Fujimori, “por qué no te callas”?
25 commentiScritto il 13 dic 2007 | 25 commenti | | In: America latina, dblog, Perù

E’ iniziato lunedì (casualmente nella stessa data in cui si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti Umani) in Perù il processo ad Alberto Fujimori per violazione dei diritti umani e corruzione.
Rischia quasi 30 anni di carcere e il pagamento di circa 34 milioni di dollari di indennizzo ai familiari delle vittime, in un processo che nel paese è considerato storico per essere la prima volta che un ex capo di stato risponde davanti alla giustizia per reati commessi durante il suo mandato.
Fujimori è accusato del sequestro e assassinio di nove studenti e di un professore dell’Università la Cantuta nel 1992 ed il massacro di altre 15 persone nel 1991 a Barrios Altos a Lima.
L’udienza è stata sospesa perchè l’imputato ha accusato ipertensione dopo avere gridato a gran voce e con le braccia in alto la sua innocenza. Il suo show gli è costato il richiamo all’ordine da parte del giudice César San Martín.
Intanto da Washington arriva un documento della DIA del 1997 che prova l’ordine dato dallo stesso Fujimori di non lasciare vivo nessun prigioniero Tupac Amaru nell’operazione di riscatto Chavín de Huántar, in cui furono uccisi a sangue freddo, nonostante si fossero arresi, i ribelli che tennero in ostaggio per quattro mesi nella sede dell’Ambasciata giapponese a Lima, centinaia di ostaggi.
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Reflexionando… La CELAC
Si bien Aram Aharonian, reconocido periodista fundador de TeleSur afirma que “hablar de una Comunidad de Estados Latinoamericanos y del Caribe significa comenzar a asumir la soberanía regional, dejando de lado el “proteccionismo” de Estados Unidos y Canadá, conscientes que las viejas recetas que nos impusieron desde hace 500 años solamente significaron dolor y penas para las grandes mayorías: exclusión social, pobreza, mientras los países centrales se quedaban con nuestros recursos naturales”...
Cuantos de nostros pueden estar seguros que la CELAC será un organismo continental capaz de acabar con estas mismas recetas, qué seguramente han cambiado de nombre (hace 500 años eran coloniales ahora son neoliberales, pasando por neocoloniales y liberales) pero que siguen empobreciendo America latina y el Caribe? Como será posible si algunos de los paises de la CELAC están completamente vinculados a estas politicas que sabemos lo que llevan es exclusión, privatizaciones, latifundios y agroindustria?(A.M)
Reflexionando… PETROCARIBE Y HONDURAS
Parece casi seguro que Honduras podrá regresar al programa Petrocaribe después de su expulsión en el 2009 a raíz del golpe de estado.
El ultimo asesinato de un campesino por sicarios en el Aguan es del dia de ayer. La represión nunca se ha parado en el silendio de la comunidad internacional. Si es verdad que los acuerdos economicos se ratifican previa evaluación de la situación de los derechos humanos en un país pedimos al gobierno venezuelano que antes de reinsertar Honduras en Petrocaribe averigue el respeto del gobierno Lobo hacia los derechos humanos del pueblo hondureño. Lo que mas asombra es la intención de la izquierda latinoamericana de reinsertar el gobierno hondureño en los circuitos economicos regionales. Honduras ya está en la Celac.
Algunos temen que el reintegro a Petrocaribe sea la puerta par regresar al ALBA. Por todo eso, esos mismos hondureños sacaron su presidente Manuel Zelaya del país.
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HONDURAS
Tegucigalpa, Honduras (C-Libre).L'avvocato José Ricardo Rosales, è stato ucciso tre giorni dopo aver denunciato che la polizia della città di Tela (dipartimento di Atlántida, violava i diritti umani dei giovani:li picchiava e li torturava. Questo aveva dichiarato al quotidiano Diario Tiempo.
Secondo il capo della polizia di Tela, Héctor Turcios, martedì 17 gennaio alle 11.30 di mattina mentre Rosales stava salendo su un veicolo blu, targa PCT3029, e stato avvicinato da tre individui che gli hanno sparato e che poi sono fuggiti.________________________
Fuente: Comité por la Libre Expresión (C-Libre).
VENEZUELA/PROPOSTA PCV
FONTE: Tribuna Popular 1/2/2012
Il Partito Comunista del Venezuela nell’ambito dell’elaborazione della Legge Organica del Lavoro propone la riduzione della giornata lavorativa da 8 a 6 ore, come d’altra parte proposto a suo tempo dallo stesso presidente Hugo Chávez.
Pedro Eusse, del comitato direttivo del PCV afferma che si tratta di una proposta volta alla creazione di nuovi posti di lavoro ma formulata anche per permettere una qualità di vita superiore per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
La Commissione Presidenziale invece sta valutando la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero a 7 ore, proposta con la quale il PCV non si trova d’accordo così come ha discordanze sulle proposte economiche che il PCV considera peggiorative della condizione degli stessi lavoratori.
E’ previsto un incontro nazionale per il prossimo 25 febbraio con un gran numero di organizzazioni sindacali e di lavoratori e il 22 marzo una gran mobilitazione nazionale durante la quale le proposte per la Legge Organica del Lavoro verranno consegnate alla Presidenza della Repubblica.
CILENI ALL’ESTERO
Organizzazioni di cileni residenti in Spagna hanno lanciato un’appello per manifestare il prossimo 17 marzo in tutti i paesi in cui si trovino comunità organizzate di cileni, chiedendo ed esigendo il diritto al voto per tutti cileni residenti all’estero.
Contrariamente a molti latinoamericani che vivono e lavorano in altri paesi, ai quali tale diritto fondamentale, quello del voto appunto, e’ garantito da anni, i cileni, ancora dopo 22 anni dal ritorno della democrazia nel loro paese si vedono negato ancora oggi tale esercizio di partecipazione ed espressione politica da una costituzione antidemocratica che risale al 1980.
ECUADOR
La segreteria di pianificazione e l'Istituto di Statistica dell' Ecuador hanno reso noto che l'incidenza della povertà e' diminuita nel paese. Dal 33,% del 2010 è scesa al 28,6 a fine 2011. Almeno 651mila persone sono uscite dalla povertà nel 2011.
ARGENTINA
Il ministro degli esteri argentino, Héctor Timerman, risponde sdegnato alle dichiarazioni del primo ministro britannico David Cameron che nei giorni scorsi aveva accusato l’Argentina di essere un “paese colonialista” per le sue pretese sulle isole Malvine. Deve trattarsi del solito humor all’inglese visto che il Regno Unito é il paese colonialista per eccellenza...
“L’Argentina non solo non e’ colonialista ma e’ un paese anticolonialista” mentre il governo britannico “rappresenta la decadenza imperiale” ha detto Timerman
L’Argentina reclama la sovranita' sulle Malvine dal 1833 quando vennero occupate da truppe inglesi. La guerra del 1982 che causo' la morte di 255 soldati britannici e oltre 650 argentini vide la vittoria degli europei.
Le dichiarazioni di Cameron hanno causato anche proteste tra la popolazione argentina.
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Atene 6 dicembre 2008. Un poliziotto fredda con un colpo di pistola un ragazzo quindicenne, Alex. Grigoropoulos, che stava in piazza a guardare e non partecipava ad alcuna azione. Appena si diffonde la notizia decine di migliaia di giovani, di disoccupati di operai di medi — liceali — universitari, si riversano sulle piazze della capitale (Atene) a manifestare la propria collera contro l’assassinio e la ferocia poliziesca. Un’enorme ondata di proteste e manifestazioni investe le maggiori città della Grecia (Chania, Iraklio, Ioannina, Kozani, Komotini, Larissa, Patrasso, Salonicco, Velos). Vengono occupate scuole e il politecnico della capitale. Vengono erette barricate. I giovanissimi, dodicenni-quattordicenni, entrano in azione dappertutto. La sollevazione contro la mano dura della polizia è spontanea e generale. Ovunque cresce l’odio e la volontà di scontro contro le forze dell’ordine rimaste l’unico baluardo della cricca di governo capeggiata dal liberal-conservatore Costas Karamanlis. E le dimostrazioni di piazza sfociano in durissimi scontri con la polizia.
En español
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DIRITTI UMANI NEWS
Buenos Aires (AP) Ottobre 2011 Un tribunale argentino ha condannato all’ergastolo 12 ex militari per crimini contro l’umanità commessi nella Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei principali e cruenti centri di detenzione dell’ultima dittatura (1976–1983).
Tra i condannati per gli 86 casi di sequestri, privazioni della libertà, torture, omicidi perpetrati contro dissidenti politici, si trova l’ex capitano di fregata Alfredo Astiz uno dei maggiori simboli della repressione militare e i militari della Marina in ritiro Jorge Acosta, Ricardo Cavallo, Jorge Radice e Antonio Pernias. Il processo, iniziato nel dicembre del 2009 è stato considerato come uno dei più importanti sulle violazioni dei diritti umani commesse contro la dittatura da parte dell’ultimo regime militare. Dall’ ESMA passarono circa 5mila detenuti, dei quali solo la metà sopravvissero.
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mi ricordo quell’aprile del 1997,quando i militari su ordine del “chino” entrarono nella ambasciata giapponese,occupata mesi prima dai militanti tupac amaru,ed ammazzarono come cani tutti coloro che si erano arresi.Per quella strage il criminale fujimori non deve piu’ uscire dal carcere.
Man mano che vengono declassificati i. documenti della Cia, “veniamo a sapere” tutto quello che abbiamo sempre saputo.
Un saluto
Cara Annalisa, quella strage fu uno dei momenti più brutti della mia vita, fino ad allora… Grazie come sempre per il tuo prezioso lavoro.
A presto.
ciao annalisa, penso di aver sbalgiato a postare. Ti segnalavo un docuementario di cui parlavano i compagni del collettivo.
Tu sei sempre molto informata, quindi chiedevo se ne sapevi qualcosa, perchè vorremmo fare degli incontri pubblici sul venezuela e molti ragazzi sono interessati al materiale visivo per le tesi. Grazie e ancora complimenti per il blog. Hasta pronto!
il bisogno di giustizia è immenso in un paese che purtroppo non riesce a scrollarsi di dosso pesanti ombre del passato che riaffiorano e si riaffermano prepotenti. che la condanna del chino,se la giustizia segue il suo corso non dovremmo attenderci sorprese eclatanti, serva da sprone alla timidissima opposizione peruviana.
Ciao Rosa, scusa non averti risposto prima, quello che so del documentario l’ho letto dal sito di Armenti e vedendo il sito degli autori, quindi non ne so più di te. Mi spiace. Se ti interessa materiale visivo prova a contattare Folliero della Patria Grande, sito che sicuramente conosci.
http://www.lapatriagrande.net
Ciao
Io ero a Lima in quei giorni e l’angustia ci corrodeva…
A proposito del documentario “la Minaccia” di cui si parlava, mi sembra difficlie che si possa definire ‘onesto’, basta andare a dare una occhiata ai commenti degli autori e la notizia dell’ANSA, un misto di banalità e luoghi comuni — in generale ed in particolare, col classico occhio dell’eurocentrico — dove si arriva ad ipotizzare più o meno velatamente alla fine del film, come fa notare la notizia ANSA, che la vera minaccia del popolo venezuelano sia proprio Chavez!
Non mi stupirebbe se certi siti lo pubblicizzino vista l’ambiguità che li contraddistinguono.
Saluti
Ciro
Un documentario sicuramente più interessante è ‘NO Volveran’ (www.giulemanidalvenezuela.net) dove si seguono le lotte degli operai per il controllo della fabbrica in cui lavorano.
Ciro grazie il commento. Hai ragione la recensione che ne fa l’ANSA è pietosa.
Ciao.
Caro Ciro, se è come dici allora mi sembra strano che i compagni del collettivo lo abbiano trovato onesto. E’ stata fatta anche un’altra proiezione in un quartiere che si chiama centocelle, in un centro occupato, e anche lì nessuno ha parlato di disonestà. Mi hanno raccontato di un bel confronto e di belle diescussioni. Io purtroppo non sono a roma, quindi non posso commentare il video. Ma neanche tu. sembri intelligente, non ti perdere in affermazioni stupide.
Cara Rosa, grazie per l’attestazione di stima. Tranquilla, non mi perdo in affermazioni stupide. s*****aggini e frustre banalità mi sembrano invece provenire non solo dal commento dell’ANSA (se fossi l’autore me ne guarderei bene dall’inserirlo nel blog, ma evidentemente è un commento che non dispiace mettere in bella vista poichè verosimilmente l’autore stesso lo trova quantomeno accettabile, e per quanto mi riguarda questo è già un segnale chiaro) ma soprattutto dalle osservazioni che enunciano nella presentazione gli autori. Trovo davvero mediocre l’impostazione di certi sedicenti giornalisti che fanno finta di essere ‘equidistanti’ e ‘superpartes’, che danno un colpo al cerchio ed una alla botte nel maldestro tentativo di non scontentare nessuno rifugiandosi nelle pieghe dell’ambiguità. I pruriti carrieristici sono davvero deprimenti. Enzo Biagi sosteneva, a mio giudizio giustamente, che non è possibile prescindere dal proprio punto di vista nell’attività giornalistica e chi pretende di poterlo fare dimostra solo di essere sciocco o ipocrita.
Saluti
Ciro
Caro Ciro, non credo che uno possa accusare chicchesia (o chicche e sia, come diceva il grande Totó) d’essere “banale”, quando poi, per polemizzare con gli autori di un documentario col quale è in disaccordo, si riduce a definirli “sedicenti” giornalisti. Tu mi sembri la riproduzione caricaturale – e probabilmente molto al di sotto della semplice banalità — d’una ormai putrefatta cultura rivoluzionaria (davvero “sedicente” in questo caso) che affida all’aggettivo, usato con sacerdotale arroganza, la condanna di tutte le opinioni (e, non di rado, anche dei fatti sui quali le opinioni si fondano) considerate non ortodosse. Se gli autori del documentario – che io non ho visto – sollevano il dubbio che proprio Chávez possa essere la vera minaccia per il popolo venezuelano, non fanno che ripetere quello che molti personaggi della sinistra — Miquilena, Baduel, Heinz Dieterich e molti altri “traditori” – già hanno scoperto. Chissà che un giorno non lo scopra anche tu.
Commento cancellato
Francesco ho tollerato i tuoi commenti poco gentili verso di me, verso gli altri non posso proprio. Se vuoi continuare a commentare modera i termini e lascia da parte insinuazioni stupide.
Saluti.
Vedo che viene fuori la vera natura di certi commenti: “Se gli autori del documentario – che io non ho visto – sollevano il dubbio che proprio Chávez possa essere la vera minaccia per il popolo venezuelano, non fanno che ripetere quello che molti personaggi della sinistra — Miquilena, Baduel, Heinz Dieterich e molti altri “traditori” – già hanno scoperto. Chissà che un giorno non lo scopra anche tu.” Hai dimenticato, prima di tutti gli altri, il “guerrigliero comunista” Teodoro Petekoff…
Mi pare che non ci sia più nulla da commentare, perchè tu hai già ‘scoperto’ grazier a Baduel e soci/socialdemocratici/riformisti/excomunisti che Chavez è il vero traditore. Anche il seminatore di bombe all’uranio impoverito Massimo D’Alema si dice di sinistra (ovviamente borghese) ma io, fortunatamente, con questa feccia non ho nulla a che fare. Auguri.
Sono stato troppo ottimista Ciro. Tu appartieni a coloro che hanno visto la Luce. E come tutti quelli che hanno visto la Luce tu non hai piu nulla da scoprire. Ed e’ giusto che ti si lasci in pace mentre, genuflesso, reciti le preghiere di fronte all’Uomo della Provvidenza. Amen
Se tu credi così fai pure, io non credo perchè sono semplicemente ateo e non mi interessano nè le preghiere nè gli uomini della provvidenza però ho l’onestà intellettuale di riconoscere un essere umano, Hugo Chavez Frias, che sta mettendo a servizio della collettività la sua intera esistenza e soprattutto a rischio permanente della sua propria stessa vita. Quanti sarebbero capaci di fare ciò? Agli esseri umani come lui e il Comandante Fidel Castro Ruz va tutto il mio rispetto e tutta la mia umana considerazione e di certa gentucola che si permette addirittura di insinuare il dubbio che siano loro ‘i traditori del popolo’, come pleonasmi storici, nessuno ne avrà memoria e nessuno ne avvertirà la mancanza.
Il pericolo più grande che corre l’umanità oggi non sono i ‘fascisti’ i ‘reazionari’, nemici facilmente identificabili in quanto tali, ma certi subdoli, ipocriti, squallidi ed opportunisti sedicenti di ‘sinistra’, che oggi in Italia trovi con facilità in tutte i partiti istituzionali, sia di quelli definiti moderati sia di quelli che i giornali definiscono di ‘sinistra radicale’ e probabilmente anche nelle organizzazioni sociopolitiche extra o para-istituzionali. Vedi certi soggetti tipo Angela Nocioni che scrive oscenità su quel fogliaccio che è diventato Liberazione, che ormai e per fortuna quasi più nessuno legge. Quando loro parlano va in onda il nulla.
Chavez ha “messo la sua intera esistenza al servizio della collettivita” o, piu credibilmente, pretende che tutta la collettivita’ si metta al suo servizio? Il giorno in cui riuscirai a prendere quantomeno in considerazione questa seconda ipotesi, sarai un laico, caro Ciro. Per ora sei soltanto un uomo in ginocchio di fronte al suo Uomo della Provvidenza. Mi auguro sinceramente che tu riesca, al piu’ presto, a rimetterti in piedi.
Caro Don mc,
ognuno si mette in ginocchio davanti a che crede ne valga la pena, e tu ti sei chiesto quanti inginocchiatoio hai cambiato nel corso della tua lunga vita.
Sono un vero ateo anch’io, non mi inginoccho davanti a nessuno, ma mi inginoccho davanti al lavoro che sta facendo Chavez.
Io forse posso parlare, perchè il documentario l’ho visto ieri a Salerno.
Ecco: commentatori contro o a favore , cortesemente, esprimetevi quando avrete visto il lavoro. E’ davvero un bel prodotto. E’ stato anche comprato dalla rai e poi, per ragioni sconosciute, mai mandato in onda, anzi,sembra che quando andrà in onda sarà ritoccato e tagliuzzato. Questo dovrebbe fare riflettere tutti voi. Gli autori sono giovani e coraggiosi, non hanno neanche voluto sollevare mezza polemica su questa storiaccia della rai, potevano farlo e cavalcare l’onda. Almeno per questo, e perchè nessuno di voi lo ha visto, io mi risparmierei commenti.
Ciro, scusa…ma tu sai solo accusare quello che non conosci? ma perchè prima non ti informi? non arrivi a capire che, comunque sia scritta, una pagina dell’ansa può essere importante per chi fa documentari (e non giornalismo, altrimenti sarebbe sempre sull’ansa o avrebbe visibilità)?
non ci arrivi?
non è che il prurito ce l’hai tu?
non capisci che chi fa documentari e magari se li autofinanzia con sacrifici e speranze vada rispettato? ma tu da dove vieni? e parli tanto di rivoluzione…
neanche hai visto nulla e parli, sparli, offendi, ti attacchi ad un’ansa. Ma perchè prima non lo vedi, che magari hai qualcos’altro su cui sparlare..
Infatti, cara Rosa, la questione non e sul film, ma ancora prima, sui commenti degli autori oltre a quelli dell Ansa, mi sembra ovvio, come mi sembra ovvio che chi ritiene che Chavez @piu credibilmente, pretende che tutta la collettivita’ si metta al suo servizio@ e– soltanto in cattiva fede.
Ecco che cosa scrivono gli ultraisquirdisti trotkisti della LIT appoggiati dal salernitano Valerio Torre del Partito d’Alternativa Comunista, che siano gli ispiriatori del documentario di cui sopra?:
“…non esisteva alcuna minaccia di golpe di destra e che, al contrario, la vera minaccia alle libertà democratiche e ai diritti dei lavoratori proveniva dallo stesso governo Chávez.“
Chavez il vero nemico del popolo. Incredibile!
http://www.progettocomunista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=670&Itemid=1
…di quinte colonne ne siamo pieni!
Comunque…Alberto Fujimori 25 anni di carcere non glieli toglie nessuno.….