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	<title>Commenti a: Eric Salerno: con le “rivoluzioni” arriverà la destabilizzazione</title>
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	<description>America Latina, e non solo</description>
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		<title>Di: Christian Luongo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Christian Luongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 05:24:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie Salvo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Salvo</p>
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		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16820</link>
		<dc:creator><![CDATA[salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 21:16:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il link dove trovare tutti questi dati:
http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/Rapporto2010/rapporto2010.html

...e la cosa più interessante è confrontare il rapporto del 2010 con quello degli anni precedenti (allo stesso indirizzo, cambia solo la data)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il link dove trovare tutti questi dati:<br />
<a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/Rapporto2010/rapporto2010.html" rel="nofollow">http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/Rapporto2010/rapporto2010.html</a></p>
<p>…e la cosa più interessante è confrontare il rapporto del 2010 con quello degli anni precedenti (allo stesso indirizzo, cambia solo la data)</p>
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		<title>Di: Christian Luongo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Christian Luongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 05:25:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hai per caso un link su cui puoi indirizzarmi ?
Grazie]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai per caso un link su cui puoi indirizzarmi ?<br />
Grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16810</link>
		<dc:creator><![CDATA[salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 20:15:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Date un&#039;occhiata a questi dati resi noti qualche giorno fa dal &quot;Rapporto della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti&quot;.
Commesse militari in forte calo nel 2010, ma non verso Nord Africa e Medio Oriente. “La presenza dell’industria italiana per la difesa in alcuni mercati del Vicino e soprattutto del Medio Oriente si è sostanzialmente rafforzata” ... Crolla la domanda dei paesi dell’UE e della Nato... E’ proprio in quest’area che nel 2010 si è registrato un vero crollo degli ordinativi militari italiani e di conseguenza delle autorizzazioni governative: si è passati dagli oltre 2,3 miliardi di euro di autorizzazioni all’export del 2009 ai poco più di 979 milioni di euro del 2010 che segnano più che un dimezzamento (meno 57,4%) in un solo anno.
Ora i principali clienti sono Medio Oriente e Nord Africa e, nel 2010, verso i paesi di quest’area sono state rilasciate autorizzazioni all’esportazione per un valore complessivo di oltre 1,4 miliardi di euro (il 49,1%) più del doppio di quelle rilasciate ai paesi europei compresa la Turchia) che sommano a meno di 715 milioni di euro (il 24,6%). “La presenza dell’industria italiana per la difesa in alcuni mercati del Vicino e soprattutto del Medio Oriente si è sostanzialmente rafforzata”.I “principali partners commerciali” dell’industria militare italiana sono stati nel 2010 gli Emirati Arabi Uniti che con 477 milioni di euro (il 14,7%) risultano il primo acquirente in assoluto: gli Emiri acquistano un po’ di tutto dalle munizioni agli aeromobili agli apparecchi per la direzione del tiro. Segue l’Arabia Saudita con 432 milioni di euro (il 13,3%) che ha acquistato bombe, siluri, razzi, aeromobili e ancora strumenti per la direzione del tiro; e quindi l’Algeria con 343 milioni di euro per non ben specificate “apparecchiature elettroniche”.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Date un’occhiata a questi dati resi noti qualche giorno fa dal “Rapporto della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti”.<br />
Commesse militari in forte calo nel 2010, ma non verso Nord Africa e Medio Oriente. “La presenza dell’industria italiana per la difesa in alcuni mercati del Vicino e soprattutto del Medio Oriente si è sostanzialmente rafforzata” … Crolla la domanda dei paesi dell’UE e della Nato… E’ proprio in quest’area che nel 2010 si è registrato un vero crollo degli ordinativi militari italiani e di conseguenza delle autorizzazioni governative: si è passati dagli oltre 2,3 miliardi di euro di autorizzazioni all’export del 2009 ai poco più di 979 milioni di euro del 2010 che segnano più che un dimezzamento (meno 57,4%) in un solo anno.<br />
Ora i principali clienti sono Medio Oriente e Nord Africa e, nel 2010, verso i paesi di quest’area sono state rilasciate autorizzazioni all’esportazione per un valore complessivo di oltre 1,4 miliardi di euro (il 49,1%) più del doppio di quelle rilasciate ai paesi europei compresa la Turchia) che sommano a meno di 715 milioni di euro (il 24,6%). “La presenza dell’industria italiana per la difesa in alcuni mercati del Vicino e soprattutto del Medio Oriente si è sostanzialmente rafforzata”.I “principali partners commerciali” dell’industria militare italiana sono stati nel 2010 gli Emirati Arabi Uniti che con 477 milioni di euro (il 14,7%) risultano il primo acquirente in assoluto: gli Emiri acquistano un po’ di tutto dalle munizioni agli aeromobili agli apparecchi per la direzione del tiro. Segue l’Arabia Saudita con 432 milioni di euro (il 13,3%) che ha acquistato bombe, siluri, razzi, aeromobili e ancora strumenti per la direzione del tiro; e quindi l’Algeria con 343 milioni di euro per non ben specificate “apparecchiature elettroniche”.</p>
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		<title>Di: Christian Luongo</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16802</link>
		<dc:creator><![CDATA[Christian Luongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 20:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non l&#039;ho letta, lo farò domattina ; ma quando scrivevo della continuità della politica estera americana mi riferivo, a grandi linee, alle medesime cose che hai scritto nella tua.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non l’ho letta, lo farò domattina ; ma quando scrivevo della continuità della politica estera americana mi riferivo, a grandi linee, alle medesime cose che hai scritto nella tua.</p>
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		<title>Di: Annalisa</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16801</link>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 19:45:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista a Chomsky sul Manifesto. In toni forse piú diretti non dice poi cose tanto diverse:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/04/articolo/4424/]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Chomsky sul Manifesto. In toni forse piú diretti non dice poi cose tanto diverse:<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/04/articolo/4424/" rel="nofollow">http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/04/articolo/4424/</a></p>
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		<title>Di: Annalisa</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16798</link>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 17:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si lo so che il Leone del Deserto era presente sul web, esisteva peró ed esiste tutt´ora  una  censura per  la proiezione nelle sale cinematografiche.
Rispetto a quello che dici di Obama, la politica estera statunitense in ambito militare credo che  la facciano soprattutto i gruppi economici, quelli di produzione e vendita di armi in primo luogo e quelli del petrolio e delle fonti energetiche. Interessanti le analisi rispetto alla storia antica! Ciao.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si lo so che il Leone del Deserto era presente sul web, esisteva peró ed esiste tutt´ora  una  censura per  la proiezione nelle sale cinematografiche.<br />
Rispetto a quello che dici di Obama, la politica estera statunitense in ambito militare credo che  la facciano soprattutto i gruppi economici, quelli di produzione e vendita di armi in primo luogo e quelli del petrolio e delle fonti energetiche. Interessanti le analisi rispetto alla storia antica! Ciao.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Christian Luongo</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16797</link>
		<dc:creator><![CDATA[Christian Luongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 16:44:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Anna,
il Leone nel deserto è già presente sul web da svariato tempo ed io ho avuto modo di vederlo, grosso modo, un annetto orsono e fa il &quot;paio&quot;, tra gli altri, con un altro lungometraggio, parimenti censurato, che si chiama &quot;El concursante&quot; che ho tirato giù in lingua originale (spagnolo) provvisto, per fortuna, di sottotitoli in italiano anche se, visto il tuo bilinguismo, penso non avrai problemi di sorta a seguirlo sin dalla prima proiezione. 
Quanto ad Obama non penso che sia stato così ingenuo da &quot;delegare&quot; ad altri la gestione della politica estera statunitense e ritagliarsi un mero ruolo di comprimario visto che anela, sin da adesso, alla riconferma alla Casa Bianca per il prossimo mandato nè che abbia &quot;barattato&quot; suddetta mansione in cambio di un via libera alla riforma sanitaria. 
Io, ma anche qui sono sensazioni, ritengo che il presidente americano si stia muovendo nel solco di una linea tracciata sin dalla caduta del blocco sovietico e che viene, &quot;coerentemente&quot; per così dire, messa in atto dagli esecutivi repubblicani e democratici senza distinzioni di sorta. Non dimenticare che, ad esempio, in Vietnam l&#039;escalation militare fu promossa dai democratici - Kennedy prima e Jonhson poi - salvo poi aspettare un repubblicano, Nixon, per assistere ad un progrressivo disimpegno bellico. 
Quanto a quello che diceva Ciro presumo che il professor Salerno si riferisse agli accordi commerciali - in bilico, naturalmente - ratificati dal governo Berlusconi non più tardi di qualche mese addietro e che il nostro paese si sia aggregato all&#039;ennesima coalizione di &quot;volenterosi&quot; per evitare di raccogliere le briciole dai nuovi appalti che verranno messi in essere dal prossimo governo post-gheddafiano laddove fa specie, di contro, il dissenso germanico. 
In ogni caso se prendi una cartina geografica e &quot;tracci&quot; una mera linea dalla Siria alla Tunisia potrai immediatamente vedere che i paesi interessati da questa sedicente primavera araba hanno, tutti, degli sbocchi sul mare disegnando una sorta di &quot;falce&quot; lungo il bacino orientale del mediterraneo. Per certi versi questa strategia mi ricorda, da lontano, quella di Alessandro il grande che dopo essersi sbarazzato di Dario puntò verso l&#039;Egitto per costituire una sorta di zona franca doganale per i commerci dal medio e vicino oriente. L&#039;impressione che ne ricavo è quella, dunque, di un disegno che travalichi la &quot;mera&quot; gestione delle fonti di approvvigionamento energetico e che punti alla creazione di una sorta di &quot;free tax zone&quot; dollaro dipendente. E la Germania che è un paese che esporta moltissimo nelle areee centroafricane e medio orientali sarebbe costretta a convertire, nelle sue transazioni commerciali, la propria valuta in biglietti verdi pagando dazio al cambio senza contare, poi, le egemonie sulle tratte commerciali. 
Ripeto Anna : sono mere impressioni ricavate dalla conoscenza, lacunosa, della storia antica. Ma qualche analogia, purtroppo, la sto riscontrando. Ciao.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna,<br />
il Leone nel deserto è già presente sul web da svariato tempo ed io ho avuto modo di vederlo, grosso modo, un annetto orsono e fa il “paio”, tra gli altri, con un altro lungometraggio, parimenti censurato, che si chiama “El concursante” che ho tirato giù in lingua originale (spagnolo) provvisto, per fortuna, di sottotitoli in italiano anche se, visto il tuo bilinguismo, penso non avrai problemi di sorta a seguirlo sin dalla prima proiezione.<br />
Quanto ad Obama non penso che sia stato così ingenuo da “delegare” ad altri la gestione della politica estera statunitense e ritagliarsi un mero ruolo di comprimario visto che anela, sin da adesso, alla riconferma alla Casa Bianca per il prossimo mandato nè che abbia “barattato” suddetta mansione in cambio di un via libera alla riforma sanitaria.<br />
Io, ma anche qui sono sensazioni, ritengo che il presidente americano si stia muovendo nel solco di una linea tracciata sin dalla caduta del blocco sovietico e che viene, “coerentemente” per così dire, messa in atto dagli esecutivi repubblicani e democratici senza distinzioni di sorta. Non dimenticare che, ad esempio, in Vietnam l’escalation militare fu promossa dai democratici — Kennedy prima e Jonhson poi — salvo poi aspettare un repubblicano, Nixon, per assistere ad un progrressivo disimpegno bellico.<br />
Quanto a quello che diceva Ciro presumo che il professor Salerno si riferisse agli accordi commerciali — in bilico, naturalmente — ratificati dal governo Berlusconi non più tardi di qualche mese addietro e che il nostro paese si sia aggregato all’ennesima coalizione di “volenterosi” per evitare di raccogliere le briciole dai nuovi appalti che verranno messi in essere dal prossimo governo post-gheddafiano laddove fa specie, di contro, il dissenso germanico.<br />
In ogni caso se prendi una cartina geografica e “tracci” una mera linea dalla Siria alla Tunisia potrai immediatamente vedere che i paesi interessati da questa sedicente primavera araba hanno, tutti, degli sbocchi sul mare disegnando una sorta di “falce” lungo il bacino orientale del mediterraneo. Per certi versi questa strategia mi ricorda, da lontano, quella di Alessandro il grande che dopo essersi sbarazzato di Dario puntò verso l’Egitto per costituire una sorta di zona franca doganale per i commerci dal medio e vicino oriente. L’impressione che ne ricavo è quella, dunque, di un disegno che travalichi la “mera” gestione delle fonti di approvvigionamento energetico e che punti alla creazione di una sorta di “free tax zone” dollaro dipendente. E la Germania che è un paese che esporta moltissimo nelle areee centroafricane e medio orientali sarebbe costretta a convertire, nelle sue transazioni commerciali, la propria valuta in biglietti verdi pagando dazio al cambio senza contare, poi, le egemonie sulle tratte commerciali.<br />
Ripeto Anna : sono mere impressioni ricavate dalla conoscenza, lacunosa, della storia antica. Ma qualche analogia, purtroppo, la sto riscontrando. Ciao.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Annalisa</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16796</link>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 15:39:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.annalisamelandri.it/?p=5463#comment-16796</guid>
		<description><![CDATA[L´ho conosciuto quando con gli amici di Radio Onda Rossa qualche tempo organizzammo a Roma la proiezione del Leone del Deserto, un film censurato in Italia e che solo da pochissimo, é stato dato in televisione da Sky. L´iniziativa andó molto bene, invitammo il prof. Salerno come esperto sulla Libia. Erano presenti anche diplomatici libici e l´agenzia Jana.
Anche io come te e come Ciro non credo tanto all´ingenuitá di Obama. Penso peró che Obama alla fine sia soltanto un presidente burattino manovrato da poteri ben piú forti di lui e che negli Stati Uniti la vera politica estera la facciano il Pentagono e la Clinton. Questo spiega anche  contraddizioni che via via emergono, come fu per esempio per il colpo di Stato in Honduras. Diciamo che la politica estera statunitense, di impronta conservatrice e repubblicana  che dopo le guerre di Bush stava perdendo consenso si é dovuta dotare di un´immagine progressista e democratica (vedi la farsa del premio nobel per la pace)  ma i falchi continuano a volare ben alti...
Obama solo per questo dovrebbe dimettersi, ma probabilmente hanno patteggiato tra loro aperture rispetto a una politica interna, vedi la sanitá ... 
Per quel poco che ne capisco Chris queste sono le mie sensazioni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L´ho conosciuto quando con gli amici di Radio Onda Rossa qualche tempo organizzammo a Roma la proiezione del Leone del Deserto, un film censurato in Italia e che solo da pochissimo, é stato dato in televisione da Sky. L´iniziativa andó molto bene, invitammo il prof. Salerno come esperto sulla Libia. Erano presenti anche diplomatici libici e l´agenzia Jana.<br />
Anche io come te e come Ciro non credo tanto all´ingenuitá di Obama. Penso peró che Obama alla fine sia soltanto un presidente burattino manovrato da poteri ben piú forti di lui e che negli Stati Uniti la vera politica estera la facciano il Pentagono e la Clinton. Questo spiega anche  contraddizioni che via via emergono, come fu per esempio per il colpo di Stato in Honduras. Diciamo che la politica estera statunitense, di impronta conservatrice e repubblicana  che dopo le guerre di Bush stava perdendo consenso si é dovuta dotare di un´immagine progressista e democratica (vedi la farsa del premio nobel per la pace)  ma i falchi continuano a volare ben alti…<br />
Obama solo per questo dovrebbe dimettersi, ma probabilmente hanno patteggiato tra loro aperture rispetto a una politica interna, vedi la sanitá …<br />
Per quel poco che ne capisco Chris queste sono le mie sensazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ciro Brescia</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2011/04/eric-salerno-con-le-%e2%80%9crivoluzioni%e2%80%9d-arrivera-la-destabilizzazione/#comment-16791</link>
		<dc:creator><![CDATA[Ciro Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 10:21:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.annalisamelandri.it/?p=5463#comment-16791</guid>
		<description><![CDATA[Anche a me ha colpito l&#039;affermazione ingenua secondo la quale Obama avrebbe avallato l&#039;aggressione per motivi  umanitari. In più mi pare piuttosto contraddittorio dire da una parte che la guerra non è per il controllo del petrolio e dall&#039;altra affermare che l&#039;Italia stia mettendo in atto &quot;un tentativo per non consentire alla Francia, quando sarà finita questa guerra assurda, di prendersi il bottino più grosso&quot;. A naso, mi sembra che i motivi, le dinamiche, gli effetti e le contraddizioni interne ed esterne di ogni paese, siano complesse e molteplici e molto differenti tra loro e mi risulta piuttosto superficiale affermare che a Teheran torni comodo quanto sta accadendo e che per Tel Aviv sia motivo di preoccupazione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me ha colpito l’affermazione ingenua secondo la quale Obama avrebbe avallato l’aggressione per motivi  umanitari. In più mi pare piuttosto contraddittorio dire da una parte che la guerra non è per il controllo del petrolio e dall’altra affermare che l’Italia stia mettendo in atto “un tentativo per non consentire alla Francia, quando sarà finita questa guerra assurda, di prendersi il bottino più grosso”. A naso, mi sembra che i motivi, le dinamiche, gli effetti e le contraddizioni interne ed esterne di ogni paese, siano complesse e molteplici e molto differenti tra loro e mi risulta piuttosto superficiale affermare che a Teheran torni comodo quanto sta accadendo e che per Tel Aviv sia motivo di preoccupazione.</p>
]]></content:encoded>
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