Franco Fortini: La gronda

5 commenti

Franco Fortini

Ho sempre creduto che qualcosa (molto, per essere più preciso; quasi tutto, direi) dovesse mutare nella nostra società. So che questo mutamento si prepara da tanto tempo, forse da decenni. So che molti non vi credono o non lo vogliono; e perciò riparano, racconciano, aggiustano quel che è troppo guasto, convinti che nessun crollo sia imminente. Intanto, un poco per giorno, il mondo muta.
 
Sono vissuto spiando il giorno di quella caduta; e preparandolo. Anche con poesie come questa, preparandolo. Ma la gioia che fin da ora mi ripaga di inevitabili sofferenze non è solo nella certezza di aver contribuito ad una trasformazione che voglio positiva; è nella persuasione che la causa occasionale finale potrà essere data dal leggero impeto di una giovinezza e di una felicità, dal minimo peso di un uccello, di una rondine, capace quindi di sottrarsi al crollo, di non avvertirlo nemmeno. Verranno generazioni di giovani che saranno più felici di noi e non avranno nemmeno bisogno di sapere da quale mondo atroce noi eravamo circondati. (Franco Fortini)
..
Scopro dalla finestra lo spigolo d’una gronda,
 in una casa invecchiata, ch’è di legno corroso
e piegato da strati di tegoli. Rondini vi sostano
qualche volta. Qua e là, sul tetto, sui giunti
e lungo i tubi, gore di catrame, calcine
di misere riparazioni. Ma vento e neve,
se stancano il piombo delle docce, la trave marcita
non la spezzano ancora.
 
Penso con qualche gioia
che un giorno, e non importa
se non ci sarò io, basterà che una rondine
si posi un attimo lì perché tutto nel vuoto precipiti
irreparabilmente, quella volando via.
(Franco Fortini, 1958)
..
La gronda, allegoria del sistema e delle istituzioni. Troppo vecchie e  troppo a lungo riparate nonostante l’evidenza dei danni strutturali, può oggi intendersi come allegoria del sistema capitalistico e liberista. In evidente collasso,  il volo di una rondine può farlo definitivamente crollare. Forza che è primavera!!! (A.M)
 
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    spartaco ha detto:

    Bellissima la poesia, altrettanto lo è il commento! La tua speranza di prima/vera Annalisa è la nostra!!!

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    Ciro Brescia ha detto:

    Mi sono stupito piacevolmente di questa casualità: postavi questa poesia proprio nel momento in cui decidevamo a Napoli che la presentazione dell’incontro con Eva Golinger sarà responsabilità della compagna Mariavittoria Tirinato del Centro Studi “Franco Fortini”…

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    Annalisa ha detto:

    -) Bello no? Salutami i compagni di Napoli e quelli del Centro Studi Franco Fortini allora. Abrazos.

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    Ciro Brescia ha detto:

    Pardon, mi dicono dalla regia che il nome della compagna si scrive Maria Vittoria Tirinato, ricercatrice presso l’Università di Siena. Saluti riportati.

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    (Franco Fortini, 1958 - da "L'ospite ingrato") ha detto:

    Forse il tempo del sangue ritornerà.
    Uomini ci sono che debbono essere uccisi.
    Padri che debbono essere derisi.
    Luoghi da profanare bestemmie da proferire
    incendi da fissare delitti da benedire.
    Ma più c’è da tornare ad un’altra pazienza
    alla feroce scienza degli oggetti alla coerenza
    nei dilemmi che abbiamo creduto oltrepassare.
    Al partito che bisogna prendere e fare.
    Cercare i nostri eguali osare riconoscerli
    lasciare che ci giudichino guidarli esser guidati
    con loro volere il bene fare con loro il male
    e il bene la realtà servire negare mutare.

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