Notte

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Chiamo la notte,
lei mi guarda, sorride.
Dolce Venere!
Che brilli dall’alto
e sprizzi sprazzi di eterea luce!
Le tremule sorelle
ti si inchinano al passo
vestite solo di argentea seta.
La luna che tutto sa,
di me e di te,
ci tende la mano
e canta all’amore con noi!

Con calma, una pausa

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Non è detto che tutto debba avere  per forza un significato, ma sono      proprio le cose apparentemente   senza significato quelle che ci consegnano un messaggio.
E così è per gli incontri, quelli casuali, quelli senza senso, quelli che giungono improvvisi, per strada, da lontano, su di un treno, in un bar, in internet, incontri improvvisi e con un significato da svelare.
Giunge improvvisamente qualcosa o qualcuno che in sintonia con un mio pensiero mi ricorda che forse un po’ di “lentezza” non guasta, nei pensieri, come nelle azioni. E io
che ho sempre la sensazione di star perdendo un treno, mi fermo a riflettere che a volte anche solo pensare lentamente può dare serenità.
Rincorrendo da mattina a sera pensieri a cui indicare un cammino, messaggi da dedicare agli altri, impegno sociale e poesia, storie da raccontare e sogni da realizzare, tra decine di altre cose da fare si perde il senso del tempo e tutto diventa un affanno.
Con la paura che i versi traballanti di una poesia possano fuggire per non far più ritorno, non mi accorgo che a farli fuggire è proprio la fretta e l’ansia di renderli reali senza assaporarne del tutto l’impalpabilità….
In fondo anche il soldato dietro la sua trincea sa che di notte c’è un breve istante in cui può chiudere gli occhi e forse sognare perché il nemico sicuramente starà facendo altrettanto….

Mi dedico e vi dedico…
“Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perche’ andare a piedi e’ sfogliare il libro e invece correre e’ guardarne solo la copertina. Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l’anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da se’ e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani. Andare lenti e’ incontrare cani senza travolgerli, e’ dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, e’ trovare una panchina, e’ portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo. E’ suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volonta’, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.”
da “Il pensiero meridiano” – Franco Cassano

FOTO ITALO ARRIAZA


DOÑA SOLEDAD

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Doña Soledad,
que tocas a mi cuarto
que te puedo yo ofrecer
en cambio del cuento tierno de tu historia?
Doña Soledad,
recorriendo juntas caminos de fuego
entre versos del alma de quien amó
y que por amar murió y sin embargo murió amando y quizá por eso amando todavía más,
entre suspiros de quien no alcanzó a ver más la luz
y que quien sabe si murió por desear la luz,
entre los hojos de miles y miles de hijos matados por el poder
y que fueron matados simplemente por desear de no dejarte sola,
Doña Soledad.

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Il bozzolo intorno al nucleo della sofferenza, si ritira in silenzio tra le pieghe dell’anima, nonostante la vita lo chiami a nuovi giochi e nuove possibilità. Si è fatto tesoro prezioso da proteggere ancora.
Ma è da lì che nasce il mio sentire profondo, l’arte e la passione, lo scrivere e la poesia, l’abbraccio infinito all’uomo e ai popoli, alla pace e all’amore…
 

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La televisione spegne il flusso delle tue sensazioni.…spegni la televisione!


Immagine

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La campagna

scivola lentamente

sotto il peso di un cielo freddo,

l’aria tersa

conferisce

limiti netti al paesaggio

che fugge via nella distesa.


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Di eternità abbiamo vestito

i nostri ricordi,

e adesso eccoli qui

brillare di nuovi colori.

Nel mezzo

un tempo infinito

un’attesa paziente

che ha tracciato rughe

e dispiegato i sogni al vento.


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