Le Bahamas non abbandonano la pena di morte

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di Annalisa Melandri

in esclusiva per L’Indro  –20 settembre 2013

Repubblica Dominicana - Le  Bahamas, oltre ad essere un paradiso fiscale e uno dei luoghi di villeggiatura più visitato da vip e personaggi dell’alta società,  sono anche uno dei 30 Paesi  al mondo dove la pena di morte è ancora vigente. Anche se nel piccolo arcipelago, situato in America centrale ma appartenente al Commonwealth, l’ultima esecuzione capitale risale ormai all’anno 2000 (tanto che il paese viene definito “abolizionista di fatto”), la  pena di morte è ancora vigente per alcuni tipi di reato come l’omicidio aggravato, l’alto tradimento, il terrorismo e le violazioni del diritto umanitario.  (altro…)


Cuba investe sulle energie rinnovabili

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Santo Domingo - Il Governo cubano investirà moltissimo sulle energie rinnovabili nel prossimo futuro,  ed  in modo particolare sulla biomassa.
Lo ha annunciato l’ingegnere Juan José Blanco,  direttore del Grupo de Montaña, una delle istituzioni del Ministero dell’Agricoltura cubano, presentando alla stampa cubana i progetti futuri del Governo in questo settore. (altro…)


18 ottobre VII Giornata Europea contro la tratta — Bambini migranti ad alto rischio, in Messico 20.000 vittime

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COMUNICATO STAMPA

18 ottobre VII Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani

Messico: 20.000 bambini vittime di tratta,

i piccoli migranti ad alto rischio

 

In fuga dall’area più pericolosa del mondo, i migranti centroamericani  sono  un “ottimo affare” per la criminalità organizzata. Bambini, bambine e adolescenti migranti non accompagnati sono i soggetti a più alto rischio di entrata nei circuiti della tratta.
Soleterre, attiva in Messico  al fianco  dei difensori dei diritti dei migranti, pubblica il report “Il cammino della paura – I diritti violati dei migranti e dei loro difensori in Messico” per sensibilizzare anche l’Italia sulle violazioni dei diritti di questi migranti e proporre una riflessione sulla tutela dei soggetti più vulnerabili.

La tratta di esseri umani in Messico è un affare che frutta alla criminalità organizzata 10 miliardi di dollari all’anno, il più redditizio dopo il traffico di armi e droga. Vittime designate i soggetti più deboli tra cui i migranti irregolari e in particolar modo i bambini, bambine e adolescenti che sempre più spesso percorrono i sentieri verso gli Stati Uniti da soli.

Il fenomeno dei bambini migranti, sotto i riflettori in Italia a causa dell’ultima tragedia di Lampedusa, raggiunge numeri e risvolti impressionanti  in America Centrale e del Nord (Messico e Stati Uniti).

Secondo il Governo messicano sono 20.000 i bambini, bambine e adolescenti vittime della tratta nel Paese e sul territorio operano almeno 47 bande specializzate nella tratta di persone a fine di sfruttamento sessuale e lavorativo. I bambini vengono impiegati come operatori sessuali, nel traffico di droga e armi o come “polleritos”, per reclutare altri bambini. Molti vengono sequestrati per chiedere un riscatto alle famiglie.  (altro…)


Repubblica Dominicana: sentenza apre la porta a denazionalizzazione in massa di discendenti haitiani

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Solange Manuela figlia di  Sonia Pierre — Foto de Fran Afonso www.franafonso.com

di Annalisa Melandriwww.annalisamelandri.it

In esclusiva per L’Indro — 4 ottobre 2013

Repubblica Dominicana - La sentenza n. 168/13 emessa lo scorso  23 settembre dal Tribunale Costituzionale della Repubblica Dominicana, che  di fatto  apre la porta alla denazionalizzazione in massa di migliaia di dominicani figli di haitiani nati nel Paese, ha scatenato  un’onda generalizzata di indignazione, mentre a  livello internazionale già alcuni organismi come Amnesty International, le Nazioni Unite e la Corte Interamericana dei Diritti Umani si sono espressi, condannandola. Non solo, sul piano diplomatico ha aperto  una crisi con il vicino Governo di Haiti che ha richiamato il suo ambasciatore in patria per consultazioni.  

Juliana Deguis Pierre, cittadina dominicana di discendenza haitiana di 28 anni, aveva presentato un ricorso al Tribunale Costituzionale contro una sentenza del Tribunale Civile che le aveva negato la restituzione del  documento d’identità (dominicano) sottrattole già da diverso tempo dalla Giunta Centrale Elettorale. Juliana non è mai stata ad Haiti, nata e cresciuta in Repubblica Dominicana, fino ad oggi  pensava di essere cittadina dominicana.  Il  Tribunale Costituzionale, era l’ultima istanza alla quale la giovane aveva fatto ricorso, sperando di concludere positivamente la sua odissea iniziata nel 2008,  quando la Giunta Centrale Elettorale dove  si era presentata per ottenere il suo documento di identità, glielo aveva negato e le aveva sottratto anche il suo certificato di nascita sulla base di irregolarità nella posizione migratoria dei suoi genitori. (altro…)


Diritti umani in Honduras: si apre la convocatoria per gli accampamenti di osservazione dei diritti umani

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Il 26–27 ottobre a Napoli avrà luogo l’incontro formativo per chi ha intenzione di partire per gli accampamenti d’osservazione dei diritti umani in Honduras. 
Chiediamo la più amplia diffusione, in considerazione anche della grave situazione del paese e dell’importanza che dai movimenti di base e’ stata riconosciuta alla presenza internazionale.

L’incontro inizia sabato 26 ottobre ore 15, e termina la domenica 27 ottobre pomeriggio ore 18
L’incontro si svolgerà presso l’Ex convento delle teresiane, ora “giardino liberato” sito in salita San Raffaele n 3, quartiere materdei, Napoli.

Programma dell’incontro formativo:

  • introduzione generale: contesto storico, economico, politico attuale, il FNRP ed altri attori nel paese
  • movimenti popolari in Honduras, la strategia e filosofia degli accampamenti di osservazione
  • Requisiti per essere campamentisti
  • Ruolo dei campamentisti, obiettivi
  • Situazione legale
  • Cosa fare durante la presenza nel campamento
  • Regole per i campamentisti: coordinamento del campamento, cosa non fare, comportamenti da evitare, come comportarsi in situazioni di emergenza
  • cosa portarsi
  • aspetti di salute (vaccini prima di partire)
  • assicurazione
  • all’arrivo in Honduras dove andare…
  • al ritorno dall’Honduras…..

Saranno presenti campamentisti rientrati per condividere la loro esperienza.

Per dormire portate un sacco a pelo ed ev. anche dei materassini.

Per i pasti sono necessari un piatto, un bicchiere e delle posate.

vi preghiamo di comunicarci la vostra partecipazione al più presto
per ulteriori informazioni contattateci:
Carlo, 346 6321587

Maria, 347 1042633

Thomas, 339 1597004

piú informazioni sui campamenti:

http://www.puchica.org/campamenti/

http://campamentoshonduras.blogspot.com/

scaricati la convocatoria

 http://www.puchica.org/convocatoria-incontro-di-formazione-per-gli-accampamenti-di-osservazione-in-honduras/


Appello a sostegno del COPINH

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La situazione contro il COPINH sta precipitando, Berta rischia 10 anni di carcere così come altri compagni  del COPINH. Le imprese multinazionali si credono intoccabili e sfidarle ha il suo prezzo, in questo caso la stessa libertà  Il COPINH da sempre lotta per difendere i propri territori e beni naturali.
In Italia il Collettivo Italia Centro America ha  lanciato una  campagna di solidarietà in Italia, una raccolta firme che poi consegneremo al ministro degli esteri e all’ambasciata e consolato di Honduras.
Per favore, aderite e aiutateci a diffonderla.

Venerdì 20 settembre 2013 il pubblico ministero del Tribunale de La Esperanza, Intibucá, Honduras, ha ordinato l’arresto preventivo per Bertha Caceres Flores, coordinatrice del Copinh, organizzazione indigena lenca, nell’ambito di un processo istruito a seguito della denuncia delle imprese che stanno costruire una diga e una centrale idroelettrica sul fiume che fornisce acqua alle nella comunità di Rio Blanco, le multinazionali DESA e Sinohydro. E domani, 25 settembre, dovrebbe essere emesso l’ordine di cattura nei suoi confronti.

Il Collettivo Italia Centro America considera che il processo intentanto da Desa e Sinohydro sia “politico”, perché le comunità indigene della zona e il Copinh, che non sono stati consultati secondo quanto dispone le Convenzione 169 dell’OIL, ratificata dall’Honduras nel 1995, sono in lotta contro il progetto, e da sei mesi occupano pacificamente e in modo continuativo la strada che conduce al cantiere.

Le manifestazioni e l’opposizione hanno già causato due morti tra gli indigeni della regione di Rio Blanco.

Per il momento, il processo ha coinvolto Bertha ed altri due membri del Copinh, Tomás Gómez Membreño e Aureliano Molina Villanueva, mentre si preparano altre denunce a carico di rappresentanti dell’organizzazione.

Vi chiediamo di firmare l’appello a sostegno del Copinh (lo leggete qui sotto, potete aderire inviando una mail all’indirizzo hondurasatpuchicadotorg  (hondurasatpuchicadotorg)  ), che verrà in seguito inviato al ministero degli Esteri italiano, e invitiamo chi può farlo a sostenere –attraverso il Collettivo Italia Centro America– le spese legali sostenute dal Copinh, con un versamento sul conto corrente bancario intestato al Collettivo Italia Centro America è IT64 G050 1801 6000 0000 0127 111 (presso la filiale di Milano di Banca Popolare Etica). La causale è “Solidarietà Copinh”

Collettivo Italia Centro America

***

Con l’ordine di arresto preventivo emesso nei confronti di Bertha Caceres, coordinatrice generale dell’organizzazione indigena Copinh, il sistema giudiziario honduregno si dimostra complice di un potere politico –che è ancora quello che ha perpetrato il Colpo di Stato del giugno 2009-.

Mentre l’Honduras si prepara a un processo elettorale farsa, per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, l’arresto di una tra le più riconosciute leader indigene del Paese rappresenta una chiara intimidazione nei confronti di tutti coloro che –in un Paese “svenduto” agli interessi multinazionali– lottano contro mega-progetti idroelettrici, minerari e contro l’accaparramento di terre.

Bertha, tutto il Copinh e il popolo lenca dell’Honduras rappresentano da oltre vent’anni un punto di riferimento anche per la società civile internazionale, per le loro lotte per il riconoscimento dei diritti dei popolo indigeni, primi tra tutti quelli relativi all’accesso alla terra e alla difesa dei beni naturali. Nel 2012, la prigioniera politica Bertha Cáceres è stata insignita, in Germania, del premio internazionale Shalom 2012.

Negli anni, il Copinh si è mobilitato contro decine di centrali idroelettriche, come quella di Agua Zarca a Rio Blanco, dove è in corso da sei mesi l’occupazione pacifica da parte della comunità Lenca. Adesso, però, il regime mostra il “pugno fermo”, slogan elettorale del presidente in carica, Pepe Lobo, perché gli interessi delle multinazionali sono diventati quelli del Paese.

Dall’Italia, dove Bertha e il Copinh hanno tessuto reti di solidarietà da Nord a Sud, manifestiamo solidarietà alla nuova “prigioniera politica”, e invitiamo il ministero degli Esteri ha farsi latore del nostro messaggio di fronte al governo honduregno:

- chiediamo che l’ordine di carcerazione nei confronti di Bertha Caceres venga ritirato, e venga annullata ogni accusa;

- chiediamo l’annullamento delle accuse contro Tomás Gómez Membreño e Aureliano Molina Villanueva, delle misura decise dal giudice nei loro confronti e dell’ordine di rimuovere il presidio contro il progetto idroelettrico di Rio Blanco;

- esigiamo la fine di ogni criminalizzazione del Copinh e dei movimenti sociali del Paese;

- esigiamo il rispetto della Convenzione numero 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro;

- esigiamo la smilitarizzazione delle zone indigene dell’Honduras.


12 respuestas a 12 mentiras sobre los monocultivos de palma aceteira

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Acerca de este librillo ( descargalo 12_respuestas_a_12_mentiras_sobre_palma_aceitera
Con el fin de divulgar información sobre los impactos de las plantaciones de árboles a gran escala, el
WRM publicó en 1999 un folleto titulado “Diez respuestas a diez mentiras”, redactado por Ricardo
Carrere. Su objetivo era revelar y cuestionar algunas afirmaciones ridículas de las compañías de
plantación de árboles para pasta sobre los supuestos beneficios de sus monocultivos de eucaliptos,
pinos o acacias. El folleto se volvió muy popular, resultó útil para reforzar los combates de las
comunidades contra el monocultivo de árboles, y ha sido muy utilizado por nuestra red de
organizaciones de base y activistas.
Dado que el folleto de 1999 se refería principalmente a las plantaciones destinadas a producir madera
para celulosa y que, últimamente, son las plantaciones de palma aceitera las que están en expansión en
todo el mundo, el WRM decidió publicar una segunda versión de “Diez respuestas a diez mentiras”,
centrada esta vez en 12 afirmaciones absurdas de la industria de la palma aceitera. Si bien el
monocultivo de la palma aceitera posee muchas de las características de las plantaciones para celulosa,
también existen diferencias importantes que señalaremos en este nuevo folleto.
Esperamos con él contribuir a fortalecer los combates de todos quienes se oponen al desarrollo de las
plantaciones de palma aceitera a gran escala en los países del Sur. También esperamos que estimule a las
comunidades afectadas a mantener su forma de vida y a continuar expresando sus reclamaciones y
propuestas sobre cómo usar la tierra para mejorar su bienestar. Dichas propuestas y alternativas de vida
suelen ser muy diferentes del modelo de monocultivo de palma aceitera a gran escala.
El equipo del WRM


¿Dónde está Juan Almonte?”

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Invitación exposición fotográfica“El mundo pregunta, ¿Dónde está Juan Almonte?” organizada por Amnistía Internacional y la Comisión Nacional de Derechos Humanos

República Dominicana: La impunidad en el caso Almonte, una afrenta a la justicia

http://www.hoy.com.do/dr/videos_tv.aspx?id=4077 Entrevista a  Genaro Rincón abogado de Juan Almonte, a Ana Montilla, esposa de Juan Almonte y Robin Guittard representante Amnesty International Caribe


¿Cual rol para la cooperación internacional?

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Creo que la cooperación internacional tenga que dejar definitivamente ese rol compasivo y caritativo que caracteriza sus acciones, que  además de permitirle recaudar mucho dinero (sobre el cual hasta cierto punto hay control) y  una estructuración demasiado burocrática y clientelar de su aparato, funciona solo como paliativo de las situaciones de subdesarrollo. Si la cooperación no asume la tarea de impulsar cambios estructurales y definitivos en las realidades en las que trabaja nunca, nunca lograremos reducir pobreza y miseria, ya que estas confirmarán, definitivamente ser  funcionales al mismo  sistema neoliberista.

.
Yo no soy una ONG, ni trabajo por una ONG así llamadas de cooperación internacional. Soy miembro integrante de la Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH) con la que promovemos  una visión integral de los derechos humanos, entre ellos los derechos economicos, sociales, politicos y culturales, o sea los derechos de segunda generación DESC (o DESCA si consideramos los derechos ambientales).  Con un poco de creatividad y con el apoyo del Centro de Atención Jesús Peregrino hemos logrado realizar esta pequeña actividad económica para ese grupito de mujeres haitianas y dominicanas de ascendencia haitiana. Ahora producen jabón multiuso, desinfectante y cloro en su fabriqueta artesanal (muy artesanal) y la fabriqueta tiene ya su filial, en Villa Caoba, donde otra  comunidad muy pobre de personas haitianas y dominicanas de descendencia haitiana,  que ademas se han involucrado a la misma CNDH (unidos somos más)… ahora se ayudan economicamente con esa misma actividad.

 

El primer día toda la comunidad se involucró…

la primera producción

 

Zoraida, la coordinadora del pequeño grupo de “Mujeres Organizadas de Platanito”

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Foro di San Paolo, ultime incorporazioni

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Nella plenaria del 4 agosto del Foro di San Paolo, presieduta dal Segretario Esecutivo Valter Pomar e dal Presidente della Repubblica Plurinazionale della Bolivia, è stata decisa l’incorporazione dei seguenti partiti:

1.           Marcha Patriótica de Colombia,

2.           Frente Iguazu de Paraguay y

3.           Partido del Pueblo (PDP) del Perú Abrazos.

 


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