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	<title>Commenti a: Lettera dal Cile</title>
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		<title>Di: Christian Luongo</title>
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		<dc:creator>Christian Luongo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 05:57:38 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Annalisa,&lt;br /&gt;scusami ma sono stato parecchio indaffarato in questi giorni e, sul tuo blog, mi sono affacciato di rado. Quando ho visto, su FB, che hai pubblicato una lettera dal Cile mi si &#232; stretto il cuore. Io non sono mai stato in sud America ma ho imparato ad amare questo immenso continente attraverso i suoi scrittori. Il Cile, poi, ha sempre avuto un posto particolare nel mio immaginario sin da bambino da quando, cio&#232;, mi dilettavo a ricopiare le cartine geografiche. Mi ha sempre affascinato quella forma particolare quasi fosse una pertica che si stagliava, a latere e timidamente, lungo la dorsale occidentale ; eppure, alla stregua di un magico gioco di incastri, mi sembrava che, senza quella lingua di terra, tutto l’agglomerato si sarebbe accartocciato su s&#233; stesso sprofondando nell’oceano Pacifico. Soltanto pi&#249; tardi, nella maturit&#224;, ho cominciato a ripercorrere, a ritroso, le tappe della sua storia recente e ad amare quella pertica e la sua gente. Scrivere, oltremodo, qualche cosa su questa tragedia mi sembrerebbe inopportuno e superfluo. Manifestare la propria solidariet&#224; ed il proprio cordoglio alla amica Rayen Kwyeh potrebbe apparire come una prassi di comodo. L’unica cosa che mi sento di scriverle, attraverso il tuo blog, &#232; che non disperasse perch&#233; se c’&#232; una cosa che la storia ci ha insegnato &#232; che il popolo cileno &#232; un popolo pieno di dignit&#224;, di forza, di abnegazione, di alacrit&#224; come pochi altri e che, come ha oltrepassato le soglie di una dittatura criminale, andr&#224; oltre anche a questa tragedia.&lt;br /&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Annalisa,<br />scusami ma sono stato parecchio indaffarato in questi giorni e, sul tuo blog, mi sono affacciato di rado. Quando ho visto, su FB, che hai pubblicato una lettera dal Cile mi si è stretto il cuore. Io non sono mai stato in sud America ma ho imparato ad amare questo immenso continente attraverso i suoi scrittori. Il Cile, poi, ha sempre avuto un posto particolare nel mio immaginario sin da bambino da quando, cioè, mi dilettavo a ricopiare le cartine geografiche. Mi ha sempre affascinato quella forma particolare quasi fosse una pertica che si stagliava, a latere e timidamente, lungo la dorsale occidentale ; eppure, alla stregua di un magico gioco di incastri, mi sembrava che, senza quella lingua di terra, tutto l’agglomerato si sarebbe accartocciato su sé stesso sprofondando nell’oceano Pacifico. Soltanto più tardi, nella maturità, ho cominciato a ripercorrere, a ritroso, le tappe della sua storia recente e ad amare quella pertica e la sua gente. Scrivere, oltremodo, qualche cosa su questa tragedia mi sembrerebbe inopportuno e superfluo. Manifestare la propria solidarietà ed il proprio cordoglio alla amica Rayen Kwyeh potrebbe apparire come una prassi di comodo. L’unica cosa che mi sento di scriverle, attraverso il tuo blog, è che non disperasse perché se c’è una cosa che la storia ci ha insegnato è che il popolo cileno è un popolo pieno di dignità, di forza, di abnegazione, di alacrità come pochi altri e che, come ha oltrepassato le soglie di una dittatura criminale, andrà oltre anche a questa tragedia.</p>
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