Come sodomizzare un paese, tra la dottrina del pompino e quella del finto idiota

3 commenti

Per sodomizzare un paese vengono applicate generalmente le tecniche più disparate.
 
Quando poi neanche queste sono sufficienti si arriva alla militarizzazione, all’uso della forza e via via più su, fino ai colpi di Stato che sono un po’ la soluzione finale.
 
In Italia occorre molto, molto meno di un colpo di Stato. A un certo punto  se ulteriori dottrine non bastano, ci accontentiamo della  “dottrina Cossiga”.
 
Prima di quella  esistono soluzioni più “soft” che generalmente hanno il pregio di raggiungere un bacino d’utenza abbastanza  elevato e non comportano spargimento di sangue.
 
Ultimamente ne sono state applicate diverse, che ovviamente hanno riscosso grande consenso tra il popolo e che hanno impegnato moltissimo gli ultimi neuroni politicamente  attivi che la sinistra ha ancora a disposizione. Dopo c’è solo l’opposizione assistita…
 
La “dottrina del finto idiota” e la “dottrina del pompino” hanno riempito le pagine dei giornali, hanno movimentato tanto le redazioni dei giornali come le sale d’aspetto degli ambulatori, hanno intrattenuto amabilmente le persone in coda agli sportelli degli uffici postali, hanno fatto sghignazzare decine di parlamentari, hanno fornito voli libidici alle donne in attesa dal parrucchiere, hanno fatto fremere d’invidia per Berlusconi tutti gli uomini italiani, anche quelli che poi magari dicono di odiarlo…
 
Quanta fantasia c’è voluta, quanto ha fatto godere l’immaginario collettivo la scena del rapporto orale tra Silvio e Mara, quanti particolari abbiamo immaginato fossero emersi nelle intercettazioni delle telefonate che sicuramente non ascolteremo mai. Ci siamo più indignati o più incuriositi?
 
E se per Mara si è coniato il termine di “mignottocrazia”,  per Silvio perchè non parlare di “pappocrazia”? O perchè non dargli piuttosto il Nobel alla “genialità al potere”?
Lui tra pompini  veri o presunti e  battute degne degli Squallor, intanto è capace di far parlare soltanto di quello che decide lui…
 
Tutta l’Italia infatti  si domanda se lo abbia fatto godere più la Gelmini o la Carfagna o  se sia stato giusto chiamare “abbronzato” Barack Obama  ma non si chiede  come mai ci sono i soldi per l’Alitalia e per  i banchieri e non per le tredicesime,  oppure  cosa  ci faccia  un rappresentante dei Casalesi in Parlamento, o di  come ci siano finiti a Chiaiano 10mila tonnellate di amianto e rifiuti speciali, e la lista sarebbe lunghissima…
 
Grazie Silvio, lei sì che ci fa godere…
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    Gavino ha detto:

    Nel pomeriggio in biblioteca, ho incontrato un giornalista, segretario PD. Come il solito, avrei voluto scambiare con lui quattro chiacchiere di politica, ma mi ha solo aggiornato sulle vicende della Carfagna, della Mariastella e di Silvio. Nient’altro. Sono convinto che proprio questo vuole Berlusconi: instupidirci tutti!

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    Anonimo ha detto:

    Concordo purtroppo. Per ogni cosa che fa sia bella che brutta, la maggior parte degli italiani trovano che sia comunque geniale. Secondo me sono gli italiani, quella maggior parte, ad avere dei problemi. Lui in ogni caso sembra che si stia attenendo al precetto che vuole che che “se ne parli anche male purchè se ne parli”. ed anche noi a cercare di tirare fuori teorie sul pompino/si pompino/no maschilismo e femminismo, i maschietti ad invidiare la sua posizione e le possibilità che questa offre e le femminucce ugualmente a cercare di sfruttare le possibilità che offre l’avere a che fare con chi occupa quella posizione… immense, pare.
    Lui invece mostra il suo lato di persona normale, perchè quella è la normalità.
    Imputato, amnistiato, condannato per questioni di ben altra rilevanza, sguazza nella schifezza che ha contribuito a creare con le sue tv, ha tuttavia trovato terreno fertile negli spettatori che guardano le sue Isole dei Famosi, da distrazione di massa.
    Mi chiedo fino a che punto si debba arrivare per rendersi conto di essere con l’acqua alla gola sotto tutti gli aspetti, non solo quello economico ma soprattutto quello culturale ed informativo.
    Io credo che la colpa di questo sia per gran parte della “sinistra”.
    Lui mi ricorda un mio ex datore di lavoro, imprenditore perennemente nella cacca, ma pieno di soldi. Chiaramente sempre costantemente in causa da convenuto, citato da qualcuno a cui aveva fregato qualcosa o non pagato qualcos’altro. Ogni tanto lo vedevo andare in tribunale e chiedere al Cancelliere dove avesse parcheggiato la macchina per fargli trovare dentro il cofano l’agnello o il porchetto. L’ho visto comprare rolex d’oro rubati da rivendere presso il suo giro d’amicizie e naturalmente organizzare viaggi a Roma o Milano insieme alla sua cerchia di professionisti/amichetti. Per poi tornare e spigare la sua personale “dottrina del pompino” fatto da “quella che fa la pubblicità in televisione”.
    Non dico questo per fare del moralismo spicciolo– non me ne può fregar di meno– dico solo che il modello è proprio quello incarnato dal signore che sta lassù.

    Intanto Veltroni, per apparire giovine a fare l’acchiapposo di giovini del 2008, si iscrive su Facebook dove si dice che abbia 5ooo amici: possibile?
    possibile che abbia il tempo di scambiarsi auguri, foto, saluti con tutta quella gente? magari c’è qualcuno che segue la cosa per suo conto, cosa che la dice lunga. Una formidabile tecnica di penetrazione nel web!
    Fino ad ora appannaggio di persone che al web devono la propria esistenza/notorietà. E acchiappano, pare, cavalcando una protesta solo fine a se stessa, senza proposizione.
    Dove lo trova Veltroni il tempo per scrivere bestsellers con cui comprare appartamenti a Manhattan? tutto ok tranne il fatto che probabilmente ha venduto tutte quelle copie del suo libro per il sol

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    Anonimo ha detto:

    (segue da qui su)

    fatto d’essere a capo dell’opposizione e sfruttato quella posizione per una rendita, in una qualche misura.
    Anche in casi come questo si sfruttano le situazioni e le posizioni personali ad uso esclusivamente privato.

    fabrizio

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