaziale, bidimensionale, dunque inadeguata perché il mondo è pluridimensionale, e poi ha un sottotesto “parlamentare” che pesa perfino quando la usi in modo extraparlamentare…”. (altro…)


Silvestro Montanaro : Thomas Sankara-E quel giorno uccisero la felicità

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Documentario  di Silvestro Montanaro — da “C’era una volta” Rai3 — 18.01.13
25 anni fa un piccolo uomo dalla pelle nera sfido’ i potenti del mondo. Disse che la politica aveva senso solo se lavorava per la felicita’ dei popoli. Affermo’,con il proprio esempio personale, che la politica era servizio,non potere o arricchimento personale. Sostenne le ragioni degli ultimi,dei diversi e delle donne. Denuncio’ lo strapotere criminale della grande finanza. Irrise le regole di un mondo fondato su di una competitività che punisce sempre gli umili e chi lavora. E che arricchisce sempre i burattinai di questa stupida arena. Urlo’ che il mondo era per le donne e per gli uomini, tutte le donne e tutti gli uomini e che non era giusto che tanti, troppi potessero solo guardare la vita di pochi e tentar di sopravvivere. Lo uccisero e tentarono di cancellarne ogni memoria. Ma, Sankara vive!

L’appello “Giustizia per Thomas Sankara” qui:

http://thomassankara.net/spip.php?article878&lang=it

http://thomassankara.net/

NOTE NON TANTO A MARGINE (dalla rete):

Il programma di Silvestro Montanaro chiude per far posto a quell’aberrazione televisiva che e’ il reality “Mission”. Leggi e firma la petizione qui:

http://www.change.org/it/petizioni/rai-non-mandare-in-onda-il-reality-mission-nomission#

Il programma « C’era una volta » di Silvestro Montanaro è stato cancellato dal palinsesto di Rai3 per mancanza di fondi.
Proprio i documentari di questo grande giornalista d’inchiesta che, per quel suo grande senso di responsabilità verso “un bambino chiamato FAME”, a partire dalla trilogia « Ombre Africane » ha indagato sull’assassinio del Presidente del Burkina Faso Thomas Sankara e in 20 anni di servizio alla Rai, con grande competenza, umanità ed umiltà, ci ha regalato uno dei migliori sguardi sulla condizione e sulle cause della miseria in Africa e nel Sud del mondo.

Al tempo stesso però, alla moda dei reality australiani e tedeschi, la Rai in collaborazione con l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR) e l’ong romana Intersos trova i soldi per finanziare « Mission » ed esibire al grande pubblico di Rai1 l’affaccendarsi dei vari Michele Cucuzza, Albano e figlia, Emanuele Filiberto, Barbara De Rossi ecc. tra la sofferenza dei rifugiati nei campi umanitari UNHCR del Congo, del Sudan, del Mali e della Mauritania.

Chi ha davvero a cuore la sorte dell’Africa e del suo popolo si è sollevato scandalizzato alla notizia. Due petizioni sono state lanciate contro questa vergogna all’indirizzo :

Roberto Fico, presidente della Commissione Vigilanza RAI, si sta occupando del caso

Con i 75.000 firmatari delle petizioni, ci opponiamo anche noi con forza alla realizzazione del reality Mission.

Che ognuno faccia il suo dovere ! L’immensa tragedia dei rifugiati non ha bisogno di ulteriori beffe.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Silvestro Montanaro.

http://thomassankara.net/spip.php?article1499&lang=fr

 


Agostino Spataro: Osservatore del PCI nella Libia di Gheddafi-Un viaggio a Tripoli

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Agostino Spataro, giornalista, già deputato nazionale, svolge una lettura controcorrente del crollo del regime di Gheddafi e traccia un nuovo, inquietante scenaro“il cerchio Mena” per il Mediterraneo e il M.O. Più volte inviato del PCI in Libia, racconta alcuni aspetti delle relazioni italo-libiche e fra Gheddafi e i principali leader politici italiani:Aldo Moro, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Enrico Berlinguer, Giovanni Spadolini, Giancarlo Pajetta, Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi.

Informazione del libro

ISBN : 2120010102087
Edizione : 6a
Anno pubblicazione : 2013
Formato : 15x23
Foliazione : 268 pagine
Copertina : Morbida
Stampa : bianco e nero

Editore: 
Centro Studi Mediterranei
6° edizione, luglio, 2013
Codice ISBN n. 9788891052650
Pagg. 268
Prezzo di copertina € 17,00

Acquisto:
Il libro può essere acquistato presso tutte le librerie
Feltrinelli e presso diverse librerie on line fra cui:
www.lafeltrinelli.it / www.ilmiolibro.it

Formato Kindle in: www.amazon.com
€ 2,00

Prima presentazione del libro,  8 ottobre 2013 in Messico, presso la Benemerita Università di Puebla.


La CNDH-RD expresa solidaridad al periodista Fausto Rosario Adames

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La Comisión Nacional de los Derechos Humanos condena las recientes amenazas denunciadas contra la vida del  estimados y valorado periodista, además que amigo,  Fausto Rosario Adames, el pasado 22 de junio.

La noticia de un plan orquestado para atentar a su vida y directo desde altos oficiales activos de la Policía Nacional y algunos abogados de nuestro país,  lleva,  a la vez que nos indigna como defensores de derechos humanos y ciudadanos,  a la memoria los terribles años de la dictadura trujillista y los doce años de Balaguer, cuando las voces disidentes y opositoras eran calladas con plomo y sangre, y que  tanta ignominia,  terror y daño han llevado a nuestro país.

Recordamos que no es la primera vez que la vida de Fausto corre severo peligro, hace tres años fue asesinado el ciudadano Sergio Rafael Rojas porque fue intercambiado por él y las circunstancias de ese delito nunca fueron aclarecidas por las autoridades ya que el autor del crimen  fue asesinado por miembros de la Policía Nacional en un “presunto intercambio de disparos”. (altro…)


Bertha Cáceres: E’ una lotta forte e pericolosa, ma degna, che rappresenta il retaggio che conserviamo di popolo ribelle

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Bertha Cáceres — Foto di Giorgio Trucchi /Opera Mundi

Lo scorso 24 maggio, mentre si stavano  recando nella zona del Río Blanco,  dove da quasi tre mesi  la popolazione indigena di etnia lenca della zona si trova in mobilitazione pacifica  contro  l’approvazione del progetto idroelettrico Agua Zarca, la dirigente del Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras),  Bertha Cáceres[1] e il comunicatore Tomás Gomez,  furono arrestati – e rilasciati dopo 24 ore – nel corso di  un’operazione congiunta di esercito e polizia con l’accusa – falsa — di detenzione illegale di arma da fuoco.

Oltre all’evidente illegittimità della detenzione, effettuata senza ordine di cattura e con la costruzione di prove e testimonianze false contro Bertha, va ricordato che  sia la  dirigente indigena che altri membri del Copinh sono soggetti  dal 2009 alle misure cautelari di protezione emesse dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani, a seguito delle numerose minacce di morte che hanno ricevuto fin dal colpo di Stato di quell’anno. (altro…)


¿Por qué clama el Catatumbo?

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¿Por qué clama el Catatumbo?

por Annalisa Melandriwww.annalisamelandri.it

Los diálogos de paz de  La Habana, Cuba,  entre la guerrilla de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo (FARC-EP) y el gobierno colombiano, parecen haber  destapado en la tierra de Macondo una   inmensa Caja de Pandora.

Solo con soñar la paz, todo se  vuelve  posible.

No apenas en la isla caribeña, patria de nuestro padre  Fidel y de nuestra madre, la dignidad latinoamericana,  cuyo 60 aniversario celebramos justo en estos días,  las delegaciones han  abordado  el tema de la reforma agraria, eje neurálgico de la justicia social,   en Colombia, desde esa misma tierra   –cuya tenencia ahora el reto consiste en democratizarla,  cuyo trabajo es tiempo de dignificar– desde ese mismo elemento básico de la naturaleza,  surge el nuevo clamor del pueblo.

Los campesinos de  esa  polvorera  silente  que ha sido hasta hoy en día el Catatumbo,  reclaman,  piden  y gritan por  derechos ancestrales; reclaman,  piden y gritan todo lo que Catatumbo  está reclamando, pidiendo y gritando desde aquel  nefasto  29 de mayo de 1999,  cuando un estado asesino abrió las puertas de su más florida región a las garras sangrientas de su ejército aliado a la violencia paramilitar. (altro…)


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