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	<title>Commenti a: Risposta a Jaime Rodriguez, un colombiano in Italia</title>
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		<title>Di: Annalisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:55:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Giorgio, mi fa piacere sentirti e soprattutto che puoi testimoniare &quot;dal vivo&quot; i grandi successi della politica di Uribe, quella per cui secondo alcuni,  godrebbe di grande consenso. Grazie ancora e sprattutto fai attenzione. Un abbraccio
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giorgio, mi fa piacere sentirti e soprattutto che puoi testimoniare “dal vivo” i grandi successi della politica di Uribe, quella per cui secondo alcuni,  godrebbe di grande consenso. Grazie ancora e sprattutto fai attenzione. Un abbraccio</p>
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		<title>Di: Giorgio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:39:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Santa Marta,Barranquilla,Palomino e tutta la costa caraibica colombiana.&lt;br /&gt;Il Narcogoverno Uribista continua a sguinzagliare paracos che fanno limpieza dei basureiros, chiedono il pizzo a piccole tiende,bar e a qualsiasi attivit&#224; commerciale. Se non paghi ti ammazzano.&lt;br /&gt;Giusto ieri parlavo con un lavoratore dell&#039;ostello dove mi trovo,uno di quelli che lavora 12 ore al giorno per 15000 pesos se gli va bene, i paracos regnano in Colombia, controllano la Sierra Nevada, minacciano correntemente Piedad Cordoba e chi cerca una via pacifica alla guerra civile colombiana.&lt;br /&gt;Sono in procinto di recarmi sulla Sierra Nevada..lo stesso lavoratore dell&#039;ostello mi coglie di sorpresa dicendomi che per andarci devo avere il permesso dei paramilitari.Vediamo come andr&#224; finire Jaime nel tuo democratico paese dove Caracol, il Desafio e la muñecas de la mafia sono la bibbia e l&#039;oppio del tuo popolo.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Santa Marta,Barranquilla,Palomino e tutta la costa caraibica colombiana.<br />Il Narcogoverno Uribista continua a sguinzagliare paracos che fanno limpieza dei basureiros, chiedono il pizzo a piccole tiende,bar e a qualsiasi attività commerciale. Se non paghi ti ammazzano.<br />Giusto ieri parlavo con un lavoratore dell’ostello dove mi trovo,uno di quelli che lavora 12 ore al giorno per 15000 pesos se gli va bene, i paracos regnano in Colombia, controllano la Sierra Nevada, minacciano correntemente Piedad Cordoba e chi cerca una via pacifica alla guerra civile colombiana.<br />Sono in procinto di recarmi sulla Sierra Nevada..lo stesso lavoratore dell’ostello mi coglie di sorpresa dicendomi che per andarci devo avere il permesso dei paramilitari.Vediamo come andrà finire Jaime nel tuo democratico paese dove Caracol, il Desafio e la muñecas de la mafia sono la bibbia e l’oppio del tuo popolo.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 21:11:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sinceramente non capisco come si possa parlare di consenso in un paese in cui l&#039;astensionismo sfiora il sessanta (leggasi 60) per cento! O l&#039;opinione di una parte della piccola borghesia di Bogot&#224; inebetita dalle tv dei Santos vale per un paese di 44 milioni e passa di persone...
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente non capisco come si possa parlare di consenso in un paese in cui l’astensionismo sfiora il sessanta (leggasi 60) per cento! O l’opinione di una parte della piccola borghesia di Bogotà inebetita dalle tv dei Santos vale per un paese di 44 milioni e passa di persone…</p>
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		<title>Di: Doppiafila</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2009/06/risposta-a-jaime-rodriguez-un-colombiano-in-italia/#comment-7900</link>
		<dc:creator><![CDATA[Doppiafila]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 20:07:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eh sí, il testo di Jaime pare un po&#039; eccessivo anche a me: le multinazionali del petrolio - ad esempio - sono andate in Venezuela perch&#233; lí c&#039;&#233; piú petrolio, non per gli attentati; non &quot;tutta la popolazione&quot; &#233; contenta - e chi non &#233; contento non puó dirlo, altrimenti finisce &quot;falso positivo&quot; (o additato come terrorista); e le politiche di Uribe non tutelano i cittadini &quot;per bene&quot; ma quelli allineati, privando gli altri dei loro diritti fondamentali.&lt;br /&gt;Peró, peró... su una cosa sono d&#039;accordo: esiste consenso maggioritario attorno ad Uribe. Glielo hanno costruito addosso i media (specialmente la TV), e finch&#233; non gli volteranno le spalle loro resterá in sella. La buona notizia - credo - &#233; che il processo &#233; gia in corso; quella cattiva e che potremmo finire dalla padella alla brace: chi sará il nuovo beniamino dei potenti????&lt;br /&gt;Saluti, Doppiafila
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sí, il testo di Jaime pare un po’ eccessivo anche a me: le multinazionali del petrolio — ad esempio — sono andate in Venezuela perché lí c’é piú petrolio, non per gli attentati; non “tutta la popolazione” é contenta — e chi non é contento non puó dirlo, altrimenti finisce “falso positivo” (o additato come terrorista); e le politiche di Uribe non tutelano i cittadini “per bene” ma quelli allineati, privando gli altri dei loro diritti fondamentali.<br />Peró, peró… su una cosa sono d’accordo: esiste consenso maggioritario attorno ad Uribe. Glielo hanno costruito addosso i media (specialmente la TV), e finché non gli volteranno le spalle loro resterá in sella. La buona notizia — credo — é che il processo é gia in corso; quella cattiva e che potremmo finire dalla padella alla brace: chi sará il nuovo beniamino dei potenti????<br />Saluti, Doppiafila</p>
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		<title>Di: Pedro</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2009/06/risposta-a-jaime-rodriguez-un-colombiano-in-italia/#comment-7899</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pedro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 18:41:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Para metir y comer pescado hay que tener cuidado.&lt;br /&gt; Bien se cuida don Jaime de silenciar  el asesinato de  sindicalistas y lîderes polîticos por el aparato represivo.&lt;br /&gt;Nada dice del agronegocio de la palma africana o palma aceitera. Los paîses crudo-dependientes, esencialmente Estados Unidos y europa no estân dispuestos a modificar sus patrones de consumo enêrgetico, asî el derroche sea lo mâs significativo de dicho modelo.&lt;br /&gt;Es un &quot;beneficio&quot; para la humanidad este proyecto? &lt;br /&gt;Cierto, cuando por humanidad entendemos en estricto sentido en lôgica de consumo, a unas pocas franjas de la poblaciôn que consumen el 80 por ciento de los recursos naturales en el mundo, destruyendo como sucede en Malasia, en Colombia y Ecuador no solo territorios con especifidades en biodiversidad  y ecosistemas, sino identidades culturales, de pueblos originarios, comunidades afrodescendientes, y campesinos a quienes se niega  su sobrevivencia.&lt;br /&gt;Aparentemente, don Jaime  no miente... pero es muy hâbil para ocultar la verdad.&lt;br /&gt;Colombia, segûn su enfoque debe ser la ûnica naciôn en el mundo donde las trasnacionales son sinônimo de progreso y bienestar.&lt;br /&gt;Concuerdo &quot;anche io&quot;, demasiada bondad de parte de nuestra querida anfitriona.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Para metir y comer pescado hay que tener cuidado.<br /> Bien se cuida don Jaime de silenciar  el asesinato de  sindicalistas y lîderes polîticos por el aparato represivo.<br />Nada dice del agronegocio de la palma africana o palma aceitera. Los paîses crudo-dependientes, esencialmente Estados Unidos y europa no estân dispuestos a modificar sus patrones de consumo enêrgetico, asî el derroche sea lo mâs significativo de dicho modelo.<br />Es un “beneficio” para la humanidad este proyecto? <br />Cierto, cuando por humanidad entendemos en estricto sentido en lôgica de consumo, a unas pocas franjas de la poblaciôn que consumen el 80 por ciento de los recursos naturales en el mundo, destruyendo como sucede en Malasia, en Colombia y Ecuador no solo territorios con especifidades en biodiversidad  y ecosistemas, sino identidades culturales, de pueblos originarios, comunidades afrodescendientes, y campesinos a quienes se niega  su sobrevivencia.<br />Aparentemente, don Jaime  no miente… pero es muy hâbil para ocultar la verdad.<br />Colombia, segûn su enfoque debe ser la ûnica naciôn en el mundo donde las trasnacionales son sinônimo de progreso y bienestar.<br />Concuerdo “anche io”, demasiada bondad de parte de nuestra querida anfitriona.</p>
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	<item>
		<title>Di: guido piccoli</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2009/06/risposta-a-jaime-rodriguez-un-colombiano-in-italia/#comment-7898</link>
		<dc:creator><![CDATA[guido piccoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:41:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[cara Annalisa, la forma &quot;Suave&quot; della lettera del presunto JR non pu&#242; nascondere la caterva di balle e falsificazioni che ci propina. E con questo, non assolvo e non santifico la guerriglia (basta leggere i commenti vecchi per verificarlo) ma da qui a sposare le infide s*****aggini di JR ce ne passa. Concordo con Carlos. Lo penso sempre: troppo ospitale tu.... Anche se la gentilezza e l&#039;ospitalit&#224; sono sempre una bella cosa.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Annalisa, la forma “Suave” della lettera del presunto JR non può nascondere la caterva di balle e falsificazioni che ci propina. E con questo, non assolvo e non santifico la guerriglia (basta leggere i commenti vecchi per verificarlo) ma da qui a sposare le infide s*****aggini di JR ce ne passa. Concordo con Carlos. Lo penso sempre: troppo ospitale tu.… Anche se la gentilezza e l’ospitalità sono sempre una bella cosa.</p>
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		<title>Di: carlos</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2009/06/risposta-a-jaime-rodriguez-un-colombiano-in-italia/#comment-7897</link>
		<dc:creator><![CDATA[carlos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 09:32:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo tal &quot;Jaime&quot;, che mescola ad arte pietismo e menzogna, non puo&#039; che essere un agente della disinformazione e della guerra psicologica del regime uribista.&lt;br /&gt;Altro che delicatezza! Chiedete alle vittime del terrorismo di Stato, delle motoseghe paramilitari e dei &quot;falsi positivi&quot; cosa provano per Uribe!&lt;br /&gt;Che poi sia stata la guerriglia ad impiantare in Colombia la corruzione, beh, e&#039; una cazzata storica che non merita nemmeno una risposta, al piu&#039; una grassa risata...
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo tal “Jaime”, che mescola ad arte pietismo e menzogna, non puo’ che essere un agente della disinformazione e della guerra psicologica del regime uribista.<br />Altro che delicatezza! Chiedete alle vittime del terrorismo di Stato, delle motoseghe paramilitari e dei “falsi positivi” cosa provano per Uribe!<br />Che poi sia stata la guerriglia ad impiantare in Colombia la corruzione, beh, e’ una cazzata storica che non merita nemmeno una risposta, al piu’ una grassa risata…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Alessia Lai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 15:28:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[azione e la verit&#224; &#232; stato interrotto”, con la sua estradizione e quella di altri dodici ex capi delle AUC, incriminati per i suoi stessi reatiper decisione di Uribe e del suo governo perch&#233;, secondo Mancuso, si sarebbero impauriti dopo che alcuni comandanti iniziarono a “ricostruire la verit&#224;” dei fatti. Riguardo alla questione del perch&#233; &#232; stato estradato, Mancuso ha affermato provocatoriamente che questa risposta spetta al governo colombiano.&lt;br /&gt;Di fronte all’affermazione del governo Uribe che i paramilitari estradati “giocavano con il processo”, Mancuso ha denunciato che il giudice generale Mario Iguarán e il giudice che segue il suo caso “dissero in questo stesso carcere che non c’&#232; evidenza che io, in particolare, avessi commesso dei crimini quando stavo nel carcere di Itagüí (carcere nel quale era detenuto in Colombia, ndr)”.&lt;br /&gt;“La verit&#224; importante la sappiamo noi comandanti, con il nostro invio negli Usa hanno estradato la verit&#224;”. Una nuova minaccia contro Uribe. La chiamata in causa del presidente &#232; infatti piuttosto vaga, ma Mancuso potrebbe avere in serbo le prove del legame tra l’attuale presidente della Colombia e le Autodefensas. Tanto che l’ex paramilitare ha poi avvertito che tuttavia “mancano molti” membri del congresso nelle indagini sullo scandalo della cosiddetta “parapolitica” (quasi 70 persone sono state giudicate legate alle AUC) la maggior parte di questi membri della coalizione di governo.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>azione e la verità è stato interrotto”, con la sua estradizione e quella di altri dodici ex capi delle AUC, incriminati per i suoi stessi reatiper decisione di Uribe e del suo governo perché, secondo Mancuso, si sarebbero impauriti dopo che alcuni comandanti iniziarono a “ricostruire la verità” dei fatti. Riguardo alla questione del perché è stato estradato, Mancuso ha affermato provocatoriamente che questa risposta spetta al governo colombiano.<br />Di fronte all’affermazione del governo Uribe che i paramilitari estradati “giocavano con il processo”, Mancuso ha denunciato che il giudice generale Mario Iguarán e il giudice che segue il suo caso “dissero in questo stesso carcere che non c’è evidenza che io, in particolare, avessi commesso dei crimini quando stavo nel carcere di Itagüí (carcere nel quale era detenuto in Colombia, ndr)”.<br />“La verità importante la sappiamo noi comandanti, con il nostro invio negli Usa hanno estradato la verità”. Una nuova minaccia contro Uribe. La chiamata in causa del presidente è infatti piuttosto vaga, ma Mancuso potrebbe avere in serbo le prove del legame tra l’attuale presidente della Colombia e le Autodefensas. Tanto che l’ex paramilitare ha poi avvertito che tuttavia “mancano molti” membri del congresso nelle indagini sullo scandalo della cosiddetta “parapolitica” (quasi 70 persone sono state giudicate legate alle AUC) la maggior parte di questi membri della coalizione di governo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Alessia Lai</title>
		<link>http://www.annalisamelandri.it/2009/06/risposta-a-jaime-rodriguez-un-colombiano-in-italia/#comment-7895</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 15:26:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;br /&gt;link autore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE: RINASCITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo aveva detto. Se fosse stato estradato negli Stati Uniti o in Italia avrebbe portato alle cronache il nome di Uribe come alleato delle AUC. Salvatore Mancuso (foto), l’ex paramilitare e capo supremo delle Autodefensas Unidas de Colombia &#232; stato spedito negli Usa lo scorso anno, e dal carcere di Washington nel quale si trova dal maggio del 2008 ha rilasciato una intervista che coinvolge l’attuale presidente colombiano, che probabilmente riuscir&#224; a correre per un terzo mandato, nella cosiddetta “parapolitica”.&lt;br /&gt;Mancuso, estradato per comparire in un processo per narcotraffico, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, ha riconosciuto gioved&#236; scorso, in una intervista rilasciata al settimanale Cambio, che i comandi della disciolta organizzazione paramilitare colombiana di destra sostennero l’elezione del presidente colombiano Álvaro Uribe nel 2002 e spinsero la popolazione a dargli il voto. “La gran maggioranza di noialtri appoggi&#242; Uribe perch&#233; ricevemmo istruzioni in tal senso dai nostri comandanti”, ha affermato Mancuso.&lt;br /&gt;“Il discorso ideologico di Uribe sembrava ricalcato sul nostro ma dentro una cornice di legalit&#224;, lo appoggiammo immediatamente”, ha spiegato l’ex capo delle AUC, che ha aggiunto che chiedevano alla gente se apprezzavano le proposte di Uribe e che “Ci rispondevano di s&#236; e allora di dicevamo che noi lo appoggiavamo e, in questo modo, orientavamo la gente a votare per lui”. Mancuso ha quindi ricordato che la campagna elettorale di Uribe parlava di “sicurezza democratica” basata sulla lotta ai gruppi armati operanti in Colombia. Una politica che ancora oggi Uribe porta avanti nei confronti delle FARC, alle quali non intende concedere un’amnistia generale, al contrario di quanto fece nel 2006 con i paramilitari di destra, senza dubbio per gli stretti legami che a questi lo univano. Mancuso &#232; infatti uno dei tanti capi AUC che nel 2006 hanno accettato di consegnarsi alle autorit&#224; usufruendo della vergognosa legge del perdono varata proprio da Uribe: amnistia generale, pene ridottissime per un massimo di otto anni nei casi di massacri, possibilit&#224; di essere integrati nelle Forze Armate o di sicurezza. Deluso come altri suoi colleghi dal processo di normalizzazione uribista – su pressione dell’opinione pubblica internazionale fu trasferito nel super carcere di Itaüí e i tempi per un suo rilascio si allungarono – Mancuso cominci&#242; a parlare gi&#224; qualche tempo fa, ma mai tirando in ballo direttamente il capo dello Stato, forse nella speranza che questi non lo facesse estradare in altri Paesi.&lt;br /&gt;Le cose sono andate diversamente, e ora l’ex capo delle milizie di destra colombiane parla della sua situazione statunitense affermando che la sua situazione &#232; incerta e gli causa sconforto e paura “perch&#233; il cammino che abbiamo intrapreso per raggiungere la pace, la ripar
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		<content:encoded><![CDATA[<p>link autore:</p>
<p>FONTE: RINASCITA</p>
<p>Lo aveva detto. Se fosse stato estradato negli Stati Uniti o in Italia avrebbe portato alle cronache il nome di Uribe come alleato delle AUC. Salvatore Mancuso (foto), l’ex paramilitare e capo supremo delle Autodefensas Unidas de Colombia è stato spedito negli Usa lo scorso anno, e dal carcere di Washington nel quale si trova dal maggio del 2008 ha rilasciato una intervista che coinvolge l’attuale presidente colombiano, che probabilmente riuscirà a correre per un terzo mandato, nella cosiddetta “parapolitica”.<br />Mancuso, estradato per comparire in un processo per narcotraffico, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, ha riconosciuto giovedì scorso, in una intervista rilasciata al settimanale Cambio, che i comandi della disciolta organizzazione paramilitare colombiana di destra sostennero l’elezione del presidente colombiano Álvaro Uribe nel 2002 e spinsero la popolazione a dargli il voto. “La gran maggioranza di noialtri appoggiò Uribe perché ricevemmo istruzioni in tal senso dai nostri comandanti”, ha affermato Mancuso.<br />“Il discorso ideologico di Uribe sembrava ricalcato sul nostro ma dentro una cornice di legalità, lo appoggiammo immediatamente”, ha spiegato l’ex capo delle AUC, che ha aggiunto che chiedevano alla gente se apprezzavano le proposte di Uribe e che “Ci rispondevano di sì e allora di dicevamo che noi lo appoggiavamo e, in questo modo, orientavamo la gente a votare per lui”. Mancuso ha quindi ricordato che la campagna elettorale di Uribe parlava di “sicurezza democratica” basata sulla lotta ai gruppi armati operanti in Colombia. Una politica che ancora oggi Uribe porta avanti nei confronti delle FARC, alle quali non intende concedere un’amnistia generale, al contrario di quanto fece nel 2006 con i paramilitari di destra, senza dubbio per gli stretti legami che a questi lo univano. Mancuso è infatti uno dei tanti capi AUC che nel 2006 hanno accettato di consegnarsi alle autorità usufruendo della vergognosa legge del perdono varata proprio da Uribe: amnistia generale, pene ridottissime per un massimo di otto anni nei casi di massacri, possibilità di essere integrati nelle Forze Armate o di sicurezza. Deluso come altri suoi colleghi dal processo di normalizzazione uribista – su pressione dell’opinione pubblica internazionale fu trasferito nel super carcere di Itaüí e i tempi per un suo rilascio si allungarono – Mancuso cominciò a parlare già qualche tempo fa, ma mai tirando in ballo direttamente il capo dello Stato, forse nella speranza che questi non lo facesse estradare in altri Paesi.<br />Le cose sono andate diversamente, e ora l’ex capo delle milizie di destra colombiane parla della sua situazione statunitense affermando che la sua situazione è incerta e gli causa sconforto e paura “perché il cammino che abbiamo intrapreso per raggiungere la pace, la ripar</p>
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